Capitolo 20
Lexi sussultò sulle proprie gambe, il suo petto scoperto si alzava e si abbassava. Sentiva le spalline del reggiseno bruciarle la pelle, con l'indice si tirò su per il ponte del naso gli occhiali neri, deglutì rumorosamente quando la mano grande di Calum le bloccò il polso.
Lo rimise lungo il suo fianco prima di prendere le aste degli occhiali.
-Non voglio niente tra di noi.- sussurrò -Neanche cinque millimetri di vetro.-
Posò sul comodino gli occhiali prima di attirare verso di se la ragazza con gli occhi grandi, spalancati per vederci meglio. Si appoggiò al petto di Calum con le mani quando sentì la presa forte del ragazzo sui propri fianchi.
I capelli rossi arruffati le ricadevano sul viso affannando di più il suo respiro. E quegli occhi neri la guardavano, avevano lo sguardo di chi si perde nel nulla. Di chi guarda così attraverso le cose che non si concentra si nessuna di esse, perdendosi.
Una mano si mosse dal fianco di Lexi fino a salire alla sua vita, il polpastrello dell'indice giocava con il gancetto del reggiseno nero.
Lei chiuse gli occhi. Cosa poteva fare? Sarebbe tornata strisciando per quel tocco.
-Mi spiace interrompere questo.- biascicò Calum sfiorando con le labbra carnose la clavicola di Lexi -Ma sono costantemente sulla soglia del tentativo di baciarti.-
Il petto di Lexi battè più forte, mani tremanti la toccarono. Un leggero rumore le uscì dalle labbra schiuse. Calum raddrizzò il collo osservandola. La tirò a se premendo le labbra contro quelle della ragazza.
Respirò pesantemente premendo il più possibile il corpo di Lexi contro il suo.
Calum schiuse le bocca e Lexi si piegò su se stessa stringendogli le guance con i palmi delle mani piccole.
Fece scivolare lentamente le dita tra i capelli neri come la pece del ragazzo approfondendo il bacio. La schiena di Calum fece scricchiolare la testiera del letto quando il peso di tutti e due i corpi premette contro di essa.
Lexi tirò leggermente le punte dei capelli corti dopo che lui le aveva pizzicato i fianchi. Un sospiro scivolò fuori dalla lingua di Calum prima i echeggiare nella bocca di Lexi.
-Ancora.- soffiò -Fallo ancora.-
Mentre la ragazza tirò i capelli sorridendo, lui ribaltò le posizioni, facendo scivolare il corpo semi nudo di Lexi sotto il suo.
Un altro sospirò accompagnò i movimenti rudi di Calum, appoggiò i gomiti ai lati del viso della ragazza prima di piegarsi su di lei e continuare a baciarla.
Le mani di Lexi continuavano a muoversi sulla schiena tonica di Calum, sentiva i muscoli tendersi quando respirava o i bicipiti tendersi quando caricava troppo il peso su di essi.
La ragazza alzò le ginocchia, incrociando le gambe alla vita di Calum.
-Dio mio.- mugugnò.
Aveva quella sensazione di non poterla lasciare, strinse i suoi fianchi accasciandosi su di lei. Mentre aveva il viso nel suo collo lasciava dei baci leggeri sulla pelle tesa.
Poi, come quando si ascolta una canzone all'infinito, si addormentò su quel petto che si alzava e si abbassava come una nave che lo portava lentamente alla deriva.
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Un odore acre fece arricciare il naso di Lexi, si piegò su se stessa stringendo il cuscino e toccando con la pancia nuda le gambe coperte dai pantaloni. Arrossì leggermente ad occhi chiusi.
-Ti ho visto.-
Il rosso sul viso di Lexi si intensificò a sentire il tono della voce di Calum. Aprì gli occhi vedendo il ragazzo appoggiato alla finestra, l'odore acre usciva dalla piccola sigaretta bianca che era tenuta dall'indice e dal medio di Calum. Se la portò alle labbra, sorridendo.
Lexi si sedette alzando le braccia al cielo, stiracchiandosi.
Lui gettò la sigaretta fuori dalla finestra prima di buttarsi di fianco a Lexi e spingerla sopra il suo petto.
Lei ridacchiò spalancando gli occhi ancora senza occhiali. Passò un dito sulla sua spalla trovando il suo percorso sulle vene in evidenza, scese fino all'avambraccio. Un piccola rondine svolazzava sulla sua pelle scura.
-È bello.- disse sotto voce.
La leggera luce del mattino illuminava un lato del viso marcato di Calum, annuì passando una mano tra i capelli rossi di Lexi.
-Cosa significa?-
-L'avevo fatto per Joenelle,- disse -il giorno dopo che era nata.-
Lexi sorrise annuendo, si ricordava ancora quando, la prima volta che da entrata in quella casa, Calum chiuse sua sorella nella sua cameretta. Chiuse gli occhi.
-Fra un po' devi andare vero?-
La ragazza sospirò alzandosi, percorse la stanza prendendo la maglia caduta dal letto durante la notte. Se la infilò velocemente per poi riposare lo sguardo su Calum, lo abbassò quando lo scoprì fissarla.
-Non arrossire.- soffiò mentre la guardava mettersi gli occhiali.
Lexi annuì in silenzio, prese lo zaino passandoselo sulle spalle.
-Sei bella,- la interruppe -non te l'ho mai detto ma l'ho sempre pensato.-
Si alzò dal letto avvicinandosi a lei. Si piegò verso il suo viso prima di stamparle un bacio all'angolo della bocca.
Ghignò avvicinandosi di nuovo alla bocca, erano come pioggia e Calum era come le nuvole.
Grigie, scure ma riempite di pioggia.
Si staccò incrociando le braccia al petto.
-Andiamo, su.-
Si mise una maglietta prima di prendere la mano di Lexi e trascinarla giù dalle scale. Sua madre era uscita con la sorella mentre Karen trafficava in cucina.
-Arrivederci.- disse sorridendo.
La donna fece un cenno ricambiando il sorriso.
Calum pedalò fino davanti a casa della ragazza.
-Ci sentiamo.- urlò la ragazza correndo verso la porta.
-Ti chiamo.- precisò Calum ridendo.
Lexi annuì chiudendo la porta dietro i se, fece cadere lo zaino. Si fermò restando in piedi quando vide i suoi genitori in salotto. Avevano le braccia incrociate, sia madre stringeva il telefono tra le dita.
Suo padre indicò il divano.
-Siediti.- ordinò -Dobbiamo parlare.-
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