Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

|Not a game| |Kenma Kozume|

I'm not here for games.
This love isn't the type you find at the playground;
it's the type for the young at heart,
but not the young at mind.

-Pierre Jeanty.

Una leggera brezza rinfrescava l'interno del piccolo appartamento, in quel momento sottoposto alla prepotente afa estiva.
Le finestre, del tutto spalancate, lasciavano entrare, oltre al venticello, i caldi raggi solari, che non facevano altro se non infastidire la figura accucciata sul divano.
Avrebbe preferito chiudere tutte le finestre, abbassare le tapparelle e starsene al buio, ma se lo avesse fatto sarebbe di sicuro morto di caldo, ed in quel momento era l'ultima cosa che voleva, dopo aver finalmente comprato il videogioco che aspettava da mesi.
Quella mattina, si era affrettato come mai nella sua vita a raggiungere il suo negozio di fiducia, e il direttore, avendolo preso in simpatia, gli aveva assicurato che gli avrebbe tenuto una copia.
Così, nonostante avesse promesso di mettere a posto la casa, quando tornò nel suo piccolo appartamento, non ebbe esitazioni, e con una corsa si affrettò in camera da letto a prendere il suo amato Nintendo, con il quale si scaraventò poi sul divano.
Senza troppi giri di parole, tolse la confezione dal sacchetto di plastica, buttandolo a terra, seguito poi dal contenitore rigido, dal quale tutti i fogliettini pieni di istruzioni, uscirono, sparpagliandosi sul tappeto nero.
Non ci fece molto caso, ed infilò la schedina all'interno della console, accendendola successivamente.
La forte luce dello schermo gli colpì prepotentemente gli occhi, che dovette sbattere un paio di volte per riacquistare a dovere la vista.
Continuò a giocare, muovendo abilmente le dita sul launchpad e sui quattro tasti sul lato destro.
Non gli serviva alcun tipo di tutorial, era talmente spedito che completava ogni obbiettivo in un tempo record, mantenendo ovviamente la sua espressione calma ed annoiata, nonostante dentro fosse felice quanto un bambino.
Ma quell'eccitazione durò ben poco, o perlomeno fino a quando non sentì la serratura della porta di casa aprirsi.
Vide sul pavimento l'ombra della figura in controluce, e tutto quello che poté fare fu deglutire rumorosamente.
"Kenma.. Cos'è tutto questo casino?"
Alla freddezza di quella voce che lui tanto conosceva, i capelli biondi tinti di Kenma si rizzarono, e la pelle d'oca gli invase il corpo.
Girò lentamente il capo, cercando di nascondere il terrore che stava provando in quel momento.
Sull'uscio della porta stanziava una minuta figura, con le mani ricolme di buste della spesa, ed un'espressione di pura rabbia in viso.
I [l/c] capelli [c/c] erano raccolti in una coda di cavallo, che lasciava il collo sudato del tutto scoperto.
La pelle era madida di sudore, e luccicava a contatto con i raggi del sole.
Qualche gocciolina le rigava il dolce viso, in quel momento contratto di rabbia, così tanto da farle mordere il labbro inferiore per non urlare.
Era stata categorica con il ragazzo prima di andare a fare la spesa: o metteva a posto la casa, o tutti i suoi videogiochi erano andati, per sempre.
Così, quando aprì la porta del loro piccolo appartamento, e lo trovò ancora più in disordine di quando era uscita, con il fidanzato beatamente spaparanzato sul divano, le vennero i nervi a fior di pelle.
Entrò in casa, chiuse la porta, e buttò violentemente le buste sul pavimento, ottenendo un sussulto da parte del ragazzo.
Lo osservò tagliente con i suoi occhi [c/o], dentro ai quali Kozume avrebbe giurato di vedere un'incendio.
"Vuoi spiegarmi che cosa stai facendo, Kozume?"
Quando lo chiamava per cognome, Kenma poteva star certo di essere in guai, guai molto seri.
Chiuse la console, solo per appiccicarsi meglio al bracciolo del divano, mentre la ragazza si avvicinava, minacciosa.
"Ti avevo chiesto di mettere a posto la casa, o sbaglio?"
Impaurito e tremante come un gatto in un temporale, Kozume annuì piano.
"E allora perché non l'hai fatto? Ha avuto tutto il tempo necessario, mi sembra."
Continuò ad avanzare verso il biondo, fino a quando non calpestò qualcosa di duro, che le fece abbassare lo sguardo.
Ancora sotto al suo piede, giaceva il contenitore nuovo di zecca di un videogioco, del quale era sicura Kenma avesse parlato, anche se solo di sfuggita.
Si accucciò a raccogliere la confezione, osservandola per qualche secondo, mentre i suoi pensieri si affittivano, e le preoccupazioni di Kenma aumentavano.
Davvero erano così importanti i videogiochi per lui?
Tanto da non voler aiutare la propria ragazza?
Faceva così tanto per lui, ma questi suoi comportamenti non riusciva ad accettarli, certe volte si sentiva sua madre, di certo non una fidanzata.
Passava gran parte del suo tempo attaccato ad ogni genere di apparecchio elettronico, ed il resto lo utilizzava per dormire e mangiare.
Sembrava non ci fosse spazio per lei nella sua vita.
Ed osservando l'immagine della confezione, la vista le cominciò ad offuscarsi, fino a far scendere qualche lacrima lungo le sue goti rosse.
Strinse la dura plastica tra le sue mani prima di scaraventarla contro al biondo, del tutto inerme dinanzi a tanta rabbia.
Si alzò di scatto da terra, il viso rosso e bagnato dalle lacrime, che arrivarono fino alla smorfia che stavano creando le labbra.
"Preferisci i videogiochi? Bene, tieniteli! E falli diventare la tua nuova vita se è questo che vuoi!"
Gli urlò contro con così tanta furia che Kenma cominciò a tremare.
Non capiva tutta quella agitazione.
Si stava solo divertendo un po', d'altronde era un qualcosa di innocente.
E quando [T/n] si allontanò di tutta fretta da lui, sbattendo i piedi a terra e chiudendo con un tonfo la porta di camera loro, una volta raggiunta, Kozume fece un sospiro di sollievo, alzò le spalle, e tornò a giocare, sicuro che se l'avesse lasciata stare per un po', le sarebbe passata.

L'oscurità aveva avvolto lentamente il salotto, lasciando come unica fonte di luce lo schermo del Nintendo, con il quale Kenma stava ancora giocando.
Gli occhi gli bruciavano, e le palpebre quasi si chiudevano da sole, ma non poteva addormentarsi proprio in quel momento, non quando era finalmente riuscito ad arrivare all'ultimo dungeon.
Il suo corpo, però, sembrava non reggere più la stanchezza, ed ogni movimento, anche il più piccolo, gli costava un'immensa fatica.
Decise, quindi, che per essere più fresco durante l'ultima battaglia, avrebbe chiuso gli occhi per una mezzoretta, lasciando stare la console.
Chiuse quindi il Nintendo, e si mise comodo sul divano, accoccolandosi contro lo schienale.
Certo, avrebbe preferito essere nel suo letto, abbracciato alla propria ragazza e cullato dal battito del suo cuore, ma non era certo che l'arrabbiatura le fosse passata, e Kenma preferiva evitare ogni tipo di scontro.
Quindi, anche se a malincuore, si abbandonò per un po' al sonno che lo invadeva.
All'inizio, tutto ciò che riusciva a vedere, era oscurità, nera come la pece, mentre intorno a lui c'era un silenzio assordante.
Era sicuro di star dormendo, ma poi, tutto cambiò.
Una potente luce gli colpì le palpebre, facendogliele serrare di conseguenza, mentre in sottofondo era udibile una voce, anche se ovattata.
Ancora intontito, ed accecato, Kozume si stiracchiò, allungando i suoi arti, constatando però, che non si trovava più sul divano di casa sua, ma su un terreno duro ed erboso.
Si tirò su a sedere, strofinandosi un'occhio nel mentre che apriva lentamente l'altro.
"Finalmente ti sei svegliato! Hai idea di quanto io abbia urlato? Mi devi delle spiegazioni!"
Quando quelle urla gli giunsero alle orecchie, aprì di scatto gli occhi, spaventato.
Davanti a sé, con le braccia sui fianchi ed il viso a pochi centimetri dal suo, si trovava [T/n], vestita come mai l'aveva vista.
Indosso aveva una corazza nera, ornata con le più particolari incisioni, mentre attaccata alla cintura, che stringeva i pantaloni di tessuto nero, c'era una spada argentata, lucente.
Ai piedi, indossava degli stivali di cuoio nero che le arrivavano poco sotto al ginocchio.
Il suo viso, invece, era ricolmo d'ira e frustrazione, che fece salire un brivido lungo la spina dorsale di Kenma.
"Perché sei vestita così?"
Il biondo vide perfettamente una vena gonfiarsi sulla fronte di lei, resa visibile grazie ai capelli raccolti in una semplice coda.
"Dovresti dirmelo tu! Mi sono svegliata poco fa e adesso mi trovo con questi vestiti addosso insieme a te! Ma non è che tu sia vestito meglio eh!"
Kenma, confuso, corrucciò le sopracciglia ed abbassò lo sguardo sul suo corpo.
"Non capisco cosa tu voglia-"
Le parole gli morirono in gola quando vide un abbigliamento decisamente diverso dal suo pigiama estivo.
Infatti, addosso, aveva una casacca nera, che copriva fino al bacino, tagliata in più parti sulle braccia, lasciando così intravedere il tessuto rosso acceso del kimono sottostante.
Ai piedi aveva dei semplici sandali di legno, quasi coperti dallo strascico del vestito, che andava a sfumare, verso il basso, in bianco.
"E credo ci sia qualcosa che non va anche con il tuo viso, Kenma."
Il viso del biondo, era infatti, la cosa che più aveva scombussolato la ragazza quando aveva visto il fidanzato.
La forma degli occhi si era allungata, e ad evidenziarne il cambiamento era stato il trucco rosso che era comparso sulle palpebre e sulle sue gote.
La pupilla, inoltre, si era ridotta ad una fessura, lasciando che il colore dominante fosse quello dell'ambra, e [T/n] non poté fare a meno di pensare che assomigliasse ancora di più ad un gatto.
Ma la stranezza più grande erano forse le sue orecchie, non più di forma ovale, ma allungate innaturalmente, così tanto che la loro punta spuntava da sotto i capelli biondi del ragazzo.
Quest'ultimo, dopo aver dato un primo sguardo al suo abbigliamento, iniziò a toccarsi il viso, percorrendolo in ogni sua minima curva, finendo poi per toccarsi le orecchie, che si accarezzò per più tempo, con gli occhi spalancati.
"Sei proprio strano così, guarda."
Ridendo sotto ai baffi, anche se ancora irritata, la [c/c] porse l'impugnatura della lucente spada a Kozume, che non si fece ripetere due volte l'offerta, iniziando a specchiarsi sulla lama mentre [T/n] iniziò a perlustrare la zona.
Il biondo osservò sconvolto il suo riflesso.
Non poteva credere a quello che stava accadendo, era troppo surreale, ma a dir poco meraviglioso.
Un piccolo sorriso fece capolino sulle sue labbra quando passò nuovamente la mano sinistra su una delle sue orecchie a punta.
"Sono un elfo.."
"Hei Kenma! Cos'è questo?"
Kozume si voltò verso la voce che lo aveva chiamato, solo per trovare la [c/c] accucciata vicino ad un lungo bastone di legno, che sembrava contorcersi sulla parte superiore.
[T/n] allungò una mano verso esso, ma quando il biondo realizzò cosa veramente fosse quello strano oggetto, era troppo tardi.
"[T/n], non lo tocca-"
Quando le dita di lei sfiorarono la superficie ruvida del bastone, la sua estremità sembrò riscaldarsi, emettendo al contempo stesso una luce accecante, che venne sprigionata con un potente raggio contro un coniglio che, innocentemente, saltellava nei dintorni.
La potenza del colpo fu talmente forte che [T/n] venne scaraventata qualche metro più in là, mentre del coniglio rimase solo la carne cruda, fluttuante a qualche centimetro dal pavimento.
"[T/n]!"
Spaventato, Kozume corse in soccorso della fidanzata, che ancora accecata dalla potente luce, e dolorante dall'impatto con il duro terreno, era sdraiata a terra.
"Stai bene?"
Scrutò ogni singolo angolo del corpo della ragazza, ma con suo grande sollievo non sembravano esserci ferite.
Ma il sollievo durò poco, perché quando spostò lo sguardo sul viso di lei, quello che vide gli congelò il sangue nelle vene.
Il suo intero volto trasmetteva solo quanto fosse arrabbiata, ed era l'unica cosa che Kenma avrebbe voluto evitare, soprattutto in un momento come quello.
"Mi vuoi spiegare che diamine sta succedendo?"
La sua voce sembrava quasi calma, ma Kenma riuscì a sentire quanto si stesse incrinando, il tutto dovuto alla rabbia che le stava crescendo dentro.
Kozume deglutì.
Ed ora come faccio a dirglielo? Si arrabbierà ancora di più..
"Allora Kenma? Sto aspettando."
Mentre il viso del biondo era ricolmo di indecisione, ed una paura nascosta, [T/n] si alzò a sedere, continuando ad osservare insistentemente il ragazzo, che non poté fare a meno di sentirsi una pesante ansia addosso.
"Credo che, forse..."
"Forse, cosa?"
Iniziò a torturarsi le mani, nervoso.
"Ecco.. Forse siamo finiti nel mio nuovo videogioco.."
Dopo aver pronunciato quelle parole, l'elfo serrò gli occhi, pronto a ricevere la sfuriata che la fidanzata gli avrebbe sicuramente fatto. Ma più aspettava, più il silenzio gli riempiva le orecchie.
Decise di riaprire gli occhi, ed il viso sconvolto della ragazza gli riempì la visuale.
[T/n] sollevò tremante una mano, portandosela al viso.
"Aspetta un secondo.. Tu stai cercando di dirmi che ora, in questo momento, ci troviamo dentro a quel dannato gioco per il quale tu sei stato rintanato in casa, tutto il giorno?"
Il biondo si ritrovò ad arricciare il naso, infastidito dagli insulti che la ragazza aveva rivolto al videogame per il quale aveva atteso così tanto, ma annuì, non proferendo parola.
"Questa cosa è da pazzi.. Insomma, come fai ad esserne così sicuro?"
E per la prima volta in tutta la giornata, [T/n] gli rivolse uno sguardo che non sembrava volerlo disintegrare, anzi, lo osservava in attesa di spiegazioni.
Kozume si voltò verso la carne di coniglio fluttuante, indicandola con un dito.
"Quello è un drop, può essere cibo, che viene lasciato dagli animali che uccidi, oppure oggetti, lasciati dai nemici che sconfiggi."
Si girò poi a guardare il bastone che precedentemente aveva ucciso il coniglio, quasi ridendo quando notò l'espressione di puro disprezzo sul volto di [T/n].
"Invece quella è una delle armi che si ha a disposizione se sconfiggi un determinato boss e se scegli la categoria 'mago'."
"E tu hai scelto quella.. Non è vero?"
Ormai rassegnata, [T/n] aspettò una sua risposta affermativa prima di abbassare la testa con uno sbuffo rumoroso.
"E come facciamo ad uscire di qui?"
Uscire?
Davvero voleva andarsene?
Perché avrebbe dovuto volerlo?
Era un mondo così fantastico! Ovviamente se non si teneva in considerazione il fatto che stava per essere arrostita da un raggio di luce.
Il biondo si ritrovò a pensare seriamente alla possibilità di rimanere all'interno di quel videogioco.
Lì tutto era dettato dal suo volere.
Poteva dormire tutto il giorno, oppure combattere qualche boss, senza che nessun gli dicesse di pulire la casa.
Riportò la sua attenzione alla figura della fidanzata davanti a lui, e pensò che non ci sarebbe stato nulla di male se avesse voluto spendere un po' del suo tempo in quell'incredibile mondo.
Voleva godersela il più possibile prima di tornare alla sua monotono quotidianità, dove la vita che più desiderava vivere, era dentro il suo Nintendo.
Perché sapeva, che se fosse uscita [T/n], se ne sarebbe dovuto andare anche lui.
Secondo Kenma, l'opzione più plausibile per uscire dal gioco, era quella di sconfiggere l'ultimo boss, ed il dungeon nel quale giaceva era proprio in quella foresta. Ma aveva scoperto, parlando con qualche abitante delle città vicine, che tra quel fogliame, oltre all'ultimo dungeon, si trovava anche una grotta misteriosa, dentro alla quale si credeva risiedesse una creatura, capace di droppare un'arma di incredibile potere, a cui Kozume non avrebbe rinunciato per nulla al mondo.
Non si fece dunque scappare l'occasione, e prese la palla al balzo.
"Non so precisamente dove, ma qui nei dintorni dovrebbe esserci una grotta. Se riusciamo a sconfiggere il boss che è lì dentro forse riusciremo ad uscire."
[T/n] si strofinò una mano sul collo, un'espressione svogliata in viso, e si limitò a rimettersi in piedi, affiancata dal biondo, che le stette vicino, pronto a sorreggerla in caso le sue gambe non fossero riuscite a reggerla.
La ragazza puntò poi gli occhi sul bastone, guardandolo con irritazione, come se il bastone l'avesse fatto di proposito a scaraventarla via, ma con un pizzico di curiosità.
"E senti, io non ho nessun potere?"
Kenma la guardò leggermente divertito dalla sua ignoranza sul mondo dei videogames.
"Tu fai parte della categoria 'guerriero', quindi no, non hai nessun potere. Tutto quello che puoi usare sono le armi, ma non quelle magiche."
Alla risposta del fidanzato, [T/n] sbuffò irritata, chiedendosi perché dovevano capitare proprio tutte a lei.
Era capitata in un mondo dentro il quale tutto era possibile, e lei finiva a far parte proprio della categoria più comune, quella che non aveva nessuna caratteristica speciale!
Dopo che entrambi ripresero le rispettive armi, iniziarono la ricerca della grotta misteriosa, seguendo le indicazioni che Kenma era riuscito a raccogliere.
Dovettero superare qualche enigma durante il tragitto, oppure qualche ostacolo che la natura aveva deciso di mettere per ostacolare il loro viaggio, ma riuscirono a superare ogni difficoltà, e finalmente trovarono l'entrata della grotta.
Il suo interno era del tutto buio, e probabilmente, una volta dentro, non sarebbero nemmeno riusciti a vedere la punta del loro naso.
Era ben nascosta nella vegetazione, ma due enormi statue vicino all'ingresso avevano reso facile il suo avvistamento.
Kenma, ormai abituato, fece per entrare nell'oscurità con passo deciso, il bastone già proteso davanti a sé, illuminato, ma una presa sul braccio lo fermò.
[T/n] era dietro di lui, le mani le tremavano un poco, il viso era abbassato e le spalle erano ricurve, quasi fosse una posizione di difesa.
"N-non ci succederà niente.. Vero?"
Il biondo la guardò spaesato.
Erano poche le volte durante le quali [T/n] mostrava la sua insicurezza e la sua fragilità, come in quel momento, e si faceva vedere così soltanto con il fidanzato, ancora insicuro sul comportamento da assumere in quelle circostanze.
Incerto, tolse il braccio dalla presa della ragazza, iniziando poi ad accarezzarle dolcemente la testa, titubante.
Le guance gli si erano colorate di una leggera sfumatura rosata ed il cuore aveva iniziato a battergli più velocemente, ma nonostante ciò continuò a strofinare la mano sul capo di [T/n], sorpresa dal gesto del ragazzo.
"Non succederà niente, basta che tu stia dietro di me, mi occuperò di tutto. Va bene?"
La [c/c] lo guardò preoccupata prima di afferrare la mano che era ancora poggiata sui suoi capelli.
"Non voglio tu ti faccia male Kenma.. Solo per questo stupido gioco..."
Il cuore di Kozume perse un battito a sentire il suo nome venir pronunciato dalle labbra della ragazza.
Non pensava potesse preoccuparsi così tanto per lui.
Era per quello che lo sgridava sempre? Perché si preoccupava..?
Sentì le guance calde, ma riuscì a nasconderle afferrando la mano di lei saldamente ed iniziando ad inoltrarsi nella grotta oscura.
"Tu fidati di me, andrà tutto bene."
A quelle parole, [T/n] sorrise leggermente, continuando a seguire il biondo, tenendosi aggrappata alla sua delicata mano.
Proseguirono al buio, la strada visibile solo grazie alla luce scaturita dal bastone che Kenma stringeva nella mano sinistra.
Era tutto così tranquillo, forse troppo.
Stranamente, non si sentivano osservati, la strada non era in nessun modo divisa in più parti, non c'erano vicoli ciechi, né enigmi impossibili.
I nemici sembravano inesistenti, e tutto quello che si trovavano davanti era un percorso dritto, che presto li portò ad una enorme porta di bronzo, socchiusa.
[T/n] deglutì, aumentando la presa sulla mano di Kozume, anche lui stranito da quel dungeon, così diverso da tutti quelli che aveva esplorato fino a quel momento.
Si avvicinò alla porta, aprendola tanto quanto bastava a permettere l'entrata ad entrambi, e l'ambiente che si ritrovò davanti era a dir poco deludente.
Si trovavano in una gigantesca stanza tondeggiante, illuminata da alcune fiaccole attaccate alla parete, ma nessuno sembrava vivere lì dentro da anni.
Nonostante questo, Kenma, non volendo arrendersi, lasciò andare la mano della fidanzata, sussurrandole un flebile "Resta qui" prima di avvicinarsi al centro della stanza, sul quale pavimento si trovavano diverse incisioni, scritte in una lingua che [T/n] stentava a credere esistesse.
A Kozume, invece, si illuminarono gli occhi quando capì che, quelle incisioni, erano scritte in elfico.
Iniziò a leggerle ad alta voce, e quando finì di pronunciare la prima parola, l'incisione sul pavimento si illuminò di un'abbagliante luce giallognola, ed una delle tante fiaccole si spense all'improvviso, spaventando la ragazza.
Continuava a leggere, e ad ogni parola, le incisioni si illuminavano, così come le fiaccole si spegnevano gradualmente, fino a rimanere con un'unica torcia ad illuminare l'ambiente, insieme alla luce delle scritte.
E quando anche l'ultima parola venne pronunciata, il buio avvolse i due ragazzi, così come sentirono una terza presenza in quella stanza.
"Kenma..?"
Appena il sussurro di [T/n] arrivò alle orecchie del biondo, un ringhio gutturale riempì la stanza, seguito dalla riapparsa del fuoco sulle numerose torce, illuminando così il gigantesco corpo di una tigre dal candido pelo bianco.
Aveva enormi fauci, dalle quali sporgevano gli aguzzi canini d'avorio, gli occhi azzurri come il ghiaccio avevano gelato il sangue nelle vene della [c/c], mentre il suo enorme corpo, che occupava gran parte della stanza, era in posizione d'attacco, rivolto verso Kenma.
Prima che potesse avventarsi su di lui, l'elfo riuscì a spostarsi, buttandosi a terra, lasciando così il felino a bocca asciutta.
Protese il bastone verso l'imponente figura, colpendola con una vasta fiammata, che infuocò l'intero corpo dell'animale.
Lentamente, la tigre iniziò a dissolversi tra le sue urla di dolore, fino a scomparire completamente, accompagnata da qualche luccichio.
[T/n] tirò un sospiro di sollievo, ma Kenma sentiva che non era ancora finita.
Si avvicinò al punto nel quale il felino era scomparso, constatando che nessun drop era stato lasciato.
"Kenma!"
Un urlo precedette dei passi affrettati, seguiti poi da un ruggito.
Il biondo si sentì spingere verso la sua destra, mentre la figura della [c/c] veniva prepotentemente scaraventata verso la parete da una gigantesca zampa bianca, creando varie crepe sul muro.
Il terrore riempì gli ambrati occhi del biondo quando si ritrovò davanti il musone della tigre, che sembrava guardarlo con un ghigno dipinto in viso.
Poco prima, infatti, la tigre era riapparsa alle spalle dell'elfo, salvato dalla fidanzata, accortasi della presenza del felino, ed aveva ricevuto il colpo al posto suo.
Quando però l'animale aprì nuovamente le fauci, quello che si ritrovò a dovere mangiare fu una lastra di ghiaccio, che le trapassò il corpo, stavolta dissolvendola per sempre.
E mentre l'arma droppata cadeva sul pavimento, Kenma accorse verso la figura della ragazza, accasciata a terra.
"[T/n]![T/n]! Rispondimi!"
Lentamente il suo corpo stava iniziando a scomparire, lasciando tra le mani del mago, ormai in lacrime, una sensazione di vuoto.
E quando la ragazza non fu più tra le sue braccia, Kozume emise un urlo straziante, e sentì il suo cuore venir lacerato sadicamente.

"Ah!"
Madido di sudore, il biondo si mise a sedere sul comodo divano, con i capelli attaccati al viso, che gli impedivano una vista completa.
Si guardò attorno, notando, anche se all'oscurità, tutti mobili del suo piccolo appartamento.
Percorse ogni angolo, fino ad arrivare a divano sul quale era seduto, e ai cui piedi giaceva la confezione del gioco che aveva comprato quella mattina.
Era stato.. Tutto un sogno?
Si guardò le mani, ed il ricordo del corpo di [T/n] che scompariva gli riapparve nitido.
[T/n]! Se era un sogno, lei era ancora viva!
Senza esitazioni, scavalcò il divano, dirigendosi frettolosamente verso la loro camera da letto.
Aprì la porta con un tonfo, trovandosi davanti la figura addormentata della fidanzata, che beata, dormiva.
Si sentì le lacrime invadergli gli occhi quando capì che tutto quello che aveva passato non era reale, così come la presunta morte di [T/n].
Tirando su col naso, Kenma si buttò a capofitto sul suo corpo, avvolgendola con le sue esili braccia, svegliandola.
"Kenma.. Che diavolo stai facendo?"
"Sei viva.."
La [c/c] aggrottò le sopracciglia confusa, ma ricambiò velocemente l'abbraccio del fidanzato, che in quel momento aveva affondato il viso nel petto di lei.
"Hai fatto un incubo?"
La dolcezza nella sua voce fece realizzare a Kozume quanto sarebbe perso senza la fidanzata al suo fianco, e quanto lui fosse stato uno stupido a non averle dato nessun tipo di considerazione per tutto quel tempo.
Annuì piano, lasciandosi cullare dalle braccia che, ora era sicuro, non si sarebbero più dissolte, lasciandolo vuoto.


Dedicata a Happydaywithwaffle

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro