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|Cutiepie| |Osamu Miya|

MANGA SPOILERS PER OSAMU MIYA IN QUESTA STORIA!


Le tapparelle semiaperte lasciavano entrare qualche raggio luminoso nella stanza buia, assumendo le sembianze di piccole gocce di sole ovunque si posassero. Nella semi ombra creatasi nella stanza erano ora visibili a occhio nudo le particelle di polvere che danzavano per la stanza, illuminandosi quando impregnate dalla luce e scomparendo appena arrivava l'ombra.
Nella camera da letto regnava il silenzio, rotto solo da un lieve sospiro proveniente dalla ragazza attorcigliata tra le coperte, mezza addormentata. I [l/c] capelli [c/c] erano sparsi per il cuscino e le coprivano il viso, lasciando che qualche ciocca le entrasse nella bocca semiaperta mentre un raggio di sole le colpiva la palpebra sinistra, disturbando il suo sonno. Lentamente, gli occhi di [T/n] si aprirono per poi richiudersi immediatamente all'impatto con la luce, facendole emettere un lamento assonnato prima che si potesse girare verso l'altra parte del letto, verso il muro. Si accorse in fretta di essersi ingarbugliata nelle coperte durante il sonno, le gambe si muovevano a malapena e si sentiva i polpacci scoperti, per non parlare poi della massa di capelli che si ritrovò in faccia e che si tolse dal viso con le mani dandosi quasi una manata in faccia tanto era il sonno. Per liberarsi dal garbuglio delle coperte iniziò a scalciare, sperando che, prima o poi, le coperte si districassero da sole, riabbassandosi anche i pantaloni del pigiama sui polpacci con le punte dei piedi. Quando poi le coperte si adagiarono nuovamente su di lei, stropicciate ma intere, coprendola completamente e il sole non le picchiò più sulle palpebre [T/n] tirò un lungo sospiro cercando di riaddormentarsi, raggomitolandosi sul materasso e schiacciando il viso sul cuscino, invano. Nonostante si sentisse ancora assonnata e avesse ancora voglia di dormire, il suo cervello era già attivo e non le avrebbe permesso di tornare a dormire tanto in fretta. Riaprì gli occhi sbuffando e cacciando le braccia fuori dalle coperte, si mise a pancia in su e iniziò a fissare il soffitto, rimanendo con la testa priva di qualunque tipo di pensiero per almeno tre minuti filati finchè non si accorse dell'assenza di qualcuno nella stanza. Voltò il viso verso la sua sinistra notando lo spazio del letto vuoto. Si mise di fianco e passò una mano sopra il materasso e, sentendolo freddo, si mise seduta a gambe incrociate sul letto cercando di captare qualche rumore nell'appartamento sfregandosi nel mentre gli occhi. Sentiva chiaramente l'armeggiare di utensili di metallo e il borbottio di qualcosa che bolliva, poi all'improvviso un profumo squisito le passò sotto il naso facendole spuntare inconsapevolmente un sorrisino beato. Con l'acquolina in bocca [T/n] si stese nuovamente a letto per stiracchiarsi per bene, facendo stendere tutti i suoi muscoli e, dopo aver tirato un sospiro di soddisfazione, si alzò lentamente dal letto per dirigersi verso la cucina. Con i piedi scalzi e gelati si affrettò fuori dalla stanza, percorse il corridoio e si affacciò silenziosamente alla cucina dove il suo fidanzato si stava prodigando nella preparazione della colazione. [T/n] sorrise soddisfatta nel vederlo così impegato a fare qualcosa che amava e le guance le arrossirono leggermente. Osamu non era più in pigiama, al contrario di lei, si era cambiato ed indossava dei pantaloni della tuta neri e una maglietta a maniche lunghe attillata che gli delineava perfettamente i muscoli che aveva sviluppato durante gli anni in cui aveva giocato a pallavolo. Il sorrisetto sul viso di [T/n] si allargò quando Osamu, che non l'aveva ancora notata, le diede le spalle per armeggiare con il riso dandole l'opportunità di uscire dal suo nascondiglio dietro il muro ed avvicinarglisi silenziosamente per poi abbracciarlo da dietro, sorprendedolo. [T/n] lo sentì sussultare.
"Buongiorno." Bofonchiò lei, con il viso schiacciato contro le spalle muscolose del fidanzato, aspirando a pieni polmoni il suo profumo.
"Hei," disse lui, voltandosi verso di lei, "mi hai spaventato."
Lei ridacchiò. "Scusa."
Osamu sorrise lievemente sospirando e fece per darle una carezza sui capelli quando si accorse si avere le mani piene di chicchi di riso e fu costretto a tornare a lavorare con il riso, dandole le spalle, lasciando che la abbracciasse.
Lo strinse più forte tra le sue braccia, sentendo i suoi muscoli contrarsi.
"Come mai sei vestito?" Disse tastandogli la pancia.
"Mi sono accorto che mancavano delle cose nel frigo e quindi sono andato al combini."
"Mmh, potevi chiamarmi, sarei venuta con te. Sai che mi piace fare la spesa insieme."
Osamu si lasciò sfuggire una risatina divertita.
"Volevo, ma poi ti ho vista sbavare sul cuscino e ho pensato fossi stanca."
"Hei!" Esclamò lei, pizzicandogli un lembo di pelle sulla pancia e facendo ridacchiare entrambi prima che [T/n] si sporgesse da dietro la schiena di Osamu per vedere che cosa stesse preparando, non lasciando andare la sua vita.
"Che prepari?"
"Tuna mayo onigiri."
[T/n] si afflosciò contro di lui.
"Ancora?" Disse con tono fiacco e lamentoso.
Osamu corrucciò le folte sopracciglia nere. "Hai qualcosa contro i miei onigiri?"
Da quando Osamu aveva finalmente aperto il suo negozio di onigiri aveva iniziato a studiare e a impegnarsi sempre di più nella cucina e nel suo studio, [T/n] era anche diventata la sua food taster personale. Era sempre prono a ricevere critiche costruttive e consigli da lei, ma quel tono gli urtò i nervi sbagliati e [T/n] se ne accorse in fretta. Gli strinse di più le braccia attorno alla vita.
"Ma niente amore! Sai che adoro tutti gli onigiri che fai, però non credi che ne abbiamo mangiati fin troppi in questi giorni?"
Osamu non battè ciglio, continuando a formare le palle di riso.
"Gli onigiri non saranno mai abbastanza."
"Li abbiamo mangiati a colazione per tutta la settimana, Samu."
"E allora? Ho sempre fatto gusti diversi." Sbuffò lui, innervosendosi. Il tema del cibo era sempre un argomento delicato per Osamu.
"E comunque non è ora di colazione, è mezzogiorno e mezzo, hai dormito tutta la mattina."
[T/n] spalancò gli occhi voltandosi di scatto verso l'orologio a muro constatando che, effettivamente, era davvero ora di pranzo. Non che importasse, era un fine settimana dopo tutto, ma era sempre destabilizzante ritrovarsi all'improvviso a metà giornata.
"In ogni caso, sento la tua pancia borbottare dalla fame fin qui, quindi mangerai quello che ti metto sul piatto in ogni caso." Osamu posò l'ultimo onigiri sul piatto colmo di palle di riso ripiene e iniziò a spostarsi verso il lavandino, trascinandosi [T/n] appresso, ancora appiccicata a lui come colla.
"E come fai a esserne così sicuro?" Lo sfidò lei, appoggiando il mento sulla sua spalla, scrutandolo sorniona.
Osamu si voltò verso lei, con il viso così vicino che poteva sentire il suo respiro.
"Perchè ti conosco fin troppo bene." Osamu le sorrise di rimando, prendendola in giro prima di tornare a lavarsi le mani.
[T/n] si lasciò sfuggire un "Mh" monotono che cercava di nascondere la sua compiacenza, esposta dalle guance arrossite.
"E comunque," disse Osamu, finendo di asciugarsi le mani, "la prossima volta che mi abbracci, fallo da davanti."
[T/n] lo sentì girarsi tra le sue braccia, così allentò la presa così che si potesse muovere liberamente, facendo in modo che Osamu si appoggiasse con il bacino al lavandino e lei fosse circondata dalle sue braccia. [T/n] alzò il viso verso di lui, scrutando il suo volto rilassato e sorridente. I grandi occhi di un azzurro grigiastro la guardavano attentamente con un luccichio di divertimento mentre i folti capelli neri gli cadevano sulla fronte morbidamente.
Con le mani gelide dall'acqua con cui si era lavato Osamu fece scivolare le dita sulla mandibola di lei, procurandole dei brividi freddi sulla schiena, in contrasto con il calore che percepiva dal corpo di Osamu.
"L'abbraccio non ha senso se non riesco a guardarti in faccia." Sospirò lui sulle labbra di [T/n] prima di darle un bacio, coppandole il viso con le mani gelate.
[T/n] sorrise sorniona con le guance rosse, facendo scivolare le mani sugli addominali di Osamu, fino a raggiungere i suoi pettorali, a cui diede qualche strizzata.
"Oi, smettila." [T/n] ridacchiò divertita sentendosi le guance calde.
"Dai Samu, sai che mi piacciono le tue tiddies."
"Ugh," si lamentò lui, "smettila di chiamrli così. Sono pettorali." Continuò, non lasciando però andare la vita della sua ragazza, in mezzo alle sue gambe, intrappolandolo contro il lavello.
"No, queste, amore mio, sono man-tiddies."
Osamu corrucciò le sopracciglia, non capendo più una singola parola di quello che la sua fidanzata stava dicendo mentre continuava a tastargli i pettorali. Stava delirando o cosa?
"Sei ancora rincoglionita dal sonno?"
[T/n] rise. "Dai, Samu! Lasciati un pò andare!"
Osamu le lanciò un'occhiata.
"Smettila di chiamarmi così, mi sembra di star parlando con Tsumu."
La ragazza lo guardò sorridendo. Allungò le braccia verso il collo del fidanzato, aggrappandosi a lui mentre si premeva completamente verso di lui, avvicinando il viso al suo, vedendo un sorriso spuntare sulle labbra di Osamu e sentendolo stringere la sua presa su di lei.
"E come vorresti che ti chiamassi, allora? Onigiri? Takoyaki? Raviolino?" Osamu rise.
"Chiamami in qualunque modo tu preferisca." Le schioccò un bacio sulle labbra.
"Ma avrei in mente un nomignolo adatto a te." Disse premendola più forte contro di sè.
"Ah si? E quale sarebbe?"
La baciò di nuovo, questa volta approfondendo di più il bacio, tastandole la schiena e il fondoschiena, facendole venire il batticuore.
Si staccò da lei per prenderle tra i denti il labbro inferiore, mordicchiandolo leggermente prima di baciarla nuovamente.
"Beh, sei dolce come un pasticcino.." Sospirò lui, fiato corto e guance rosse.
Lei si trattenne dal ridere, limitandosi a sorridere.
"Quindi vorresti chiamarmi 'pasticcino'?" Chiese con divertimento nella voce.
"Mi prendi in giro?" Si avvicinò lui, strizzandole i fianchi con le mani.
"Come potrei?" Lo stuzzicò.
"Come sei cattiva, ed io che ogni volta che ti vedo vorrei mangiarti..." Osamu le si avvicinò di nuovo intento a rubarle un altro bacio, quando lei si liberò dal suo abbraccio, afferrò un onigiri e ne prese un morso, il tutto guardando Osamu, sconcertato.
"Io invece mi mangerei qualcos'altro." Ridacchiò, muovendosi lentamente verso il corridoio da cui era arrivata.
Osamu sospirò rassegnato e si strizzò il ponte del naso prima di lasciarsi sfuggire una piccola risata.
Si sollevò dal bancone e si avvicinò a lei, dandole una pacca sul sedere, facendole sfuggire un urletto.
"Vedi che alla fine gli onigiri te li mangi?" Rise lui, seguendola nella camera da letto semi scura, con le guance rosse e il batticuore.





OSAMU MALEWIFE
OSAMU MALEWIFE
OSAMU MALEWIFE

Comunque c'era anche un riferimento alle mie ragazze di Arcane ihihihihihihihihihih

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