Dubbi
Capitolo I
Dubbi
Dopo aver finito la scuola, le cose sono abbastanza cambiate, da certi punti di vista, per quella che un tempo è stata la classe del pupillo di All Might e di tanti attuali eroi. La Yuei ha dato spazio alle nuove generazioni e quelli che una volta sono stati dei normalissimi studenti, ora, molti di loro, sono degli importanti eroi.
Bakugou Katsuki è uno di loro, almeno in parte. Non è mai riuscito ad uscire dall'ombra di Deku e Todoroki dopo la fine della scuola. La coppia più forte fra tutti gli eroi, nonché i due difensori della giustizia che hanno preso i posti di All Might e Endeavor. Ciò fa incazzare Bakugou e lo fa essere continuamente nervoso, violento, irascibile. Più di quanto non lo fosse già in passato.
Non era bello vederlo così. Non mentre usava ogni attimo del suo tempo per allenarsi, migliorare. Tutto col solo obbiettivo di superare i suoi avversari.
Ma solo lui li vedeva così...
Per Todoroki e Deku lui era un amico. Irascibile, scorbutico, esagerato... ma pur sempre un amico, un compagno.
Se solo Bakugou vedesse come stanno realmente le cose...
-Che cazzo significa che dobbiamo aspettare qualche fottuto idiota in ritardo?!- gridò Kacchan colpendo il tavolo davanti a sé, nervoso. S'era dovuto svegliare all'alba per essere lì in tempo. Non aveva neanche potuto allenarsi con Kirishima e il che lo innervosiva ancora di più. Era più che raro che saltassero i loro esercizi mattutini. Però, Eijiro era da Kaminari Denki per aiutarlo con i suoi bambini visto che Kyouka era fuori per una missione che le stava richiedendo più tempo del previsto. Non si capiva come fosse possibile, ma i bambini mettevano sempre al tappeto il padre facendo poi quello che volevano e perciò Kirishima non aveva potuto rifiutare di dar una mano a uno dei suoi più stretti amici, benché sapesse che Bakugou odiava quando lui dormiva fuori casa senza di lui.
Todoroki prontamente aveva posato le proprie mani sulle orecchie di uno dei suoi due gemelli, Nori, quello dai capelli rossi e gli occhi color ciano, guardando male Bakugou. -Modera i termini, Bakugou. Ci sono dei bambini qui.-
-Che cazzo me ne frega dei tuoi bambini?! Tienili a casa, idiota a metà!-
-Kacchan...- Deku provò a parlargli, beccandosi un'occhiata assassina da parte del biondo.
-Non provare a zittirmi, Deku di merda!- ribatté subito Kacchan, alzando la voce.
-È più irritato del solito?- chiese qualcuno tra i tanti supereroi, un po' preoccupato. Probabilmente credeva che li avrebbe fatti saltare tutti in aria e avrebbe distrutto anche quel luogo di incontro dei supereroi.
Sarebbe stata la quarta volta, se fosse successo. -Probabilmente è perché Kirishima ha dormito da me per occuparsi delle pesti- Kaminari entrò in quel momento nella stanza, giusto in tempo per veder Toshi urlare contro Bakugou e saltargli addosso congeladogli il naso.
-Fai sempre del male ai miei papà, cattivo pazzo bombardiere!- aveva urlato il bambino, nonché l'altro gemello di Todoroki e Izuku. Come avessero avuto dei figli era ancora un mistero. Semplicemente erano stati via diversi mesi per poi tornare con i gemelli appena nati. Se non fossero stati uguali ai due, probabilmente avrebbero pensato che li avessero adottati. Invece... beh... Probabilmente nessuno avrebbe mai scoperto da dov'erano spuntati quei due bambini.
Bakugou lo aveva preso per la maglia e alzato, guardandolo malissimo e con l'altra mano era pronto a farlo esplodere, però Kirishima gli aveva prontamente levato il bambino dalle mani. -Toshi, sei proprio un vero uomo!-
Toshi si era agitato, contento, vedendolo, poi aveva guardato male Kacchan. -Red Riot, come fai a stare con un cattivo come questo coso?!- gli aveva chiesto il bimbo, indicando il cattivo in questione.
-Come cazzo ti permett...!- Katsuki era subito intervenuto nella discussione, ma Eijiro lo aveva fermato.
-Ti sbagli, Toshi- aveva detto Kirishima, sorridendo allegramente, sincero, schiacciandogli la punta del naso, amichevolmente. -Bakugou è un eroe fantastico, solo che preferisce salvare le persone che far lunghe riunioni come questa e, perciò, è nervoso.-
Kacchan aveva borbottato qualcosa di non piacevole, quasi come ogni volta che apriva bocca, ma Kirishima lo aveva semplicemente ignorato accarezzando la testa del bambino. -Sei troppo ingenuo, Red Riot...- Toshi aveva tentennato, parlando, prima di farsi posare a terra. Quello che aveva detto il rosso aveva senso, solo che... sembrava irreale che Katsuki Bakugou pensasse qualcosa di tanto nobile.
Kirishima aveva lasciato stare limitandosi ad inarcare un sopracciglio, confuso, e, nel frattempo, si era seduto, come al solito, accanto a Bakugou. -Mi sono perso qualcosa?-
-No, non abbiamo ancora iniziato- rispose prontamente Iida guardando seriamente e un po' malamente Katsuki.
-Oh, bene- Kaminari diede uno sguardo ai presenti. -Di che dobbiamo parlare?-
Gli occhi di tutti i presenti puntarono Deku che per poco non sussultò, sorpreso. Fece un passo indietro e picchiettò nervoso sul microfono davanti a lui, che fece un gran fracasso. Quel rumore costrinse molti a coprirsi le orecchie. Kacchan era furente. -Deku di merda!- urlò calmandosi appena al tocco di Kirishima sulla propria spalla.
-Hem... scusate, ero certo che fosse spento...- Izuku era un po' in ansia e lo si poteva notare facilmente. Nori girò la testa verso Todoroki, incontrando lo sguardo del padre. Non dovettero dirsi nulla, bastò il contatto visivo per far capire al genitore cosa doveva fare. Shouto si alzò e andò dal compagno, mettendosi al suo fianco. Deku lanciò un'occhiata accigliata al mezzo rosso, ma poi sorrise apprezzando sinceramente il supporto. -Grazie- sussurrò per poi tornare a guardare gli altri supereroi rimasti in ascolto. -Come stavo dicendo... vi ho convocati qui per una questione importante. Il festival della scuola che solo negli ultimi anni si è esteso a tutti i licei finalizzati al creare ero...-
Deku fu fermato da Kacchan che si alzò incazzato, sbraitando. -Mi stai prendendo per il culo?! Sto qui da un'ora per uno stupido festival?!-
-Bakugou...- Kirishima riuscì a farlo risedere a fatica e gli tappò la bocca con una delle proprie mani. Aveva perfino dovuto indurire il corpo per evitare le esplosioni e che Kacchan gli mordesse a mano. Sospirò. -Ascolta Midoriya.- Appena i loro sguardi si incrociarono, Kacchan si zittì.
Quando era così serio... era ancora più attraente...
Kirishima alzò il pollice verso Deku, invitandolo a continuare senza problemi. Midoriya annuì. -Vi stavo dicendo...-
La riunione durò a lungo e Kacchan, dopo appena due parole, già si era stufato. Alla fine, Deku non stava dicendo nulla di che, semplicemente che voleva che tutti loro lo aiutassero a proteggere uno dei festival sportivi più importanti al mondo dove i futuri supereroi erano migliaia, forse anche di più.
Durante quell' evento i cattivi attaccavano sempre, puntualmente, Kacchan lo sapeva fin troppo bene. Eppure, Izuku era nervoso, solo perché era la prima volta che era a capo della sicurezza di quell'evento.
-Ma che cazzo, ha parlato per due ore quel Deku di merda!- Kacchan teneva le mani nelle tasche, nervoso, mentre Kirishima gli camminava affianco, sorridendo a qualche fan che li riconosceva, ma era anche pronto ad intervenire se notava qualcosa di sospetto.
-È normale, ci tiene che vada tutto bene- disse il rosso, per poi guardare il compagno. -Katsuki- mormorò dopo qualche attimo di silenzio, era probabilmente l'unico, a parte i genitori del biondo, a chiamarlo direttamente per nome.
A Kacchan, quelle che gli sembrarono delle scariche elettriche, gli percorsero corpo. Era il solito effetto che gli faceva essere chiamato col proprio nome dal proprio ragazzo. -Ugh?- Come sempre fece finta di nulla, scrollando le spalle per tornare in sé. Aveva anche dovuto distogliere lo sguardo da quegli occhi rossi che gli avevano fatto perdere la testa.
-Ti ricordi il nostro ultimo festival?- gli domandò Eijiro, sorridente. -È stato il giorno in cui mi sono dichiarato!- disse, senza alcun imbarazzo, per poi passarsi una mano tra i capelli. -Quel giorno mi mandasti a fanculo, per poi, dopo un colpo di gelosia, quasi non uccidesti Kaminari. Povero...-
-Stava tentando di farmi ingelosire... Se l'è meritato quell'idiota.-
-L'ha fatto perché stavo male. Mi avevi praticamente rifiutato, apparentemente. Voleva essere certo che la tua risposta fosse... un no o un sì. Di solito non si risponde alle dichiarazioni con "Fanculo", non fai capire cosa intendi.- Kirishima ridacchiò, aveva superato ciò che aveva provato per quella risposta appena Katsuki si era ingelosito per la troppa vicinanza tra Kaminari e lui e, in seguito, si era ritrovato sbattuto a un muro con Bakugou che schiacciava il proprio corpo contro quello del rosso e lo baciava.
Istintivamente si toccò le labbra, sorridendo. Il suo primo bacio, eh. Era passato un bel po' di tempo.
Bakugou spostò lo sguardo da tutt'altra parte, facendo finta di essersi incazzato, mentre in realtà si sentiva ancora un po' in colpa. Solo che... quella volta non si era aspettato una dichiarazione dalla persona che in quello stesso periodo aveva attirato la sua attenzione più delle altre e perciò si era incazzato. Era solito reagire così alle notizie troppo improvvise e sconvolgenti.
Eijiro gli diede una pacca sulla spalla. -Su, non ti abbattere. Le cose sono molto cambiate da allora. Stiamo insieme, viviamo insieme e ci alleniamo ogni mattina insieme!-
Kacchan sbatté le palpebre sorpreso. In verità, non erano il tipo di persone che festeggiavano mesiversari o anniversari, che si facevano regali romantici o che uscivano andando a degli appuntamenti. Però... stavano, in ogni caso, insieme da ben quasi dieci anni. Era davvero tanto tempo... A Kirishima davvero andava bene che la loro relazione non fosse passata a qualche passo successivo?
Qual era il passo successivo...?
Il matrimonio...? Di certo doveva essere quello. Vivevano insieme da anni, doveva essere sicuramente il matrimonio il passo successivo.
-Capelli di merda...- mormorò, per poi girare il viso e guardare in basso, di lato. -Eijiro...- Ogni volta era un vero sforzo chiamarlo per nome, era troppo strano, ancora.
-Sì, Katsuki?- Il rosso lo guardò, senza mettere di sorridere.
Katsuki incrociò lo sguardo dell'altro. Sussultò e, dopo aver messo le mani nelle tasche, lo sorpassò scrollandosi la mano dell'altro di dosso. -No, nulla.-
Kirishima lo guardò, accigliato. Che gli era preso?
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro