Canto
Romano era un grande cantante.
Suo fratello Feliciano era orecchiabile,aveva una voce dolce,che molti turisti apprezzavano mentre venivano portati per Venezia in gondola.
Un adatto accompagnamento,ecco.
Ma...Romano...
Antonio ne era sicuro:
Romano doveva possedere la capacità di cantare in tutti i modi possibili.
Tuttavia Romano si vergognava.
Gr.
Rabbia.
Antonio amava sentire la voce di Lovi cantare,ma lui lo faceva così raramente...
Era per questo che Antonio era pronto a passare tutto il Sabato sera aggrappato alla ringhiera del balcone dell'amato,pur di ascoltarlo.
Che poi sacrificasse Francis e Gilbert che dovevano fargli da scala,era un sottile dettaglio,facile da ignorare.
Poi ad un certo punto il prussiano aveva necessità di riposare le sue Magnifiche membra,ed idem,anche se non proprio negli stessi termini per il francese.
Perciò Antonio finiva per cascare a terra,dentro al cespuglio delle rose,per essere precisi,ritrovandosi con mille graffi.
E Romano,beh Romano lo sapeva che Antonio faceva tutto ciò per ascoltarlo.
E mentre l'osservava dolorante tra i cespugli,non faceva altro che chiedersi,come poteva quell'idiota sapere a cosa andava incontro e ripetere la stessa azione ogni Santissimo Sabato!
Poi con il sorriso sulle labbra,mormorava un «Gracias Antonio.»
Angolo Individua:
Zalve!
Questo capitolo è corto ma a me piace molto,cercherò di fare qualcosa di più lungo la prossima volta!
Baci!
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