Capitolo 13
Pov's Emanuele
-Entrate, entrate!
Zeus fa un segno con la mano e così ci facciamo avanti.
-Vi ho chiamati perché volevamo mostrarvi una cosa.
Stavolta è Odino in persona a parlare.
-Abbiamo stipulato un accordo.
Siccome sia i greci che gli ascardiani sono in guerra contro i giganti di ghiaccio abbiamo deciso di darci una tregua. Per consolidare questa tregua abbiamo bisogno di voi.
Era annuisce e prende la parola.
-Dovrete istruire delle nuove "reclute". Alla fine ci sarà una gara per vedere i risultati ottenuti.
Annuiamo e usciamo dalla sala.
-Cosa? Ma se io non so neanche aprire una scatola di tonno e questi mi chiedono di istruire dei ragazzi?
-Dai Marisha...tu sei brava e noi ce la possiamo cavare. Basta che fai vedere come si agita la spada...no?
Ora andiamo a incontrarli.
Gli sorrido e lei fa lo stesso.
Camminiamo fino a una casetta bassa. Entriamo e ad accoglierci è Afrodite.
-Benvenuti!
Indossa un completo da cavallerizza marrone e i lunghi capelli biondi le arrivano a metà schiena.
-Ehm...come mai lei sta qua?
Mi chiede Micol. Afrodite, che sembra aver sentito, risponde.
-Aaahh...i miei fratelli dicono che non faccio nulla tutto il giorno...è così mi hanno spiegato quello che devo dirvi di far fare a loro.
Dei ragazzi, che prima erano rimasti sullo sfondo a parlare, si fanno avanti.
-Allora...1-4-5-8-15-16-17-18-20...ok, siete 20. Ora, tu, tu, tu e tu andate con Marisha, tu...
Afrodite si sta mettendo a fare i gruppi. In ogni gruppo ci sono tre persone. Con me capitano due ragazze e un ragazzo.
-Bene siete rimasti voi due...allora tu - dice indicando una ragazza - vai nel gruppo di Emanuele e tu - stavolta si rivolge a un maschio - vai con il gruppo di Erica. Beh... veramente mi avevano detto solo di dividervi in gruppi. Quindi ora...ciao, ciao!
Sorride e esce dalla stanza.
-Bene...io sono Emanuele. Per prima cosa vi farò vedere alcune tecniche di difesa. Mettiamoci uno di fronte all'altro e...
-...e sisi vi insegnerò anche cosa fare con la spada...vogliamo iniziare adesso?
-Sisi va bene, bellezza.
Erica e un ragazzo stanno parlando e sono appena passati davanti a me.
-Emanuele?
Una delle mie "allieve" mi richiama.
-Ehm si...stavamo dicendo...
Pov's Erica
-Quindi...mettiti cosi...no...il braccio più in alto...beh...non così in alto...bravo ora va meglio...Lucrezia tu invece metti il braccio più basso e la gamba sinistra più indietro...bene...ora afferrate bene la spada e fate la mossa che vi ho fatto vedere...così...brava Eleonora hai appena fatto cadere Andrea da come vedo...e tu che fai? Alzati, su!
Ho formato due coppie: Lucrezia e Riccardo e Andrea e Eleonora.
Andrea è il tipo con cui sono passata davanti ad Emanuele che ci guardava con uno sguardo severo.
Non fa che parlare e farmi sorrisi maliziosi, questo...che pizza.
Mi giro di nascosto e intavedo Emanuele insegnare qualche mossa di attacco, ai ragazzi, dopo avergli fatto fare la difesa.
Decido di andare a vedere come se la cavano gli altri.
-Bene allora...voi continuate cosi io intant...Andrea! Cosa stai facendo?
Questi ragazzi hanno la nostra età ma si comportano come dei bambini.
-Mi hai detto che dovevo alzarmi...così ora è lei che sta per terra.
Lucrezia lo spinge e si rialza.
-Vuoi la guerra eh?
-Nono ragazzi!
Tutti si girano a vedere cosa succede. Lucrezia ha ferito Andrea al braccio e ora stanno combattendo con le spade.
-Ragazzi non è ora di combattere! Voi finirete per uccidervi!
-Potresti farli smettere?
Mi chiede Micol.
-Oooh ma perché a me capitano sempre quelli anormali?
Mi avvicino mentre la mia amica scoppia in una risata.
-Ragazzi...RAGAZZI....RAGAZZI!
Alzo un'onda e gli e la tiro addosso. Si fermano, finalmente.
-Ma io dico...cosa vi salta per la testa? Siete una squadra non dovete combattervi!
Andrea mi guarda con la sua aria da "ma io non ho fatto nulla" e mi stende una mano.
La afferro per aiutarlo ad alzarsi ma lui mi tira a sé e così cadiamo entrambi a terra, naturalmente, io su di lui. I nostri visi sono vicinissimi.
Emanuele si avvicina, infuriato.
Mi prende un braccio e mi tira su.
Poi si rivolge ad Andrea che ora si è rialzato.
-Ma io dico...è normale secondo te una cosa del genere? Non toccarla.
-E chi sei tu per venirmi a dire certe cose, eh? Il suo ragazzo, per caso?
Mi irrigidisco.
-Eh basta. Voi andate a farvi una doccia. Ci sentiamo oggi pomeriggio per la gara. E tu... - dico, rivolgendomi a Manu - grazie ma non mi serviva il supporto morale.
-Beh...sembravi incantata da quell'imbranato!
Lo guardo male e mi giro a mettere apposto le spade.
-Eh dai...scusa...quante volte devo dirtelo ancora?
Mi tocca un braccio e così mi giro di scatto.
-Manu...io una cosa che non sopporto è chi mente. Tu non saresti mai andato a letto con quella anche se eri ubriaco.
Quindi probabilmente non mi hai mai amato.
-Mi sono lasciato andare ok...lo ammetto. Mi perdoni?
-Non è una cosa che si può perdonare così, questa.
Non mi ero neanche accorta che siamo rimasti solo noi, ora.
-Mi sento una merda...lo sai, vero?
-Lo so.
-E quindi sai anche che ti amo, vero?
Si avvicina e poggia la sua fronte sulla mia. Lo scanso e mi dirigo alla porta.
-Ti perdonerò.
Sento che sta correndo verso di me.
-Lo sai che ti amo?
Ripete. Lo guardo.
-Non sono pronta a una relazione in questo momento.
-Ok...aspetterò. Ricordati...io ti amo.
Mi sorpassa, mette le mani nelle tasche dei jeans e se ne va.
Guardo le sue spalle. Non si gira nemmeno una volta. Sospiro e torno nella casetta. Afferro la mia spada e me la prendo con un manichino. Sorrido quando il manichino cade a terra.
-Ciao
La voce di Andrea mi risveglia dai miei pensieri.
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