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L'ultimo passo per il paradiso

Capitolo sette

L'ultimo passo per il paradiso

-Uh?- Natsu la guardò. -Tu ancora non m'hai detto se sei felice- le fece notare.

Lucy sbattè le palpebre, sorpresa. -Ma... i tuoi cari... Io...- si morse il labbro, sentendo un improvviso calore impadronirsi di lei e attraversarle tutto il corpo.

Seppur si conoscevano appena, lui l'aveva devvero messa nella lista delle persone a lui care?

-È davvero carino da parte tua definirmi una persona a te cara, ma...- ""Ma" cosa? Non so neanche io cosa voglio chiedergli."

-Uh?- Il ragazzo dalla chioma rosata incrociò le braccia dietro la testa e la fissò. -Non è normale che la propria fidanzata sia una persona cara?- domandò, perplesso. Era sicuro di aver capito cosa significasse avere una fidanzata dopo la spiegazione di lei alla festa.

-Come? Sì, ma... Cosa c'entra?- Lucy sbatté gli occhi. Si sentiva davvero stupida in quel momento, ma non riusciva a collegare.

Qualcosa non quadrava...

-Lucy, tu sei la mia ragazza- le disse tranquillamente il Dragneel, sorridendo.

Le ci vollero alcuni minuti per elaborare il tutto e li impiegò guardandolo e pensando. "Ha detto che stiamo insieme, giusto? Ho capito bene? Possibile che abbia dimenticato il passaggio fondamentale per avere una ragazza? Chiedermi di stare con lui." -Natsu... come sei arrivato alla conclusione che stiamo insieme?- gli domandò, un po' seria. Le sue guance sembravano due mele mature e non riusciva a frenare il proprio cuore.

Essere la findanzata di Natsu... Questo pensiero la faceva sorridere.

-Hai detto che essere fidanzati significa stare con qualcuno che ti fa battere forte il cuore e tu mi fa battere forte il cuore- spiegò con semplicità e posando una mano sul petto, nel punto dove sta il cuore.

Voleva dirgli qualcosa, ma finì col sorridere, arresa al carattere del ragazzo davanti a lei. Prima si fidanzava senza sapere che significasse e poi si metteva con lei senza neanche dir nulla...

Natsu era proprio unico.

-Quando una ragazza ti fa battere forte il cuore, dovresti dichiarare quello che provi e poi chiederle di mettersi con te. Non puoi deciderlo su due piedi...- cercò di spiegargli.

-Perché?- Il rosato era confuso.

-Perché deve accettare di mettersi con te. Potrebbe... a lei potrebbe non batterle forte il cuore con te. Non per forza è possibile essere ricambiati. Perciò ci si dichiara e si spera che l'altra persona prova lo stesso.- spiegò la bionda provando a dire tutto il più semplicemente possibile.

-E a te batte forte il cuore quando sei con me?- le domandò Natsu avvicinandosi a lei.

Lei lo fissò col cuore che stava per scoppiarle nel petto. Che stupida... era finita con l'innamorarsi di un fantasma. E lui, presto, se ne sarebbe andato. Che avrebbe dovuto dire?
Si sentiva terribilmente in imbarazzo. Non era abituata al suo cuore che batteva vorticosamente, la bocca secca, il viso in fiamme...

Era un qualcosa di strano, ma non brutto. Non s'era mai innamorata prima di allora, ma non sapeva dire come si sentiva. Felice? Triste? Arrabbiata? Non capiva bene quel turbinio di sensazioni ed emozioni, però... c'erano. -Sì...- sussurrò fissando i suoi occhi verdi.

Come faceva ad essere così tranquillo? Lei si sentiva impazzire.

Lui sorrise ampliamente, mettendo perfino in mostra i denti. -Allora stiamo insieme se tu provi lo stesso.-

Lucy sorrise, esasperata ma anche felice. Non era esattamente così che sognava da bambina di mettersi con un ragazzo... ma contava il pensiero, no?

In quel momento di dolcezza, ricordò l'argomento da cui era partito tutto.

Natsu doveva passare avanti e mancava solo lei per permettergli che ciò fosse possibile.

Perciò... seppur s'era appena accorta seriamente di amarlo, avrebbe dovuto lasciarlo andare. Un fantasma e un'umana non potevano star insieme. Era impossibile.

Non sempre l'amore vinceva su tutto. Lui era morto, lei ancora no. Non era fattibile il poter vivere insieme, lui aveva finito il suo viaggio sulla terra, benché fosse stato breve, mentre lei aveva ancora infinite possibilità davanti.

Prese un respiro profondo. Il suo cuore le stava gridando che ciò che stava per fare era sbagliato, la sua mente concordava con la sua decisione.

"Sarebbe troppo egoista mantenerlo qui. Lui appartiene a un altro luogo."

-Natsu- iniziò. Un nodo s'era formato nella sua gola, non riusciva a parlare. -Io sono davvero molto felice.-

Natsu la guardava, non aveva ancora intuito il piano di lei. Non aveva idea di cosa stesse per fare. A lui andava bene restare dov'era solo per starle affianco. Con lei stava bene e lo rendeva felice. Non aveva mai provato tutto ciò che lei gli faceva provare standogli affianco. Non capiva che gli prendeva e che avesse, ma voleva imparare da lei. Era sicuro che lei gli avrebbe spiegato tutto.

-La mia vita era piuttosto noiosa prima di incontrarti. Ero sicura di avere una sola strada da seguire e che non ci fossero altre possibilità. Però, stando con te,- Lucy sorrise -anche se sei strano e non sveglio, ho capito che non voglio passare la mia vita facendo quello che vuole mio padre. Sono davvero felice di questo. Ho trovato la mia strada. Voglio aiutare altre persone. Non so se questo significhi che voglia diventare un medico, che voglia scrivere una guida di sopravvivenza alla vita o che io voglia provare a vedere altri fantasmi per essergli d'aiuto, ma voglio aiutare le persone.-

Natsu sorrideva, seppur un po' perplesso. Credeva semplicemente che lei gli stesse mostrando la sua felicità per renderlo partecipe, neanche pensando alla soluzione trovata dalla ragazza per farlo passare avanti.

-Ma... per aiutare te devo lasciarti andare- deglutì. -Cioè... ci rivedremo. Tu passerai avanti e ci vedremo lì tra un paio di anni, forse qualche decennio... Io ho ancora delle cose da fare qui, ma tu hai finito.-

-Cosa vuoi dire?- le domandò guardando i suoi occhi marroni. Lei distolse subito lo sguardo.

-Io sono felice e vivrò una bella vita, perciò, ora puoi andare avanti- gli disse posandogli una mano sul braccio e dandogli un veloce bacio a stampo.

Qualcosa successe.

Natsu cominciò pian piano a scomparire. La sua figura si faceva sempre meno nitida. Lucy lo abbracciò, sarebbe stata l'ultima volta che l'avrebbe visto mentre lei era ancora in vita. -Ci rivedremo- gli assicurò.

Natsu ricambiò la stretta e posò la sua fronte contro quella della bionda. Sorrise allegro. -Non è un addio, Lucy.-

Era una promessa.

Si sarebbero rivisti.

La figura si lui si dissolse in tanti piccoli puntini bianchi che scomparsero qualche attimo dopo. Lucy crollò a terra in lacrime stringendosi come se stesse cercando l'abbraccio di qualche attimo prima.

Ma era impossibile, lui era andato completamente.

"Ci rivedremo. Dovrà succedere. E quando accadrà non ti lascerò più andare."

***

Erano passati alcuni decenni, poco più di trent'anni. Ormai Lucy Heartphilia aveva quasi quarantotto anni e aveva vissuto una vita piena di alti e bassi, ma piuttosto felice, benché l'amore per Natsu non era mai svanito. Neanche il tempo aveva sanato il suo cuore ferito a causa della mancanza del rosato.


Dopo che lui era passato avanti, aveva quasi subito lasciato l'università. Aveva scoperto che la possibilità di vederlo, seppur esso fosse un fanstasma, non era dettata da una coincidenza. Sia sua madre che altri loro antenati potevano vederli e spesso e volentieri li aiutavano.

Suo padre lo sapeva e perciò l'aveva sempre tenuta rinchiusa a casa. Non voleva, soprattutto dopo la morte della moglie, permettere alla figlia di intraprendere la stessa strada.

Perché?

Ogni cosa aveva un prezzo. Il vedere i fantasmi e poter interagire con essi non faceva eccezione.

Se Lucy non avesse saputo del suo potere, mai lo avrebbe attivato completamente e questo non l'avrebbe man mano consumata. Eppure, anche dopo aver saputo dei rischi, lei non s'era fermata, aveva deciso che avrebbe aiutato tutti i fantasmi che avrebbe incontrato.

Era come sua madre del resto. Anche lei aveva preso la stessa decisione in passato e questo l'aveva condotta a una prematura morte. Lucy lo aveva scoperto tempo dopo siccome non le era mai stata rivelata la verità ma credeva che si fosse trattata di una malattia... invece il corpo della madre non aveva resistito alla forza del suo potere.

Lucy tossì e tolse velocemente le mani dalla tastiera del suo portatile. Seppur il suo corpo sembrava resistere di più al potere che conteneva, in confronto a ciò aveva scoperto sui suoi antenati, alla fine, aveva cominciato a deteriorarsi negli ultimi tre anni. Sapeva bene, grazie a quello che aveva scoperto incontrando altre Medium come lei nel corso degli anni, che non mancava molto alla propria morte. Ormai la sua vita era agli scoccioli.

Non che le facesse poi tanta differenza. Non s'era mai sposata, non aveva avuto figli e non aveva mai avuto una vera carriera seria e importante. Praticamente aveva deciso di dedicare la propria vita per aiutare gli altri e viaggiare.

Suo padre non l'aveva mai accettato in vita, ma lei gli aveva promesso sul letto di morte che avrebbe cominciato a vivere una vita più sana e che non l'avrebbe uccisa. In verità gli aveva mentito per farlo passare avanti senza dargli la possibilità di sostare un attimo come fantasma. Era stato ingiusto, ma sperava che non la odiasse per questo.

Quando era morto, non aveva continuato la sua attività e aveva venduto tutto il possibile e inutile, ricavandoci un'eredità che non aveva finito neanche visitando il mondo e sostando senza essere troppo coscienziosa.

-Lucy- una ragazza intorno alla ventina entrò nella stanza con le medicine che la bionda doveva prendere per cencare di rallentare la morte del proprio corpo. La giovane non era altro che la figlia addottiva di Lucy, una ragazza timida e dolcissima dal potere di curare le persone. La Heartphilia l'aveva presa con sé dopo la morte del nonno e le aveva dato tutto ciò che le serviva e anche di più.

-Wendy, posso cavarmela da sola- le ricordò, sorridendo. -Non sto così male.-

-Ma Lucy, sei malata, dovresti stare al letto e riposare- la ragazza dai lunghi capelli blu guardò lo schermo del portatile. -A che punto stai?-

-Ho scritto tante storie, però manca quella più importante- raccontò Lucy per poi ingoiare tutte le medicine e bere un bicchier d'acqua.

-Quale?- domandò l'altra stringendo il vassoio contro il ventre.

-Quella di come ho incontrato l'amore della mia vita. Lui m'ha portato a compiere tutte le scelte che ho fatto, seppur non ne sa nessuna- rivelò con un sorriso dovuto ai momenti che aveva passato con Natsu. Anche dopo decenni, erano ancora abbastanza nitidi nella sua mente.

-Te ne penti?-

-Mai l'ho fatto. Probabilmente non vivrò ancora per molto, ma ho vissuto bene, Wendy. Ricordatelo. Ho vissuto una vita piena e felice.- Lucy guardò lo schermo del suo computer. Era arrivata a narrare il giorno cui cui Natsu era passato avanti. Aveva quasi finito.

-Lo farò, Lucy.- La blu annuì, anche se un po' tristemente. -Mi mancherai, però.-

Lucy sorrise, intenerita. -Lo so, ma non sei sola. Hai tanti amici. E poi, hai Mest. Ora lo stai mettendo un po' da parte per assicurarti che io stia bene e ti ringrazio. Ma goditi i momenti in cui stai con lui. Non puoi tornare indietro. Nessuno ha questo potere.-

Wendy sorrise a sua volta. -Grazie Lucy, lo farò. Spero che possa rincontrare Natsu, un giorno.-

-Me lo auguro anch'io.- La Heartphilia rivolse il suo sguardo verso la finestra aperta e, con precisione, verso il cielo. Mancava poco, si sarebbero presto rivisti.

***

Lo schermo del portatile era ancora acceso ed esso era posato sul comodino accanto al suo letto. Il file aperto e da poco concluso era il più importante per lei. Quello di Natsu. Aveva raccontato di ogni persona che aveva incontrato nella sua vita e che era riuscita ad aiutare, ma lui restava il suo inizio e l'unica fine che avrebbe mai voluto avere.

Da poco aveva finito di scrivere. Avrebbe voluto mettere la parola "Fine" scritta in grande, ma poi s'era resa conto che non andava affatto bene. Quella non era stata la fine. Era stato l'inizio di tutto. Del suo viaggio.

Aveva concluso dicendo "Ecco che da un'apparente fine avevo trovato la mia ragione per vivere."

Erano le parole giuste.

Alzò la mano verso il soffitto, cercando di afferrare qualcosa che non c'era.

Ecco.

La sentiva.

La morte stava sopraggiungendo. Era già scappata per troppo tempo ed era ora che anche lei passasse avanti.

Il dolore che provava nel petto pian piano scomparve e le palpebre divennero pesanti.

L'avrebbe presto rivisto.

Sorrise.

Morì sorridendo.

Quando riaprì gli occhi era circondata dalla luce del sole e dalla natura. C'erano piante di ogni tipo, tanti colori, suoni... era stupendo. S'alzò in piedi e sorrise vedendo tutto questo.

-Lucy!- una voce la chiamò e lei si girò.

-Happy?- domandò guardando il gatto blu che le volava intorno. Lo strinse in un abbraccio appena le fu vicino. Non lo vedeva da quando Natsu se n'era andato.

-Aye. Lucy, mi stritoli! Morirò per la seconda volta!- diceva il gatto, ma la bionda non lo stava neanche calcolando.

-Happy, il messaggero del vecchio ha detto che Lucy è arrivata...- Natsu si fermò, vedendola.

Lucy smise di stringere l'azzurro micio e quello scappò dalla sua presa andando a nascondersi dietro al rosato. -Lucy è impazzita ancora di più dopo essere morta!- esclamò.

-Zitto gattaccio volante!- gli urlò contro la Heartphilia.

-Lucy, ce ne hai messo di tempo- le disse Natsu, sorridendo allegro.

-Scusa, ma avevo tante cose da concludere. Ma ho mantenuto la promessa. Ora sono qui.- Lucy sorrise a sua volta e andò verso di lui.

Lui fece scontrare le loro fronti proprio come quando lei lo aveva lasciato andare. -Sei invecchiata- disse sorridendo.

-Oh, Natsu!- Arrabbiata e rossa si toccò il viso, notando che non aveva neppure una ruga. Aveva un aspetto giovanile. Doveva essere una cosa simile a quella capitata a Happy, lui aveva messo le ali ed era diventato azzurro, mentre lei era tornata ragazza. -Non si fanno questi scherzi!-

Il rosato rise di gusto. Le era mancata. Era noioso stare senza di lei.

Lucy si fermò a vederlo mentre rideva. C'era voluto del tempo, ma era con lui e non se ne sarebbe più andata.

Avrebbero vissuto per sempre insieme in quel posto perfetto senza essere scalfiti dai problemi e dolori terreni.

No, neanche quella era una fine. Probabilmente la fine non esisteva, esistevano solo nuovi inizi.

Restava a lei renderlo un felice inizio.

E lo avrebbe fatto. Oh sì che lo avrebbe fatto. Sarebbe stato l'inizio più bello di tutti. Finalmente era con Natsu.

Finalmente s'era riccongiunta con la persona il cui filo loro era unito al suo e mai l'avrebbe lasciata.

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