✘⁴
11:06 pm
Tutto questo era troppo per lui. Non è così facile accettare l'ipotesi di non essere più etero, così, di punto in bianco.
Non aveva assolutamente niente contro gli omosessuali, ma non si era mai immaginato come uno di loro.
Non aveva nessuna idea di come funzionasse. Si chiedeva se uno nascesse così o lo diventasse.
Magari, sotto sotto, lui lo era sempre stato, ma se n'è accorto dopo. O forse era bisessuale.
Dopo varie riflessioni, si disse che non aveva importanza. Se ami una persona, non importa quale sia il suo sesso.
Il punto è che lui non amava Jiyong, giusto? Insomma, per amare qualcuno ci vuole del tempo. Per ora ne era solo attratto fisicamente, si diceva.
Non sapeva se questo valesse solo con G-Dragon o anche con altri ragazzi, quindi decise di fare un tentativo. Per questo ora si trovava davanti all'entrata di un gay bar, in cerca del coraggio per entrare.
Conosceva quel locale grazie a Jiyong, il quale ci andava spesso in cerca di avventure di una notte.
Dopo aver preso un respiro, decise finalmente di varcare la soglia. In fondo, provare non costa nulla, no?
Una volta dentro, dovette mettersi una mano davanti agli occhi, per farli prima abituare alle luci psichedeliche che, insieme alla musica ad alto volume, gli stavano facendo già venire un'emicrania. Erano più che altro viola, le luci, anche se alcune di esse riflettevano i colori dell'arcobaleno, presente pure su dei poster appesi alle pareti, sulle quali non potevano mancare delle foto di modelli in costume da bagno.
Da un lato del locale c'erano i tavoli, che erano per lo più tutti liberi, e dall'altra la pista da ballo.
In effetti, non era molto diversa dalle discoteche in cui gli altri lo trascinavano di solito. Fatta eccezione, ovviamente, per i ragazzi che la frequentavano, i quali, con quelle camicette e pantaloni attillati, sembravano delle brutte copie di Magnus Bane, solo con tre chili di glitters in meno.
Si era pentito della sua decisione dopo neanche il primo minuto passato lì dentro, ma si era ripromesso di dare almeno una possibilità a quel posto, così andò a sedersi ad uno dei tavoli, preferendo rimanere un attimo in disparte. Avrebbe dato di tutto pur di prendere una sigaretta, in quel momento, ma c'era un divieto di fumo all'entrata ad impedirglielo.
Restò lì ad osservare per almeno un quarto d'ora, prima di notare una ragazzo che si stava dirigendo verso di lui. Fece finta di non averlo visto, sperando che non gli venisse a parlare, ma sfortunatamente - o fortunatamente, dipende - non fu così, e le sue speranze furono definitivamente infrante non appena lo sconosciuto prese posto su una delle sedie libere attorno al suo tavolo.
— Chissà cosa direbbero i netizens se venissero a sapere che T.O.P, il famoso rapper dei BigBang, si trovava in un gay bar, questa sera — ammiccò il ragazzo, per rompere il ghiaccio.
Seunghyun si limitò a guardarlo, con sguardo interrogativo, in cerca di una spiegazione. Aveva però già capito che l'altro gli stava per chiedere qualcosa in cambio del suo silenzio, quindi lo invitò a continuare.
— Se balli con me non racconterò nulla a nessuno — lo provocò.
Era così strano, per lui, venire agganciato da qualcuno. Di solito avveniva sempre il contrario: era lui che iniziava a flirtare con le ragazze e le invitava a ballare.
Ma, come si era già detto prima, provare non costa nulla, quindi accettò, seguendo lo sconosciuto verso la pista da ballo, cercando di evitare le altre coppie.
Iniziarono a ballare che la canzone era già quasi finita, così il ragazzo, il cui nome aveva scoperto essere Chongil, gli propose di fare anche la seguente e T.O.P si ritrovò ad accettare, di nuovo.
Pessima scelta, davvero, perché subito dopo partì un lento. Chongil, quindi, lo prese e lo avvicinò di più a sé, mettendogli un braccio dietro la schiena.
Man mano che la canzone andava avanti, Chongil continuava ad avvicinarsi sempre di più al volto dell'altro che, non appena furono troppo vicini, provo ad indietreggiare, ma venne prontamente fermato.
— Lasciati andare — gli disse, prima di posare le sue labbra su quelle di Seunghyun.
11:08 pm
Jiyong riconobbe subito T.O.P, quando quest'ultimo varcò la soglia del bar.
All'inizio, credeva di essersi sbagliato, ma più lo osservava, seduto ad uno dei tavoli lontano dall'entrata, e più capiva che non potevano esserci errori. Anche se credeva fosse davvero improbabile, Seunghyun era lì sul serio, intento a guardarsi intorno per poi dirigersi anche lui verso i tavoli.
Il minore rimase ancora ad osservarlo, chiedendosi cosa ci facesse lui in un luogo del genere. Decise, poi, che forse era meglio andarlo a domandare direttamente a lui.
Di sicuro il maggiore non sarebbe stato stupido di trovarlo lì, visto che tutti i membri della band sapevano benissimo che frequentava spesso quella discoteca. Anzi, magari T.O.P era venuto lì appunto per cercarlo. Così si alzò, andando verso il suo amico.
Nello stesso momento, però, un altro ragazzo gli tagliò la strada e raggiunse il rapper prima di lui.
Guardò come il nuovo arrivato trascinava Seunghyun, il quale non accennava a protestare, sulla pista da ballo e lo stringeva a sé, ballando un lento.
Rimase a guardare da lontano, come ormai era abituato a fare, mentre i due si avvicinavano sempre di più tra loro. Gli era perfettamente chiaro cosa sarebbe successo dopo, quindi preferì non guardare la scena, per evitare che infierissero di più. Faceva già male abbastanza.
Raccolse il suo giubbotto e, con le lacrime agli occhi, lasciò il locale, coprendosi con il cappuccio della giacca per non farsi riconoscere.
Salì sul primo taxi che trovò e cercò di trattenere le lacrime e i singhiozzi finché era in pubblico, ma una volta a casa, protetto dalle mura della sua stanza, si lasciò scoppiare in un pianto che sfogava tutta la tristezza che si teneva dentro da troppi anni, ormai.
11:32 pm
T.O.P interruppe il contatto dopo appena qualche secondo, allontanandosi di scatto dall'altro ragazzo nell'esatto momento in cui realizzò che tutto ciò era vero e non solo un incubo.
— Che c'è? — gli chiese Chongil.
— Pensavo dovessimo solo ballare — gli ricordò lui.
— Non ti è piaciuto? — dal modo in cui parlava era così sicuro di sé che gli dava sui nervi.
— Per niente — gli rispose, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
E questo fatto lo colpì. Logico che non gli era piaciuto, lui non era Jiyong. Perché aveva deciso di perdere tempo così?
Uscì in fretta dal locale, deciso a tornare a casa.
---
il nome del tipo lì è
assolutamente a caso :)
e niente, -2
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro