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6- Animal's Life

Come ogni mattina mi sveglio prima dell'alba e osservo la stanza che mi circonda avvolta nell'oscurità. Mi avvicino lentamente all'unica fonte di luce e mi sdraio lì vicino in attesa che sorga il sole. Credo di essermi appisolato per alcuni minuti perché vengo ridestato malamente da un forte rumore che proviene dalla stanza attigua. Osservo il cielo all'esterno e, vedendo che il sole è sorto da poco, capisco che la padrona deve essersi appena svegliata.

Scendo con un balzo dal davanzale e mi dirigo verso la camera dove la padrona riposa. Nonostante alcune volte sia decisamente troppo rumorosa non mi posso di certo lamentare di lei. Non mi ha mai fatto mancare nulla, ne cibo ne giochi. Quando ero ancora un cucciolo di notte mi lasciava sempre dormire con lei, in mezzo a quelle calde coperte. E anche ora, a distanza di anni, durante la notte lascia sempre la porta aperta, per permettermi di entrare nel caso volessi stendermi a fianco a lei.

Entro nella stanza ancora buia, per vedere se si sia già alzata ma, come sempre, la trovo ancora a dormire. Mi avvicino con cautela e con una spinta sulle zampe posteriori mi ritrovo al suo fianco. Inizio con lentezza a strusciarmi sul suo braccio, facendo le fusa. Passati alcuni minuti, vedendo che non da segno di voler aprire gli occhi, comincio a tirarle delle leggere zampate sul fianco. Dopo alcuni secondi apre finalmente gli occhi e mi osserva sorridendo.

- Come farei senza di te, mio piccolo micetto! -

Mi prende in braccio e mi porta in cucina, mi posa a terra e da una mensola tira fuori i miei croccantini preferiti. La seguo in ogni suo movimento fino a quando non mi riempie la ciotola per fare colazione. Mi lascia tranquillo a mangiare mentre si avvia oltre un'altra porta da dove poco dopo sento un forte scroscio d'acqua. Mi concentro totalmente sui miei adorati croccantini, estraniandomi completamente dalla realtà.

Finito di mangiare mi sdraio nella mia morbida cesta, mentre osservo la padrona che gira freneticamente per tutte le stanze. Mi distraggo un attimo per mettermi più comodo e quando rialzo gli occhi la vedo a terra sommersa da una montagna di vestiti. Mi stupisco che non abbia rotto niente questa volta, è talmente sbadata a volte! Eh, se gli umani potessero avere la nostra stessa grazia! Ma allora non sarebbero perfetti come noi... quindi è meglio così.

Passano vari minuti in cui me ne sto tranquillo a riposare finché finalmente non ricompare pronta ad uscire. Mi avvicino per salutarla prima che esca e lei, come suo solito, lascia cadere la cartella che ha in mano per prendermi ancora una volta in braccio e dedicarmi le ultime coccole prima di uscire. Mi rimette a terra ed esce di corsa, come sempre in ritardo.

- Torno stasera, a presto micetto! -

Osservo alcuni secondi la porta poi, ormai certo che non tornerà prima di sera, ritorno alla mia cesta, per passare un'altra giornata in tranquillità.

Passo un paio d'ore a dormire, immerso nel calore, poi mi sveglio e decido di cominciare il quotidiano giro di perlustrazione. Inizio controllando la cucina, dove trovo dei sospettosi stuzzicadenti a terra, sembra quasi si stiano organizzando per occupare il territorio... dovrò stare molto attento. Controllo in ogni più piccolo anfratto ma, non trovando altre minacce, decido di passare oltre e mi dirigo verso la camera della padrona.

Appena entro la prima cosa che noto è il disordine. L'immenso, incredibile disordine che ogni giorno c'è qui dentro. Sono sempre più convinto che gli umani dovrebbero imparare da noi gatti, i maghi dell'ordine, invece che ridursi in questo stato. Mi addentro lentamente in quel caos, sperando vivamente di non contrarre qualche malattia. Arrivo fino alla base del letto e scruto attentamente tutto quello che c'è sotto, nel tentativo di smascherare una possibile minaccia. Vedendo che non c'è nulla di preoccupante esco immediatamente fuori e mi avvio verso il bagno.

Qui ho sempre l'impressione di essere osservato, da occhi che a me sembrano invisibili ma che sento chiaramente su di me. Controllo in ogni singolo angolo della stanza e mi sto già avviando all'uscita quando mi cadono gli occhi sulla vasca. Adesso che ci penso non ho mai controllato lì dentro. Mi avvicino silenziosamente temendo un possibile attacco dal nemico e silenziosamente balzo sul bordo. Osservo attentamente all'interno ma vedo solo acqua che la padrona deve aver dimenticato di togliere. Mi appresto a tornare a terra quando sposto di un millimetro di troppo la zampa e finisco velocemente a mollo all'interno dell'acqua.

Mi ridesto in fretta e scatto subito fuori, ma ormai non c'è più nulla da fare. Sono stato sconfitto dalla stessa dimora in cui abito. Ma sono sicuro che domani mi andrà meglio. Intanto deluso e infreddolito ritorno in salotto, vicino al dispensatore di calore, sperando di asciugarmi il più in fretta possibile, perché la padrona non scopra quello che avviene in casa quando lei non c'è.

Mi raggomitolo meglio contro il muro e, già stanco, riprendo a dormire.

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