1 - Horror
Ogni sera terminato l'allenamento mi facevo una doccia veloce, mi cambiavo ed mi avviavo di corsa verso casa. La strada che portava dalla palestra a casa mia era completamente al buio, non c'era un solo lampione che la illuminava ed ogni volta io ero costretta a percorrerla di corsa mentre morivo di paura ad ogni minimo rumore. I miei genitori erano separati ed erano troppo occupati per occuparsi anche dei miei impegni così, ogni volta, ero costretta a rinunciare a fermarmi con le mie compagne per tornare a casa in fretta, sempre col terrore che dal buio che pervadeva la strada sbucasse fuori improvvisamente qualcosa.
Anche quella sera ero schizzata in tutta fretta fuori dagli spogliatoi, ancora infreddolita dalla doccia appena fatta. Non appena misi un piede fuori dalla palestra e sentii risuonare nell'aria il verso stridulo di un corvo rabbrividii stringendomi con forza nella leggera giacca che mi copriva in quella fredda sera autunnale. Cercai di allungare ulteriormente il passo ma dopo pochi secondi dovetti desistere: l'allenamento mi aveva totalmente distrutto perciò decisi di rallentare il passo per non correre il rischio di crollare a terra prima. Mentre giravo l'angolo che portavo alla via dove abitavo sentii un forte fragore nell'aria, alzai gli occhi spaventata e ciò che vidi fu solo uno stormo di corvi passare velocemente su di me.
Iniziarono a scendermi lungo la schiena numerosi brividi di terrore che acuirono il freddo che già provavo in quel momento. Proprio quando mi trovavo a soli centro metri dal cancello di casa mia mi parve di vedere con la coda dell'occhio un'ombra saettare nel buio alla mia destra. Ignorai quel movimento fulmineo, temendo ciò che avrei potuto vedere, e scattai velocemente verso casa. Proprio mentre stavo cercando di aprire il cancello percepii una silenziosa presenza alle mie spalle. Mi immobilizzai all'istante. Il terrore più puro pervadeva il mio corpo che nonostante tutto non riusciva a muoversi. I comandi inviati dal mio cervello sembravano essere completamente ignorati dalle mie membra, Mi sembrava quasi di essere succube di un terribile incantesimo.
La situazione mi stava lentamente facendo impazzire, alle mie spalle percepivo ancora quell'oscura presenza che sembrava intenzionata a non muoversi. Non so quanto tempo passai in quello stato, secondi o minuti non saprei dirlo, ma so dire con certezza che sentii le mie corde vocali andare in frantumi nel momento in cui la fredda lama di un coltello fu poggiata contro la sottile carne del mio collo. La mia voce era sparita. Solo allora sentii il vuoto dietro di me: mi girai e non vidi nessuno. Ancora stordita da quanto successo entrai lentamente in casa e andai a letto. Il giorno dopo mi svegliai alla solita ora pronta per andare a scuola, come se nulla fosse mai successo.
E non saprei dirlo nemmeno ora, a distanza di anni, quello che è veramente successo quello notte. O forse non potrei: da allora non sono più riuscita a parlare, questo come unico ricordo di quella terribile notte.
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