3.
Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo
Lo scontro finale
(Percy)-Certo che non mi stai affatto rendendo le cose facili!
Questa volta rise per davvero e mi mise le braccia al collo. -Io non ti renderò mai le cose facili, Testa d'Alghe. Meglio che ti ci abitui.
Quando mi baciò, mi sembro quasi che il cervello mi si sciogliesse, spargendosi per tutto il corpo. Sarei rimasto così per sempre, solo che una voce alle nostre spalle ringhiò -Be', era ora!
A un tratto il padiglione si riempì di torce e di ragazzi. Guidati da Clarisse, le spie attaccarono e ci caricarono sulle spalle.
-Oh, insomma- protestai -che fine ha fatto la privacy?
-I piccioncini hanno bisogno di rinfrescarsi!- esclamò Clarisse tutta contenta.
-Il laghetto delle canoe!- urlò Connor Stoll.
Con un grido di esultanza, ci trascinarono ai piedi della collina, ma permettendoci sempre di restare mano nella mano. Annabeth rideva e ridevo anch'io, anche se ero rosso come un peperone.
Ci tenemmo per mano fino all'istante in cui ci lanciarono in acqua.
Ma fui io a ridere per ultimo. Feci una grande bolla sul fondo del lago. I nostri amici aspettarono un bel po' prima di vederci riemergere, ma... ehi: quando sei il figlio di Poseidone, non hai nessuna fretta.
E quello fu probabilmente il miglior bacio subacqueo di tutti i tempi.
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