CAPITOLO VIII - NATHALIE E SIMON
Perché lo sanno tutti ma nessuno ne sa spiegare il perché?
Gemelli.
E si dice che i gemelli condividano la stessa anima e che se soffra uno solo, l'altro ne risente inspiegabilmente.
Si dice anche che i gemelli condividano la medesima coscienza divisa in due dalla nascita.
Come lo spirito di due individui sia condivisa da entrambi, ancora rimane un insolubile mistero, anche perché le leggi della scienza non sarebbero mai capaci di spiegarlo. Non si può spiegare qualcosa al di sopra del terreno, perché un'anima di certo non fa parte di tutto il nostro orribile mondo ; prevedibile e controllabile, contrario a uni spirito libero che pur non essendo tangibile appartiene a una creatura umana, un collegamento tra il naturale e il non.
Ed è per questo che due gemelli condividono gli stessi sogni , le stesse esperienze e spesso gli stessi pensieri, senzazioni ed emozioni.
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Nat non era pronta a vederlo.
Sapeva, e sapeva cose che nessun'altro avrebbe mai dovuto sapere, come Simon, d'altronde.
Prima di morire, sua nonna li aveva messi in guardia sui loro destini.
Tutti e due avevano preso la questione molto seriamente , ma il ragazzo rimaneva ancora scettico su quelle parole.
Come potevano essere così malevole?
Eppure sapevano tutto , e questo li inquietava ancora.
Non importava.
Ormai si era fatto tardi e nessuno dei due aveva voglia di rimanere fuori dal letto più di quanto i lor corpi desiderassero, quindi , all'unisono, si alzarono dal divano , che ormai aveva preso la forma dei loro corpi, e si diressero verso le scale che conducevano alla camera da letto.
Dormivano nella stessa stanza.
Le disponibilità economiche della famiglia non erano esigue, ma nemmeno abbastanza grandi da poter permettere alla famiglia una grande e lussuosa casa pentavani.
La casa era piuttosto ristretta, nonostante dall'esterno sembrasse molto più grande di come era in realtà al suo interno.
Nat andò a sedersi sul suo letto e aspettò che Simon facesse lo stesso.
Lui cercò di evitare ,al contrario,lo sguardo di sua sorella che continuava ad aspettare un suo gesto.
Si giró dando le spalle alla sorella,ma sapeva cosa gli avrebbe voluto dire cosí tornò da lei per farla parlare .
-Ok...raccontalo ancora. Ma questa volta con più calma.-
Nat scosse il capo per accennare un sì e prese un respiro profondo .
Simon adnò a sedersi accanto a lei.
-Ero in ginocchio per terra. Nin vedevo nulla intorno a me.
Tutto buio.
Avevo le mani legate dietro la schiena e non potevo muovermi. Ero bloccata in quella posizione.
Ad un tratto si è accesa una luce...su di me.
Ho alzato lo sguardo per cercare di vedere qualcosa,ma non vedevo nulla.
Buio.
Poi ho sentito qualcosa muoversi nell'oscurità.
Ancora non capivo cosa stesse succedendo...
Si avvicinava...
Lo sentivo...
Poi...una mano.
Una mano fatta di lame.
Cinque lame che si avvicinavano al mio viso,ma nessuna traccia del corpo.
Sentii un'altra corda che mi legava il corpo...al collo.
La corda si tese e alzai la testa per non rimanere strangolata...
Si avvicinava...
Vidi la lama splendere sotto la luce.
Accadde tutto...così in fretta...-
Una lacrima le rigó il volto mentre parlava...
-...Tagliò l'aria con la sua mano di lama e ne infilò due nei mie occhi...li staccò dalle orbite...
Non vedevo nulla...facevano male...
Sentii il sangue scorrere su tutto il mio viso.
Urlai.
Sentii come risposta solo l'eco della mia voce.
Poi...di nuovo il suono delle lame che tagliavano l'aria...e un colpo alla gola...
La lama mi squarciava a metà ...eppure...ancora non ero morta...come poteva essere??
Io...io sentii la lama...fredda scendere fino al mio stomaco...e tagliarmi il corpo...
Non urlai...non potevo...-...
Simon la fermò ...sapeva...allo stesso modo.
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