Venticinque ↭ Hold Up
[Tessa]
«Finalmente entro in camera tua», commentò Luke, sorridendo malizioso mentre metteva piede nella mia camera da letto.
Gli lanciai un'occhiataccia. «Non esaltarti troppo», lo rimproverai, sedendomi sul mio letto ed osservando indifferentemente Luke mentre camminava intorno alla stanza, dando un'occhiata alle mie cose.
Di solito mi dava fastidio che la gente che conoscevo da poco guardasse le mie cose, ma con Luke era tutta un'altra storia – non mi dava fastidio, in pratica, che scoprisse i miei hobby, le mie passioni, ciò che mi piaceva (forse perché, anche se ci conoscevamo da poco, era già successo molto tra di noi, quasi da portarmi alla convinzione che lo conoscessi da molto più tempo). E poi, anche se glielo avessi impedito, lui l'avrebbe fatto lo stesso perché è cocciuto e testardo e vuole sempre avere ragione. Non avrei potuto impedirglielo in nessun modo – come non avrei potuto impedirgli di vedermi in caso gli avessi parlato di Arzaylea, cosa che tra l'altro non avevo fatto. Non sapevo quanto potessi fidarmi delle sue parole e, a dirla tutta, io non volevo rinunciare a Luke. Avrei affrontato Arzaylea volentieri, piuttosto che lasciare andare il suo ragazzo – e non avevo nessun diritto per volerlo accanto a me, ma lo volevo lo stesso. Avevo bisogno di lui, ormai ero completamente partita per la tangente. E poi, da quanto mi diceva lui, non si vedevano da una vita a seguito di un litigio piuttosto pesante, e che quindi si sarebbero lasciati molto presto. Volevo fidarmi di lui, su quello, ma paradossalmente non ci riuscivo. Insomma, era da due settimane che mi diceva che avrebbe lasciato Arzaylea, ma ancora non l'aveva fatto.
«Tessa? Hey, torna fra noi».
Alzai lo sguardo, trovando Luke appoggiato alla mia scrivania. Mi ero incantata a fissare il vuoto, mi succedeva spesso. «Scusa, pensavo ad altro e mi sono distratta. Che c'è?», chiesi, arrossendo mentre Luke si sedeva accanto a me.
«Sei turbata», notò, accarezzandomi una guancia, «Da parecchio, a dire la verità. Che succede?».
Sospirai. Per un attimo pensai di dirgli tutto, davvero, ma cambiai idea quasi subito. Non volevo turbarlo con qualcosa che probabilmente non avrebbe avuto effetto su nessuno. Così mi limitai a scuotere la testa e a mormorare un «niente, è solo stress per gli esami», qualcosa che era totalmente una bugia.
Luke sembrò crederci, comunque; mi sorrise e si chinò per lasciarmi un bacio sulle labbra. «Tranquilla uccellino, andrà tutto bene. E poi... se sei stressata posso sempre alleviare un po' di stress usando la mia lingua su di te», mi rassicurò, sorridendo malizioso.
Arrossii veemente. «Posso sapere perché sei ossessionato dal leccarmela?», borbottai a disagio, facendo scoppiare a ridere Luke che mi prese in braccio, facendomi salire sulle sue cosce.
Luke mi guardò languido mentre mi accarezzava i fianchi. «Perché, uno: mi piacerebbe davvero farlo, e due: cazzo, soltanto immaginarti mentre godi a causa della mia lingua potrebbe farmi venire nei pantaloni», spiegò, ridendo mentre io arrossivo per l'ennesima volta.
«Ti odio», borbottai, «Smettila di ridere di me!».
Luke mi baciò la punta del naso. «No, tu mi ami. E vuoi la mia testa fra le tue gambe, ammettilo», borbottò con voce roca, unendo le sue labbra alle mie febbrilmente.
Ansimai leggermente a causa della foga con cui Luke mi stava baciando. «Beh, mi piaci tantissimo, ma non credo di amarti, è troppo preso per quello», spiegai, socchiudendo gli occhi mentre Luke scendeva a baciarmi il collo, «E sì, credo di morire dalla voglia di avere la tua testa tra le mie gambe», ammisi, arrossendo veemente.
Luke mi sorrise malizioso mentre mi faceva finire con la schiena sul materasso, posizionandosi subito sopra di me. «Bene, allora non perdiamo altro tempo», disse senza fiato, riprendendo a baciarmi.
Strinsi i suoi capelli tra le dita, inarcando la schiena contro di lui per far combaciare i nostri bacini. Luke gemette alle mie azioni, facendo scivolare le sue mani dal materasso ai miei fianchi e poi sotto il mio maglione, accarezzando la pelle ormai incandescente con le sue dita fredde. Mi staccai dalle labbra di Luke soltanto per permettergli di sfilare il mio maglione, che successivamente gettò noncurante per terra, facendo cadere qualcosa che tenevo in bilico sul comodino.
«Cos'è caduto?», riuscii a chiedere, facendo accigliare Luke.
«Ti interessa davvero?».
Alzai le spalle. «Potrebbe essere qualcosa di valore, posso preoccuparmi delle cose che ho in camera no?», chiesi eloquente, ottenendo uno sbuffo.
«L'unica cosa di cui devi preoccuparti è la mia lingua che tra due secondi farà conoscenza con la tua vagina, uccellino», si lamentò Luke, tuttavia sporgendosi per guardare cosa fosse caduto dal comodino, «È solo uno stupido libro, contenta?».
Alzai un sopracciglio. «Stupido libro? Ma sarai stupido tu!», sbottai, sporgendomi per riprendere il mio libretto di Intrigo e Amore da terra, «Questo è Intrigo e Amore di Schiller».
Luke mi fissò perplesso. «E... dovrei sapere chi è?».
Scossi la testa. «Uhm, in effetti hai ragione. Beh, Schiller è un autore tedesco e questa è una sua opera che ho studiato per l'esame di Letteratura tedesca dell'anno scorso. Mi è piaciuta e ogni tanto vado a rileggerla», spiegai, «Ma forse non ti interessa».
«Oh, no, figurati; mi piace sentirti parlare», commentò Luke, facendomi arrossire, «Di cosa parla?».
Sospirai, accarezzando la copertina rovinata del libretto mentre Luke mi prendeva fra le sue braccia, dandomi calore visto che ero in reggiseno. «Parla di questa ragazza, Louise, e di Ferdinand che sono innamorati ma che non possono stare insieme a causa dei loro diversi ranghi sociali, ma che infine riescono a riunirsi», spiegai brevemente, facendo annuire Luke, «Credo che la loro storia d'amore sia qualcosa di meraviglioso – insomma, leggi qui», aggiunsi, puntando alle mie battute preferite di Ferdinand, sottolineate in rosso: "Lascia pure frapporsi tra noi due ostacoli alti come montagne, li prenderò come tanti scalini per volare nelle tue braccia. Io mi getto fra te e il destino, perché al mio braccio voglio vederti avanzare, danzando attraverso la vita".
«Però... sono belle parole, sì», commentò impressionato Luke, deglutendo, «Che dici, ti va di essere la mia Louise? Io sarò il tuo Ferdinand e mi getterò fra te e il destino o giù di lì».
Scoppiai a ridere, ottenendo un'occhiata confusa. «Luke... guarda che Louise e Ferdinand alla fine muoiono».
Luke mi guardò inorridito. «Ma mi avevi detto che si mettevano insieme alla fine!», borbottò contrariato, «Mi hai illuso».
«Beh, io sono fermamente convinta che nel regno dei cieli poi si siano ritrovati e riuniti – insomma, una storia d'amore del genere non finisce, almeno secondo me», dissi in mia difesa, facendo scuotere la testa a Luke.
«Ciò non toglie il fatto che siano morti!», si lamentò, «Non ti chiederò mai più niente sui libri che leggi».
Sorrisi maliziosa. «Oh, ed io che volevo parlarti di I dolori del giovane Werther...», mugugnai, ridendo mentre Luke sgranava gli occhi.
«Non permetterti neanche! Già il titolo sembra un'ecatombe!», sbottò.
«Non puoi impedirmelo», lo canzonai, ottenendo un'occhiata di sfida. In un secondo tornai con la schiena sul materasso, stavolta però tra le braccia di Luke che mi baciò flebilmente le labbra prima di scendere a baciarmi di nuovo il collo, questa volta lasciando dei succhiotti tra un bacio e l'altro.
«Sono sicura che non appena la mia lingua si poserà su di te l'unico nome che uscirà dalla tua bocca sarà il mio. E me lo auguro», sbottò con voce roca, facendomi un occhiolino prima di tornare a baciarmi, arrivando ad accarezzare la scollatura del mio reggiseno con le sue labbra.
Sospirai. «Ma ti pare che io mi metta a parlare di Goethe mentre me la lecchi? Sei proprio un deficiente».
***
Mi risvegliai di scatto qualche ora dopo, leggermente sudata e vestita solo della biancheria intima. Luke doveva essere tornato a casa dopo che, esausta, mi ero addormentata tra le sue braccia. Dovevo ammetterlo, c'ero rimasta un po' male a non trovarlo accanto a me, ma sapevo che avesse le sue buone ragioni.
Cercai il mio cellulare a tentoni nel buio della mia stanza, trovandolo sul comodino; il Wi-Fi era ancora acceso e avevo sei messaggi non letti, tre da parte di Luke, tre da parte di un numero sconosciuto. Lessi prima quelli di Luke.
Scusa uccellino, avrei tanto voluto restare a dormire con te ma domani ho lezione e credo che svegliarmi accanto a te sarebbe stato un po' controproducente, se capisci cosa intendo ;)
Comunque, voglio che tu sappia che mi è piaciuto davvero tanto stare con te stasera, e non solo per il sesso, uccellino. Avremmo potuto passare la sera a guardarci senza dirci niente ed io avrei comunque amato ogni istante. Sei speciale, per me – e appena ci vediamo devo dirti una cosa, quindi tieniti pronta
Ah, ultima cosa: la pizza non mi è piaciuta tanto quanto te
Ridacchiai, scuotendo la testa mentre rispondevo ai suoi messaggi. Chiusa la chat con Luke, quasi ero tentata dal non aprire i messaggi inviati dal numero sconosciuto. Ma io sono stupida, ed incosciente, e una curiosa cronica, così mi ritrovai ad osservare una foto che ritraeva Arzaylea vestita della camicia che Luke indossava quando era passato da me e ad ascoltare due persone che gemevano all'unisono in un messaggio vocale; la voce del ragazzo era dannatamente somigliante a quella di Luke e la cosa mi provocò un vuoto allo stomaco senza precedenti. Il peggio, però, fu leggere il messaggio che seguiva quelle due cose.
Io te l'avevo detto che ci sarei andata giù con le maniere forti, o no? Spero tu abbia capito che non ti devi avvicinare a Luke. Capisci, adesso, che per lui sei solo un giochetto stupido? Non sei niente, per lui. Luke ama me. Stagli lontano d'ora in poi, okay tesoro?
***
[A/N] Uh-oh. Abbiamo problemi in Paradiso. Mi dispiace tanto per Tessa, ma purtroppo le cose devono andare così. C'è sicuramente una spiegazione a tutto questo, ma chissà se avrà il coraggio di ascoltarla ahaha
A domani con il prossimo capitolo - che ha il titolo di una delle mie (una delle centomila) canzoni preferite di The Weeknd, Tears in The Rain. Già dal titolo si capisce tutto insomma ahaha ♥
PS: credo che Intrigo e Amore sia l'unico libro che ho studiato per Letteratura Tedesca che mi sia piaciuto, quest'anno. Forse potrebbe essere praticamente l'unico libro (che tra l'altro è un'opera teatrale, quindi neanche propriamente un libro) che mi piacerà della letteratura tedesca, ma aspetto di leggere il Werther l'anno prossimo per dirvi AHAHA (nella speranza che non facciamo Viaggio in Italia, quello non lo digerisco)
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