Diciannove ↭ A.M.
[Tessa]
Dopo lo spavento iniziale Michael mi consentì - mi ordinò, più che altro - di andare a vestirmi in bagno o in camera sua. Così, raccolti i miei abiti da terra e correndo via dagli occhi di Luke che ancora mi scrutavano (e dei tre presenti nella stanza, fortunatamente per me, era l'unico a guardarmi) mi rintanai nel bagno dell'appartamento di Michael.
Mi sedetti per terra, rabbrividendo leggermente alle piastrelle fredde a contatto con la mia pelle, e fissai il vuoto ancora incredula degli avvenimenti di poco fa. Insomma, mi sembrava assurdo che io e Luke avessimo fatto sesso, ancora non riuscivo a crederci, eppure era successo e i brividi sulla mia pelle dove le labbra di Luke avevano segnato il loro percorso lasciando marchi visibili ne erano la prova, così come lo stato disastroso in cui versavo, il cuore che martellava furioso contro il mio petto, i capelli scombinati e il trucco sfatto. Ero praticamente un disastro ma, guardandomi allo specchio, no riuscivo a fare a meno di sorridere pensando a cosa fosse dovuto, ripensando al modo in cui Luke mi aveva tenuta stretta a sé, al modo in cui mi aveva baciata, o al modo in cui mi aveva accarezzato i capelli. Mi ero sentita davvero amata in quel momento, amata come mai era successo in vita mia, e non riuscivo a togliermi quello stupido sorriso dalla faccia nonostante la mia figuraccia con Michael e Calum (perché sì, Michael era uscito con Calum e a quanto pare nessuno lo sapeva) e nonostante il fatto che Luke avesse un'altra. Neanche quel pensiero mi scalfiva.
Dopo essermi data una risciacquata ed essermi vestita velocemente uscii dal bagno, pronta a scappare da casa di Michael e a rifiugiarmi nella mia stanza - sempre se Claire avesse finito con Ashley. Ma conoscendola avrei passato qualche altra oretta fuori, specialmente considerando che fosse con Ashley (e credetemi, so benissimo cosa vorrebbe farle. Claire quando si ubriaca parla senza filtri ed è leggermente inquietante).
Tornando a noi, stavo per arrivare in salotto quando mi accorsi che Michael e Luke stavano parlando di me. Non avrei dovuto farlo, ma era più forte di me e quindi mi nascosi dietro lo stipite della porta ad origliare.
«Michael, ti prego, non voglio parlarne», implorò Luke, seccato. Mi accigliai. Di cosa diamine stavano parlando?
Michael sbuffò talmente forte che lo sentii dal corridoio. Trattenni una risata. «E quando ne vorrai parlare? Luke, hai tradito la tua ragazza sul mio fottuto divano! Non mi sembra una cosa da niente, sai».
Arrossii. Forse era stata una mossa azzardata, fare sesso sul divano di Michael, ma al momento non mi interessava. Saremmo potuti essere anche sul terrazzo all'ultimo piano, non avrebbe fatto differenza; era qualcosa destinato a succedere.
«Davvero ti importa di Arzaylea? Pensavo la odiassi», borbottò Luke, «E poi, sai che Tessa mi piace. Non ho saputo resistere - se vuoi ti compro un altro divano», aggiunse, facendomi sorridere a trentadue denti - chissà come m'ero tolta quel sorriso dalla faccia, eccolo che tornava... ero messa proprio male.
«Avresti potuto chiederle di andare da lei!».
«Non potevamo andare da lei! Secondo te perché era qui, prima di tutto?».
«Dio, lascia stare», borbottò Michael, mettendo fine a quella conversazione scomoda (davvero non immaginavo la sua reazione quando avrebbe scoperto che non potevamo andare da me perché la sua migliore amica era impegnata ad usare il suo fazzoletto per asciugare la vagina di Claire), «Non è importante al momento. Ciò che conta è il fatto che hai appena tradito la tua ragazza e che non avevi nessun diritto di portarti a letto Tessa. Ti rendi conto di ciò che hai combinato?».
«Io non ho combinato niente!», protestò Luke, «Beh, almeno niente di grave...».
«Niente di grave? Luke, hai tradito la tua ragazza! E sì, adesso mi dirai che le stai soltanto rendendo pan per focaccia, che anche lei ti tradisce, ma questo ti sembra il comportamento adatto? Ti ricordo che alla fin fine dovrai tornare comunque da lei, finendo per aver combinato un grandissimo danno e facendo soffrire Tessa - lo sai che è fragile, te l'ho detto, eppure non mi hai dato retta come al solito!».
Prima che Luke potesse dire altro, decisi di uscire dal mio nascondiglio; non ne potevo più di sentire quelle cose, soltanto perché mi sembravano così dannatamente vere che stavano rischiando di farmi male. Non volevo rovinare quella felicità che avevo provato fino a quel momento - o almeno, la mera illusione di quella felicità, di cui adesso non ero tanto sicura quanto prima. E sì, forse non avrei dovuto ascoltare Michael, ma sapevo che aveva ragione.
Entrai in salotto, attirando gli sguardi dei ragazzi su di me. Luke mi sorrise rassicurante, Michael mi guardò sospettoso e Calum, dietro Michael, si limitò ad alzare i pollici, sorridendo malizioso; io ricambiai il sorriso, arrossendo.
«Ehm... comunque io vado», annunciai, prima di andare in cucina a recuperare le mie cose, «Ci vediamo, Michael».
Michael mi sorrise poco convincente. « Certo. Ciao, Tessa», mi salutò prima che uscissi dal suo appartamento. Non appena uscii da casa sua corsi alla porta del mio appartamento, infilando la chiave nella serratura di fretta ed entrando in casa, ritrovandomi costretta ad uscire di nuovo; sì, come avevo pensato, Claire ed Ashley non avevano ancora finito. Beh, beate loro.
Non sapendo proprio dove andare - adesso sul serio - mi ritrovai sul tetto, a morire di freddo mentre osservavo il sole tramontare sulla bellissima New York, sola con i miei pensieri. Avevo troppe cose per la testa, troppo caos, troppe paure. Forse stare con Luke oggi non era stata proprio la cosa giusta da fare, e me ne rendevo conto soltanto in quel momento, mentre rimuginavo tra me e me stringendomi nella giacca per evitare che il vento mi trapassasse le ossa. Per qualcosa Michael aveva ragione; dopo quella giornata, Luke sarebbe tornato da Arzaylea, ed io avrei sofferto perché certo, ero ancora scettica riguardo a tutto, ma non potevo negare di essermi innamorata di Luke, e di aver sperato anche se per poco che i miei sentimenti fossero ricambiati. E sì, lui mi aveva detto di essersi innamorato di me, e aveva detto a Michael che gli piacevo, ma poteva benissimo soltanto essere attrazione fisica, parole dettate dal momento. E dovevo ammettere che soltanto il pensiero di lui che diceva certe cose soltanto per le circostanze che si erano create mi distruggeva.
«Speravo di trovarti qui».
Quella voce mi riportò alla realtà come se avessi ricevuto una scossa; voltandomi, trovai Luke appoggiato alla porta di ferro arrugginito, un delizioso sorriso a curvargli le labbra piene. Mi ritrovai a rabbrividire mentre lo osservavo avanzare verso di me, e non per il freddo.
Luke si sedette accanto a me e si strinse nella giacca. «Claire e Ashley si stanno ancora dando alla pazza gioia, di sotto», borbottai, strigendomi nelle spalle, «Così ho pensato di venire qui».
Luke annuì. «È un bel posto per starsene un po' tranquilli», commentò, facendosi più vicino a me, «Comunque volevo chiederti scusa».
Trattenni il fiato. «Perché?».
«Per la figuraccia che ti ho fatto fare con Michael», spiegò, arrossendo leggermente, «Non avrei dovuto agire così tempestivamente, anche se devo ammettere che mi è piaciuto tanto, già», aggiunse poi, sorridendo malizioso e facendomi arrossire.
«Non scusarti, comunque», dissi, dopo qualche istante di silenzio, «Insomma, un po' è stata colpa di entrambi, avremmo potuto essere più coscienziosi ed evitare».
Luke si mordicchiò il labbro inferiore, sembrandomi improvvisamente a disagio. «Te ne sei pentita già? Ed io che speravo di piacerti», borbottò indispettito, facendomi scuotere la testa.
«No, non me ne pento, anzi; direi che mi sia piaciuto anche un po' troppo», replicai, arrossendo veemente, «È solo che... non mi piace la situazione, ecco».
Luke alzò un sopracciglio. «In che senso?».
Sospirai. «È che Michael ha ragione, Luke. Qualsiasi cosa tu provi per me - sempre se provi qualcosa, ovvio - è sbagliata o avventata e non avremmo dovuto fare sesso oggi, specialmente considerando che tu sei fidanzato e alla fin fine tornerai da lei, e io ho paura di starci male e-».
Luke mi interruppe posando le sue labbra sulle mie. Mi lasciai trasportare, mio malgrado, e mi ritrovai seduta sulle sue cosce, con il cuore che batteva di nuovo a mille e le guance inffiammate.
«Tessa, l'ultima cosa che voglio è farti soffrire», borbottò Luke contro le mie labbra, accarezzandole con il suo pollice, «Ho intenzione di lasciare Arzaylea, comunque. Non ha senso continuare a stare con lei, non la amo più da tempo e forse non l'ho mai amata. Io sono innamorato di te, lo ribadisco e lo ripeterò fin quando tu non ti fiderai ciecamente di me e capirai che io ti voglio accanto a me più di ogni altra cosa perché diamine, quando sono con te potrebbe scoppiare la terza guerra mondiale, a me non importerebbe lo stesso perché tu riesci a farmi stare bene, a farmi pensare soltanto alle cose positive attorno a me. E credo che questo sia l'effetto che debba farti una persona che ami».
Ormai ero totalmente sopraffatta dalle sue parole, cose che nessuno mi aveva mai detto, cose che mai avrei pensato che qualcuno mi dicesse. Una lacrima rigò il mio volto e Luke si affrettò a raccoglierla con il suo pollice, dicendo «Sì, ma se devi piangere allora non ti dico più niente».
Ridacchiai, asciugandomi gli occhi con il palmo della mano. «Scusami. Ho avuto un attimo di smarrimento, tutto qui. Sto bene», spiegai, ottenendo un'occhiata scettica, «Sto bene! Non guardarmi così!».
Luke scoppiò a ridere prima di baciarmi la punta del naso. «Hai da fare domani mattina?», mi chiese, stringendomi i fianchi delicatamente.
Scossi la testa. «Dovrei andare a lezione ma domani molti dei professori che devo seguire non ci sono - perché me lo chiedi?».
Luke alzò le spalle. «Ho pensato che potremmo restare qui ed aspettare l'alba, magari mangiando qualcosa e guardando un film - ti piace la pizza?», mi propose, facendomi sorridere a trentadue denti.
«Amo la pizza. Specialmente quando me la offrono gli altri», risposi, facendogli un occhiolino a cui lui ripose alzando gli occhi al cielo.
«Beh, direi che te lo devo dopo la figuraccia con Michael e Calum - a proposito, dobbiamo parlarne. A te l'ha detto che usciva con Calum?».
Scossi la testa. «Chissà perché ce l'ha tenuto nascosto», borbottai io, facendo sospirare Luke.
«Mah, vallo a capire. Comunque, visto che dobbiamo restare qui sopra tutta la notte, credo che ci torneranno utili delle coperte e che dovremmo trovare qualcos'altro da fare», disse Luke, cambiando di nuovo discorso. Il suo sorisetto mi insospettì.
Alzai un sopracciglio. «E cosa vorresti fare?».
Luke mi guardò languido. «Beh, un pompino non mi dispiacerebbe sai?», propose, scoppiando a ridere quando lo mandai a quel paese.
«Ma ti ripagherei il favore! Non ti piacerebbe scoprire le magie che sa fare la mia lingua?».
«Va a prendere la pizza, stupido, altrimenti ti faccio provare la magia del mio calcio in culo».
***
[A/N] Heilà! Se stai leggendo, meriti un biscottino 🍪
Questo capitolo è un po' nonsense, ma mi piace perché Luke è dolcioso e lo ammetto, mi sto innamorando anch'io di lui (mi sto innamorando? Ahaha io sono innamorata di Luke da tempo immemore, ma lasciamo stare). Quindi, le cose sembrano essersi risolte, ma quanto può durare questa pace apparente? Mmmh, io lo so, ma non ve lo dico ( ͡° ͜ʖ ͡°)
Ci vediamo sabato! ♥♥
PS: what a plot twist (non proprio, ma ci provo): Michael è uscito con Cay-lum e non l'ha detto a nessuno, chissà perché ( ͡° ͜ʖ ͡°)
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