Capitolo 16~ Eren's POV
<<<<Capitolo bonus! In questo capitolo si vedrà il punto di vista di Simone su quello che è successo>>>>
Eren's POV
Poso le spade in un angolo della stanza e mi sdraio sul letto ancora disfatto. Guardo il soffitto bianco con delle grandi macchie di umidità, la poca luce nella stanza rende il tutto ancora più triste.
Per quanto ci sforziamo, ormai abbiamo capito che noi perderemo.
Forse dovrei fare quello che ha detto il capo? Dovrei uccidere i più forti? Vorrebbe dire uccidere Marcy e quindi non lo farò, non voglio che Martina soffra.
Quando è iniziato tutto mi ero ripromesso di non tradire Tina e Marcy, ma lui non si è rivelato realmente un amico nei miei confronti e io sono molto vendicativo. Il problema è che se uccido Marcy, Marty sarà per sempre arrabbiata con me e io le voglio tanto bene, in più questo è un momento fragile per lei.
"Ormai il danno è fatto" sussurro a me stesso ripensando quello che è successo poco prima.
Ho posizionato il barile nel punto perfetto, non vedo l'ora che arrivi quello scemo.
E:"Bene bene bene, Marcy" dico attraverso la piccola radiolina che aveva preso tempo fa; che ingenuo. Si guarda attorno nella speranza di trovarmi, ecco! La testa è piegata verso il basso e ha visto il barile. Bye bye Marcellino.
Lancio la freccia e si sente una forte esplosione...
Non so se si riprenderà in fretta, ma di sicuro quell'esplosione non lo ucciderà, in fondo sono pure ErenCreeper no? * sorride *
Mi sto lasciando prendere troppo dal gioco.
Come lo chiama il capo...
Mi alzo dal letto e prendo la sedia della piccola scrivania, la sollevo in modo tale da non far rumore e l'affianco alla finestra. Mi siedo e scruto il paesaggio, la luna, gli alberi, le stelle. Cose così banali, che si vedono ogni giorno, e nessuno si ferma mai a pensare alla bellezza di un solo albero o alla sua vita. Sì, è vero si può essere scambiati per pazzi ma tutti hanno quella pazzia interna, quella che devono solo far uscire o che a volte nemmeno conoscono. Alcuni hanno paura della pazzia e così la contengono, altri pensano che non esista e altri ancora che le persone pazze siano un pericolo pubblico.
Io non faccio parte di questo gruppo di persone, io i miei pensieri li tengo per me, magari poi ci sono persone che mi capiscono ma è meglio così, se io non faccio trasparire la mia pazzia nessuno penserà che sono debole e i nemici si sottometteranno alla mia imponenza.
Le piccole luci notturne illuminano il campo facendo vedere delle macchie di sangue asciutto, mi soffermo a guardare una persona ormai morta. Gli occhi che guardano il vuoto come quando si è assorbiti nei propri sogni, corpo immobile come un manico di scopa. Chissà chi era, se aveva una famiglia, se era solo, cosa può mai aver fatto di male per avere questa punizione così spaventosa? Tutti prima o poi dobbiamo morire, ma di una morte naturale, non in questo modo brutale. Penso che ancora avrebbe potuto avere tanta vita davanti a sé.
Grazie a questi pensieri me ne torna in mente uno, ormai successo un anno fa:
Devo assolutamente parlare con uno dei signori delle squadre, devo trovare una soluzione, non posso permettermi che Mary e Martina rischino la vita "Mi scusi posso parlare col capo dei...?" Una signora mi osserva da cima a fondo, sorride e poi mi dà un biglietto "Il capo dei rossi è nel ultima stanza del corridoio, dagli questo biglietto quando entri, e ricordati di bussare" la vecchia signora si fa da parte e io vado verso quella stanza attraversando quel corridoio. La saliva si azzera e una grande botta di ansia mi assale. Sto sudando freddo, ho la pelle d'oca. Quando mi ritrovo davanti a quella porta un pensiero arriva nella mia testa.
E se me ne andassi? Che senso ha rischiare la propria vita? Potrei benissimo rimanere dalla parte dei blu, far rischiare la vita a Marcy e Tina per quattro anni. Elimino quell'idea, faccio un respiro profondo ed entro "Mi scusi..." dico spaventato. Mentre aspetto una risposta avanzo per la stanza buia e fredda, sento subito un grande odore di umidità. Una piccola lampada illumina una scrivania al centro della stanza "Si accomodi pure, venga qui c'è una sedia" dice una voce fredda e cupa. Mi avvicino alla sedia posta davanti alla scrivania "Come mai questa visita?" grazie alla lampada accesa riesco a vedere il corpo dell' uomo tranne il volto "Volevo parlare di una cosa importante" dico sedendomi e, così facendo, noto una pistola. Rimango sorpreso ma non mi faccio intimorire "E di cosa, esattamente?" "Ecco, io mi chiamo Simone Caglioni e...io insieme ai miei amici siamo stati scelti dall'esercito blu." È molto difficile articolare un discorso, la paura che mi possa uccidere mi assale ancora di più e il pensiero di tornare indietro ritorna "...e...la guerra dovrebbe durare quattro anni ma se si potesse scendere ad un compromesso..." "Vai fuori di qui! Che cosa ci guadagnerei io a farvi andare via prima?" divento bianco latte, non posso lasciar perdere, non posso fare questo ai miei migliori amici. "Mi offro di diventare un membro dei rossi, farò tutto quello che mi dirà, a patto che io e i miei amici ce ne andiamo tra due anni" "E che cosa ci guadagnerei?" "Sono il più forte della squadra" non è per niente vero, o meglio, non lo so. Prende la pistola, in quel momento mi alzo dalla sedia, però lui me la porge "Fammi vedere cosa sai fare" preme un pulsante e si illumina un bersaglio "Spara", deglutisco.
E ora che faccio? Ogni secondo che passo qua dentro combino una pazzia.
Prendo la mira, un occhio semi chiuso e l'altro aperto, impugno bene la pistola e...
Mi ricordo che quando uscii da quella stanza ero molto felice, felice di essere stato di aiuto, ma non potevo minimamente pensare che per un gesto così generoso si potesse scatenare una guerra tra me e Marcy, farci andare di mezzo Martina. Pensavo di averli aiutati! È infatti è così ma loro non lo sanno, e non lo possono sapere.
Fuori dalla finestra si vedono anche i vari palazzi colorati
Ancora un anno, e tutto sarà finito.
Mi dispiacerà però lasciare la squadra sapendo che stanno perdendo, ma in fondo era ovvio, Marcy non è più forte di me ma di sicuro più astuto.
Mi alzo dalla sedia e girovago un po' per la stanza. Finisco davanti allo specchio, sono cambiato, non di aspetto ma interiormente. Questa farsa mi sta letteralmente uccidendo dentro, tutto quello che sta succedendo ci segnerà a vita.
Non saremo mai più gli stessi.
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MENTRE PARLI DI NOIIII, RESPIRA CHIUDI GLI OCCHI E SPORCHI LA POLAROID.
Sorry ma sono fissata. Comunque spero che questo capitolo vi sia piaciuto, mi dispiace dirvi inoltre che questo è il terzultimo capitolo.
Ma vi ricordo che ci sarà il sequel. Spero non ci siano errori
Eeeeeeeee
Ciauzz
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