Prologo
Jeff
Il gelo di Novembre mi penetrò nei polmoni a causa della corsa e le gambe cominciarono a dolere facendomi ridere, ogni fibra del mio copro desiderava il sangue e la vita delle vittime che mi aspettavano in città e la fatica per raggiungere i miei obbiettivi era solo un piacere in più per me, non mi avrebbe di certo fermato.
Assaporavo già quel sapore divino e potente sulla mia lingua, immaginavo di vedere le gocce scarlatte scivolare lungo la lama del mio coltello come le vite scivolavano via dai corpi che i miei fendenti straziavano e potevo quasi sentire l'odore di morte, erano quelle le uniche cose capaci di rendere la mia esistenza più sopportabile.
Una macchina da guerra, consapevole di essere un burattino ma che trova la sua libertà nel dolore degli altri.
Arrivai a destinazione, una villa, una famiglia, una strage.
Uomini, donne, bambini, chiunque finisse anche solo per caso sulla mia strada avrebbe avuto l'onore di assaggiare la mia lama lucente, non avrei fatto alcuna distinzione dando a tutti la possibilità del riposo eterno e dando a me il potere di decidere il loro destino al posto loro.
Abbandonai quella casa diventata ormai un cimitero e mi avviai verso quella che da un paio d'anni potevo considerare la mia dimora, o la mia prigione.
Quando entrai mi beai del silenzio che potevo sentire fra quelle quattro mura ma la mia pace finì una volta entrato in cucina, ed io che avevo pensato di essere solo.
-''Hai fatto presto oggi, sorriso smagliante.''
La faccia coperta dalla maschera di Jack fece capolino da dentro il frigorifero e mi fece un cenno di saluto con il capo prima di lanciarmi una birra che, come previsto, afferrai al volo.
-''Pensavo che fosse il clown depresso quello a dire battute deficienti.''
Mi buttai a peso morto sul divano e cominciai a sorseggiare la birra subito dopo essermi sfilato la felpa sudicia, il sangue nelle mie vene pompava in fretta ed il mio cuore galoppava come se fossi ubriaco o fatto, il sangue ingerito aveva la capacità di accaldare ogni cellula del mio corpo e nonostante di solito si congelava anche dentro casa adesso il freddo sulla pelle era tutto quello di cui avevo bisogno.
-''Gli altri torneranno piuttosto tardi, sono usciti prima che tu entrassi.''
Feci un cenno con la mano come a far capire al diretto interessato quanto quel discorso mi interessasse poco e con un braccio mi coprii gli occhi tentando di dargli un sollievo dalla luce del salotto.
-''Perché non ti levi anche tu dalle palle così passo una serata tranquilla?''
Lo sentii ridere ma presto quel suono fu sostituito da rumore di passi, sospirai, magari aveva deciso di prendermi sul serio e di regalarmi una bella nottata da solo e in tranquillità.
Qualcosa di freddo mi colpì il petto facendomi gemere, sia dalla sorpresa che dal piacere di aver qualcosa a rinfrescare la mia pelle, nonostante ciò però spostai il braccio bruscamente per poter vedere quel demone dalla faccia grigiastra ridere sotto i baffi e reggere fra le mani una bottiglia d'acqua mezza vuota e congelata.
-''Vedi di sbollire Joker, quel tono con me non lo usi.''
Mi alzai di scatto per poter far scomparire quel sorriso beffardo dal suo viso a forza di pugni ma qualcosa mi bloccò a metà di quell'azione, una forte fitta al fianco mi fece vedere doppio dal dolore e prima che potessi fare qualsiasi cosa una spintarella del castano mi costrinse sdraiato.
Ero confuso, sia per il dolore improvviso che per il comportamento di quella sottospecie di demone, la sua mano infatti stava vagando sul mio fianco recandomi un fastidio che non potevo rendere noto dato che dalla mia bocca non voleva uscire neanche una parola.
-''Non pensavo fossi così idiota.''
Alzai leggermente la testa e notai il mio coltello conficcato nella mia carne, avevo avuto la sfortuna che esso scivolasse mentre mi toglievo la felpa e per colpa di quell'idiota e dei miei movimenti bruschi ero riuscito a ferirmi con la mia stessa arma.
-''Stà zitto e levati dal cazzo, qui ci penso io.''
Provai a spostare Jack ma lui tolse con forza il coltello dalla mia pelle facendomi urlare dal dolore. Con una mano mi coprii la bocca e con l'altra gli occhi mentre la mia testa ricadeva di nuovo sul divano, quanto gliene avrei date appena la ferita si fosse rimarginata non poteva immaginarselo nemmeno lui.
Le dita fredde e affusolate di Jack passavano sulla mia ferita ancora aperta creandomi brividi di disgusto e dolore, sapevo a gioco stava giocando quel bastardo, era talmente annoiato da voler evitare alla mia ferita di rimarginarsi pur di divertirsi un po'?
-''F-finiscila bastardo.''
Il coglione infilò un dito all'interno di quel piccolo ma profondo squarcio facendomi inarcare la schiena dal dolore e facendo diventare il mio respiro ancora più affannato. Ma si era drogato prima che arrivassi? Perché aveva assunto un comportamento così strano da un momento all'altro?
Cominciò a muovere il dito dentro la mia carne e la sua risata sadica riempì l'aria, potevo vantarmi della mia forza, della mia agilità, di quella pazzia che annientava ogni mia sensibilità, ma adesso, da lucido e con la sete di sangue appena placata, ero vulnerabile a qualsiasi dolore e quello che stava accadendo era insopportabile.
-''Sei facilmente domabile Jeff, vediamo se dopo questa la smetti di fare lo sbruffone.''
Graffiò la mia pelle allargando la ferita e un urlo strozzato lasciò le mie labbra, credevo di essere io il folle lunatico imprevedibile; avevo sottovalutato quel demone del cazzo.
-''N-non dirmi che t-te la sei presa per l-le mie battute, bam-bambino!''
Il suo dito andò più affondo e stavolta urlai a pieni polmoni animando la sua risata, ma dopo minuti, che a me parvero ore, lasciò in pace il mio fianco e lentamente sfilò il suo dito da dentro di me.
Cercai di fare tornare il mio respiro regolare il più in fretta possibile e nonostante la mia ferita si stesse già rimarginando il dolore non sembrava volermi abbandonare.
Jack intanto si era alzato la maschera fino a scoprire le labbra e con la lingua stava leccando via il sangue dal suo dito, il mio sangue.
-''Pff, neanche il tuo sangue è nulla di che. Sei patetico.''
Sparii dalla mia vista senza che me ne rendessi conto e sbuffando tornai a coprire i miei occhi con il braccio aspettando di essere in condizioni di potermi fare una doccia.
Cosa cazzo era appena accaduto? Bhe, forse non mi importava realmente, qualunque cosa fosse passata per la testa di quel ragazzo era stata la firma alla sua condanna.
Si era messo contro JeffTheKiller, e bhe, l'aveva combinata grossa. E l'avrebbe pagata cara.
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