capitolo 1
Apro gli occhi improvvisamente. Sbatto impercettibilmente le palpebre piú volte per mettere a fuoco velocemente il luogo in cui mi trovo, ma con scarsi risultati data l'oscurità disarmante che avvolge lo spazio intorno a me. Mi concentro su qualcos'altro, qualsiasi cosa ,un particolare essenziale che possa svelarmi dove mi trovo. Sono distesa ,sento la freschezza di un materiale soffice sotto di me, soprattutto all'altezza delle braccia e le gambe lasciati scoperti. inizio a tastare con le mani la consistenza del tessuto sotto di me : sembrerebbe una trapunta. Poi rapidamente con uno scatto di reni sollevo il busto e inizio a guardarmi intorno, ruotando il collo a destra e a sinistra in movimenti simultanei. Facendo presa sulle braccia e aiutandomi coi talloni, ruoto il busto verso destra e mi avvicino al bordo dell'ampio letto. Faccio scivolare le gambe fuori lentamente fino a sentire la stabilità del suolo sotto i miei piedi. Mi faccio forza sui talloni e mi sollevo....finalmente sono in piedi. Cammino a piccolo passi verso il muro piúvicino verso destra, fino a quando non urto il fianco destro contro qualcosa. Guido le mani verso l'oggetto ignoto e dalla sua altezza -arriva presso circa poco piú in alto del mio ombelico- e dalla forma dello schienale rettangonale,ne deduco che mi trovo vicino ad una scrivania e la sedia posta dinanzi ad essa; infatti allungando le braccia davanti a me, raggiungo la superficie liscia Della scrivania, probabilmente in mogano.
Un momento.....
Conosco questa scrivania......e questa stanza.....ha un che di famigliare. Percorro la superficie in mogano verso sinistra e nel percorso LE mie dita si scontrano con un solco di piccole dimensioni inciso in esso........
Non può essere. . . . .
Continuo il mio percorso e a sinistra Della scrivania m'imbatto in qualcosa di piú grande,e mentre ne tasto la superficie ampia , ne delinio le incisioni decorative raffiguranti onde tenui e giroglifici astratti che lo caratterizzano soprattutto ai suoi rispettivi quattro angoli dove si amplificano con armonia .Continuando a lato di questo, srmpre verso sinistra lo supero con i palmi e mi ritrovo a conatto con la superficie piatta e fredda del muro. Repentinamente cerco qualcosa,un interruttore sulla parete adiacente e guidandomi coi polpastrelli verso il basso e finalmente sento qualcosa in rilievo: un tasto. Lo premo e d'un tratto cala la penombra e tutto viene avvolto dalla Luce.
Mi sento sprofondare. Riconosco quedto posto.
Oh mio dio.....,
SONO A LOS ANGELES!!!!!
E QUESTA È la mia vecchia stanza da letto. Mi trovo nella casa dei miei genitori. Quanto mi sono mancati!!!!!
Velocemente mi avvicino alla Porta, afferro la maniglia e la abbasso. Spalanco la Porta e percorro il corridoio per raggiungere il salotto e la cucina. Accendo le luci, ma tutto ciò che trovo è un ambiente spoglio.....nessun mobile, nessun oggetto personale ,niente divano, TV.........niente di niente.....
Corro in cucina alla sinistra del salotto , divisa però da esso da una parete che al centro esatto si apre in due imponenti Porte scorrevoli. Varcata la soglia, mi ritrovo davanti una cucina intatta ma......vuota.....
Mi dirigo verso le credenze disposte sopra il lavello e i fornelli a gas. Spalanco le anti di quest'ultime e non vi trovo niente al suo interno. Nessun utensile da cucina, piatti, bicchieri......tiro la maniglia dei cassetti sottostanti, in basso al piano da cucina e apro quelli alla parte opposta ,situati sotto alla superficie piana del bancone a penisola, adiacente al resto, e una volta aperti, medesima situazione.
Cosa succede?????
Dov'è finito tutto quanto!?!?!?!
Mi avvicino al salone e dalla fine del corridoio urlo "mammaaaaaaa!?!?!?!? Papáaaaaaaa!?!?!? "
Nessuna risposta, solo il silenzio, rotto costantemente dai miei passi sul pavimento piastrellato e dal mio respiro sempre piú pesante e affannato, segno dell' agitazione e la preoccupazione che secondo dopo secondo crescevano sempre di piú in me al ppensiero che fosse successo qualcosa di grave alla mia famiglia. "Ritaaaaaa!?!?! Ashtonnnn!?!?" Continuai. Ancora niente. Mentre disperata scarto nella mia mente le ipotesi del possibile accaduto, un rumore quasi imoercettibile attira la mia attenzione. Il rumore di un martellare costante, si materializza quasi in lontananza.Mi dirigo sempre di piú verso quel suono, avvicinandomi ad esso e in pochi istanti mi ritrovo dinanzi alla porta Della cantina. Con cautela, abbasso la maniglia e apro la Porta silenziosamente. Il martellare diventa sempre piú forte e persistente. Mi sporgo nell'ambiente tetro e cerco alla mia sinistra sulmuro l'interruttore Della Luce. Lo trovo e lo premo e la Luce fioca illumina la scalinata antistante in legno poco a poco. La lampadina appesa al soffitto tramite un cavo elettrico, dondola leggermente e quedto conferisce al piccolo scantinato un'atmosfera piú lucubre. Scendo lentamente gli scalini mentre il legno cigola contemporaneamente sotto ai miei piedi ad ogni movimento. Poggi la mano sulla balaustra in legno, una Volta arrivata in fondo alle scale e mi volto verso destra perlustrando la zona e seguendo il rumors costante. Raggiunta l 'origine del suono,intravedo una figura a pochi passi da me, in un angolo dietro la Tampa di scale, avvolta dall' oscurità tenue che quel poco di luce non arriva ad illuminare. Mi avvicino con passo felino alla sagoma indistinta, e mano a mano mi rendo conto Dallas corporatura possente che é un uomo ed é rivolto di spalle. Faccio per allungare la mano destra verso la sua spalla sinistra e non appena LA sfioro lui si gira di scatto. Il suo volto entra nella mia visuale e quasi non mi strozzo a causa del groppo che mi si è appena formato in gola. Il mio respiro diventa sempre irregolare e il cuore a secondi potrebbe uscirmi dal petto.
"Che.....c-cosa....." Sussurro in preda all'ansia.
Dopo pochi istanti il silenzio nuovamente calato, interrotto solo dal suono dei nostri respiri, il mio piú intenso e veloce, viene improvvisamente spezzato da LUI.
"Bene, bene...." Inizia, rimpiazzando l'espressione di finto stupore, con un ghigno malefico curvando un angolo della bocca verso l'alto.
"Ma guarda chi c'è! Ti aspettavo" continua con tono pacato, mantenendo l'espressione sinistra sul suo volto .
Non ricevendo nessuna risposta da me ,procede col suo discorsetto .
"Ti starai chiedendo cosa succede. Dov'è finita la tua famiglia" enuncia con fare teatrale.
"Ebbene è un onore per me comunicarti che ti hanno abbandonata Skyler!" Sputa fiero accentuando LE ultime parole, quasi come se avesse raggiunto uno scopo il cui raggiungimento era stato a lungo atteso.
Ti hanno abbandonata, Skyler
Queste parole continuavano a rimbombarmi in testa come un allarme insistente.
"Loro non ti volrvano piú, li hai traditi o meglio loro CREDONO che sia stata tu a tradire la loro fiducia e a rovinargli la vita" sputa sghignazzando spudoratamente. "Ma ciò che conta ora è che non li rivedrai mai piú, MAI. E NON C'È NIENTE CHE TU POSSA FARE PER CAMBIARLO!" URLA rilasciando una risata liberatoria.
"Se solo tu avessi fatto la brava ragazza e non avessi pensato solo a te stessa, le cose sarebbero andate diversamente e non sarei stato costretto a farlo. Ma tu....." Dice in tono calmo ma allo stesso tempo divertito. Quesi con l'atteggiamento di un malato mentale da film, iniziando a camminarmi intorno. All'improvviso blocca I suoi passi dietro di me, e sempre alle mie spalle avvicina il suo petto alla mia schiena e contemporaneamente le sue labbra al mio orecchio destro sussurrandomi in tono giocoso e cupo "non mi hai lasciato altra scelta" conclude orgoglioso .
Ormai stavo pr esplodere. Sentivo la rabbia montarmi in corpo ad ogni sua parola.
"TU, LURIDO PEZZO DI MERDA, COME HAI POTUTO FARLO!?!? BASTARDO MI HAI ROVINATO LA VITA. ME LA PAGHERAI!!!! GIURO SULLA MIA FOTTUTA VITA CHE ME LA PAGHERAI CARA!!!!" U rlai con tutto il fiato che avevo nei polmoni. "Non so come cazzo ho potuto darti la mia fiducia per la millesima Volta. COME CAZZO. " afferro con le mani I capelli e li tiro disperatamente Dalla radice, mentre mantengo lo sguardo dinanzi a me fisso nel vuoto. Intanto lui nel mentre rimaneve fermo davanti a me a fissarmi con fare annoiato e spazientito, come se fosse assolutamente certo che non riuscirò mai a cambiare il corso delle cose . ma si sbagliava.
"Riuscirò a fartela pagare VEDRAI!" SPUTAI. avanzò con lentezza spavalda e poi fu a pochi passi da me. "E come farai? Non capisci?!?!? Loro non ti hanno mai amato o non ti avrebbero allontanato alla prima occasione, negandoti la loro fiducia!" Sentenzió divertito e con ironia malevola.
Le sue parole continuavano a ronzarmi in testa come a trafiggermi sempre di piú scavando la ferita ancora piú a fondo.
"N-o, n-non è vero.....STA ZITTO!" urlai al limite, con voce disperata e occhi lucidi.
Lui rise malvagiamente e lanciò il colpo di grazia con un luccichio d'isteria negli occhi "NON TI HANNO MAI AMATA SKYLER, MAI. ERI SOLO UN PESO PER LORO E ORA SE NE SONO LIBERATI GRAZIE A ME!!!!!" Gridó.
No,no,no,no,no.
Ero sull'orlo delle lacrime. Stavo per scoppiare definitivamente.
"NOOOOOO!!!!!! NON È VERO!!!!! SMETTILA!!!!! NON. É . VERO!!!!!!" URLAI DISPERATAMENTE FINO A sentirmi le corde vocali bruciare ormai al limite dello sforzo, e la gola graffiare. La vista mi si stava appannando del tutto, ma non solo per via delle lacrime che stavano per sgorgare interminabili. Tutto intorno a me stava svanendo a poco a poco nell'oscurità.
D'un tratto aprii gli occhi sobbalzando istantaneamente sul materasso. Goccioline di sudore m'imperlavano il petto,la nuca e le tempie e l'addome e le spalle ne erano ricoperti da un velo sottile. Il cuore palpitava talmente forte nel petto che era impossibile percepirne il distacco tra un battito e l'altro. Lo spiraglio di Luce che filtrava dalle tende finestra alla mia destra, mi scaldava il corpo dal bacino in giú. mi sollevai sugli avambracci, poggiandomi sul letto con l' aiuto dei gomiti in posizione supina per riprendermi dall'incubo appena avuto. Dopo alcuni istanti, alzai completamente il busto ,misi le Mani a pugno con LE braccia tese ai lati del bacino, e ruotando I'll busto con l aiuto dei talloni balzai giú dal letto. Una Volta in piedi,mi stropicciai gli occhi stanchi e assonnati e mi avvicinai a tentoni alla finestra. Ruotai la maniglia e spalancai un vetro dopo l'altro. In un battibaleno il rude vento di Manhattan sferzó sul mio viso risvegliandomi ogni cellula presente in corpo. Respirai la confusione di new york attraverso il brusio delle voci Della gente per strada e il baccano che si riversava dai clacson delle auto bloccate nel traffico. Mi godo il panorama e con aria afflita e consapevole bofonchio "buongiorno Skyler" facendo aleggiare un sorriso amaro appena accennato sulle labbra.
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