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CAPITOLO 14

Io rimasi paralizzata per qualche secondo. Voldemort aveva preso Hermione e chissà dove l'aveva portata. Inoltre Hermione aveva un giratempo; e se Voldemort fosse riuscito a prenderlo, avrebbe potuto cambiare la storia! Chissà cosa avrebbe fatto ad Hermione per costringerla a consegnargli l'oggetto.. Magari l'avrebbe torturata. Non potevo permetterlo. Cavolo, era tutta colpa mia! Se solo fossi stata più svelta, avrei potuto impedire a Voldemort di rapire Hermione. Mi costrinsi a non piangere.

"Che dici, mi liberi?!"-sbraitò Ginny, mentre si dimenava nel tentativo di allentare la corda che la legava.

"Oh, scusami!"- dissi, riscuotendomi dai miei pensieri. Non era il momento di perdere tempo. Potevamo ancora farcela.

Slegai Ginny, che liberò gli altri dai vari incantesimi.

Ron, appena fu cosciente, iniziò a girarsi intorno e quando capì che mancava Hermione, divenne rosso per la preoccupazione. -"Dov'è Hermione?!"-urlò, spaventato.

"L-lei è stata ra-rapita da V-Voldemort.."- balbettai, incapace di accettare la cosa.

"Che cosa?!"- urlò Ron, diventando ancora più rosso. Poi iniziò a correre verso l'ascensore. -"Dobbiamo andare ad aiutarla. Subito! Voldemort potrebbe torturarla!"

"Ron.. Non sappiamo dove Voldemort l'ha portata. Il problema è che Hermione aveva anche un giratempo, quindi se Voldemort lo prende può tornare indietro nel tempo.."- spiegò Ginny, con gli occhi lucidi. Hermione era la sua migliore amica e aveva paura per lei.

"Dobbiamo tornare ad Hogwarts e vedere se Harry è ancora lì. Così capiremo se Voldemort è già tornato indietro nel tempo o no."- disse Neville e, stranamente, la cosa era sensata.

"Ma.."- iniziò Ron, ma lo interruppi. -"Ron... È l'unico piano che abbiamo. Anch'io sono preoccupata per Hermione, ma se prima non scopriamo dove si trova, non possiamo aiutarla in nessun modo."

Ron sembrò voler ribattere, ma poi abbassò lo sguardo e annuì, deluso.

Ci incamminammo verso le scope e tornammo ad Hogwarts.

Era notte fonda e tutti dormivano. Entrammo nella Sala Comune di Grifondoro e notai un grosso albero di Natale proprio al centro della stanza. Dovevano essere le vacanze di Natale. Ormai avevo perso la cognizione del tempo.

Ron e Neville s'intrufolarono nel loro dormitorio, per vedere se Harry era presente. Nel frattempo noi ragazze ci sedemmo sui divani della Sala Comune a discutere sui possibili luoghi in cui Voldemort potesse essere andato.

Poco dopo, i due ragazzi tornarono e, con aria sollevata, ci dissero che Harry era ancora lì. Almeno qualcosa di positivo. Poi continuammo con la discussione.

Ginny e Luna pensavano che Voldemort fosse andato alla villa dei Malfoy; io pensavo fosse andato nel cimitero dove giacevano i resti del padre; Ron e Neville pensavano fosse alla Stamberga Strillante. Ma c'erano dubbi per tutte e tre le opzioni. Non sapevamo proprio che fare. Non avremmo mai trovato il posto giusto. Ma non potevamo arrenderci, non potevamo lasciare Hermione nelle mani di Voldemort.

All'improvviso, sentimmo un rumore provenire dall'entrata della Sala Comune. Io, svelta, indossai il Mantello e ci avvicinammo all'ingresso.

"Fammi entrare, stupido quadro!"- diceva qualcuno. -"È un'emergenza!". Il ragazzo sembrava molto stanco e impaziente.

"Mi dispiace, ma niente parola d'ordine, niente entrata."- ribatté la Signora Grassa.

Ron, curioso, spalancò il quadro e s'immobilizzò per chi vi trovò dietro. Lo stesso fecero gli altri.

Io mi avvicinai, restando sempre sotto il Mantello, e mi sporsi per vedere il nuovo arrivato. Un ragazzo alto e magro. Con la pelle chiara. Gli occhi azzurri e i capelli biondi, quasi bianchi. Draco Malfoy.

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