CAPITOLO 10
Sentii il rumore di passi che si faceva sempre più intenso: l'uomo si stava avvicinando. Quando era a pochi metri da noi, intravidi una lunga chioma di capelli biondi, quasi bianchi. Lucius Malfoy.
"Bene bene, chi abbiamo qui?"- disse Malfoy, con un ghigno. -"I Weasley, la nata-babbana, Paciock, la svitata.. e lei chi è?"- disse, guardandomi con disprezzo. -"Una babbana."- disse quell'ultima parola con così tale disgusto, che non potei fare a meno di infuriarmi.
Afferrai il primo oggetto che trovai e, senza riuscire a fermarmi, glielo scagliai contro. Malfoy, preso alla sprovvista, non ebbe il tempo di schivarlo e l'oggetto lo colpì dritto in fronte.
"Tu, lurida.."- mi puntò la bacchetta contro. -"Avada Kedavra!"
Io mi abbassai di scatto e il lampo di luce verde mi sfiorò l'orecchio. Poi tutti iniziarono a scagliare incantesimi e io, non volendo restare lì a guardare, continuai a lanciare oggetti.
Poi sentii Ginny urlare "Reducto!" e capii che ormai Malfoy era spacciato. Infatti l'incantesimo colpì un intero scaffale pieno di oggetti strani, che cominciò a barcollare fino a crollargli addosso. L'avevamo messo KO.
"Grande Ginny!"- esclamai, euforica. Lei mi sorrise, imbarazzata.
"I giratempo sono di là!"- urlò Ron. Dovevamo muoverci, prima che arrivasse qualcun altro. Corsi con gli altri verso il punto indicato da Ron e ci ritrovammo in una stanza piena di giratempo divise in base alla tipologia. C'erano giratempo che tornavano indietro di secondi, di minuti, di ore, di giorni..
Hermione ne afferrò una che tornava indietro di giorni e se la mise in tasca. "Bene"- disse. -"Muoviamoci."
Era quasi fatta. Dovevamo solo tornare nell'atrio e raggiungere le nostre scope.
Velocemente entrammo nell'ascensore e dopo un po' ci ritrovammo nell'atrio. Distolsi lo sguardo da quell'orrenda statua e mi incamminai verso le nostre scope, proprio davanti il portone d'ingresso.
Quando fummo tutti pronti, ci levitammo in aria e ci dirigemmo ad Hogwarts.
Dopo mezz'ora, intravidi il castello e atterrai con grazia proprio davanti il campo di Quidditch. Posammo le scope e tornammo nella Sala Comune di Grifondoro.
Arrivati, ci sedemmo sui divani, esausti; quando vidi un pacco su un tavolo poco più lontano. Mi avvicinai e lessi la lettera che c'era sopra: "Summer."
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