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T•H•I•R•D

Aveva conosciuto Fubuki Shirou grazie a Marghe, e subito avevano  legato molto. La docilità e tranquillità del suo carattere gli avevano permesso di socializzare, senza troppa difficoltà, con una chiusa e riservata ragazzina, per giunta sorella di un suo caro amico. Shirou era stato l'ultimo dei suoi amici a sapere della sua assenza, o così le aveva detto Marghe, e probabilmente era quello più arrabbiato e deluso per la sua partenza. Anche se non l'avrebbe mai detto o mostrato, buono com'era. Izumi era a dir poco terrorizzata da una sua possibile reazione negativa e avrebbe anche strangolato Margherita e le sue frecciatine per nulla rassicuranti se non le fosse stata così grata per averla accompagnata. Ci vollero dieci minuti  a piedi e quattro minuti davanti alla porta prima di avere il coraggio di suonare.

Per farla breve, non se la prese. No, seriamente, non disse nulla. Le salutò con un sorriso tranquillo e un forte abbraccio, le fece accomodare e instaurò una normalissima conversazione tra amici. Izumi non sapeva essere spaventata dal suo comportamento, ma dedusse dallo sguardo stupito di Marghe che neanche lei si aspettava una tale accoglienza.

 -Beh? che ci fate ancora in piedi? Sedetevi pure, io vado a finire di preparare. Ah, oggi dovrebbe venire anche Shuuya. Ha detto che fa il turno di notte, quindi starà a casa tutto il pomeriggio.-

 Izumi e Marghe si lanciarono uno sguardo ed immediatamente capirono la sua reazione: probabilmente, all'arrivo del cannoniere, i due fidanzati si sarebbero messi a discutere sulla partenza di Izumi, e Shirou voleva tenere tutta la sua grinta in attesa di quel momento. Ciò non servì a tranquillizzarla.

 -Credi che Goenji mi ucciderà?-

Margherita alzò le spalle:

 -Mah, non penso. Poi si sentirebbe in dovere di pagarti il funerale, e sai che l'unica persona più tirchia di lui sei tu.-

--Sei sempre in grado di tirarmi su il morale!-

Osservò Izumi ironicamente, appoggiando il mento sui palmi, con i gomiti sulle ginocchia.

 -Ho ferito così tante persone... Maya non mi rivolgerà più la parola, Nagumo e Suzuno, poi... Per non parlare di tuo fratello! Come l'ha presa lui?- 

Esclamò poi, d'un tratto impanicata. Margherita rise della sua espressione terrorizzata, ma, per la prima volta, la tranquillizzò sul serio (beh, più o meno): 

-Yuuto non giudica mai le azioni delle persone finché non hanno fatto il giro completo. Ti chiederà spiegazioni ma non sarà poi così incazzato. Riguardo gli altri tre... Sì, credo che tu sia fottuta.-

-E' pronto!-

Izumi si complimentò per il tempismo di Shirou, altrimenti, probabilmente, avrebbero mangiato con un cadavere in salotto. I tre si accomodarono a tavola e Shirou le tranquillizzò, dicendo che lui avrebbe atteso l'arrivo di Shuuya. 

-Allora lo aspettiamo tutti insieme. Mi sento a disagio a mangiare quando gli altri mi fissano.- 

Affermò Margherita, ed Izumi era pienamente d'accordo.

Dieci minuti dopo, lo era un po' meno. Come previsto, Marghe e Izumi si ritrovarono sedute tra i due ragazzi che si urlavano contro. No, okay, non posso utilizzare il verbo "urlare" per loro due, ma entrambe sentivano la tensione che c'era in quella stanza (che fosse anche sessuale era un altro discorso). Goenji e Fubuki si guardarono negli occhi per secondi interminabili, e solo Shirou si decise a rompere il silenzio. 

-Siediti, aspettavamo te per mangiare.- 

Goenji non rispose ma eseguì, ed il pranzo fu silenzioso, imbarazzante e, almeno per Izumi, governato dai sensi di colpa. Quando Goenji e Fubuki si allontanarono per fare la lavastoviglie, Izumi si voltò supplichevole verso Margherita:

 -Ti prego, andiamocene, non ce la... non ce la faccio a vederli così.-

Margherita corrugò la fronte, forse sorpresa dal viso sconfitto della sua amica ed annuì, alzandosi e tirandola su con sè. 

-Shirou, Shuuya, noi andiamo.-

 Le due si avvicinarono alla cucina, e gli sguardi dei due ragazzi si spostarono su di loro. Se Izumi non fosse stata così emotivamente presa, avrebbe riso della scena: Shirou (Shirou!) impugnava un mattarello e, in piedi sul tavolo, lo agitava sulla testa rivolto verso Shuuya (Shuuya!) seduto per terra, implorandolo di tranquillizzarsi. 

-Shirou?-

-Non gli ho fatto niente!- 

Assicurò Shirou, scendendo dal tavolo e abbassando lo sguardo. Marghe cercò di ignorare la situazione e ripetè: 

-Noi andiamo.-

 Shuuya e Shirou si guardarono in silenzio, poi le accompagnarono alla porta. Quando Izumi mise un piede fuori, però, non riuscì a proseguire oltre. Margherita si voltò per chiedere spiegazioni, ma Izumi la ignorò e rientrò in casa, cingendo in un abbraccio sia Shirou che Shuuya. Sorpresi, i due la strinsero a loro volta ma, grazie a Dio, nessuno dei tre versò una lacrima: 

-Se avessi potuto, non me ne sarei andata. Non vi avrei mai allontanato così.-

Izumi non lo vide, ma Shuuya sorrise e annuì:

-Lo sappiamo, Izumi. Ma è stato davvero... scorretto, da parte tua.-

-Lo so, mi dispiace...-

-Un giorni ci dirai il perchè di tutto questo?- 

Domando Shirou, mentre Izumi si staccava dall'abbraccio. 

-Sì ve lo prometto.-

-Non ce lo dirai mai vero?-

-Ma sì che ve lo dirò, Marghe.-

-Io so che non lo farai.-

-E invece sì! Al tuo matrimonio.-

-Ti odio, Izumi.-

-Ma perchè le nostre conversazioni finiscono sempre così?-

Margherita rise e scosse la testa, come a dire "siamo fatte cosi". Il suo telefono squillò e margherita rispose lasciando un'occhiata minacciosa a Izumi.

-E' Yuuto, non azzardarti a dire minchiate.-

Izumi si cucì la bocca.

-Ciao, bro-

-MAGGIE, PASSAMI LA CANNA, NE HAI GIA' FUMATE SEI!-

-Izumi io ti sTROZZO!-

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