E•I•G•H•T•H
Casa di Maya era cambiata molto dall'ultima volta che vi era stata. Aveva ritinteggiato il cancelletto, che da verde smorto era diventato di un bel marrone scuro. Il prato era molto più curato dell'ultima volta, e i fiori erano di un rosa accecante. Il clima era calmo e sereno, gli uccellini cinguettavano ma Izumi li avrebbe strozzati se non fosse stata così presa dall'ansia. Quand'era partita da casa con Ichirota si era preparata psicologicamente ad affrontare Maya, ma ora tutto il coraggio era completamente sparito. E se le avesse sbattuto la porta in faccia perché non voleva vederla? Ancora seduta sulla moto, Izumi era ora convinta di aver cambiato idea. -Izu, ci sei? Devo andare al campo...- Izumi deglutì e scese dalla moto. Poi, con passo lento ed incerto, si avvicino ai pochi gradini che la allontanavano dalla porta di legno. Izumi prese un bel respiro e bussò alla porta. Sentì dei passi avvicinarsi e con essi il battito del suo cuore che accelerava: non le aprì Maya. Una donna giovane, con la pelle chiara e curata, e dai lunghi capelli castani e mossi la fissava a bocca aperta e stralunata. Era vestita in modo molto elegante e per un attimo pensò che potesse essere ospite della sua amica, ma Maya permetteva solo a poca gente di "posare le proprie suole sul pavimento della sua umile dimora". Poteva solo aver sbagliato pensare che Ichirota si fosse sbagliato.
-Mi scusi, credo di aver sbagliato porta.-
-Izumin!-
Prima che Izumi potesse corrugate la fronte e domandare un eloquente" che?", la donna le gettò le braccia al collo, quasi stritolandola, e solo allora Izumi riconobbe la stretta salda e la voce della sua migliore amica.
-Maya? Ma tu...-
-Sei stata via tantissimo, Izumin.-
Sussurrò Maya, stringendola più forte, senza lasciare a Izumi il tempo di riassemblare il puzzle: era Maya. Era davvero Maya. Si era aspettata una porta in faccia, una sfuriata, o che fingesse di non conoscerla: e invece non l'aveva mai vista tanto felice.
-Maya ma tu sei... Diversa.-
Maya ridacchiò, ma non si staccò dalla stretta e Izumi sentì qualche goccia bagnata sfiorarle il colo: quando mai l'aveva vista piangere? Neanche alla morte del suo coniglio bianco aveva versato una lacrima.
Sentendo a sua volta la gioia salire, Izumi affondò il viso tra i suoi capelli e la strinse più forte.
-Ero stufa che tutti mi chiedessero chi fossi prima di salutarmi. Sapevate riconoscerli solo tu, mamma e papà, e sai che questo mi ha sempre dato fastidio. Così ho pensato ad un colore diverso, per cambiare un po'.-
Izumi annuì: anche lei aveva provato qualche colore diverso durante la sua permanenza in Italia e Francia, ma grazie al cielo il colore era presto svanito. Maya la condusse in casa, dove notò come la moquette di velluto rosso fosse sparita rimpiazzata da un "sobrio pavimento di marmo"(che probabilmente prima era sotto la moquette) e la fece sedere sul divano, chiedendole di attendere un secondo, intanto che preparava il The. Mentre Maya si allontanava ed entrava in cucina, Izumi ancora cercava di rendersi conto di quanto fosse cambiata la sua migliore amica: i capelli, il modo molto tranquillo di camminare, la maggior parte degli arredi sostituiti da mobili più sobri e meno sofisticati. E poi, guardandosi attorno, notò i muri bianchi: tutte le cornici, i quadri, le foto erano spariti. Izumi lo capì, probabilmente era una delle persone cha aveva sentito la sua lontananza più di chiunque altro. Stringendo le maniche della felpa, ripensò a quanto doveva essersi sentita sola: Ichi aveva Endou, Ryuuji aveva Hiroto, Shirou aveva Shuuya e Paolo... Beh, la sua squadra. Ma Maya non aveva quel qualcuno al suo fianco, per quanto ne sapeva. Sempre che Sakuma non si fosse sbrigato, ma anche così, Maya era emotivamente instabile quanto lei. Maya ritornò con un vassoio con due tazze fumanti e diverse bustine di zucchero, che appoggiò delicatamente di fronte ad Izumi. Prese posto al suo fianco e le passò il suo thè: menta e liquirizia, come lo aveva sempre bevuto.
-Grazie, Maya.-
-I gusti sono ancora quelli, vero? O è cambiato anche questo?-
Izumi si voltò verso Maya, non capendo se fosse seria o stessa scherzando, ma nel vedere il suo volto capì quanto fosse legittima quella domanda:
-A dire il vero, credo che l'unica cosa che è cambiata davvero sia la mia lingua.-
-Ci sento un bell'accento spagnolo in effetti.-
Izumi rise ed annuì:
-Beh si, ci sono stata poco prima di venire in qua, prima della Francia.-
-Hai superato la tua paura delle baguette?-
-Non è paura, è ribrezzo, e lo sai. E poi sono ancora più ambigue dal vivo.-
Izumi si stupì di come ora stessero ridendo e scherzando come ai vecchi tempi, senza che gli anni di lontananza potessero contare nulla. Ma Izumi già sapeva che prima o poi Maya avrebbe preteso spiegazioni, sperò solo che fosse il più tardi possibile.
-Allora, con Sakuma?-
-Oh, non lo vedo da ieri sera, deve essere ancora di sopra a dormire. Sai, quando sono arrivata era già a letto.-
Izumi corrugò la fronte: non sapeva che vivessero insieme, né sapeva che era stata via nei giorni precedenti. Ma non dovette domandare perché, per quanto fosse cambiata, la sua lingua sciolta era sempre quella, e Izumi ringraziò per questo.
-Sono stata in Argentina per parlare con un certo González, che mi aveva contattato per un nuovo disco, ma mi ha trattenuto più del previsto e perciò sono tornata solo ieri. Ci sei stata in Argentina? Bella vero? L'unico problema è il caldo e l'umidità, guarda che capelli! Dovrò prendere appuntamento da Rika per uno shampoo come si deve...-
Izumi sorrise involontariamente: non c'era niente da fare, stare con lei l'aveva sempre messa di buon umore. Parlava tranquillamente, senza peli sulla lingua e senza ferire mai nessuno (non volontariamente, almeno), anche se raramente si interessava dell'interlocutore.
-Quindi ora vivi con Sakuma, eh?-
-Diciamo che inizialmente ho cercato una scusa... Gli ho detto che durante i miei viaggi non mi fidavo di lasciare la casa incustodita, e lui non ce la faceva più a condividere la casa con Akio e Yuuto, sai...-
Izumi rise, concordando, e decise di cambiare argomento.
-E con tuo fratello? Come va con lui?-
A contrario di come si aspettava, Maya non storse il naso né fece una smorfia, ma alzò le spalle:
-Diciamo che, perlomeno, ora ci parliamo. Certo, non avremo mai un rapporto come quello tra te e Ichirota ma... Va meglio di prima, senza dubbio. Ma ora basta parlare di questo.-
Maya posò la sua tazza vuota sul tavolino e intrecciò le mani in grembo, poi tornò a guardare Izumi. Per quanto lo sguardo fosse tranquillo, Izumi capì che cosa aveva in mente e, imbarazzata ed intimorita, si sciolse la treccia, iniziando a giocare con i capelli sciolti:
-Izumin... Mi dirai mai che cazzo ti è saltato in mente?-
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