-04-
Prima che potessi anche solo formulare tutti quei pensieri, mi ritrovai a casa mia.
Stavo sorseggiando una tazza di the seduto sul divano, con uno sconosciuto di fronte che mi guardava con occhi lucidi.
Il suo nome era Park Jimin. Di anni ne aveva 21, era di Busan. Di lui sapevo poco e niente.
Mi aveva detto di essere scappato, mi aveva detto di aver perso tanto tempo nella sua vita, e che voleva recuperarlo, voleva vivere.
Non sapevo da cosa fosse fuggito, o meglio, non gliel'avevo chiesto. Insomma, se non me l'aveva detto ci stava un motivo.
Quando finii di bere, mi alzai e presi dei vestiti puliti. Glieli porsi e lui li prese, ringraziandomi entusiasta; poi andò nel bagno a cambiarsi.
Ci mise davvero tanto.
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