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Capitolo 8

Ho una fame assurda anche se ho fatto una colazione piuttosto abbondante, metto le cose nello zaino e esco il più velocemente possibile.

Neanche tre secondi dopo Mad mi salta addosso facendomi quasi cadere in mezzo al corridoio.

"Mad ma sei matta?!"

"Sì pulce, matta da legare" mi fa la linguaccia mettendo il piercing in bella mostra. Mi ricordo il giorno in cui lo ha fatto, è stato piuttosto divertente, non la smetteva di piangere e cercava invano di aggredire il piercer.... Ha fatto una figuraccia ma fa niente. È uscita tutta contenta dal negozio con me al seguito anche se prima mi ero voltata per ringraziare il ragazzo che era riuscito a sopportarla per una buona mezz'ora; mi ha sorriso e ha mimato un ' non portarla mai più', ho riso e ho raggiunto Mad.

"Allora pulce, cosa voleva Jace?"

"Voleva solo scusarsi per lo strano comportamento che ha avuto ieri sera e..."

"E???"

"E mi ha chiesto se voglio andare a cena con lui questa sera."

"ODDIO!!! Jace Corden ti ha chiesto di uscire! Wow lo sapevo che dovevo fartelo conoscere, sareste così carini insieme."

Ecco che comincia a viaggiare con la fantasia, ma quando capirà che tra un ragazzo e una ragazza ci può essere solo un'amicizia? Uffa è estenuante farglielo entrare in testa.

Parliamo un po' della lezione e arriviamo finalmente in mesa. Mi giro verso Mad ma non la vedo, mi volto dall'altra parte e la vedo sbracciarsi per attirare la mia attenzione.

"Cleo ci sediamo qui! Muoviti, voglio presentarti la banda."

Okay, calma, sono solo persone e non mi uccideranno. Mi dirigo verso il tavolo rotondo cercando di non far trapelare la mia ansia, mi siedo e saluto tutti.

"Allora, lei è Camilla." indica una ragazza snella con lunghi capelli neri raccolti in una coda alta, è molto bella, quegli occhi poi... verdi come una foglia. Camilla mi saluta sorridendo con un cenno della mano.

"Lei è Isotta.." mi volto verso un'altra ragazza, capelli a caschetto biondo platino, occhi azzurri e un corpo da paura che però non è esagerato, ha tutte le forme al posto giusto. Ha il tatuaggio di una ghiandaia imitatrice sull'avambraccio. Isotta mi squadra attentamente.

"Potterhead"

"Tributo" risponde facendomi l'occhiolino.

Sorridiamo, felici di aver trovato qualcuno che ci può comprendere.

"E per finire ti presento Juan" è la volta del maschio.. e che maschio! Capelli castani corti, occhi neri e delle braccia enormi. È chiaramente ispanico, lo si nota dal modo in cui mi saluta.

"Hola"

"Hola" aggiungo un timido sorriso.

Bene le presentazioni sono finite e tutti sembrano molto simpatici, sento che potrebbe nascere una forte amicizia prima o poi.

"Ragazzi lei è Cleo la mia "sorellina", ho vissuto con lei in orfanotrofio e mi è sempre stata accanto, trattatela bene mi raccomando"

"Se è tua amica sono sicura che ci piacerà"

È Camilla a parlare, sono felice che vogliano provare a conoscermi. Cominciano a spettegolare sui ragazzi e con mia grande sorpresa anche Juan partecipa attivamente. Prendo lo zaino e tiro fuori dei soldi, mi alzo e mi dirigo verso la macchinetta. Sto morendo di fame, guardo le cose esposte e opto per una tortina al cioccolato, sto per selezionare il dolce quando una mano improvvisamente mi blocca.

"Ma sei matta?!"

Mi ritrovo davanti una furia bionda che riconosco subito come la ragazza che mi ha aiutato con i moduli. Okay forse "aiutato" non è il termine giusto ma dettagli, sta di fatto che stava per staccarmi il polso.

"Che c'è?!"

"Senti quel coso ha troppe calorie! Di solito odio i complimenti se non sono riferiti a me però devo proprio dirtelo, hai un corpo fantastico, non vorrai mica rovinartelo con queste schifezze untrici di cellulite."

"Sinceramente sì, è proprio quello che avevo intenzione di fare prima che tu mi interrompessi in questo molto sgarbato quindi adesso ti levi o ti ficco in gola con un imbuto un litro di coca cola."

La sua faccia è impareggiabile. AH! Colpita e affondata quindi un punto per me.

Prendo il mio muffin al cioccolato e ritorno dagli altri.

Nel tragitto mi guardo intorno e noto che le "differenze sociali" si notano a vista d'occhio.

Nella mensa c'è un tavolo per ogni cricca: Il tavolo delle cheerleader che è vicino a quello degli atleti; poi c'è quello dei nerd e poco lontano quello dei geni; in un angolo c'è il tavolo dei metallari e derivati tra i quali è anche presente quel... com'è che si chiamava? Ah sì, André.

Mi siedo e comincio a mangiare tranquillamente.

"Scusa un secondino Cleo" mi sento toccare la spalla.

"Dimmi Isotta?"

"Cosa voleva Zoe da te?"

"Zoe? Ah ho capito. Sinceramente non lo so, l'ho vista questa mattina in segreteria, mi ha dato una mano con l'orientamento e mi è sembrata relativamente gentile."

"Relativamente gentile??"

Appena queste parole vennero pronunciate tutti scoppiarono a ridere e Juan era con le lacrime agli occhi.

" Zoe Mills non può essere gentile, nemmeno relativamente! Quella se la fa tranquillamente con chiunque ed è più falsa di un push up."

Continuiamo a ridere senza un minimo di contegno mentre andiamo nell'aula dove si terrà la prossima lezione.

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