Everybody left me behind
"La smetterete mai di lasciarmi indietro?!"
Quante volte l'hai detto, Ginoza? Tante, troppe.
Prima tuo padre, poi Kougami. Non ne vogliono proprio sapere di smettere, eh?
***
Questo caso si è rivelato più complicato del previsto, tanto che ora collaborate con la terza divisione.
Con Risa.
Non che ti dispiaccia la cosa, del resto la consideri come un'amica.
***
Sospettate che con questo criminale possa essere coinvolto Makishima, ed è per questo che avete lasciato Kougami al quartier generale con Kagari e siete andati voi tre, accompagnati solo da Kunizuka e Masaoka.
Questi ultimi li lasciate aspettare fuori e tu sei sicuro di sentirlo borbottare contrariato mentre il portone del grosso magazzino si chiude alle vostre spalle.
***
"Dovresti smetterla di lasciarmi sempre di guardia a far niente, non sono poi così vecchio."
Il castano sbuffa una risata mentre il corvino gli volta le spalle, innervosito.
"Stai zitto, Esecutore."
L'uomo alza gli occhi al cielo ma non commenta. Non hai preso bene il suo allontanarsi da te, lo sa. E, in un certo senso, lo capisce.
"Certo che potresti anche chiamarmi Papà ogni tanto, non mi offendo mica, sai?" borbotta.
Masaoka non è certo che l'abbia sentito, a rispondere alle sue parole solo l'eco dei passi del corvino che si allontana sempre di più.
***
"Hey, Kagari." Kougami lo chiama, distraendo il ragazzo dai fornelli.
"Dimmi Kou."
"Guarda qui. Che dici? Sono o non sono perfetti?" Il moro ghigna prima di mostrare la scatolina aperta all'Esecutore dai capelli arancioni.
Kagari si volta a guardarlo. Due fedine in platino brillano sotto la luce elettrica della cucina.
"Belle bro, complimenti!" gli fa l'occhiolino tornando ai fornelli.
"A Nobuchika piaceranno di certo, lo conosco troppo bene."
"Ma quindi è vero."
"Cosa?" chiede l'altro sedendosi a tavola.
"Che state insieme, tu e Gino."
"Ci stiamo lavorando."
Kagari gli rivolge la sua migliore espressione maliziosa prima di servire la cena.
"Ci state lavorando e gli regali un anello?" ridacchia.
"Ci stiamo lavorando...bene."
***
"Oggi porti tu a spasso Dime?"
"Già, a quanto pare Gino è impegnato con la squadra, dubito tornerà in tempo per portare Dime, e poi lui è abituato anche con me."
"Ma non puoi uscire senza un Ispettore..."
"Hai ragione. Aspetterò che rientri Gino allora."
***
"Ragazze, state attente, c'è anche la possibilità che ci sia Makishima con lui. E con lui le Dominator non funzionano."
"Tranquillo, Gino. Noi siamo sempre attente, vero Ispettore Tsunemori?"
"Eh? Ah, certo!"
Avanzate con le Dominator in mano, pronti a far fuoco.
Akane non sa di preciso come sia successo tutto ciò, sa solo che è accaduto troppo in fretta e che le sue esitazioni le hanno causato altro dolore.
***
Camminavate vicini con Risa giusto qualche passo avanti.
Poi si era palesato.
Solo.
Il vostro criminale era lì, solo.
Ginoza punta la Dominator.
- Coeficiente di criminalità: 365. Modalità: Lethal Eliminator. Prendere la mira con calma e fare fuoco. -
Ma l'uomo non vi concede vita facile e sfugge alla vostra mira.
Il magazzino è grande ma non ci mettete molto a raggiungerlo.
È spalle al muro.
Ora dovete solo sparare.
Risa, davanti a te prende la mira. Tu le sei subito dietro con la Dominator puntata.
Ginoza dovrebbe essere dietro di voi. Volti di poco la testa per cercarlo con la coda dell'occhio.
Ma non c'è.
"Ginoza-san?!"
Il ramato spalle al muro ride, rivelando gli occhi cremisi screziati di giallo.
Alza la mano ed indica un punto alle vostre spalle.
E Ginoza è lì.
Makishima lo tiene per i capelli, la lama puntata contro la gola dell'Ispettore.
"Voi avete qualcosa che io voglio. Ed io ho qualcosa che volete voi. Che ne dite di uno scambio?"
Rimanete a guardare, immobili.
Silenzio.
"Non sono una persona molto paziente, io." mormora l'albino prima di affondare lentamente la lama nel collo candido del corvino.
Ginoza digrigna i denti, mugola dal dolore, ma non gli concede la soddisfazione di sentirlo urlare.
Choe si alza con calma, raggiungendo l'albino. Makishima gli concede un sorriso d'intesa prima di riportare la sua attenzione alle due donne.
"Uccidilo...Akane..." mormora, gli occhi semichiusi e il corpo sorretto solo dalla stretta di Makishima sui capelli color ebano.
E Akane punta la Dominator anche se sa che non funzionerà.
- Coeficiente di criminalità: 0. Soggetto non passibile di esecuzione. Sicura inserita. -
Riprova mentre le lacrime le offuscano la vista.
Ci prova anche Risa, convinta che la Dominator dell'altra non funzioni.
Nulla, zero.
Makishima ride, mollando la presa sui capelli dell'Ispettore.
Ginoza, stremato, crolla semplicemente a terra, con gli occhi socchiusi.
"...Akane..."
La castana emette un verso di stizza prima di gettare l'arma a terra.
L'albino la guarda, interessato alla sua prossima mossa.
La ragazza tira fuori un vecchio revolver prima di puntarlo contro i due.
"Tanto non sparerai."
Makishima ha ragione, tu non vuoi sparare.
Ma poi vedi Ginoza, quel ragazzo di neanche trent'anni che ti aveva accolto il tuo primo giorno nella Prima Divisione.
Quel ragazzo introverso che nascondeva le sue insicurezze dietro una gelida maschera.
Quel ragazzo steso a terra.
Ginoza, che ora ha gli occhi chiusi.
"No..." Non ci credi.
Non può essere...
Ti volti verso i due, gli occhi scuri che brillano di rabbia.
"Tu dici?" mormori prima di sparare al ramato.
Makishima ha perso il sorriso ora, guarda esterreffato il ramato ai suoi piedi.
Morto.
Avanzi di un paio di passi, nemmeno tu sai come ti stai reggendo in piedi.
"Ringrazia che ad ucciderti sia io. Kougami non sarebbe così clemente."
Un altro colpo.
Morto.
E per una volta non te ne importa della legge o del Sibyl.
Andava fatto. E tu l'hai fatto.
Era un pericoloso criminale. Andava fermato.
Del resto, è per questo che sei un Ispettore. O no?
***
Due spari.
Non ti piace quello che senti, vero, Masaoka?
Un grido.
Risa.
Kunizuka sembra capire le tue intenzioni, e ti ferma.
"Vado io."
Così tu rimani fuori ad aspettare, nervoso.
***
La prima che vedi è Risa. Sta tremando, le mani davanti alla bocca, per impedirsi di urlare ancora.
Avanzi ancora.
Ora vedi anche Akane, inginocchiata vicino a qualcuno, non frena il pianto neppure lei.
Ginoza.
"No...Non è vero..."
Cerchi di darti un contegno, almeno tu. Almeno per ora.
***
Karanomori vi sta monitorando dalla sala computer.
Kougami la sente solo urlare.
I due Esecutori si fiondano nella sala, trovando l'analista in ginocchio con la testa fra le mani.
Vi guarda sconvolta.
Il telefono che squilla rompe il silenzio.
"Pronto?"
"Kagari." la voce di Akane, esitante, spezzata.
"È successo qualcosa?"
"Saremo lì tra poco." Non risponde, aggancia semplicemente.
Vi guardate per un paio di secondi, tu e Kougami, confusi.
Poi il maggiore alza le spalle.
"Vado a prendere Dime. Gino mi spiegherà tutto appena arriva."
***
"Vieni, bello! Dai che tra poco arriva il tuo padrone." ti chini pronto nell'evenienza che il cane ti salti addosso.
Invece non succede.
Dime sta accucciato a terra. Alza solo lo sguardo quando ti sente arrivare.
"Ehy, bellezza perchè piangi?" l'Esecutore si china vicino al cane, accarezzandolo.
Nulla, pare inconsolabile.
Kougami sospira, sconsolato.
Il rumore delle macchine della Pubblica Sicurezza ti fa drizzare le orecchie.
Aspetti pazientemente che anche il cane si alzi prima di aprire la porta.
Il primo che vedi è Masaoka. 'Paparino', come lo chiami tu.
L'uomo se ne sta seduto, la testa china e gli abiti intrisi di sangue.
Strano, pensi, il paparino è uno che sta sempre attento.
Tranne quando si tratta di Gino.
Il solo pensiero che il tuo ragazzo sia stato in pericolo ti atterrisce.
Non ti piace l'idea.
Scacci l'immagine dalla tua mente prima di avvicinarti all'Ex Ispettore. Ora ci sono anche Akane e Risa.
Risa se ne sta seduta in un angolo, tremante.
Akane, invece, é al fianco del castano, rigida ma con le guance bagnate.
"Kougami!" Risa alza gli occhi su di te, sconvolta.
E ora? Come glielo dico?
Questo il pensiero comune delle due donne.
Masaoka non alza lo sguardo, semplicemente continua a fissare il sangue fresco sulle sue mani.
Dime invece abbaia un paio di volte, prima di correre verso la stanza dell'analista, rischiando persino di travolgere Kunizuka.
Il silenzio scende come un macigno sulla sala, l'unico rumore sono i singhiozzi dell'Ispettore dai capelli neri.
Kunizuka si limita a stringere la presa sulle spalle esili di Akane.
Nessuno dei presenti ti guarda negli occhi.
Indietreggi, esitante, prima di seguire il cane ad ampie falcate.
Akane alza semplicemente gli occhi, guardandoti andare via.
***
La porta é aperta ma il solito buio ti impedisce di vedere.
E forse sarebbe stato meglio.
Mentre stai entrando vedi solo Karanomori tirare Dime per il collare, trascinandolo di peso.
"Dime. Qui." Scegli di aiutare l'analista, richiamando il cane.
Dime si accuccia ai tuoi piedi, guardandoti con gli occhi languidi.
Rabbrividisci.
"Perchè è sporco di sangue?" chiedi, non negando, però, una carezza al pelo sporco dell'Husky.
La donna distoglie lo sguardo, facendoti solo segno di entrare.
***
Nobuchika.
È quello che vorresti dire, ma le parole ti sono bloccate in gola.
Davanti a te, steso sul divano, riposa il corpo del corvino, ormai privo di vita.
Ti inginocchi al suo fianco.
Ti trema la mano.
Gli accarezzi il viso, sentendolo freddo contro le tue dita.
Gelido come la morte.
Guardi sconvolto il ragazzo di fronte a te.
Era solo un ragazzo.
Un ragazzo di ventotto anni, pieno di ideali e con una vita intera davanti agli occhi smeraldini.
Una vita stroncata come si stronca un papavero assieme ad una spina di grano matura.
Guardi la ferita mortale.
Un taglio netto alla gola.
Digrigni i denti.
Makishima.
La rabbia verso l'albino dura poco.
Non ti importa di lui.
No, ti importa solo del tuo ragazzo.
***
"Guarda qui. Che dici? Sono o non sono perfetti?" Il moro ghigna prima di mostrare la scatolina aperta all'Esecutore dai capelli arancioni.
Kagari si volta a guardarlo. Due fedine in platino brillano sotto la luce elettrica della cucina.
"Belle bro, complimenti!" gli fa l'occhiolino tornando ai fornelli.
***
Gli anelli.
Quelle piccole fedine pesano come macigni ora.
"Questa...avresti...almeno...dovuto vederla..." ormai non freni nemmeno le lacrime che, dolorose, ti rigano le guance, rammentandoti la perdita appena subita.
Estrai la scatola prima di prendere i due anelli. Lasci che il contenitore cada a terra mentre prendi la mano del corvino fra le tue.
Ginoza ha sempre avuto le mani più piccole e delicate rispetto alle mie.
Gli infili il gioiello al dito prima di fare lo stesso con il tuo. Lasci le vostre mani intrecciate. Accarezzi le dita lunghe con le tue mani calde.
Non le vedrà mai.
Non vedrà mai queste fedine.
Non aprirà più gli occhi.
Non potrò più vederlo sorridere.
Non potrò più dirgli 'Ti amo.'
I pensieri scorrono come un fiume in piena ma non lo fermi, semplicemente chini la testa e piangi.
I ragazzi ti guardano dalla porta, ma solo Kagari capisce perché fa così tanto male.
Ti chini posando la testa nell'incavo del suo collo, cercando un minimo di consolazione.
Un qualcosa che ti impedisca di crollare del tutto.
Ma Ginoza non ti abbraccia e non ti abbraccerà mai più.
Ginoza non ti consolerà più in silenzio, tenendoti fra le sue braccia.
Ginoza non ti accarezzerà più i capelli sussurrando di amarti.
Perché, semplicemente, Ginoza è morto.
Baci quelle labbra sottili e gelide, prima di addormentarti lì, al suo fianco.
Dime ulula il suo dolore alla Luna, incapace di fare altro.
***
Kougami ha lasciato il corpo del suo ragazzo solo un paio di giorni dopo.
Si è occupato lui di tutto. Del vestito, dei capelli, di ogni cosa.
L'ultimo giorno aveva spazzolato i capelli corvini dell'Ispettore con cura, sotto lo sguardo attento e mogio di Akane.
"Sei perfetto, amore mio." cerchi di mettere in fila qualche parola prima di baciarlo di nuovo sulle labbra.
Gli scosti i capelli dalla fronte e poi fai cenno a Masaoka di portarlo via, se restasse non saresti più in grado di lasciarlo andare.
***
Guardi il cielo stellato senza nemmeno osservarne la magnificenza.
È una giornata limpida, le stelle si vedono chiaramente.
Eppure non ti importa.
"C'era qualcosa di ancor più bello su questa Terra, invece di questi puntini luminosi." sussurri.
Ma me l'hanno portato via.
Akane, qualche metro dietro di te, sussulta.
"Kougami-san..."
Guardi il cielo e pensi a quando gli occhi verdi del tuo ragazzo brillavano come le stelle in cielo.
"Ti lamentavi sempre dicendo che ti lasciavamo indietro, tutti. Non ti sei accorto che, ora, a lasciarmi indietro sei stato tu? Solo che, a differenza tua, io non posso raggiungerti."
Te ne sei accorto eh, Nobuchika?
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