Capitolo 12
Michael's pov
È inutile dire che dopo tutto quel casino la situazione colò a picco.
Io ed Esmeralda non potevamo stare insieme a scuola, almeno non davanti a Rowin visto che la bionda attribuiva ad Esmeralda la colpa del suo litigio con James; Rowin sosteneva che le parole che Esmeralda le aveva rivolto avevano fatto insospettire il suo ragazzo facendolo diventare geloso.
James aveva cominciato ad ignorarci e a prendere di mira Rowin, facendomi perdere la pazienza più volte - se non fosse stato per Danielle l'avrei preso a pugni. Odiavo vedere la mia migliore amica stare male per chi non lo meritava e non mi sarebbe dispiaciuto dare un bel pugno in faccia a quello stronzo. E dire che sembrava così dolce e gentile... Si vede che non puoi fidarti mai delle apparenze.
C'era una persona che però beneficiava di questa situazione: Luke. Quel bastardo gongolava ogni volta che ci vedeva, lo riuscivo a capire dai suoi occhi quando essi incrociavano i miei - il suo sguardo mi faceva ribaltare lo stomaco ma avevo deciso di non darci peso. Mon riuscivo a capire perché si fosse portato Rowin a letto, sapevo che non era una casualità e quindi mi stavo scervellando per scoprire il motivo. Ero sicuro di centrare in qualche modo, per quanto l'ipotesi mi sembrasse assurda; insomma, per quale motivo io dovrei centrare in Luke che fa sesso con la mia migliore amica? Che collegamento aveva con me?
Decisi di chiederglielo, visto che così mi sarei tolto ogni dubbio. Mentre la campanella suonava mi diressi da lui velocemente; come al solito stava con Moss a fumare. Non appena mi vide sorrise, facendomi un cenno con la mano per salutarmi.
«Perché ti sei scopato Rowin?», chiesi andando dritto al punto, facendo alzare un sopracciglio a Luke.
Il biondo disse a Moss di andarsene, poi si rivolse di nuovo a me. «E io che pensavo che volessi vedermi perché ti andava...», disse rammaricato, gettando il mozzicone di sigaretta per terra.
Alzai gli occhi al cielo. «Non mi andrebbe mai di vederti, neanche sotto tortura. Adesso rispondi alla mia domanda».
Luke fece un mezzo sorriso mentre si infilava le mani in tasca. «Rowin me la sono scopata perché avevo voglia di fare sesso e lei mi sembrava più che disponibile», rispose, alzando le spalle, «Ti sembra un motivo abbastanza ragionevole?».
Sbuffai. «Non mentirmi e dì la verità. Per quale motivo hai deciso di prendere di mira proprio Rowin?», lo incitai a parlare.
«Allora sei stupido», borbottò Luke, «Non deve esserci sempre un secondo fine! Ho fatto sesso con Rowin perché mi andava. Punto. Che c'è, sei geloso?».
«Io? Sei fuori strada», sbottai, non senza notare l'incrinazione della mia voce. Ero davvero poco convinto delle parole che avevo appena pronunciato.
Luke scoppiò a ridere. «Sì, me lo dicono sempre tutti che sono uno sbandato», disse, facendo spallucce, «Credo che però quello più fuori strada tra noi due sia tu».
«Oh, adesso non cominciare con le tue battutine a tono», borbottai infastidito, «E non sono geloso, davvero».
Luke mi guardò con un finto broncio sul viso. «Hey, non c'è bisogno di dirlo di nuovo. Ho capito, non sei geloso».
«Bene, fattelo entrare in testa allora».
Stavo per andarmene ma Luke mi richiamò, facendomi voltare verso di lui. «Che c'è adesso?».
Luke si morse il labbro, raggiungendomi a grandi passi e stampando le sue labbra sulle mie improvvisamente. Mi sciolsi come neve al sole sotto il suo tocco, facendo cadere quel muro di indifferenza che tentavo di erigere nei suoi confronti. Quando ci staccammo, l'unica conseguenza di quel bacio era che ne volevo un altro. Ed un altro ancora. Cercai di non darlo a vedere però, comportandomi con freddezza.
«Uno stupido bacio non cambierà l'opinione che ho di te», borbottai, pulendomi la bocca.
Luke alzò le spalle. «Non volevo che cambiassi idea su di me, ti ho baciato perché è ciò che volevo fare - in realtà, ehm, vorrei fare molto altro con te ma non mi è concesso», ammise, facendomi arrossire, «Non devi pensare che le mie azioni siano sempre studiate, a volte reagisco di impulso».
«Mmh, non direi. Adesso se non ti dispiace dovrei andare», sbuffai, voltandomi di nuovo e sperando di poter andarmene in santa pace.
Ma ovviamente, Luke doveva trattenermi lì per continuare a trattarmi come un giocattolo.
«Ho fatto sesso con Rowin per arrivare a te».
Mi voltai - di nuovo. «Perché hai fatto sesso con la mia migliore amica per arrivare a me?», gli chiesi, alzando un sopracciglio.
Luke si guardò intorno. «Pensavo che... Che tu saresti venuto a parlarne con me, intuendo che l'avessi fatto apposta. Ed è successo proprio questo quindi avevo ragione per una volta», disse, sorridendo compiaciuto.
Scossi la testa. «Hai rovinato la vita della mia migliore amica solo per poter parlare con me?», continuai a chiedere, adesso incredulo, «Wow, non sapevo potessi essere così meschino».
«Non sono meschino», replicò Luke, «Solo faccio di tutto per ottenere ciò che voglio».
«Parli di me come se fossi un fottuto oggetto!», sbottai, avvicinandomi a Luke, «Smettila. Non ti volevo prima, cosa ti fa pensare che ti voglia adesso, dopo che hai fatto sapere a tutta la scuola di ciò che è successo alla tua festa e dopo che hai usato la mia migliore amica per un capriccio?!».
Luke rise. «Smettila con la recita Michael. Tu mi vuoi, te lo si legge in faccia. Perché non la finisci e cedi? Possiamo anche essere un segreto se vuoi, non dirò niente ad Esmeralda», disse, sembrando un po' implorante alla fine.
Decisi di ignorarlo, lanciandogli un'ultima occhiata prima di allontanarmi entrando nella scuola. Lanciai delle occhiatacce ai curiosi che erano rimasti in corridoio per impicciarsi nella mia litigata con Luke e gli occhi mi cominciarono a pizzicare leggermente mentre mi rendevo conto che quello stronzo mi aveva manipolato di nuovo costringendomi ad ascoltare le sue stronzate su Rowin, e soltanto con le sue labbra. Stava diventando sempre più bravo a giocare con me.
***
Presi un ultimo tiro dalla mia sigaretta, gettandola per terra mentre guardavo quella casa dall'apparenza immensa e da cui entravano ed uscivano persone che non avevo mai visto, non solo della nostra scuola.
Non sapevo perché fossi lì, in quel posto che non mi apparteneva, ma avevo un terribile presentimento su Luke. La casa davanti cui stavo era di Moss, dentro di essa si stava svolgendo una festa - e solo Dio sa cosa avrei potuto trovare lì dentro. Sapevo della festa perché Danielle mi aveva confidato che Calum era di malumore perché aveva litigato con Luke per colpa di essa. Danielle si era chiesta perché Calum fosse così contrario alla presenza di Luke, e io quasi mi ero sentito in dovere di dirle il motivo, visto che lo sapevo, ma avevo pensato che a Calum avrebbe dato fastidio quindi mi sono stato zitto e ho deciso di venire per dare un'occhiata a Luke e assicurarmi che non si metta in qualche guaio, cosa di cui mi sono pentito amaramente.
Ammettiamolo, io non sono il tipo da festa. Per niente. Non è il mio ambiente, certo mi piacciono ma se non conosco nessuno mi viene difficile divertirmi. In più, quella festa era stata organizzata da Moss Wilden, il che voleva dire che c'era sicuramente qualsiasi tipo di droga conosciuta al genere umano circolante per tutta la casa, cosa che esponeva Luke a rischi enormi che lui sicuramente non vedeva, e io non potevo permettere che incappasse in uno di questi rischi, in fondo avevo promesso a Calum che l'avrei tenuto d'occhio!
Tenendo a mente la promessa fatta a Calum entrai nell'enorme villa, venendo investito subito dall'odore di alcool, sudore e fumo e dal suono assordante della musica che mi riempì le orecchie e mi rimbombò nel petto. Più che una festa mi sembrava un rave.
Ignorai i miei pensieri mentre mi facevo strada tra la massa sudaticcia di corpi che riempiva l'ingresso, diretto non so dove. Non avevo la minima idea di dove andare ovviamente, dovevo solo sperare di trovare Luke in mezzo a tutto quel caos di persone, musica e di stanze... Molto probabilmente ce n'erano un centinaio, a giudicare dall'esterno della casa. Come avrei trovato Luke in mezzo a tutto quel casino?
«Michael? Oddio, che ci fai qui?».
Mi voltai, fissando ad occhi sgranati la ragazza davanti a me. Esmeralda mi guardava sconvolta, reggeva fra le mani un bicchiere di plastica rosso. «Esme?».
«Non sono un miraggio, tranquillo», mi prese in giro lei, ridendo, «Uhm, forse lo sei tu... Non avrei dovuto prendere quelle pasticche di merda».
«Pasticche?», ripetei, «Dio, lascia stare. Come mai sei qui?».
Esmeralda si strinse nelle spalle. «Ne ho presa una metà, tranquillo, l'ho divisa con... Una ragazza... Uh, forse ci siamo anche baciate ma non ricordo».
Ignorai la fitta di gelosia che mi colpì allo stomaco. «Lascia stare e dimmi perché sei qui», le dissi, incrociando le braccia al petto.
«Ah, lo sai che sei sexy quando sei arrabbiato? Certo, tu sei sempre sexy... Perché non andiamo di sopra Mikey? Questa festa è noiosa», mugolò lei, avvicinandosi e toccandomi il braccio.
Rabbrividii e per qualche secondo mi dimenticai del perché fossi lì. Al diavolo Luke, Esmeralda mi si sta praticamente gettando addosso... No. Michael no. Hai una promessa da mantenere, e poi Esmeralda è così scombussolata... Avrei dovuto badare anche a lei.
«Magari dopo. Sai dov'è Luke?», le chiesi, cercando di ignorare i suoi baci sul collo, «Esmeralda, rispondi».
«Da quando sei così autoritario? Mi piace da morire», brontolò lei, alzando la sua testa e sorridendomi.
Scossi la testa. «Esme, ti ho fatto una domanda. Potresti rispondermi, per favore? È importante», le chiesi per l'ennesima volta, sospirando.
Esmeralda si morse il labbro inferiore. «Va bene... Ma poi mi porti di sopra?».
«Ti porto dove vuoi piccola. Adesso dimmi dov'è Luke ti prego».
Esmeralda sbuffò. «Sempre con questo Luke, Luke qui Luke là, perché non ti concentri su di me?», sbottò, allacciando le braccia al mio collo, «Voglio ballare».
Alzai gli occhi al cielo. Eppure sono stato con lei mentre era fatta, non era mica così petulante...
Forse sta fingendo. Fingendo per quale motivo, però?
Cercai di scollarla da me il più delicatamente possibile. «Esme, ti prego, ho bisogno di sapere dov'è Luke adesso», la pregai, facendola imbronciare.
«Non voglio portarti da Luke, voglio che tu balli con me», protestò, incrociando le braccia al petto.
«Esmeralda, smettila di fare la bambina».
«Non faccio la bambina! Voglio solo averti tutto per me stasera».
Decisi di combattere il fuoco con il fuoco, così la attirai a me, posando le mie labbra sul suo collo. «Non mi hai sempre, bimba? Io sono tutto tuo», dissi caldamente, soffiando aria sulla sua pelle.
«Oh... Non lo so», ansimò lei, stringendo il mio braccio nella sua mano, «Sei tutto mio?».
«Ovviamente, piccola. Altrimenti non pensi che me ne sarei già andato a cercare Luke per conto mio?», dissi, adesso sussurrando nel suo orecchio.
«Perché Luke è così importante per te?», mi chiese lei, fissandomi concitata.
Alzai le spalle. «Ho promesso a Calum che l'avrei tenuto d'occhio. Adesso, piccola, sappi che più presto mi porterai da Luke più presto starò con te e ti darò ciò che vuoi», risposi guardando Esmeralda negli occhi, «Solo per sapere se sta bene. Poi ce ne andiamo, okay?».
«Va... Va bene. Vieni con me», cedette infine Esmeralda, prendendomi per mano.
La mora mi guidò attraverso il salotto gremito di gente, entrando in un'altra sala più piccola ammobiliata soltanto con un divano, un tavolino da caffe ed un televisore appeso alla parete, al momento spento. Sul divano c'erano altre persone oltre Luke e Moss, il quale era impegnato a dividere della polvere bianca in piccole strisce sotto lo sguardo impaziente di tutti, specialmente quello di Luke, che tremava visibilmente. Subito mi si gelò il sangue nelle vene, le parole di Calum mi tornarono in testa impedendomi di ragionare.
Così, mentre Esmeralda si lamentava del fatto che non l'avessero chiamata io corsi verso il divano, afferrai Moss per il colletto della camicia e lo scaraventai a terra, facendo sussultare tutti.
«Che cazzo fai, amico?», sbottò uno di loro, scatenando una protesta generale.
Lo ignorai, a dire il vero mi interessava solo Luke. Luke che adesso mi guardava incuriosito ed intimorito allo stesso tempo, con gli occhi lucidi ed arrossati - spero non per la cocaina. Dio, fa che non ci sia ricaduto...
«Michael... Che ci fai qui?», mi chiese, sorpreso.
Sospirai. «Non è importante - mi spieghi cosa cazzo stavi per fare?», sbottai, incrociando le braccia al petto.
Luke si guardò intorno spaesato, il suo corpo cominciò a tremare più forte. «Io... Io non lo so. Stavo solo- stavo solo-».
«Lascia stare, non mi interessa. Spero che non sia finito niente nel tuo naso».
«Oh, che ti importa!», sbottò qualcuno accanto a me; mi voltai, scoprendo che fosse Moss, «Luke non ha bisogno che tu gli stia addosso come una mammina premurosa. Fa quello che vuole!».
Fissai Moss come se avesse detto che i maiali volavano. «Lui non sa cosa sta facendo! Non è cosciente! Di quanta roba l'hai imbottito, eh?!», esclamai, facendo ridere Moss.
«Oh, lo dici come se fosse colpa mia! Secondo te Luke non vuole? Sei così fuori strada! Tu e quell'idiota del suo "migliore amico" non capite per niente cosa vuole! Lui è molto più felice con me!».
«Smettila di sparare cazzate, ti prego», borbottai, rivolgendomi poi a Luke, «Luke... vieni con me?», gli chiesi, porgendogli la mano.
Luke guardò prima me, poi la mia mano ed infine Moss. «Michael, forse Moss ha ragione. Io... Voglio divertirmi».
Scossi la testa. «Moss non ha ragione, non vedi che vuole solo rovinarti? Luke, ti prego», implorai, mordicchiandomi il labbro inferiore.
Luke si accigliò. «Non dire così di Moss, lui vuole solo aiutarmi».
«Dio santo, Luke! Lui non vuole aiutarti! Calum non vorrebbe questo per te».
Luke a quel punto si alzò, fissandomi spiritato. «Calum non vorrebbe questo per me? E sentiamo, cosa vorrebbe Calum? Che facessi il bravo bambino così da compiacere qualcuno a cui non importa abbastanza di me da venire a controllare egli stesso la mia situazione?! Eh?! Che vada a fanculo! E vaffanculo pure tu, Michael, sei così patetico in questo momento che mi fai vomitare».
Indietreggiai, fissando Luke perplesso. Sapevo che non fosse tecnicamente lui a parlare, ma non sapevo dove finisse ciò che pensava sul serio. C'era così tanta rabbia nei suoi occhi, nelle sue parole, che mi aveva fatto venire i brividi.
Perciò decisi di lasciarlo a sé stesso, andandomene mentre Esmeralda mi chiamava gran voce. Sinceramente, i problemi di Luke non erano cosa che mi riguardava, poteva risolverli benissimo da solo. E se gli fosse successo qualcosa non era di certo colpa mia.
***
[A/N] Heylà!
Come promesso, ecco a voi il capitolo 12. Capitolo un po' inutile a dire il vero, non è che mi piaccia tanto... la seconda metà mi piace di più ahahah
Il prossimo capitolo è dal punto di vista di Esmeralda, e succederà qualcosa di fondamentale per il finale della storia e il sequel. Quindi stay tuned.
A giovedì! ♡♥♡
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