Errors
"Shogo Makishima."
"Choe Gu-Sung."
Vi siete conosciuti così.
Tu, un ragazzo di costituzione remissiva.
Lui, un criminale latente.
Tu, pieno di ideali, con una grande cultura e un piano da realizzare.
Lui, stanco del Sistema, affascinato da ciò che era il tuo carisma.
Libri, la prima cosa in comune.
Tu amavi i libri cartacei, amavi sentire la carta stampata sotto le dita, il profumo di un libro, la copertina rifinita.
Lui, da bravo genio del computer, preferiva gli Ebook, facili, comodi, ma privi di quel qualcosa che ti faceva amare la lettura.
Lui che aveva deciso di seguirti, voleva vedere che mondo avresti creato.
E tu che avanzavi, muovendo le tue pedine. Volevi costruire il mondo degli uomini, un mondo privo del Sibyl Sistem. E lui ti avrebbe seguito.
Kozaburo Toma.
Masakate Mido.
Oryo Rikako.
Toyohisa Senguji.
Le tue pedine. Hai orchestrato questo gioco per anni. Freddo, cinico, calcolatore.
Kozaburo Toma, il caso dei reperti. Avvenuto circa tre anni fa. Gli hai dato il liquido per la plastilazione, poi lo hai lasciato giocare.
Hai lasciato che uccidesse, smembrasse e rimodellasse i corpi delle vittime come più gli aggradava, per poi posizionarli sotto gli oloproiettori.
Poi ha ucciso l'Esecutore Sasayama. E lì ha commesso un errore.
E questo errore si chiama Shinya Kougami.
Un superiore di Sasayama che, a differenza dell'amico, non ha rinunciato al caso. Lui sapeva che dietro a tutto questo c'eri tu.
Determinazione. Che poi sfocia in ossessione.
Il suo psycho pass che va oltre il 100, e lui passa da Ispettore a Esecutore.
Ginoza Nobuchika non ha retto il colpo. Il padre prima, l'amante poi. Un uomo non può reggere tutto questo da solo, soprattutto se ha solo 28 anni.
Però lo devi ringraziare, il suo dolore, la sua rabbia, si sono trasformati in rifiuto verso la teoria della tua esistenza, avanzata da Kougami.
Salvo, ma solo per tre anni.
***
Masakate Mido, la tua nuova pedina.
Un uomo vuoto, privo di una qualsivoglia personalità, perciò un eccellente imitatore.
Talisman, Spooky Boogie. Lasci che uccida i due legittimi proprietari e che si appropri dei due account.
Un altro errore. Questa volta si chiama Akane Tsunemori.
La nuova arrivata, il nuovo partner di Ginoza. A quanto pare lei crede in Kougami e nella tua esistenza.
Lo uccidono. No, anzi, sei tu stesso a distruggerlo, psicologicamente parlando, rivoltandogli i personaggi, i suoi idoli, contro di sè.
Fuori uno.
****
Oryo Rikako.
Stavolta è una studentessa.
Ti fingi professore per seguirla, sostenerla, osservarla, studiarla.
Ami anche la sua psicologia, la sua arte contorta.
Lei che, come il padre, dipinge donne...particolari.
La guardi mentre, con i resti del liquido usato da Kozaburo Toma, crea le sue sculture, le sue creazioni, con i corpi delle studentesse del suo stesso liceo.
Tre sculture, quattro vittime. Questo è ciò che riesce a fare prima che Kougami la scopra.
Un altro errore.
Stavolta a commetterlo è lei.
Il suo caso poteva essere simile a quello di Kozaburo, se non fosse che il suo unico obiettivo fosse mostrare.
Sceglie due volte il parco per mostrare le sue opere.
Vuole solo che tutti le vedano.
Egocentrismo.
Questo é ciò che la rovina.
Ma prima che Kougami possa trovarla lasci che ad ucciderla sia lui, Toyohisa Senguji.
Fuori due.
***
Toyohisa Senguji.
L'uomo che si rese androide, che cybernetizzò sè stesso.
Credeva che, nel tuo progetto, nel tuo grande gioco, lui potesse essere un giocatore, un tuo pari.
Quanto si sbagliava.
Povero, non ha mai capito d'essere una tua pedina.
Lo hai illuso di poter essere un giocatore, di poter giocare con Kougami.
Ma Kougami è un Esecutore, un cane da caccia, come direbbe Ginoza.
Toyohisa, invece, lo vedeva solo come una volpe, una preda.
E allora lo avverti, più per divertimento che per reale preoccupazione: un volpe appartiene alla famiglia dei canidi. E tra essi c'è anche il lupo.
E Kougami dimostra di essere un lupo.
Lo uccide, ma tu riesci a prendere Fusuhara Yuki, l'amica di Akane. E lei ti segue.
Akane ha il Dominator, tu hai la tua lama e la doppietta di Toyohisa.
Non esiti a lanciare la seconda ai piedi dell'Ispettore. È carica, ma sai che non sparerà.
Lei punta il Dominator contro di te.
- Soggetto non passibile di esecuzione. Livello di psycho pass under 50. Sicura inserita. -
Riprova e riprova la mora, senza risultati. Yuki intanto urla, piange, invoca l'aiuto dell'amica.
E Tsunemori prende la doppietta e spara.
Tutti e due i colpi.
Tutti e due i colpi andati a vuoto.
Sorridi, e uccidi anche la castana. Te ne vai lasciando l'Ispettore a guardare il corpo sgozzato della coetanea.
Hai vinto. Hai insinuato il dubbio sulla perfezione del Sistema nella ragazza.
Fuori tre.
***
Choe Gu-Sung.
Ora che sono caduti tutti resto solo io.
Il tuo piano avanza, ce la stai facendo. E ora che Kougami è fuori dai giochi tu non hai ostacoli. Ginoza é sull'orlo del collasso, non può certo fermarti.
Crei disordini in città, così che la Pubblica Sicurezza si concentri lì, mentre tu vai al Ministero.
Ci sono cose taciute dal Sibyl Sistem, e tu lo sai. Come, ad esempio, il fatto che la NONA Tower si propaghi per 20 piani nel sottosuolo, e non 4 come dichiarato dalle piantine.
Tu sai che lì si trova il cuore pulsante del Sibyl, te l'ho detto io.
Quando ci dirigiamo lì, tu sali fino all'antenna, attirando Kougami e Akane, io invece scendo i 20 livelli. A seguirmi solo l'Esecutore Kagari Shuusei.
Un criminale latente stanco del Sistema, come me.
Mi raggiunge e mi guarda hackerare il Sibyl. Ce l'avevo fatta, sai?
Avevo aperto la porta e preso il telefono.
"Ecco a voi la vera natura del Sibyl Sistem" avevo detto all'inizio del video.
Kagari, affascinato quanto me guardava il Sibyl, altro che super-computer.
Qui le Dominator non funzionano, non c'era segnale, o almeno così credevamo.
Alle nostre spalle si palesa lei, la direttrice della Pubblica Sicurezza, con la Dominator in mano.
- Modalità Decomposer.-
Io sparo.
Lei spara.
Io la danneggio gravemente.
Lei mi uccide.
"Questo é troppo, cavolo." le ultime parole dell'Esecutore dai capelli arancioni, prima che uccida anche lui.
Fuori quattro.
***
Shogo spalanca gli occhi, lucidi.
Morto.
E non ha bisogno di controllare il trasmettitore per saperlo.
Lo sa e basta.
"Me l'avete ucciso...Me l'avete portato via."
Realizzi pian piano che ora non ci sarà più nessuno a sostenerti, a coprirti con una coperta quando ti addormentavi leggendo un libro.
Non ci sarà più nessuno ad aspettarti in silenzio, a capirti senza bisogno di parole.
Ma gli androidi sognano davvero pecore elettriche?
Questo è il libro che tu gli hai consigliato, ed è il titolo che brilla sul suo E-reader.
45% letto.
Lo stava leggendo davvero, ti stava facendo contento.
Rabbia, dolore, odio.
Ma non puoi arrenderti, no.
Il tuo piano è quasi concluso, ce l'hai quasi fatta.
Non puoi arrenderti, non puoi fermarti.
Arrenderti significherebbe rendere vane le loro morti. Non che ti importi delle tue pedine, ovvio. Ma arrenderti vorrebbe dire rendere vana anche la sua morte. E di questo sì che ti importa.
"Io non mi arrendo." lo sussurri, a nessuno in particolare.
***
E il piano procede, tu non ti arrenderai.
Ecco l'Atto finale.
Sei andato da Kodama, l'inventore del virus, lo hai interrogato, scoprendo come modificare il virus affinché distrugga il grano, fonte di sostentamento del Giappone, e l'hai ucciso.
Ora vai nel granaio, dove Kodama gestiva il virus benevolo, e ne avvii i processo per modificarlo.
La corrente salta ma tu non ti preoccupi.
È arrivata la Pubblica Sicurezza.
Non è un problema per te, però.
Akane e Kunizuka vanno alla sala comandi ma tu non sei lì, no, tu sei da tutt'altra parte.
Ginoza e Masaoka sono ai piani inferiori, ed è lì che sei tu.
Blocchi il corvino mentre l'altro ti attacca.
No problem, anche questo era previsto.
Nella colluttazione finite a terra, va tutto secondo i tuoi piani anzi, meglio di quanto tu potessi mai sperare.
Ginoza bloccato sotto pesanti casse é un bersaglio troppo facile per te.
Accendi un candelotto, e Masaoka ti chiede se tu sia tanto stupido da morire assieme a lui.
No, non lo sei.
Lanci, invece, l'oggetto contro il corvino.
"Non lasciarlo andare, sei un detective!" grida.
Invece Masaoka ti lascia andare.
Non poteva di certo lasciar morire il suo adorato ed unico figlio, no.
Rimane ucciso, poiché la bomba gli esplode troppo vicino.
Ma tu riesci a scappare, e tanto ti basta.
"Papà..." non avevi mai sentito Ginoza chiamarlo così. Tutto l'odio e il rancore totalmente dissipati davanti alla certezza di starlo per perdere per sempre.
"Del resto, siamo padre e figlio."
***
Ahia, a quanto pare Kougami non era fuori gioco come credevi.
Ma avevi previsto anche questa evenienza.
Ti spara, e qualche colpo va a segno prima che tu lo disarmi e iniziate a lottare, tu con la tua lametta e lui con il suo coltello.
L'arrivo di Tsunemori è un'ottima occasione per fuggire.
Sei ferito, stanco, ma non puoi ancora arrenderti.
Sai che quei due si sono coalizzati ma non ti importa, devi fuggire, non tutto è perduto.
***
Hai seminato Tsunemori, ora resta solo Kougami, ma è più distante, hai ancora tempo.
***
Cadi in ginocchio, stremato, la terra a imbrattarti i pantaloni. La maglia, un tempo bianca, ora è cremisi lungo tutto il lato sinistro.
Sono messo troppo male.
Certo, è qualcosa che hai già realizzato, ma che ti rifiuti di accettare.
Se io muoio la sua morte sarà stata inutile.
Ti alzi, compi qualche passo incerto per poi crollare di nuovo, sopra una collina.
No, il Sibyl Sistem deve crollare!
Sai di avere Kougami alle spalle, il vecchio revolver puntato contro di te.
"Tutte le persone possono essere sostituite. Troverai mai qualcuno come me?"
"Spero proprio di no."
Solo uno sparo a rompere il silenzio.
Fuori cinque. Ora il ragno non può più camminare, non ha più la testa.
***
Errori, quanti ne hai commessi, Shogo? Tanti, troppi.
Guardati indietro e vedrai.
Non sto parlando degli errori commessi dalle tue pedine, sto parlando dei tuoi errori.
Non l'hai mai ringraziato abbastanza per la sua presenza, per il suo appoggio. Per essere colui a cui tu potevi chiedere sostegno.
Primo errore.
Hai sempre dato per scontato la sua presenza tanto che, quell'Ebook fermo al 45% ti ha fatto molto male.
Secondo errore.
Non gli hai mai detto nulla. Certo, tra voi le parole sono sempre state uno spreco, ma non gli hai mai detto cosa pensavi.
Non gli hai mai parlato dei tuoi sogni di bambino. Di come, a otto anni, guardavi il cielo e sognavi di volare.
L'hai fatto, ci stavi anche riuscendo, però, Nuovo Icaro, sei andato, anche tu, troppo vicino al Sole.
Terzo errore.
Non gliel'hai mai detto.
Eccolo, il tuo rimpianto più grande.
Non gli hai mai detto di amarlo.
Non gli hai mai detto che ti sarebbe piaciuto se, per una volta, aveste dormito insieme.
Non gli hai mai detto nulla.
Quarto errore.
Non l'hai mai baciato.
Quelle labbra, sottili, perennemente arricciate in un sorrisino compiaciuto, non gli hai mai detto che ti avevano sempre affascinato.
Quelle labbra, che non hai mai potuto far combaciare con le tue...
Quinto errore.
...Ora non avrai più occasione per farlo.
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