Troppo presto
Eren era lì, in piedi davanti a quella lapide.
Fino a poco tempo prima era stato felice, adesso il buio lo avvolgeva, perché su quella lapide c' era scritto il nome "Mikasa Ackerman" la ragazza che aveva amato di più nella sua vita.
Non riusciva neanche più a pensare lucidamente, la tristezza gli annebbiava la mente.
La sua felicità era finita sotto terra insieme alla ragazza che amava.
Qualche giorno prima
Eren e Mikasa stavano passeggiando allegri per la città e si tenevano per mano.
Appena qualche giorno prima avevano finito la scuole e ora si rilassavano, finalmente liberi dalla piaga della scuola.
-Allora, cosa ti andrebbe di fare?- domandò Eren guardando Mikasa.
Lei non rispose e guardò il ragazzo con sguardo vuoto, quasi sofferente.
La sua presa sulla mano di Eren si affievolì, la sua vista divenne nera e sfocata, le gambe le cedettero e lei cadde addosso al ragazzo, incosciente.
L' altro la sorresse prontamente, poi la adagiò per terra, chiamando il suo nome e scuotendola, ma lei non dava alcuna reazione.
-Mikasa, Mikasa! Svegliati! MIKASA!- Eren chiamava la ragazza, disperato.
Pochi minuti prima stava così bene, rideva e scherzava ed ora era lì, sdraiata a terra, pallida e tremante.
Nel frattempo più persone erano accorse, chiedendo che cosa fosse successo, se serviva aiuto, altre scattavano foto, non rispettando i due poveri ragazzi.
Eren lasciò Mikasa e chiamò un' ambulanza.
Pochi minuti dopo arrivò e portò la ragazza all' interno, seguita da Eren.
Arrivarono all' ospedale e i medici portarono velocemente Mikasa a fare delle analisi e l' altro lo fecero accomodare nella stanza d' attesa.
Quasi un' ora dopo alcuni infermieri portarono Mikasa in una stanza e il ragazzo li seguì.
-Cos' ha Mikasa? Starà bene?- domandò Eren preoccupato.
Il dottore guardò il pavimento bianco, poi sembrò farsi coraggio e alzò lo sguardo, guardando l' altro in faccia.
-Abbiamo trovato un tumore nel corpo di Mikasa. Un tumore di stadio avanzato.- l' uomo disse questo velocemente e fin troppo diretto per Eren, che si vide costretto a sedersi accanto al letto vicino alla ragazza su una sedia.
-Ma... Ma questo non può essere... Semplicemente non può essere vero. Dottore, la potete curare in qualche modo?- il ragazzo guardò il medico con sguardo speranzoso.
-Il tumore è ormai in uno stadio avanzato alla testa. Possiamo provare ad operare, ma non posso assicurare niente.- spiegò. -Sei tu a dover decidere per la tua ragazza, lei adesso non può fare niente.- continuò e guardò l' altro.
-Sì, dovete almeno provare. Mikasa è sempre stata forte. Riuscirà anche a superare questo e poi potremo vivere per sempre felici.- il tono di voce di Eren tornò risoluto e il dottore annuì, per poi uscire dalla camera.
Eren si sedette di nuovo sulla sedia e prese la mano di Mikasa.
La ragazza era pallida e il suo corpo più freddo del solito.
-Mikasa, mi senti?- chiese il ragazzo e strinse leggermente la mano di Mikasa.
Lei mugugnò qualcosa ed aprì piano gli occhi, evidentemente accecata dalla luce forte dell' ospedale.
-Eren... Cos' è successo? Dove siamo?- chiese con voce flebile e girò la testa per guardarla Eren.
-Siamo in ospedale e il dottore mi ha detto che... Mi ha detto che hai un tumore alla testa. Tra poco di opereranno e poi starai bene, sono sicuro!- il ragazzo esitò mentre diceva queste parole, ma poi Mikasa gli sorrise e strinse la sua mano.
-Tranquillo, andrà tutto bene, vedrai!- l' altra sussurrò ed Eren le diede un bacio sulla fronte.
Pochi minuti dopo una infermiera fece il suo ingresso nella camera e chiese gentilmente ad Eren di uscire, dato che doveva preparare Mikasa per l' operazione e la ragazza era troppo debole per cambiarsi da sola.
Il ragazzo, anche se esitante, uscì ed aspettò fuori.
Un' altra infermiera entrò nella camera e poco dopo le due donne uscirono, spingendo il letto con sdraiata sopra Mikasa.
Per qualche ora Mikasa venne operata e in quelle ore Eren non riusciva a tranquillizzarsi.
Chiamò Armin e sua madre e gli raccontò tutta la storia, ma loro potevano solo sperare che tutto andasse per il meglio.
Quando, finalmente, le infermiere portarono la ragazza fuori dalla sala operatoria, Eren corse dal medico e gli chiese informazioni sullo stato di Mikasa.
-Purtroppo non siamo riusciti a rimuovere tutto il tumore, infatti non sappiamo quanto reggerà Mikasa. Però adesso sta meglio, puoi andare a vederla, se vuoi.- Eren si scoraggiò un poco, ma poi andò nella camera di Mikasa.
Lei stava sdraiata sul letto, una flebo le era stata attaccata al braccio ed una infermiera stava inserendo dell' antidolorifico e diversi macchinari erano collegati al suo corpo e mostravano il battito cardiaco che in questo momento era abbastanza debole.
L' infermiera uscì dalla stanza ed Eren si sedette accanto al letto di Mikasa.
Le prese la mano e la strinse forte.
Tutta la notte il ragazzo rimase accanto alla ragazza pallida e tremante, probabilmente per il dolore, e vegliò il suo sonno.
La mattina dopo Eren vide che Mikasa si era svegliata.
-Mikasa! Come stai? Ti serve qualcosa?- domandò il ragazzo.
-Eren... Mi sento come se fossi stata schiacciata a terra da un gigante... Non è che mi potresti dare dell' acqua?- rispose Mikasa piano.
-Certo!- Eren scattò in piedi a cercare un bicchiere e una bottiglia d'acqua.
Trovò entrambi gli oggetti pochi minuti dopo, al bar dell' ospedale, portò l' acqua a Mikasa e la aiutò a bere.
In tarda mattinata il dottore andò a visitare Mikasa e dopo chiamò Eren fuori dalla stanza.
-Mi dispiace darti questa notizia, ma la situazione di Mikasa è ancora peggiorata. Non so se sopravviverà la notte. Anche se abbiamo ormai tecniche avanzate per la cura del tumore, ma quello alla testa per noi è ancora molto difficile da operare.- il dottore gli diede una pacca sulla spalla e andò via nel lungo corridoio.
Eren entrò nella stanza e cadde sulla sedia accanto a Mikasa.
-Cosa... Succede?- domandò la ragazza e l' altro non riuscì a guardarla in faccia. Sarebbe scoppiato in lacrime.
-Eren... È per via... È per via del tumore che sei così distrutto?- Mikasa allungò debolmente la mano ed accarezzò il viso del ragazzo.
-Mikasa, io non voglio perderti! È troppo presto per morire! Dobbiamo ancora sposarci, avere figli, diventare anziani e vedere i nostri nipoti! Non voglio perderti...- Eren scoppiò in lacrime ed abbracciò Mikasa.
Lei ricambiò l' abbraccio, stringendolo con tutte le poche forze che aveva.
Il ragazzo alzò la testa e diede un bacio a Mikasa, subito ricambiato.
Rimasero così, fermi, finchè Eren non sentì il corpo di Mikasa afflosciarsi e la macchina emettere un lungo suono, per poi smettere di emettere suoni.
Il ragazzo adagiò il corpo esanime della ragazza sul letto e pianse silenziosamente tutte le sue lacrime.
Angolo autore
Ammetto che è stato abbastanza difficile scrivere questo capitolo, ma spero che vi sia piaciuto.
Poi vi volevo avvisare che ho iniziato a scrivere una storia in collaborazione con la cara Idk0704. La storia si chiama "Insulti a colpo di Fandom" e la trovate sul suo profilo (scusate per questo momento di spam).
Ciao!
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