Inverno
Era inverno. I fiocchi di neve danzavano nel cielo, per poi cadere silenziosamente a terra.
Il corpo di ricerca era appena tornato dalla prima spedizione di quell' inverno. Da tanto tempo era la prima spedizione dalla quale tornavano vittoriosi. Avevano incontrato tanti giganti, ma erani riusciti a batterli.
Al ritorno della spedizione, Levi aveva insistito per lavare la sciarpa di Mikasa, che era sporca di terra, perché durante la spedizione la ragazza era caduta a terra, sporcando così, la sua adorata sciarpa.
-Dai, Mikasa, andiamo un po' nella foresta accanto alla base.- Eren cercò di persuadere la fidanzata, così che non avesse la possibilità di cercare di uccidere Levi.
Mikasa, anche se con sguardo imbronciato, prese la mano di Eren e si fece condurre nella foresta.
-Quel brutto nano me la pagherà cara per aver preso la mia sciarpa senza chiedere. Lo prendo e poi lo arrot...- Mikasa non potè finire il suo piano malefico contro il caporale, perché una palla di neve le arrivò precisamente il faccia, facendola cadere a terra nella soffice neve appena caduta.
-EREN JAEGER QUESTA ME LA PAGHI!!!- il suo urlo si sentì attraverso mezza foresta.
Mikasa si alzò in piedi di scatto, vedendo Eren ridere dietro ad un albero. La ragazza prese della neve, ci formò una palla e la lanciò contro il ragazzo, colpendolo in pieno.
Così iniziò una violenta battaglia di palle di neve. Per circa due ore, Eren e Mikasa si lanciarono palle di neve, bagnandosi completamente.
Poco prima del tramonto, i due se ne stavano sdraiati a terra e si tenevano la mano.
-Ti va di tornare a casa?- chiese Eren alla ragazza. Lei annuì. Allora il ragazzo si alzò in piedi e fece leva per alzare Mikasa in piedi a sua volta.
Si incamminarono verso il castello della legione esplorativa in silenzio, interrotto solo da uno starnuto da parte della ragazza.
-Mikasa tutto bene?- chiese Eren.
-Si, tutto a posto sto...- venne interrotta da un altro starnuto.
-Lo vedo quanto stai bene...- le rispose in modo ironico. Le mise una mano sulla fronte, per capire se Mikasa avesse la febbre e la ritrasse poco dopo.
-Sei calda.- Eren non disse altro. La prese in braccio a mo' di sposa e la portò fino a casa.
-Tutta colpa di quell' nano scorbutico...- borbottava Mikasa, incrociando le braccia mentre Eren la faceva sedere sul suo letto.
-Mettiti dei vestiti puliti e poi chiamami.- le disse Eren, lasciandole un bacio veloce sulla fronte, per poi andare nella sua stanza e cambiarsi.
Mikasa si guardò intorno un po' rimbambita, vide la sua camicia da notte e si cambiò, non senza inciampare per tutta la stanza.
Pochi minuti dopo, Eren bussò alla porta ed entrò, trovando la sua ragazza seduta sul letto con i capelli arruffati, le guance rosse e la camicia da notte messa al contrario.
-Mikasa, hai messo la camicia da notte al contrario.- le fece notare gentilmente, ma lei non sembrava avesse capito. Non sembrava particolarmente lucida in quel momento.
-Dai te la metto nel verso giusto.- le disse ancora Eren, andando verso di lei, la quale lo guardava come se stesse vedendo Voldemort travestito da Alien.
Eren le fece togliere le braccia dalle maniche dell' indumento rosso e girò l' abito, mettendolo così nel verso giusto. Le rimise le braccia nelle maniche e la fece sdraiare sul letto, rimboccandole le coperte.
-Io dormo nella mia camera, se hai bisogno vieni.- le spiegò Eren e Mikasa annuì.
Loro due avevano avuto il permesso di avere un piccolo appartamento con due stanze da letto, un bagno e un piccolo salotto.
Quando Eren vide Mikasa scivolare nel sonno, prese un' asciugamano pulito, lo bagnò con dell' acqua e lo appoggiò sulla fronte della ragazza febbricitante. Le diede un bacio sulla fronte e andò a dormire a sua volta.
***
Mikasa e il resto della legione esplorativa stavano combattendo dei giganti al di fuori delle mura. Eren si era trasformato in gigante e stava abilmente combattendo dei giganti anomali, ma dopo un po' di tempo, venne sconfitto. I giganti riuscirono ad infliggergli delle ferite profonde e che erano più lente a curarsi. Appena Eren uscì dalla collottola del gigante, un altro esemplare gli si avventó addosso e gli staccò una gamba. Mikasa non fece in tempo a gridare, che altri giganti lo mangiarono. E lei era solo riuscita a guardare e non aveva fatto niente per anche solo provare a salvarlo.
***
Mikasa si svegliò di colpo, ansimando. Era stato solo un incubo. Sentì qualcosa di caldo sulle sue guance, lacrime.
Si alzò in piedi, le gambe le tremavano e il panno bagnato che aveva sulla fronte cadde a terra con un leggero tonfo.
Andò nella stanza del fidanzato e si sdraiò sotto le coperte accanto a lui e lo abbracciò forte per poi addormentarsi.
Eren si svegliò dopo poco tempo. Aveva sentito qualcosa di caldo e morbido attaccarsi a lui e si era svegliato. Si girò e vide Mikasa raggomitolata addosso a lui che dormiva serenamente. Le accarezzò i capelli e le mise un braccio intorno alla vita, per poi stringerla a se. Dopo qualche minuto si addormentò anche lui.
Il giorno dopo Mikasa si sentiva già meglio, ma aveva ancora la febbre. Aveva raccontato a Eren dell' incubo e così rimasero a casa a riposare e non parteciparono agli allenamenti. Levi di pomeriggio riportò la sciarpa a Mikasa e lei la avvolse intorno al suo collo, felice.
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