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Il maniero pt. 2

Eren, la mattina dopo, si svegliò molto presto.
Forse era per i fatti accaduti la sera prima, magari era solo nervoso.

Si girò di lato e vide che Mikasa stava ancora dormendo, anche se non particolarmente tranquilla.
L' abbracciò e poi la svegliò.

-Mikasa, svegliati, dobbiamo andare a prendere il treno per tornare a casa!- il ragazzo scosse gentilmente l' altra e lei aprì lentamente gli occhi.

-Eren... Dove siamo?- chiese la ragazza ancora scombussolata dalla sera prima e dal sonno.

-Siamo ancora nello strano hotel di ieri sera. Come va la mano?- domandò Eren e Mikasa guardò la propria mano.

-Fa ancora decisamente male, ma prima andiamo via da qui, prima posso andare a farmi visitare da un dottore.- Eren e Mikasa si alzarono entrambi dal letto e si vestirono velocemente, per poi prendere i loro zaini ed uscire dalla stanza.

Iniziarono a scendere le scale, quando sentirono un forte odore di bruciato.

-Cosa succede?- chiese la ragazza, quando i due ragazzi videro delle fiamme provenire dalla cucina e dal salotto.

-Presto, dobbiamo uscire subito di qua!- urlò Eren, poi prese Mikasa per un braccio e insieme corsero giù dalle scale.

Purtroppo, prima di poter arrivare alla porta di ingresso, una colonna gli cadde davanti ai piedi e loro vennero circondati dalle fiamme.

I vetri esplosero per la pressione troppo alta, pezzi del soffitto iniziarono a cadere a terra.

-Mettiti a terra!- comandò Eren e Mikasa si sdraiò a terra, tenendo la maglietta sopra la propria bocca per evitare di inspirare troppo fumo.

Il ragazzo la imitò, ma poco dopo entrambi capirono che rimanendo sdraiati a terra in mezzo ad un incendio probabilmente li avrebbe solo portati alla morte.

Il ragazzo si alzò velocemente e tirò l' altra su con se, poi corse su per le scale ed entrò nella stanza che la sera prima gli era stata assegnata.

-Eren, come facciamo ad uscire da questa casa?- chiese Mikasa, impaurita.

-La porta è bloccata, ma potremmo provare a calarci dal balcone. Siamo solo al secondo piano, non è così alto.- ragionò l' altro e guardò giù dal balconcino che dava sula strada che li aveva condotti fino a quella maledetta casa.

-Va bene, se non ci sono altri metodi, proviamo così.- Mikasa accettò l' idea di Eren e i due si misero all' opera per creare una corda con le tende e alcuni dei loro vestiti.

Circa dieci minuti dopo, la coppia era riuscita a creare una specie di corda.
Era abbastanza stabile e sperarono che potesse reggere il loro peso.

-Mikasa, vai prima tu.- disse Eren e lanciò la corda giù dal balcone.

Toccava appena il pavimento, quindi era perfetta.

Il ragazzo legò la corda alla balaustra e aiutò Mikasa ad iniziare a scendere dal balcone.

Pochi metri dopo una fitta alla mano ferita le fece strizzare gli occhi per il dolore.

-Mikasa, tutto bene?- chiese il ragazzo.

-Sì, mi fa solo male la ma...- Mikasa non fece in tempo a finire la frase che perse la presa sulla corda per colpa della mano ferita e cadde a terra sbattendo la schiena.

-Mikasa!- Eren si calò giù dalla corda velocemente e controllò che Mikasa stesse bene.

Non aveva fratture, poteva ancora camminare e quindi Eren la sollevò passandole un braccio intorno alle spalle e insieme iniziarono a dirigersi verso la via principale.

Mentre passavano davanti alla porta d' ingresso, videro due cadaveri mutilati dalle fiamme.

Erano, probabilmente, l' uomo che li aveva accolti in casa e l' altro doveva essere il suo padrone.

La coppia non si intristì alla vista dei due uomini, dato che loro avevano probabilmente cercato di ucciderli.

Eren e Mikasa si lasciarono alle spalle la casa in fiamme e si diresse lentamente verso la stazione dei treni.

Angolo autore
Questo era il finale di questa one-shot e spero che vi sia piaciuta.
Ciao!

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