Addestramento
La neve cadeva delicatamente a terra, formando un soffice tappeto bianco.
I soldati della legione esplorativa stavano preparando i loro cavalli per un duro addestramento nella neve.
L' allenamento consisteva nel formare delle coppie e uscire dalla base per andare a prendere una bandiera a qualche chilometro di distanza.
Il tutto si svolgeva nelle mura, quindi non c' erano giganti, ma era tutto con la neve alta.
-Avete formato delle coppie e sellato i cavalli?- la voce di Hanji risuonò allegra nelle orecchie dei soldati.
-Sì, maggiore Hanji!- i ragazzi risposero in coro e la donna sorrise.
-Fra poco partirete per l' addestramento. Rimanete insieme e in caso di pericolo lanciate un fumogeno e noi verremo a soccorrervi. Ognuno di voi ha con sè una fialetta di gin, che potete usare in caso di emergenza. Con questo do inizio all' addestramento- spiegò Levi e fece partire i ragazzi.
Eren e Mikasa spronarono i cavalli e iniziarono ad allontanarsi dalla base.
Il vento gelido e la neve alta rendeva il galoppo dei cavalli più lento e arrancato e i due furono costretti a fermare un attimo i cavalli per riposare.
-La nostra bandiera è al confine del bosco con la montagna che si trova a dieci chilometri di distanza. Dovremmo raggiungerla entro sera.- Eren indicò la grande montagna che si trovava davanti a loro.
-Va bene. Rimettiamoci in marcia.- rispose la ragazza e fece partire la sua cavalla.
Eren superò Mikasa, dato che leggeva lui la mappa, e i due continuarono a galoppare nell' enorme distesa di neve.
Ben presto si addentrarono nella foresta di alberi giganti.
Il gelo penetrava fin dentro le ossa e la neve cadeva tagliente addosso alla coppia.
Improvvisamente la cavalla di Mikasa inizió ad imbizzarrirsi e dopo qualche secondo riuscì a buttare a terra la ragazza.
La cavalla continuò a galoppare tranquillamente dietro al cavallo di Eren.
Dopo circa mezz'ora che Eren parlava da solo, si accorse che nessuno gli rispondeva.
Fermò il suo cavallo e si guardò alle spalle.
C' era la cavalla di Mikasa, ma senza Mikasa sopra.
Eren trasalì dallo spavento, legò l' altra cavalla al proprio e tornò indietro a cercare la ragazza.
Si stava velocemente facendo buio e stava arrivando una bufera di neve.
Eren, preoccupato, spronò il cavallo e non troppo tempo dopo trovò un pezzo di mantello verde, coperto in gran parte dalla neve alta.
Il ragazzo saltò giù dalla cavalcatura e iniziò a scavare dove aveva visto il mantello.
Qualche centimetro più in basso, trovò finalmente il corpo freddo di Mikasa.
La tirò fuori dalla neve.
-Mikasa, Mikasa! Svegliati!- Eren scosse la ragazza e lei aprì leggermente gli occhi.
-Quella... cavalla... non mi...sopporta proprio...- sussurrò appena Mikasa e richiuse gli occhi lentamente.
Eren la guardò preoccupato e la caricò sul proprio cavallo e si sedette davanti a lei.
Il suo corpo era gelato e la ragazza tremava.
-Devo portarla al riparo, subito!- pensò Eren, fece partire al galoppo il cavallo e iniziò a cercare una caverna o un riparo.
Dopo circa un quarto d'ora trovò, finalmente, una piccola caverna.
Smontó dal cavallo, sdraiò Mikasa all' interno della caverna e legò i cavalli ad un albero.
Ritornò dalla ragazza e le tolse il mantello bagnato e cercò in tutti i modi possibili di riscaldarla.
-Non si riscalda, cavolo! E adesso cosa faccio?- imprecò mentalmente e continuò a strofinare le braccia e la schiena della compagna inerme.
Un illuminazione lo colpì improvvisamente.
Uscì dal riparo che aveva trovato, azionò il dispositivo per il movimento tridimensionale e salì su uno degli alberi.
Arrivato abbastanza in alto, strappò qualche ramo più fragile e scese di nuovo.
Entró nella caverna e appoggiò i rami accanto a Mikasa e accese un fuoco, usando dei rami e qualche goccia di gin.
Il fuoco proiettava ombre sulle pareti fredde e la caverna si riscaldò leggermente.
Eren abbracciò Mikasa forte per scaldarla ulteriormente.
Sembrava andare tutto meglio, quando, improvvisamente, una folata di vento fece tornare il buio nel loro piccolo riparo.
Il freddo tornò pungente e Mikasa tremò.
Eren osservò la ragazza e decise di farle bere il gin restante per scaldarla.
Dopo questo avrebbe sparato il fumogeno per chiedere aiuto ai maggiori.
Stappò la boccetta e fece colare il liquido trasparente nella gola della ragazza.
La coprì con il proprio mantello e uscì ancora una volta per andare dai cavalli, prendere il fumogeno e spararlo nell' aria.
Il colore rosso del fumogeni tinse il cielo grigio come del sangue sulla neve.
Eren tornò all' interno e si risedette accanto a Mikasa e la abbracció forte.
Aveva paura di perderla, ma ormai i soccorsi stavano per arrivare.
Mikasa doveva solo tenere duro. Era forte.
Mentre aspettava i soccorsi, Eren controllò più volte il battito della ragazza, ma per fortuna era stabile.
Meno di un' ora dopo arrivarono Levi e alcuni uomini che coprirono Mikasa ed Eren con delle coperte e li riportarono alla base.
Dopo qualche giornata entrambi stavano di nuovo bene, ma non parteciparono ancora ad un allenamento nella neve.
Angolo autore
Questo capitolo mi è venuto in mente già da un po' di tempo, infatti non so perché io non l' abbia scritto prima.
Comunque, vi è piaciuto?
Ciao!
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