A cavallo
Due giorni erani passati da quando i genitori di Mikasa erano stati uccisi e da quando la bambina era stata accolta braccia aperte dalla famiglia Jaeger.
La bambina era ancora decisamente shockata da quello che aveva visto, ma si riprendeva lentamente.
Mikasa stava tutto il tempo insieme ad Eren e lui le faceva vedere i posti più strani o belli della foresta, i nascondigli migliori che usava per giocare a nascondino e la consolava quando le immagini di due giorni prima le tornavano in mente.
Grisha, un po' per ricompensare Eren della sua pazienza e un po' per tirare su il morale di Mikasa, chiese ad un suo amico, che possedeva dei cavalli, se poteva far provare ai ragazzi di cavalcare e il suo amico accettò, capendo in che situazione si trovasse la famiglia Jaeger in quel periodo.
-Eren, vai a svegliare Mikasa, abbiamo una sorpresa per voi, ma dobbiamo andare, abbiamo un appuntamento.- Carla svegliò gentilmente suo figlio.
Lui mugugnó qualcosa e si lasciò scivolare sul pavimento, per poi alzarsi in piedi e trascinarsi nella stanza di sua "sorella".
Eren entrò nella stanza di Mikasa, che si trovava di fianco alla sua. La bambina stava appallottolata sotto le coperte. Quando il bambino si avvicinò, vide che Mikasa avena delle lacrime sulla faccia, aveva sicuramente pianto nel sonno. Eren si avvicinò e le tolse le lacrime dal viso.
-Mikasa, svegliati! Mamma e papà hanno una sorpresa per noi!- Eren la scosse leggermente dalla spalla, ma lei mormorò una qualche parola non bene definibile e si girò con la faccia verso il muro. Eren riprovò a scuoterla senza successo. Non si aspettava che Mikasa avesse il sonno tanto pesante.
Cambiò tattica. Girò la bambina sulla schiena e iniziò a farle il solletico dietro al collo. A quel contatto, Mikasa iniziò a contorcersi nel letto ridacchiando e dopo poco, aprì finalmente gli occhi.
-Ma che cosa stai facendo?- chiese a Eren con la voce impastata dal sonno.
-Mamma e papà hanno una sorpresa per noi e dobbiamo andare da qualche parte!- rispose Eren pieno di entusiasmo.
Mikasa alle parole "mamma e papà" si rabbuió, ma poi seguì il suo nuovo fratello fuori dalla casa.
Grisha e Carla portarono i bambini dal loro amico. Viveva in una bella fattoria accanto al fiume.
Eren e Mikasa osservavano gli animali con entusiasmo.
-Ma cosa dovremmo fare qui, papà?- chiese il bambino al padre.
-Tra poco lo saprai...- rispose con fare misterioso, che fece agitare di più il bambino.
Qualche minuto dopo l' amico di Grisha arrivò, portando dietro di se un cavallo baio con la coda e la criniera nere.
Mikasa si fiondò sul cavallo e lo accarezzò, Eren, invece, rimase a distanza.
-Eren, Mikasa, questo è Scott. Potete cavalcarlo e giocarci tutta la mattina.-spiegò l' uomo, amico dei genitori di Eren.
A Mikasa si illuminarono gli occhi.
-Io quando ero più piccola avevo una cavallina, ma per poco tempo e quindi so cavalcare.- raccontò la bambina, per poi salire abilmente sulla schiena dell' animale.
Non era stato sellato in modo che i bambini potessero cavalcarlo contemporaneamente.
-Dai Eren, sali anche tu!- Mikasa porse la mano a Eren e lui la afferrò e salì davanti alla bambina.
Da dietro di lui, Mikasa spiegò a Eren come tenere le redini e come dare i comandi. Si stavano divertendo. Andarono al passo, trotto e perfino qualche passo di galoppo.
Alla fine della mattinata, Eren aveva più o meno imparato a montare e Mikasa aveva finalmente sorriso per più di due minuti di seguito dalla sfortunata perdita di qualche giorno prima.
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