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Capitolo 12.

Una debole luce esterna illumina la stanza.

Ha piovuto tutta la notte, la camera è umidiccia e fredda.
Guardo verso la finestra: il cielo è grigio.

Oggi è uno di quei giorni da trascorrere sotto le coperte, con un bel film ed una cioccolata calda.

Tremo, stringendomi nelle calde coperte che, a causa della temperatura, non riescono a riscaldarmi.

Mi muovo e, con mio grande imbarazzo, scopro che Alexander è ancora nel letto.

Mi giro, cercando di mantenere la calma e lo vedo dormire con tanta tranquillità.

Non sapevo che i demoni dormissero.

Mi avvicino di più, in modo da usarlo come dispensatore di calore e, in modo del tutto inaspettato, si sistema su un fianco, inondandomi del suo solito profumo.

Si lamenta nel sonno, chiedendo i famosi "altri cinque minuti", come i comuni mortali.

Sono le sei del mattino, ho ancora due ore di riposo, prima di andare a scuola. Sarò anche strana ma, adoro svegliarmi prima dell'orario stabilito  e sprofondare di nuovo nel sonno profondo. In questo modo mi sembra di dormire di più.

Avverto un leggero tremore da parte sua e, prima che io possa fare qualcosa, vengo afferrata dalle sue possenti braccia, finendo con la testa sul suo petto.

Sussulto, ascoltando il suo battito cardiaco forte e ben scandito e, beneficio della sensazione di protezione e calore, offertami per assurdo da uno spirito malvagio.

Cerco di staccarmi da quella specie di abbraccio ma, il demone, mugolando con la voce del sonno, stringe la presa.

Chiudo gli occhi e, in breve tempo, nonostante la vergogna, mi riaddormento.

***

Il risveglio è uno dei migliori che abbia mai avuto, sono ancora al caldo, abbracciata allo spirito.

<<Buongiorno>> nel giro di pochissimi secondi, lascia la presa.

Sobbalzo, scattando giù dal letto.
Lo sbalzo termico è traumatico, uno dei motivi per cui mi alzo tardissimo in inverno.

<<Buongiorno>> rispondo distratta, affrettandomi a raggiungere il bagno.

-ALEXANDER.

Addormentarsi nel letto della persona da uccidere e svegliarsi con lei fra le braccia, idiota Alex, sei un idiota.

La stanchezza ha preso il sopravvento  e, non essendo come gli altri demoni, ho dovuto ricaricare le mie energie.
Il gelo di stanotte ha pensato a peggiorare le cose.

Mando una mano sullo stomaco, il senso di fame é assurdo. Non posso continuare ad essere dipendente dai bisogni mortali, fra tre anni sposerò Diana, ampliando i miei poteri con i suoi e, sarò finalmente libero di poter vendere la mia anima per essere immortale.

Vent'anni è il periodo che intercorre fra la morte dell'individuo ed il momento in cui egli può vendere la propria anima, una sorta di gavetta.

Crogiolandomi nel letto, annuso il cuscino di Morgana, scoprendo il suo ottimo profumo: vaniglia, semplice e delicato.

Oggi andrò a scuola.
Sulfus è già entrato come "Paolo", dopo aver minacciato un professore, utilizzando la magia.
Mi faró chiamare Alex, il mio vero nome, facendo credere alla Ruth che sia una copertura. Mi chiedo solo se qualcuno possa riconoscermi.

Rigiro l'anello della Grande Dinastia fra le mani, ripensando alla mia vita.

"Una donna incinta. Un camion. Le mie urla."

Sbarro gli occhi, che stia ricordando della mia morte?

Morgana esce dal bagno, dopo aver litigato con la porta che non si apriva. Quella ragazza è abbastanza strana, ieri addirittura rideva da sola.

Indossa un maglione rosso scuro, con il disegno di un'aquila, dei pantacollant neri e delle Vans colorate come il pezzo di sopra.
Scioglie i suoi capelli, lasciandoli ondeggiare, per poi spazzolarli, guardandosi allo specchio.
Nel riflesso mi osserva imbarazzata, distolgo lo sguardo e mi alzo, facendo cigolare il letto.

Questa casa cade a pezzi.

Noncurante, mi dirigo verso il bagno.

<<Fai come se fossi a casa tua eh>> ironizza, sistemando alcune penne nel portacolori.

La ignoro e mi concentro, facendo apparire i miei vestiti sul letto. Rimane colpita, come se fosse la prima volta in cui vede qualcosa di paranormale. La sua bocca è semi-aperta, poi ride di gusto.

<<Fammi apparire una barretta di cioccolato>> si avvicina entusiasta.

"Ma per chi mi ha preso?"

<<Posso farlo solo con la mia roba>> rispondo freddo.

<<Ti prego, fammi vedere altre cose del genere>> i suoi occhi, sembrano essere diventati più grandi, apposta per corrompermi.

Dopo essermi esibito in spettacoli di magia improvvisati, vado a fare una doccia, annunciando a Morgana che saremmo andati a scuola insieme.

I suoi occhi mi hanno studiato tutto il tempo, rispecchiando la sua anima affascinata da quello che riuscivo a fare. Inizia a fidarsi di me, a lasciarsi andare.

È il primo grande passo, poi sarà una passeggiata renderla vulnerabile.

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Scusate se è corto ma, ci tenevo ad accontentare chi mi ha chiesto di aggiornare. Domani aggiornerò di nuovo, promesso.

P.s. per trovare quelle gif sono morta 😂

-AlexMorgana

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