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Capitolo 10.

"Jasper"

È cosí che l'ha chiamato prima della lotta.
Osservo il demone, è esausto e privo di forze.

<<Andrew.>> gli sussurro, inginocchiandomi davanti a lui.

Mugola e alza lo sguardo.
I suoi occhi si incastrano nei miei.

<<Mi hai salvato la vita.>> poggio le mani sul suo petto, verificando le sue condizioni.

<<Sei tu che hai salvato la mia.>> afferma, scansandomi con prepotenza.

Arrossisco e chino il capo.

Non riesco a capire il perchè stiano cercando di uccidermi; è ancora ignoto il motivo per cui Andrew Jasper, un demone malvagio, mi abbia salvata.

Mi prende per mano, senza proferire parola, costringendomi a seguirlo.
La presa è leggera e delicata.

Ha la mano calda, insolito per un morto.

<<In genere sei ghiacciato.>> lo guardo.

Continua a fissare dritto a sé, schiena dritta e petto in fuori, come ho visto fare a persone illustri, ad esempio capi di grandi imprese, o semplicemente ragazzi montati.

<<Gli spiriti lo sono.>> afferma noncurante, ignorandomi e proseguendo.

Non se ne sarà nemmeno reso conto.

<<Perchè riesco a fare quelle cose?.>>

<<Perchè l'ho deciso io.>> mi zittisce.

Entriamo in bagno e lo vedo guardarsi intorno.
Prende la bottiglietta dell'acqua ossigenata, dei cerotti e delle garze.
In casa mia non ho mai avuto tutta quella roba, ma la signora Dalia è ben attrezzata per qualsiasi evenienza.

Apre il rubinetto per lavarsi le mani, sporche di sangue.
Finisce e si gira verso di me, togliendosi la maglia.

<<Spogliati e raggiungimi in camera.>> mi ordina.

Gli urlo contro per chiamarlo, arrivando nella mia camera ancora vestita.

<<Jasper, non devi darmi ordin...>>

<<Come mi hai chiamato?.>> avanza minaccioso, inchiodandomi alla parete.

La differenza di altezza è evidente, il che lo rende ancora più pericoloso.
Rimango in silenzio.

-ALEXANDER.

Andrew Groel era un ragazzo che frequentava la mia stessa scuola superiore: un genio, un santo.

Digitando il suo nome su internet, vengono fuori tutte le sue azioni di beneficienza, vite salvate e cazzate del genere. Non esce nessuna foto, era amante della privacy e gliel'hanno concessa fino alla sua morte.

Leggendo i vari siti, Morgana crederà che io voglia salvarla.

<<Non so chi sia questo Jasper. Se ci tieni a saperlo, il mio cognome è Groel.>> ghigno.

Le lancio i cerotti.

<<Tiè, disinfetta.>>

-MORGANA.

<<Va bene, Andrew scusami.>> sorrido falsamente.

Non mi considera, mi ignora.

<<Credevo che i demoni usassero la telepatia.>> ironizzo, dopo aver sentito la suoneria del suo telefono.

Risponde, dimenticandosi ancora della mia esistenza. Lo sento parlare, con un certo Sulfus, gli sta raccontando come ha ucciso un Harab Seraphel.
Si vanta, descrivendo l'incontro nei minimi dettagli, compresi altri inventati.

Lo guardo con riluttanza.

Non mi ha nemmeno nominata.

"Aspetta che scopra come si usa la magia e ti ammazzo nello stesso modo in cui hai ucciso il gatto."

Sussulto. Sono così piena di rabbia.
Pof è stato ucciso a mani nude, non con la magia. Ma come ho potuto pensare di uccidere Andrew con una matita nel petto!

<<Non ti sei ancora disinfettata.>> è distaccato. Ripone l'oggetto nelle sue tasche e mi fissa.

<<Non mi spoglio davanti ad un ragazzo. Nè tantomeno davanti ad un morto rinsecchito.>>

Manda la mano sulla spalla ferita, per avvicinarmi, provocandomi un dolore assurdo. Emetto dei deboli lamenti e cerco di spingerlo via, peggiorando la situazione delle mie ecchimosi.

Le sue labbra raggiungono il mio orecchio, dove sussurra, provocandomi un brivido.

<<Non sono cosí disperato da guardarti, figurati nuda.>> alza un pollice e, con aria compiaciuta, se ne va.

***

Dopo aver curato le lesioni, ho cercato il nome del demone su internet.
Non mi immaginavo che fosse cosí buono d'animo, nè tantomeno che avesse perso la vita sul posto di lavoro, facendo il pompiere, ciò che amava fare.

Vado nel salone, incontrando la mamma di Lea.

<<Dalia, ho una domanda riguardo un francobollo della tua collezione.>>

Mi invita a sedermi e, davanti ad una tazza di cioccolata calda fumante, iniziamo a cercare la figura che ci interessa.
È come cercare un ago in un pagliaio.
La signora sembra avere un'ossessione per i francobolli, visto che non mi risparmia la storia di ciascun individuo ritratto sulla loro facciata.

<<Eccolo! Mi parli di questo Andrew Groel.>> stringo la tazza fra le mie mani, portandola alla bocca.

<<Ti confondi, lui è Alexander Jasper.>> lo rigira fra le sue mani rugose.

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Siete pochi ma buoni😂
-AlexMorgana

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