33 CAPITOLO
Albus stava ancora cercando di digerire quello che Alice gli aveva appena detto.
Sentiva tutte le membra tremare, non era possibile che si trattasse di lei.
Erano stati compagni di corso per anni e nessuno aveva mai pensato che proprio lei potesse essere complice degli Apocalittici.
Albus cercò di pensare a come aveva reagito Emily al loro ritorno dopo l' attacco subito, ma non gli sembrava di ricordare niente di particolare, sicuramente aveva preferito rimanere nell' ombra, passare inosservata e non attrarre l' attenzione con reazioni eccessive in un lato o nell' altro.
La porta si aprì con un rumore assordante facendolo trasalire e si voltò per vedere cosa stava succedendo.
Vide entrare suo zio Ron insieme a sua zia Hermione e sembravano il ritratto dell' ansia.
Ron guardò tutte le persone nella stanza soffermandosi un attimo di più sui così detti ragazzi del futuro.
Gli era stato più o meno spiegato da Teddy quello che era successo e, nonostante la grande voglia di scuotere la testa e dire che quanto quello che stava raccontando non fosse possibile, si trattenne e si guardò intorno in cerca di suo cognato, del suo migliore amico, visto che quando accadevano queste cose impossibili, lui era sempre nei paraggi.
Invece non l' aveva trovato. Era rimasto un attimo confuso ricordando come fosse scomparso e si era voltato rituffandosi nelle indagini, senza smettere, almeno fino a quel momento.
Fino alla sua irruzione nella stanza.
" Spero che siate pronti per qualche domanda" disse e la sua, non era una domanda.
Draco strinse gli occhi osservandolo, non gli era mai piaciuto Ron, lui e i suoi capelli rossi, ma il loro lavoro li aveva avvicinati, proprio come con lo sfregiato.
Gli Auror finivano spesso al San Mungo con qualche maledizione o incantesimo da curare e lui, nonostante avrebbe notevolmente goduto di più nel vederli soffrire, aveva fatto un giuramento e si ritrovava molto spesso a doverli curare.
Senza contare che la piccola Rose, era una tirocinante di tutto rispetto.
" Cosa stai dicendo, Weasley" gli chiese, e Ron non poté fare a meno di notare quanto scocciata e nervosa fosse la sua voce.
Prese un respiro cercando di non perdere la pazienza.
" Semplicemente quello che ho detto, Malfoy" affermò " Hermione è arrivata pochi minuti fa, il ministro ha saputo dello spettacolino di Pegasus e sta arrivando".
Cris inspirò bruscamente e J.J. e Zoe si guardarono con occhi pieni di panico.
" Non possono prenderlo con loro" mormorò J.J. " scopriranno chi è, capiranno che ha mentito sulla sua identità, faranno indagini e capiranno che lui non esiste..."
" Draco, tu potresti fargli credere di essere il padre..." lo interruppe Albus, ma fu subito interrotto da Teddy " e il test di paternità?" gli chiese.
Albus sospirò, era sicuramente parte della procedura su persone non note alla società magica.
" Non crederanno mai che sia figlio di Scorpius" affermò Zoe " certo che no...guardali sembrano avere la stessa età" intervenne Alice " anche se c' è sempre il test di paternità...che potrebbe esserci utile" aggiunse Ron, ma Hermione scosse la testa " potrebbe essere peggio, come spieghiamo che un ragazzo di ventun' anni ha un figlio di...diciannove?" chiese guardando i ragazzi del futuro.
" Diciotto" la informò J.J. e Hermione annuì pensierosa.
Il silenzio regnò ancora per qualche attimo poi il panico dilagò e tutti cominciarono ad ipotizzare soluzioni.
Cris strinse i pugni e isolò le voci di tutti.
I suoi pensieri erano tutti concentrati su Pegasus. Lo guardò, anche se era privo di sensi il suo viso era solcato da quella piccola ruga di espressione che gli contraeva la fronte.
Zoe aveva sempre sorriso e lo aveva sempre preso in giro per quello, dicendogli che anche mentre dormiva doveva fare il misterioso della situazione e che se sommavi la sua aria misteriosa, al suo broncio perenne ed anche, perché no, a quella cicatrice sulla guancia che sembrava farlo essere un sopravvissuto, il risultato era che quasi tutte le ragazze al quartier generale erano pazze di lui.
Lui aveva sempre scosso la testa ed era sempre finito con Zoe che continuava a prenderlo in giro dicendogli che però nessuna di queste ragazze lo conosceva abbastanza da capire che era solo apparenza e dopodiché doveva fuggire per tutta la base per evitare di essere levitata nei posti più assurdi.
Cris però sapeva che non era così.
Sapeva che la sua espressione che tutti pensavano misteriosa, quella ruga di espressione che aveva sulla fronte, era semplicemente per il fatto che lui non si rilassava mai, per il fatto che anche mentre dormiva i suoi pensieri viaggiavano e tante volte si era svegliata sentendolo gemere per gli incubi; lei sapeva che il suo broncio perenne non era per affascinare le ragazze, ma soltanto perché non passava momento in cui non pensava a quello che aveva subito, non passava attimo in cui non rivedeva gli occhi di sua madre e quella cicatrice ne era la prova più assoluta.
La cicatrice che poteva vedere anche in quel momento, che sembrava rilucere sotto al neon e che lei non voleva altro che accarezzare e fargli dimenticare qual era il vero significato.
Si stupì dei suoi pensieri, ma si giustificò dicendosi che era perché gli voleva bene e che ne aveva passate fin troppe.
Si ritrovò a pensare che niente nella sua vita era stato giusto.
Aveva sofferto così tanto per mano di sua madre e non era affatto colpa sua se i suoi poteri gli facevano perdere il controllo.
Il suo cuore era buono e lei per prima lo sapeva. Si erano protetti a vicenda così tante volte da perdere il conto e lui, come loro, non si era mai tirato indietro.
Riusciva a farle sempre una rabbia incredibile con la sua testardaggine e quella mania di voler decidere tutto lui e fare sempre e comunque come ha deciso, ma a quello avrebbe pensato una volta sveglio.
Adesso dovevano proteggerlo.
" BASTA!" urlò e tutti si voltarono verso di lei. Zoe e J.J. per primi visto che si erano stupiti di non averla ancora sentita parlare.
" Non gli permetteremo di prenderlo perché lo faremo sparire" disse loro e Ron aggrottò le sopracciglia.
" Come pensi di smaterializzare lui e Scorpius in pochi minuti" ribatté diffidente, ma prima che Cris potesse rispondere Hermione fece un passo avanti " dammi la tua Passaporta" ordinò a Ron e lui la guardò stupito, ma gliela passò, aveva imparato diversi anni prima che non doveva mai dubitare di sua moglie.
" Immagino che se parli di portarlo via, avrete un posto dove andare" ipotizzò guardando Cris e lei annuì e disse l' indirizzo.
" Cosa hai detto?" chiese Ron e la guardò stordito " è l' indirizzo degli zii di Harry" spiegò ad una confusa Hermione, lei lo guardò piena di orgoglio " ancora oggi riesci a stupirmi, Ron" mormorò e Ron si grattò la testa imbarazzato.
Cris aprì la bocca per spiegare la motivazione e automaticamente il suo sguardo si spostò su Albus doveva ancora dirgli di Harry e soprattutto di James.
" Avete finito?" chiese Draco prima che potesse parlare " non abbiamo tempo per tutte le spiegazioni, ci penseremo quando saremo là, Granger, hai finito di modificare quella Passaporta?"
Hermione sospirò, Draco non aveva mai smesso di chiamarla con il nome da nubile, nonostante ormai fosse sposata con Ron da tanti anni, e quando lei lo riprendeva lui le diceva sempre di accontentarsi, visto che l' aveva chiamata in modi peggiori e lei finiva sempre per andarsene prima di schiantarlo sul posto.
Si concentrò sull'incantesimo, non era semplice e non lo faceva da tanti anni.
Quello era uno di quei momenti in cui era felice di essere tornata ad Hogwarts per frequentare il loro settimo anno, visto che era uno degli incantesimi imparati in quell' anno, non che fosse stato nel programma, ma comunque lei lo aveva trovato in uno di quei libri che prendeva in biblioteca per rilassarsi e non pensare alla mancanza di Ron ed Harry.
" Fatto" disse rialzando gli occhi e tutti rilasciarono il respiro che avevano silenziosamente tenuto fino a quel momento.
Cris distese le dita intorpidite e si rese conto di aver stretto la bacchetta e non aver distolto lo sguardo dalla porta fino a quel momento.
" Perfetto, andiamo" ordinò Draco tendendo la mano per metterla sopra la Passaporta e tenendo forte il polso di suo figlio.
Hermione scosse la testa " tu non puoi andare" gli disse e Draco si accigliò " che stai dicendo, che Salazar mi fulmini se resto qua mentre mio figlio e mio nipote sono ancora in queste condizioni".
Hermione sospirò " mi dispiace, Draco, ma se McLaggen non trova nessuno potrebbe insospettirsi, tu, Teddy e Ron resterete qua..." quando anche Ron aprì la bocca per opporsi Hermione alzò una mano " tu sei il capo degli Auror in assenza di Harry e tu sei un primario di quest' ospedale, non pensate che in una situazione di emergenza in questo modo, la vostra assenza si noterebbe?" chiese scocciata.
" Se può consolarvi, non potrò andare con loro neanche io. Devo rimaterializzarmi in ufficio e andarmene da là o la cosa sarà ugualmente sospetta..." sospirò e guardò Albus e Alice " ragazzi..." ma Alice sorrise e annuì prima che lei potesse finire la frase.
Hermione le passò la passaporta " ci vediamo là" disse picchiettandola con la bacchetta " dieci secondi" aggiunse e Alice posò la mano e così fecero gli altri.
Cris prese quella di Pegasus e intrecciò le dita con le sue prima di metterle entrambe sulla passaporta; Albus prese quella di Scorpius e dopo pochi secondi sentirono il familiare strappo all' ombelico.
" Pazza bionda" disse James notandola subito prima di vagare con lo sguardo per vedere chi fosse arrivato.
Si bloccò appena vide i capelli corvini del fratello e rimase ipnotizzato.
Albus aveva sentito quella voce e s' irrigidì prima di voltarsi. Lo fece lentamente perché sapeva che le sue orecchie dovevano essersi sbagliate e cercò di dirsi che quando si fosse girato non avrebbe mai potuto esserci colui che il suo cuore sperava di vedere.
Quando invece i suoi occhi verdi incrociarono quelle iridi familiari, quegli occhi nocciola pieni di vita, sentì come se qualcuno gli avesse tirato un secchio di acqua ghiacciata addosso.
James vide la sua espressione e il suo volto si aprì in un largo sorriso. Per lui era molto meno traumatico visto che ormai era riuscito ad ammortizzare il colpo e sapeva che avrebbe rivisto tutti o almeno sperava.
Era comunque sconvolgente, ma in maniera diversa; lui era felice di poter vedere di nuovo il suo fratellino, invece per Albus era impossibile da credere.
Lo vide indietreggiare e Alice gli mise una mano sopra al braccio pur non riuscendo a sua volta a staccare lo sguardo da James.
" J..." Albus emise un suono che sembrava la prima lettera del nome di suo fratello, ma contemporaneamente sembrava non riuscirci, come se pronunciare il suo nome potesse renderlo reale e lui aveva una paura folle di renderlo reale.
J.J. e le due gemelle cominciarono a levitare Pegasus e Scorpius per portarli in camera.
" Potevi anticiparglielo" si lamentò J.J. per niente stupito di vedere James Potter vivo e vegeto " sono venuto per salvare i miei genitori e se me li fai morire di crepacuore non ti perdonerò mai" le comunicò innervosito.
Cris sorrise, cercando di aiutarlo a manovrare i due ragazzi, non era per niente facile visto il loro legame.
" Come mai non siete stupiti che sia vivo? A me è preso un colpo quando l' ho visto" chiese loro e Zoe le sorrise " diciamo che i viaggi nel tempo non sono del tutto inutili" la informò e quando la vide aggrottare le sopracciglia rise " ti ragguaglierò stasera" le disse.
Sapeva che avrebbe dovuto punirla per la sua folle idea di prendere e mischiarsi agli Apocalittici, ma non riusciva proprio a restare arrabbiata con la sua gemella.
Albus non si era neanche accorto di tutto quello che era accaduto intorno a lui, non era riuscito a distogliere lo sguardo da suo fratello.
" So che può essere uno shock..." iniziò James, cercando di ricacciare indietro le lacrime.
" Shock" ripeté Albus in un sussurro.
" Ma sono davvero io. Sono James, tuo fratello"
" Fratello" ripeté di nuovo e la sua voce era sempre molto flebile.
James si voltò verso Alice " sta bene?" le chiese e Alice cercò di uscire dal suo stato di shock e scosse la testa " come potrebbe" mormorò.
James si passò la mano tra i capelli scompigliandoseli nervosamente e desiderando andare da suo fratello e dargli una scrollata per svegliarlo, ma per l' ennesima volta si ricordò che le sue gambe non andavano di pari passo ai suoi pensieri e maledì gli Apocalittici per quello che gli avevano fatto.
Improvvisamente gli venne un' idea e sorrise " Albus ti ricordi quando ti sei infilato nel mio letto e mi hai detto che il buio non ti piaceva?" gli chiese sentendo le lacrime pungolargli gli occhi.
Erano sempre stati dei fratelli molto uniti e neanche la differenza di casa ad Hogwarts era riuscita a dividerli.
" Te...te mi hai detto che... probabilmente neanche al buio piacevo io" concluse lentamente Albus e un sorriso fece lentamente capolino mentre le lacrime continuavano a scendere e rigargli le guance ancora sporche per la battaglia.
James sorrise malandrino, felice che suo fratello avesse ricordato il suo modo di prenderlo in giro, ma prima che potesse anche solo muoversi, Albus si era già gettato addosso a lui.
" Io...tu...non è possibile" urlò e la sua voce era un misto di risate e pianto.
Gli prese il viso tra le mani " tu...tu...Oddio, James...Oddio, James..."
" Sì, sono vivo, Albus" lo interruppe senza riuscire a sua volta a trattenere le lacrime.
Albus lo abbracciò "scusa, scusa, scusa" ripeté più e più volte senza riuscire a staccarsi dal suo fratellone.
Aveva bisogno di chiedergli scusa. Aveva sempre sognato di poterlo fare, ma mai avrebbe creduto di farlo davvero.
" Scusa per cosa?" gli chiese James staccandolo da sé, ma prima che lui potesse rispondere sentì una voce familiare.
" Albus!" lo chiamò Harry scendendo le scale " mi sembrava la tua voce" continuò e Albus strabuzzò gli occhi alzandosi in piedi.
Alice lo guardò, le sembrava quasi di poter sentire il suo cuore accelerare anche da quella distanza.
Si chiese se volessero ucciderlo e si portò accanto a lui prendendogli dolcemente la mano, ma non durò molto perché Albus si precipitò dal padre e gli gettò le braccia al collo.
Pensava di essere rimasto solo.
Sua madre era stata rapita, suo padre e sua sorella anche, e suo fratello era morto, invece suo padre e suo fratello erano vivi e stavano sorridendo davanti a lui.
Si staccò dal padre e si guardò intorno " Lily" sussurrò pieno di speranza, immaginando di vederla spuntare da qualche parte.
Scosse la testa quando si ricordò che non poteva essere. Lily non era fuggita, Lily era ancora in mano loro.
Alzò gli occhi nuovamente pieni di lacrime su suo padre e lui lo prese per le spalle, i loro occhi verdi s' incrociarono e Harry poté vedere la paura nello sguardo di Albus.
" Dov' è Lily?" chiese impaurito.
Albus lo guardò e poi spostò lo sguardo su James, gli sembrava di averlo deluso per l' ennesima volta non riuscendo a proteggere Lily.
Era un pessimo fratello maggiore.
***
Draco guardò il ministro di sfuggita e riportò le mani sull' apparecchiatura accanto al letto.
Aveva bisogno di tenere le mani occupate o lui avrebbe notato che gli tremavano di rabbia.
" Guaritore Malfoy" lo chiamò " mi hanno detto che l' assassino dell' Apocalittico...tale..." agitò la mano per farsi passare dei fogli dalla sua segretaria " Alexander Black" completò e alzò lo sguardo su Draco " mi hanno detto che era sotto le sue cure...dov' è?" chiese.
" Non ne ho la più pallida idea" rispose stando attento a non guardare Ron, sapeva che erano sotto controllo entrambi e che il ministro e i suoi Auror personali stavano studiando ogni minima reazione.
" E' fuggito mentre io mi stavo occupando di altri pazienti..."
" Mi hanno detto che era privo di sensi" lo interruppe il ministro.
" Si vede che li ha ripresi" lo schernì Draco.
" Non osi scherzare con me" si arrabbio McLaggen e a Ron sembrò quasi di vederlo impettirsi per la rabbia.
Draco avrebbe voluto dirgli che domande stupide necessitavano di risposte stupide, ma si trattenne.
" Non lo farei mai, stavo giusto parlando con l' Auror Weasley al riguardo..." rispose invece.
" Auror Weasley?" lo interrogò McLaggen interrompendo Draco, come se avesse perso l' interesse in quello che stava dicendo.
Ron pensò che la cafonaggine in quell' uomo non era mai scomparsa e che continuava a voler essere pomposo e presuntuoso.
" Come ha detto Malfoy, sono arrivato dopo la fuga del ragazzo, stavo giusto controllando se vi erano indizi..."
" Dobbiamo trovarlo, è un Apocalittico pericolosissimo" s' indignò McLaggen " non credo sia un Apocalittico" intervenne Draco.
" Non lo crede? " chiese e piegò la testa osservando Draco attentamente " e con quale competenza afferma ciò?" chiese ancora e Draco cercò di trattenersi dal serrare i pugni, doveva far scendere la sua maschera Serpeverde, non dovevano notare quanto fosse innervosito.
" Lei è solo un Guaritore, per cui si esima da certi pareri non richiesti" concluse e Draco desiderò poterlo uccidere.
Ron gli mise distrattamente una mano sul braccio, sapeva che Draco non sarebbe resistito ancora a lungo.
" Quello che Malfoy vuole dire è che ha ucciso uno..."
" Ha pur sempre ucciso!" la voce del ministro era sempre più alterata e Ron dovette spingere in basso il suo temperamento e ripetersi che non sarebbe servito a nulla tirargli un pugno nel naso. Non poteva essere davvero così maleducato da interrompere lui e Draco a metà di ogni frase.
" Io ero qua" disse con voce fredda " e sono consapevole del fatto che abbia ucciso, ma quello che ha ucciso era un ricercato dal ministero" lo giustificò.
McLaggen scosse la testa più e più volte e Draco notò per la prima volta la paura nei suoi occhi.
" Ho visto le registrazioni, quel ragazzo ha un potere oscuro, gli occhi di quel ragazzo erano rossi, ha agito senza bacchetta...sembrava...sembrava..." il suo corpo fu scosso da un brivido, ancora, dopo tutti quegli anni, lui faceva parte di quella cerchia di persone che non riuscivano a pronunciare il nome di Voldemort.
Draco alzò gli occhi al cielo, ma fortunatamente il ministro era troppo concentrato su Ron " dovete trovarlo, non voglio un altro Signore Oscuro" disse aprendo la porta " Ministro, Harry è stato rapito" lo informò Ron, voleva il via libera sull' unica cosa che davvero lo preoccupava.
" Scommetto che se troverete il ragazzo, troverete anche l' Auror Potter" sentenziò uscendo dalla porta.
Ron sentì le orecchie accaldarsi, si ripromise che quando tutto questo fosse finito gli avrebbe detto tutto quello che pensava di lui, anche se gli fosse dovuto costare il posto di lavoro.
Draco si voltò, ma vide la segretaria ferma ancora accanto alla porta.
Sembrava indecisa se avanzare o no, come se avesse paura a porre la domanda.
La guardò gli sembrava di ricordarla, era quella che durante il loro quarto anno era stata la dama del campione di Tassorosso.
La ragazza di Diggory.
" Cho" disse Ron notandola e avvicinandosi a lei.
Lei deglutì e lo guardò i suoi occhi pieni di preoccupazione " non ho visto Emily" disse lentamente " mia figlia sta bene, vero?" la sua domanda era quasi una supplica e lui addolcì lo sguardo.
Cho era una madre preoccupata.
Cercò di fare mente locale e di ricordare l' ultima volta che aveva visto Emily Show nei paraggi e si accorse di non averla vista per tutta la battaglia.
Era vero, era una situazione di emergenza, ma era convinto di aver visto bene o male quasi tutti gli Auror e tirocinanti Auror.
La guardò di nuovo, come poteva dirle che era sparita?
" Cho, tante persone sono in giro per l' ospedale a cercare di aiutare più gente possibile...sicuramente..." si fermò e si ricordò il primo insegnamento che davano agli Auror in Accademia: mai false speranze.
" Forse è da qualche parte impegnata nelle indagini" ipotizzò.
Cho annuì ancora non molto convinta, ma si apprestò a raggiungere il Ministro.
" Non hai la più pallida idea di dove sia, vero?" gli chiese Draco appena la porta si fu chiusa alle spalle della donna.
Ron scosse la testa e appoggiò le mani al bordo del letto.
" Sempre detto che gli Auror sono degli incompetenti" si lamentò.
" Stai zitto, furetto" si arrabbiò Ron " zitto tu, donnola" ribatté Draco.
***
" So che non puoi credermi..."
Lily s' interruppe quando il bimbo dentro di sé alzò di nuovo lo scudo, vide Pegasus guardarla e cercare di respirare a fondo.
Quando i suoi occhi divennero di nuovo grigi, Lily ricominciò a parlare " Io non ti avrei mai fatto del male...lo sapevo dalla prima volta che ho visto un tuo ricordo, sapevo che non potevo essere io, il mio cuore mi diceva che non..."
" Vattene!" le ordinò e Lily scosse la testa " devi ascoltarmi" gli impose e lui voltò lo sguardo.
Era doloroso per lui vedere gli occhi disperati di sua madre, gli sembrava quasi davvero di vedere Emily davanti a sé, ma doveva pensare che non era lei.
Quella era sua madre, la donna che da lì a pochi anni avrebbe reso la sua vita un inferno.
" Come hai fatto, eh?" le chiese sentendo l' ira ribollire nelle sue vene.
" Non ho fatto niente, mi hai visto ti ho solo preso per mano" si oppose Lily e Pegasus scosse la testa.
" Vorrei crederti, vorrei davvero e forse lo farei...se non mi avessi mentito tutta la vita, se non sapessi di cosa sei capace" .
La sua rabbia era così palpabile che Lily credette quasi di poterla sentire solo allungando una mano.
Scorpius strinse gli occhi, continuava a riflettere sulle parole di Lily.
Era la collana. La collana che l' altra ragazza aveva messo al collo di Pegasus.
Per quello erano tutti lì, Zoe aveva detto che la collana era fatta con il sangue suo e di Lily e Pegasus era il frutto del loro sangue.
Ora tornava tutto.
Gli sembrava quasi come quando leggi le soluzioni di un gioco complicato, tutto poi, si svela e cominci a capire come tutto fosse collegato.
Quando erano cominciati i ricordi c' erano solo lui e Lily e avevano visto i ricordi del futuro che li coinvolgeva, e probabilmente erano insieme, perché Pegasus e i suoi amici avevano già cambiato qualcosa.
Quasi sicuramente per come stavano le cose adesso, lui e Lily sarebbero sopravvissuti e sarebbero rimasti insieme, ma avrebbero perso Pegasus e Scorpius non poteva permetterlo. Avrebbe fatto di tutto per cambiare ancora il loro futuro.
Poi era arrivato Pegasus e con una delle sue magie, aveva mostrato il suo futuro; sicuramente la collana non si era opposta a lui, dato che comunque aveva il loro sangue, ma quando Lily lo aveva afferrato e lui aveva preso Lily, sicuramante la collana non era più riuscita a distinguere i ricordi e gli aveva mostrato come le cose erano davvero.
Si chiese se, quindi, questo volesse dire che Pegasus avesse i ricordi modificati, ma poi si rispose da solo. Non era possibile, o qualcuno, anche solo una persona doveva averla vista per chi era veramente.
Cercò di sopprimere la rabbia verso Emily, non era il momento di pensare a cosa aveva fatto al suo bambino, di pensare a come malata e perversa doveva essere una persona, soprattutto una donna, per abusare in quel modo di un bambino.
Prese due o tre respiri per concentrarsi di nuovo e cercare di riportare l' attenzione sulla discussione di Lily e Pegasus.
" Perché non vuoi credermi? Perché sei disposto a credere che ti ho fatto del male e non puoi credere che possa averlo fatto Emily?".
" PERCHE' MI HAI SEMPRE MENTITO, USATO E..."
S' interruppe passandosi una mano davanti agli occhi. Non voleva dirglielo, non sapeva se era pronto per affrontare questo con sua madre, ma sentiva di non reggere più il peso.
Le voltò le spalle e si diresse verso il ricordo in quel momento bloccato.
Passò lo sguardo dalla Lily del ricordo alla cameriera e lo vide alzare una mano, sembrava quasi che volesse carezzarla, ma poi parve ricordarsi di qualcosa e chiuse la mano a pugno, riportandola lungo il suo corpo.
" Perché mi hai fatto diventare la persona che sono..." disse voltandosi, la sua voce era talmente roca che se Lily non stesse guardando i suoi occhi asciutti avrebbe pensato che stesse piangendo " sono un assassino" disse con voce monocorde e poi un sorriso fece capolino nelle sue labbra, ma non era un sorriso felice, era un sorriso pieno di disperazione.
Scorpius congelò sul posto. Un assassino? Sì, lui l' aveva visto uccidere quel Corner ed era rimasto scioccato, ma da come Pegasus parlava sembrava che non fosse la prima volta.
Si portò le mani alla testa " un assassino e tu...tu vuoi che ti ascolti?" chiese ignorando gli occhi sgranati del padre e lo sguardo pieno di lacrime della madre.
" Sai cosa vuol dire uccidere? Sai come la tua anima si spacca? E sai cosa vuol dire non averne il controllo?" chiese arrabbiato, poi emise uno sbuffo simile ad una risata, ma i suoi occhi tradivano il suo viso e Lily poté vedere che non era per niente felice.
" Ho ucciso la prima volta per te, e non parlo del gatto, parlo di una persona...molti a sei anni non sanno fare neanche le magie basilari e tu mi hai costretto ad uccidere".
Lily scosse la testa " HAI UCCISO LA MIA ANIMA!" urlò e tutto parve vibrare intorno a loro.
Per un attimo la mente di Pegasus fu invaso da un' immagine.
L' immagine di una ragazzina bionda con dei grandi occhi azzurri che gli diceva che la sua anima era buona. Si sentì per un secondo più leggero, ma scacciò subito l' immagine.
Pensare a Cris gli aveva fatto contrarre lo stomaco e non riusciva a pensare a lei e cosa gli avrebbe detto dopo quello che aveva fatto quel giorno.
Guardò sua madre e scosse la testa ridendo.
Sembrava che fosse una cosa buffa e invece era macabra.
" Ma perché parlo con te?" chiese " tu non sai niente di tutto questo...tu sei la buona e dolce Lily Potter" si ripeté.
Scorpius pensò che la sua rabbia si fosse momentaneamente sopita, ma poi la vide di nuovo affiorare nei suoi occhi " ma tra pochi anni lo saprai, quando mi prenderai per torturarmi, quando volterai le spalle alla tua famiglia, quando abbandonerai il tuo compagno, quando ucciderai la tua migliore amica..." si fermò felice di vedere gli occhi di sua madre pieni di disperazione e aprì una mano.
Improvvisamente Lily e Scorpius videro apparire delle immagini attorno a loro: erano scene di guerra, persone che scappavano, fuochi perpetui e persone in veste rossa sangue e con i cappucci ricalati sul viso che passeggiavano in mezzo alle strade, uccidendo e facendo del male.
"Quando devasterai l' intero mondo magico" la voce di Pegasus la fece quasi trasalire, tanto era assorta a guardare le scene, ad osservare ogni centimetro del mondo che conosceva divenire cenere " quando a capo degli Apocalittici ci renderai tutti schiavi..." e Lily si vide. L' espressione sadica sul suo volto e la determinazione mentre dava ordini a tutti per fare ancora di più...sempre di più.
" Fermo!" Lily alzò una mano e Pegasus poté vedere che tremava come in preda a degli spasmi.
Anche Scorpius la notò, ma non si mosse da in piedi tra di loro, per quanto volesse andare da lei, per quanto non riuscisse a credere che Lily sarebbe diventata ciò di cui l' accusava Pegasus, era ancora sconvolto.
" Hai ragione devo uscire" gli disse e Pegasus la osservò china sulle ginocchia e le braccia intorno al corpo come per proteggersi , come se potesse morire di dolore da un momento all' altro.
Il cuore gli si strinse a vederla così sconvolta, ma quello era il suo futuro e lui aveva dovuto mostrarglielo.
" Continui a dire di non essere tu?" le chiese, con voce roca e spostando lo sguardo, per quanto mettesse a tacere la sua coscienza, non riusciva a vederla in quelle condizioni.
" Non so come tu abbia fatto prima, ma ti assicuro che quella che mi aiutava era Emily..."
" Polisucco?"
Lily alzò gli occhi verso Scorpius, era la prima volta che lo sentiva parlare da quando Pegasus aveva cominciato ad accusarla e lei non poté che amare quello che lui stava facendo, stava cercando ogni scappatoia, stava cercando di crederle.
" Quella donna poteva usare la Polisucco per impersonare Lily" chiarì Scorpius e Lily si sentì sollevata che almeno lui le credesse.
Pegasus scosse la testa " lo dicevi anche i primi tempi dopo la mia liberazione, ma anche allora ti dovesti arrendere, non c' era alcun incantesimo su di lei... nessuna pozione"
Lily si mise carponi e cercò di respirare.
Le lacrime le ricadevano sulle mani. Non poteva essere lei, non era lei.
Le spalle le si scossero e un singhiozzo uscì prepotentemente.
Poi ad un tratto si sentì soffocare, si sentì come se l' aria fosse risucchiata attorno a lei, come se i polmoni non riuscissero più ad incanalarla.
" Non respiro!" disse alzando gli occhi e portandosi una mano sulla gola.
" LILY!" sentì le mani di Scorpius serrarle le braccia, ma continuava a non riuscire a respirare.
Guardò Pegasus e vide la sua espressione impaurita sul viso, non era lui, allora forse era nella realtà, ma se era la realtà allora perché il suo bambino non la stava difendendo.
Poi rifletté, il suo bambino la stava aiutando in quel mondo onirico, per essere assurdo doveva riprendere conoscenza per farsi aiutare.
Il suo bambino era collegato a lei.
Continuò a cercare di respirare " Scorpius... per favore...aiutami " supplicò Scorpius cercando di trovare la voce per parlare e lui annuì " dimmi come...Lily, ti prego, dimmi come" la pregò e la sua voce era panico totale.
Ad un tratto Lily emise un paio di singhiozzi sordi.
L' aria era finita. Scorpius la guardò scuotendo la testa e senza riuscire a fermare il tremito nelle mani " LILY! LILY!" si voltò verso Pegasus " AIUTALA!" lui rimase fermo, immobile.
Era scioccato. Cosa le stava succedendo? Si guardò le mani, ma non erano neanche illuminate.
Scorpius la poggiò a terra e mise le labbra sulle sue insufflando aria nei suoi polmoni.
" AIUTALA!" ripeté Scorpius, voltandosi verso di lui prima di tornare a fargli la respirazione, ma sembrava inutile, i suoi polmoni non si muovevano, non si riempivano con l' aria che lui le immetteva.
Pegasus aveva il volto era contratto come se anche per lui fosse una sofferenza, ma al contempo non si mosse " SE NON LO VUOI FARE PER LEI...FALLO PER ME!" urlò Scorpius, gli occhi pieni di lacrime non versate.
Pegasus guardò suo padre contraendo la mascella e si mosse verso di lui.
Razionalmente si disse che doveva nascere e quindi sua madre non poteva morire e inoltre suo padre non gliel' avrebbe mai perdonato e lui amava suo padre, ma allo stesso tempo, sapeva anche che non sarebbe riuscito a vedere sua madre soffrire fino alla morte.
Si avvicinò e vide la mano di sua madre sulla guancia di suo padre, nell' attimo in cui i loro occhi s' incrociarono Pegasus vi lesse di tutto.
Paura, pentimento e amore.
Lui conosceva quello sguardo. Lo aveva visto nell' unica persona che lo avesse amato come una madre.
Lo aveva visto il giorno in cui fu salvato e lei si sacrificò per lui.
In quel momento capì e mentre apriva le labbra e sgranava gli occhi la vide scomparire lasciando un vuoto tra le braccia di suo padre.
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