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Stephan's pov

Una volta aver salutato - e ringraziato - i miei genitori e aver augurato loro una buona serata, aprii cautamente la porta della camera in cui Aurora stava riposando da ormai un'oretta abbondante; mi fermai sulla soglia e la osservai mentre dormiva apparentemente tranquilla.. ma la conoscevo bene e sapevo che di tranquillo non aveva proprio nulla. Non era da lei dormire così tanto prima di cena, era evidente che aveva molte ore di sonno in arretrato da recuperare. Avevo impazientemente aspettato il suo arrivo e, ingenuamente, pensavo che nel vederla mi sarei tranquillizzato.. ma ciò non era avvenuto. Vederla con il viso così sbattuto dalla stanchezza e dallo stress non aveva fatto altro che aumentare la mia preoccupazione; sapevo che mi avrebbe raccontato tutto, ma avrei dovuto rispettare i suoi tempi. E la paura che mi stesse nascondendo qualcosa di grave non voleva andarsene..

Cercando di essere il più silenzioso possibile, mi sedetti al suo fianco e iniziai a lasciarle qualche carezza tra i capelli; era veramente bellissima, nonostante la stanchezza sul suo viso, i capelli arruffati e la felpa di almeno due taglie in più e rigorosamente rubata dal mio armadio che stava indossando. Non volevo interrompere il suo sonno, ma era ormai arrivata ora di cena e, se avesse continuato a dormire, avrebbe passato la notte in bianco; cercai di svegliarla con delicatezza, sapevo quanto odiasse essere svegliata. E, dopo una manciata di minuti, riuscii nel mio intento; aprì lentamente gli occhi e la prima cosa che vide fu, molto probabilmente, il mio sorriso: mi era uscito spontaneo nel vedere la sua espressione mezza addormentata. Erano proprio i piccoli gesti della nostra quotidianità che mi mancavano maggiormente quando eravamo distanti.

«Buongiorno bell'addormentata» le sussurrai all'orecchio, lasciandole un bacio sulla guancia. «Di bello non ho proprio nulla» mormorò, cercando di nascondere il suo volto con le braccia; era così e non sarebbe mai cambiata, odiava essere guardata appena sveglia. «Anzi, avrei proprio bisogno di cadere in un sonno profondo e non svegliarmi più» aggiunse, con la voce ancora impastata dal sonno.

«Ma, correggimi se sbaglio, in quel caso potresti essere svegliata dal bacio del vero amore» la sentii brontolare e sapevo che era il suo modo di darmi ragione. «Io avrei bisogno di non svegliarmi più» affermò e, per rinforzare il concetto, prese il cuscino accanto a lei e se lo mise sopra al volto.

«Bubu-settete» esclamai, togliendole il cuscino dal viso; cercò di nascondere un sorriso, ma poco dopo la vidi sorridere spontaneamente e, per me, fu un grande passo in avanti: da quando era arrivata, non aveva ancora sorriso veramente. L'unica cosa che potevo fare in attesa che fosse lei a parlare con me era sdrammatizzare e cercare di farla ridere.

«Quanto sei scemo» affermò sorridendo, prima di tirarmi il cuscino in faccia; un sorriso spontaneo spuntò anche sul mio viso e, inconsapevolmente, mi ritrovai a dirle «almeno hai sorriso.»

Sistemai il cuscino nuovamente al suo fianco, prima di incitarla ad alzarsi «dai amore, è ora di cena; è già pronto tutto, ha cucinato mia madre.»

«Ste» mi richiamò Aurora prima che uscissi dalla stanza «grazie, ne avevo bisogno.» Non servivano parole in quel momento, entrambi sapevamo a cosa si stesse riferendo la ragazza; le sorrisi, prima di tornare in cucina e iniziare a predisporre per la cena. Sapevo che Aurora si sarebbe sfogata prima di andare a letto, avevo notato quanto fosse difficile per lei lasciarsi andare sapendo che mi stesse nascondendo qualcosa; ma averla vista ridere non aveva prezzo, era una piccola vittoria.

***

Avevamo ormai finito di cenare e, con mia grande sorpresa, Aurora aveva iniziato a sciogliersi un pochino di più; era ancora lontana dall'essere la ragazza a cui mi ero abituato, ma l'avevo vista sorridere molto di più mentre eravamo a tavola che nel resto della giornata. Dopo aver finito di sparecchiare, la raggiunsi in cucina per aiutarla ma, prima che potessi darle una mano, lei appoggiò una mano sul mio petto e affermò «sistemo io, vai pure a cambiarti.» Per incoraggiarmi, si alzò sulle punte e mi lasciò un bacio sulle labbra.

Non mi piaceva l'idea di lasciarla da sola, ma se me l'aveva chiesto c'era un motivo e non me la sentivo di andarle contro; le lasciai il suo spazio, nella speranza di non aver fatto male ad ascoltarla. Tempo di indossare i pantaloncini e la maglia che usavo per dormire, che tornai in cucina dove, però, la ragazza non c'era: trovai solo la cucina perfettamente in ordine e pulita.

Mi diressi verso il soggiorno, dove trovai la portafinestra aperta; uscii sul balcone e la trovai appoggiata con le braccia incrociate al parapetto. La raggiunsi e, rispettando il suo silenzio, mi misi di fianco a lei; imitai la sua posizione e cercai di non guardarla, ma poco dopo la tentazione fu troppo forte. Aveva gli occhi lucidi e la spensieratezza che avevo visto durante la cena sembrava essere scomparsa, completamente sostituita da una sorta di tristezza che aveva investito il suo corpo: le spalle basse, la schiena incurvata e i capelli che le coprivano il viso erano tutti segnali del fatto che non stava affatto bene.

Non mi era mai successo di vederla in quello stato e, nonostante fossi consapevole che aveva fortemente bisogno di un abbraccio, avevo paura di fare qualcosa di sbagliato; ma, inaspettatamente, fu lei a fare il primo passo: si girò verso di me e appoggiò la testa contro il mio petto, continuando a mantenere le braccia incrociate al petto. Non ci pensai due volte, circondai il suo busto con le mie braccia e cercai di trasmetterle il più possibile la mia vicinanza; in quel momento, mi sembrava di avere tra le mani un oggetto estremamente fragile.

Il suo petto iniziò a vibrare e, poco dopo, il silenzio venne interrotto da un suo singhiozzo; era straziante vederla in quel modo, vederla così debole.. lei che si era sempre dimostrata una ragazza forte, una ragazza combattiva, una ragazza che non mollava vai. Ma in quel momento, tenevo tra le braccia una versione inedita della ragazza, si era abbandonata contro il mio corpo e le mie braccia sembravano essere il suo unico sostegno. E in quel momento capii che le mie supposizioni avrebbero potuto non essere così infondate come voleva farmi credere Lorenzo e che, forse, ci sarebbe potuto essere qualcuno che l'aveva ridotta così. E speravo che quel qualcuno non fosse la persona a cui stavo pensando..

«Chi ti ha ridotta in questo stato? So che ti avevo promesso che ti avrei aspettata, ma non riesco a vederti in questo stato; rispetterò i tuoi tempi, ma-»

«Alessandro» mi interruppe Aurora, pronunciando quel nome che non avrei voluto sentire.

«Gli faccio del male» mi lasciai scappare, anche se ero consapevole che ad Aurora non sarebbe servito a nulla sentire i miei insulti verso quel ragazzo che aveva sempre destato qualche dubbio in me; e avevo sbagliato a fidarmi di lui, l'avevo sempre pensato che prima o poi sarebbe successo qualcosa.

«Il problema non è lui, sono io» affermò la ragazza, riuscendo a sfuggire dalla mia presa; come se si fosse volatizzata, rientrò in casa e andò a sedersi sul divano, appoggiando i gomiti sulle ginocchia e reggendo la testa con i pugni. La sua frase mi riempii di dubbi, uno su tutti: aveva forse capito di essere ancora innamorata di lui e mi aveva raggiunto per lasciarmi?

Mi sedetti nuovamente al suo fianco e, cercando di non metterle ulteriore pressione, le dissi «qualsiasi cosa sia successa, sai che puoi dirmela. Io non so cosa sia successo con lui, ma se hai capito di essere ancora innamorata di lui io mi faccio da parte; ti amo, sono perdutamente innamorato di te e sei la persona che vorrei al mio fianco in futuro, ma se hai capito che non sono io quello che ami ti lascio andare. Sarà dura-»

«Non dire cazzate, Ste» mi interruppe nuovamente, facendomi rilasciare un sospiro di sollievo; ero già pronto a sentirmi dire che aveva realizzato che era lui la persona giusta per lei. «Se c'è una cosa che ho capito ancora di più è quanto sono innamorata di te, quanto vorrei che questa distanza non esistesse, quanto vorrei averti al mio fianco ogni giorno.. ma questo dovrai essere tu a dirmelo, dovrai essere tu a dirmi se mi vuoi ancora al tuo fianco.»

«Ma come potrei non volerti più al mio fianco?»

La mia domanda risuonò nel silenzio di quell'appartamento e la non risposta di Aurora mi fece preoccupare ancora di più, ma non dovevo pensare a me in quel momento; la ragazza al mio fianco era quella a cui dovevo dedicare le attenzioni. Mi alzai dal divano per inginocchiarmi davanti a lei; le presi i suoi polsi con una mano e li spostai dal suo volto, in modo che potesse guardarmi negli occhi.

«Mi ha baciata.. e io non ho fatto nulla per evitarlo, non ne ho avuto il tempo» si morse un labbro e lo sapevo che era un modo per evitare di piangere nuovamente; sentii il sangue ribollirmi nelle vene, nessuno doveva toccare la mia donna. Ma prima che potessi rispondere, Aurora continuò il suo discorso «okay, non abbiamo limonato, né tantomeno ci sono finita a letto, ma anche per un semplice bacio a stampo io mi sento come se ti avessi tradito; avevo appena finito di dirti che non dovevi preoccuparti di lui e, invece, non sono riuscita ad allontanarlo. È successo tutto troppo velocemente, ma l'ho allontanato appena ho realizzato.»

«Quell'uomo ha finito di vivere» ero consapevole che Aurora non avesse fatto nulla per far sì che accadesse, mi bastava la sua reazione per esserne sicuro; ma Alessandro no, non poteva passarla liscia. Avevo sbagliato io a fidarmi di lui, me lo sentivo che fondamentalmente lui non avesse mai superato la fine della relazione.

«Ste, ti prego, non fare cazzate» Aurora mi guardò negli occhi, cercando di tranquillizzarmi «a me basta sapere che tu mi credi, che tu sia consapevole che non avrei mai potuto tradirti con lui, che tu sia consapevole che per lui non provo più nulla. Ma allo stesso tempo capirei se tu non te la sentissi di stare con me, io-»

«Questa volta sono io a dirti di non dire cazzate» la interruppi io, i ruoli sembravano quasi essersi invertiti «non mi è passato neanche per l'anticamera del cervello pensare che sia stata tu a iniziare il tutto; perché altrimenti scoppiare a piangere tra le mie braccia? Tu avevi paura di perdermi per qualcosa di cui non hai colpe e io questo l'ho capito subito; sei stata e stai di merda, è inutile negarlo. Oggi pomeriggio in aeroporto mi si è stretto il cuore; non ti avevo mai vista in queste condizioni. E non so neanche come tu sia riuscita a trattenere tutto dentro, io avrei dato di matto.. e avrei dato di matto anche se tu me ne avessi parlato mentre eri a Roma, grazie per avermelo detto solo una volta arrivata qui.»

«Non avrei potuto dirtelo al telefono, avresti preso il primo volo per Roma e saresti andato direttamente da lui. Se sei incazzato e hai bisogno di tempo, posso capirlo» abbassò lo sguardo verso il pavimento, facendomi intuire ancora una volta quanto avesse sofferto al pensiero che io potessi incazzarmi con lei.

«Però sai una cosa? Non avrebbe senso fargliela pagare; sono incazzato con lui e non lo posso negare, ma adesso sei qui con me e l'unico ragazzo che ti potrà stringere tra le sue braccia sono io, non è di certo lui. Con me lui ha chiuso, si è comportato da coglione e si è giocato la possibilità di conoscermi meglio; ma non mi importa, l'unica cosa importante sei tu. E finché ti avrò al mio fianco, io posso stare tranquillo.» Non avrei mai pensato di poter reagire così bene, ma dovevo dimostrarmi un uomo maturo; e la mia vittoria più grande non poteva che essere avere ancora Aurora al mio fianco.

«Sei più tranquilla, adesso?» Le domandai, facendole una carezza sul viso; Aurora annuì e, senza rispondermi, si aggrappò al mio collo e mi strinse - finalmente - in uno dei suoi abbracci. Ed io potevo ritenermi fortunato di avere trovato una ragazza di cui potermi fidare ciecamente, mai avrei pensato quella ragazza timida che era arrossita per una semplice stretta di mano potesse cambiarmi così tanto, potesse entrarmi dentro così tanto.

Aurora non sembrava intenzionata a diminuire la presa, neanche quando portò il suo viso davanti al mio e mi lasciò un bacio sulle labbra, bacio che finalmente potevo approfondire come avrei voluto fare in aeroporto. Era finalmente arrivato il momento di risentire il suo sapore, di sentire nuovamente quelle emozioni che solo lei sapeva scatenare dentro di me con un semplice bacio; le nostre lingue si erano finalmente incontrate dopo settimane di lontananza, erano tornate a muoversi all'unisono e, da quel momento in poi, speravo che nulla ci avrebbe più diviso.

«Finalmente mi hai salutato» scherzai, non appena le nostre bocche si staccarono, e la risata di Aurora era il suono più bello che potessi sentire in quel momento. «Mi sono liberata di un peso incredibile, avevo paura che ti saresti incazzato con me» sul suo volto c'erano ancora i segni della stanchezza, ma finalmente era tornata ad essere la ragazza solare che era sempre stata.. ed era questa la cosa più importante.

«Non avrei mai potuto incazzarmi con te, so che tu non hai fatto nulla; però mi devi promettere che d'ora in poi non permetterai a nessuno di toglierti questo sorriso, va bene? Perché sei bellissima così, tutta sorridente e non imbronciata come prima. Me lo prometti?»

Aurora annuì e, poco dopo, vedi comparire sul suo volto la classica espressione che faceva quando voleva ottenere qualcosa da me. «Dai cosa c'è, cosa mi vuoi chiedere?» Le domandai, facendola scoppiare a ridere; Aurora congiunse le mani e, con un tono dolce, mi domandò «adesso mi fai le coccole?»

«Quanto sei viziata, amore» scossi la testa ridendo, prima di alzarmi e tornare finalmente a sedermi al suo fianco; la ragazza si girò e, buttandosi addosso a me, iniziò a sbattere le ciglia per cercare di convincermi «ti prego, ti prego, ti prego.»

E davanti alle sue richieste non seppi dirle di no, era troppo tenera e adorabile; e, del resto, neanche mi dispiaceva la prospettiva di quella serata: nulla di esagerato, solo qualche coccola e tante risate per recuperare il tempo che avevamo passato lontani. E nulla avrebbe potuto superare una serata a casa sul divano con la propria fidanzata.. soprattutto, in un momento del genere, dopo che ci eravamo chiariti e potevamo finalmente scacciare i fantasmi che aleggiavano intorno a noi. Ero finalmente felice e, quando Aurora si addormentò nuovamente tra le mie braccia, non riuscii a distogliere lo sguardo da lei: era veramente bellissima..

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itsaurora

Piace a veromartinel e altre persone

Semplicemente noi❣️ @stewel92

stewel92 ❤️

I commenti sono stati limitati

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stewel92 ha aggiunto qualcosa alla sua storia

itsaurora ha risposto alla storia: Ma chi è quella bambina bellissima?😍😍😍😍

Una bimba molto più intelligente di te, visto che gioca a calcio con me😘

Guarda che ti conviene scherzare poco, sono arrabbiata con te😒

Che ho combinato?🙈

Non mi hai dato il bacio del buongiorno🥺

In realtà, te l'ho dato.. ma tu stavi dormendo😂

Non hai le prove🤷‍♀️

Sei terribile🤦‍♂️

Stasera ti va di uscire?🥰

Dipende... NON con Cristina e la sua amica, vero?🙄

Solo Cristina, giuro🙌🏻

Steeeeeeeeeee😭😭😭😭😭

Non puoi farmi questo

Dai, solo a cena stasera e poi basta🥰 via il dente via il dolore

Ti odio, lo sai?🙄

So che ti sto chiedendo tanto, ma lei continua a insistere e non so più che scusa inventare🙈

Solo una cosa... dove vuole andare? Perché a me lei fa paura

Da Nusr

No, mi rifiuto.. vuole proprio prendere il covid, vero?🙄

Staremo attenti Rory, si tratta solo di andare a cena fuori

No Ste, non è semplicemente andare fuori a cena; è andare a mangiare in un posto dove la mia cena è cucinata e servita da uno che sta senza mascherina e che fa le foto con tutto il ristorante, rigorosamente senza mascherina. Già sono partita con la paura di prendere il virus e stare male, se permetti vorrei evitare di cercarmela da sola

Ma non te la cerchi da sola; andiamo al ristorante e poi torniamo a casa, non ti sto chiedendo di andare al Billionaire con lei

Ci andresti da solo al Billionaire, lo sai benissimo

Ne riparliamo a pranzo.. tu pensaci nel frattempo🙈

Buon allenamento😘
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cristinabragato ha aggiunto qualcosa alla sua storia

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Veronica Martinelli-Pellegrini
veromartinel

Ha inviato la storia di cristinabragato

Ti basta stare a Dubai due giorni per sostituirmi? Va bene😒

Amore mio, menomale che mi hai scritto🙏🏻

Com'è la tua nuova bf?😂😂

Voglio scappare, aiutami🙏🏻

Non sarà così terribile.. spero per te😅

Ma tu mi ci vedi a parlare solo di vestiti, scarpe, borse, trucchi, unghie, spa, parrucchieri???

Guarda mancano giusto la simpatia fatta in persona e la tipa di Manuel🤦‍♀️

Scusa, ma che ci fai ancora con me? Hai trovato la tua nuova migliore amica.. anzi, le tue nuove migliori amiche😂😂

Tu ridi, ma io vorrei piangere😭😭😭😭

Dai, non fare l'antipatica.. credo in te💪🏻

Non sai che fatica sto facendo

Stephan me la pagherà🙄

Parliamo di quanto sei figa😍 e di quanto vorrei tornare a mettere questi vestiti🥲

Regalo di Ste, ha buon gusto🥰

Sei bellissima😍 molto più di quella vestita in bianco.. e convinciti, ti prego🙏🏻

Ci ha già pensato Stephan🥰

Dai basta, ora devo tornare al tavolo.. augurami buona fortuna🙏🏻

Ci sentiamo più tardi, voglio sapere TUTTO😂

E saprai tutto, con Stephan non posso spettegolare🥲

Ci penso io😎

Ecco perché sei la mia migliore amica😂 mi sa che passerai la serata al telefono con me🤪

Mi piace😍😍😍😍
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Aurora's pov

L'unico desiderio che mi accompagnava da tutta la serata era la volontà di tornare a casa; per quanto ci provassi, non riuscivo a trovare neanche un buon motivo per cui avrei dovuto continuare a frequentare Cristina. Eravamo troppo diverse, l'una l'opposto dell'altra e, anche se gli opposti dovrebbero attrarsi, io con lei non ero ancora riuscita a trovare nessun punto in comune. Fortunatamente la cena era quasi giunta al termine, Stephan si era alzato dal tavolo per andare a pagare il conto; non vedevo l'ora di togliermi quei cosi infernali che le ragazze osavano chiamare tacchi, non vedevo l'ora di togliermi il vestito che indossavo e mettermi una tuta comoda, non vedevo l'ora di salutare la ragazza seduta davanti a me.. ma evidentemente Cristina non la pensava come me.

«Stavo pensando che, se vi va, potreste venire con me al Billionaire; almeno concludiamo in bellezza questa serata» propose la ragazza e dovetti trattenermi per evitare di risponderle male; so quanto Stephan ci tenesse che andassi d'accordo con le sue amiche, ma qualcuna facevo veramente fatica a sopportarla.

Mi morsi la lingua per non risponderle come avrei voluto e, cercando di mantenere un tono normale, le risposi gentilmente «io passo volentieri, sono ancora un po' spossata dal jet leg e non me la sento; se Stephan vorrà venire con te, sarà libero di farti compagnia.» Mi meravigliai da sola per la risposta per niente acida che le avevo riservato, ero riuscita a trattenermi.

«Sarò libero di fare cosa?» Domandò Stephan, cogliendomi di sorpresa quando appoggiò le mani sopra le mie spalle; ruotai la testa verso di lui e gli spiegai la situazione «Cristina ha proposto di andare con lei al Billionaire, ma io non me la sento; se tu vuoi andare, sei libero.» Gli regalai un sorriso fintissimo, anche se ero consapevole che a Stephan non servisse questo per capire che la scusa del jet leg era un'enorme cavolata.

«Magari ci organizziamo per un'altra volta, stasera andrei volentieri a casa» o magari non ci organizziamo proprio, ognuno torna a casa sua e ciao ciao.. avrei tanto voluto rispondere in quel modo, ma ancora una volta riuscii a trattenermi.

«Scusa la domanda» tornai a guardare Cristina «non ti fa paura la situazione che c'è qua a Dubai?» Sentii le dita di Stephan aumentare la pressione sopra le mie spalle e mi accorsi che, effettivamente, avevo usato un tono molto provocatorio; cercando di non scoppiare a ridere per la mia schiettezza, cercai di migliorare la situazione «nel senso, non hai paura che chiudano tutto visto il notevole aumento di casi?»

Cristina accavallò le gambe e, portandosi la coda sulla spalla, mi rispose «qua non potrebbe mai succedere come in Italia, hanno adottato una politica completamente diversa» e il risultato è che tutti si ammalano.. anche questa volta lo pensai e basta, non volevo creare problemi a fine serata.

«Amore, andiamo a casa?» Mi domandò Stephan e sapevo che l'aveva fatto solo perché aveva capito che la situazione poteva diventare pericolosa; nella mia testa esultai, era finalmente finita la tortura.

Uscimmo dal ristorante e, prima di intraprendere due strade diverse, Cristina ci tenne a precisare «sono stata veramente bene stasera, potremmo replicare un'altra volta.» La presa di Stephan intorno alla mia vita aumentò notevolmente ed era la sua richiesta di rispondere in modo gentile; e, per quanto mi sarebbe costato, mi sarei trattenuta per fare un favore al mio fidanzato «certo, ci sentiamo nei prossimi giorni.» La mascherina nascose il mio sorriso finto, ma l'occhiataccia di Stephan mi fece capire che non ero riuscita nel mio intento.. ma non mi interessava.

Cristina si avvicinò a Stephan e lo strinse in un abbraccio, per poi fare la stessa cosa con me; non vedevo l'ora di salutarla, avevo aspettato quel momento da tutta la serata. Dopo averla salutata, aspettai che si allontanasse abbastanza prima di rivolgermi a Stephan «tu me la pagherai cara, stanne certo; ora portami a casa, non vedo l'ora di togliermi questi cosi infernali e di mettere la mia comodissima tuta.»

«Il vestito te lo posso togliere io, nel caso non riuscissi» mi provocò Stephan, alludendo alla lunghezza del vestito che mi aveva regalato lui. «Me l'hai comprato tu, l'avrai vista la lunghezza» scrollai le spalle, aumentando il passo per camminare davanti al ragazzo senza pensare al fatto che, in quanto provocazioni, anche lui era bravo.

«Hai proprio un bel culo, amore» mi girai verso di lui e gli mostrai il dito medio, prima di rispondere «lo so, non mi servivi tu per saperlo.» Gli mandai un bacio con la mano e ripresi a camminare, ma dopo un paio di passi presi una storta e, quasi inconsciamente, mi ritrovai a imprecare «li mortacci, arrivo a casa e le butto queste scarpe.»

Sentii una risata alle mie spalle e sapevo che era Stephan che, continuando a ridere, mi porse il suo braccio «posso aiutarti o mi conficchi il tacco da qualche parte?» Mi aggrappai a lui e, con tono minaccioso, gli dissi «azzardati a ridere un'altra volta, che vedrai dove te lo conficco.»

Riprendemmo a camminare in silenzio verso casa, ma il silenzio durò poco: fui proprio io a interromperlo, ci tenni a precisare «il bonus con le tue amichette l'ho esaurito, quindi vedi di rifiutare qualsiasi proposta da parte di tutte.»

«Il patto era questo, una cena con Cristina e sarebbe finita lì la cosa.. anche se la tua preferita mi ha scritto che vorrebbe conoscerti.»

Mi fermai di colpo dopo aver sentito le parole di Stephan «io no, non la voglio conoscere; che torni in Italia e non rompa più il cazzo a noi.»

Stephan scoppiò a ridere ed ero consapevole che lui già sapesse quale sarebbe stata la mia risposta; e infatti ci pensò lui a dirmi che le aveva risposto che la decisione sarebbe spettata a me. Riprendemmo la strada verso casa e questa volta ci godemmo una passeggiata silenziosa mano nella mano. Erano quei piccoli gesti che mi mancavano di più quando lui era lontano; e sapevo che avremmo avuto tempo per recuperare il tempo perso.. senza nessuna amichetta a cui pensare.

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So che aspettavate solo questo momento e finalmente è arrivato🙏🏻🥰

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