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•09•

Stephan's pov

«Wow zio, ma dove hai imparato a palleggiare così? Ti prego insegnami.» Disse ironicamente Lorenzo; stoppai la palla a terra, prima di rivolgere la mia attenzione al ragazzo che mi stava osservando in silenzio da quando avevo iniziato a palleggiare. Ero arrivato a casa sua da una decina di minuti e mi ero diretto subito verso il giardino per cercare un pallone, dato che il calcio è sempre stato la mia valvola di sfogo; ma ero consapevole che prima o poi avrei dovuto iniziare a parlare, visto che mi ero presentato con così poco preavviso e chiedendo a Lorenzo di poter parlare con lui.

Presi la palla in mano, avvicinandomi a lui e sedendomi sulla sdraio al suo fianco; passai una mano tra i miei capelli, sbuffando perché non sapevo da dove iniziare. Avevo bisogno di liberarmi almeno in parte di quello che mi portavo dentro e in quel momento l'unico che avrebbe potuto ascoltarmi era proprio Lorenzo.

«Mi stai facendo preoccupare, zio; e sei strano da quando abbiamo iniziato gli allenamenti, quindi azzarderei a dire che sei strano da quando sei tornato da Ibiza.» Mi ritrovai ad annuire, Lorenzo aveva c'entrato il punto e, fortunatamente, mi diede l'input per iniziare a parlare. «Ho conosciuto una ragazza, non una di quelle che si avvicinano a me perché sono Stephan El Shaarawy, l'attaccante della Roma, ma una ragazza semplice e per niente interessata alla fama, era semplicemente interessata a Stephan - o meglio, sembrava essere interessata.» Non ero ancora pronto per rivelargli la vera identità della ragazza, quindi decisi di omettere quel piccolo particolare.

«Dalla tua ultima frase, sembra che non sia andata bene.»

«Siamo stati due coglioni perché siamo finiti a letto insieme una delle prime sere; ma quella sera sarebbe stato impossibile resisterle, tra di noi c'è stata fin da subito un'attrazione fisica evidente e, dopo averci ballato insieme, la prima volta che ci siamo trovati vicini, non sono riuscito a trattenermi e l'ho baciata. Da cosa nasce cosa e ci siamo trovati in camera mia e il sonno era magicamente scomparso.» Mi vennero i brividi al pensiero di quella sera e al ricordo di quelle emozioni che non provavo da tempo; ma la voce di Lorenzo mi risvegliò dai miei pensieri.

«Fammi capire una cosa; siete stati due coglioni perché siete finiti a letto insieme? Ste, tu hai quasi 26 anni, lei immagino che sia tua coetanea; non credi che avete un'età per decidere di fare quello che volete? Va bene, siete finiti a letto insieme; premesso che non ci vedo nulla di male, soprattutto perché mi pare di capire che ti piace, mi spieghi dove sta il problema? In quel momento volevate fare quello che avete fatto, non ci vedo nulla di male.»

«La mattina dopo lei non c'era, se n'è andata prima che io mi svegliassi e mi ha lasciato un biglietto per dirmelo. Cioè, ti rendi conto? Mi ha lasciato da solo nel letto come un coglione, come se per lei fossi stato una semplice scopata.» Non riuscii ad andare avanti perché il centrocampista mi interruppe. «Ottimo, per te non è stata una semplice scopata; iniziano a farsi più interessanti le cose, mio caro Faraone.» Mi tirò una gomitata amichevole, peccato che l'ultima cosa che volessi fare in quel momento era ridere.

«Fai il serio per una volta, ti prego.» Mi lamentai, alzando gli occhi al cielo. «Va bene, faccio il serio; cosa hai fatto una volta che ti sei sentito abbandonato nel letto?»

«Lore, non ho voglia di ridere. Comunque niente, le ho scritto la mattina stessa rispondendole a una storia e l'ho invitata a uscire perché mi incuriosiva e la volevo conoscere; e la serata è volata, abbiamo parlato di tutto e di più e mi sono trovato veramente bene. Ci siamo sentiti e siamo usciti la mia ultima sera e, come un coglione, le ho confessato che mi sarebbe piaciuto continuare a vederla per conoscerla meglio; ma, una volta tornati a Roma, non si è più fatta sentire, nascondendosi dietro alla scusa dello studio. Ma già dai suoi comportamenti a Ibiza avrei dovuto capire che non si sarebbe più fatta sentire.»

«Quindi è di Roma?» Alla domanda di Lorenzo, realizzai di essermi fatto scappare qualche dettaglio di troppo; ormai il danno era fatto, sarebbe stato inutile provare a negare o cambiare la versione della storia. E, comunque, le probabilità che il centrocampista arrivasse a scoprire la vera d'identità della ragazza sapendo solo dove abitava erano molto basse. «Studia a Roma, ma abita in provincia; ma comunque non è questo il punto, Lore.»

«Vieni dentro che ho sete.» Si alzò dalla sdraio, incitandomi a seguirlo e, mentre tornavamo in casa, riprese a parlare: «il punto è che a te piace questa ragazza, che da quando siete tornati a Roma non ti caga. Hai provato a chiederle di uscire per chiarire la situazione?»

«Non esplicitamente, però-»

«Però un cazzo zio, cosa significa che non gliel'hai chiesto esplicitamente?»

«Le ho fatto capire che volevo chiarire, ma non le ho scritto se potevamo vederci; anche perché adesso è in sessione, quindi userebbe la scusa dello studio; che situazione di merda.» Sospirai, gettandomi a peso morto sul divano.

Lorenzo mi raggiunse, sedendosi al mio fianco e, prendendo il mio volto tra le sue mani, esclamò: «il mio piccolo innamorato.» Mi dimenai sotto il suo tocco, borbottando un «sei un coglione» per fargli capire che non avevo apprezzato particolarmente il suo gesto.

«Grazie zio, te vojo bene.» Affermò facendomi sorridere ed era uno dei pochi che riusciva a strapparmi un sorriso in ogni situazione; di persone speciali come lui ce n'erano poche ed io potevo ritenermi fortunato ad averlo incontrato. «Scherzi a parte, secondo me dovresti far passare un po' di tempo e capire cosa provi veramente; potrebbe essere semplicemente attrazione fisica oppure potrebbe interessarti davvero. Se fossi in te, non farei io il primo passo ma aspetterei di capire cosa ha intenzione di fare questa ragazza; però non voglio influenzarti, devi decidere tu cosa fare. Quello che posso fare è ascoltarti se e quando avrai bisogno.»

Sentimmo delle voci femminili fuori la porta di casa, segno che Veronica stava rientrando in casa, probabilmente accompagnata da una sua amica; Lorenzo si voltò verso l'ingresso non appena la voce di Veronica invase l'appartamento, prima di alzarsi e andare a salutare la ragazza in compagnia della moglie. E, non appena sentii la sua voce, ebbi la pessima idea di rivolgere il mio sguardo all'ingresso e, quando vidi l'ultima ragazza che avrei voluto vedere in quel momento, capii che non avrei mai potuto fermarmi a cena. Puntai i miei occhi sulla sua figura, nonostante lei stesse provando ad evitare il mio sguardo e la osservai mentre salutava Lorenzo; riuscii a percepire il suo nervosismo attraverso il linguaggio del suo corpo. E questo mi rendeva ancora più confuso, perché non mi permetteva di capire cosa pensasse Aurora di me; e sapevo che sarei rimasto con i dubbi finché non si fosse presentata l'occasione di parlare con lei per chiarire.


Aurora's pov

«Auro, amore mio, ho una notizia per te.» Esordì Veronica, dopo aver parcheggiato la macchina e, purtroppo per me, la conoscevo abbastanza da poter dire che la notizia non mi sarebbe piaciuta per niente. «Vero, non mi chiami mai "amore mio"; cosa devi dirmi?» Scendemmo dalla macchina e ci dirigemmo verso la porta di casa sua.

«Potrebbe esserci un compagno di Lorenzo, non so chi sia e non so se si fermerà a cena; mi ha mandato un messaggio Lorenzo prima e l'ho letto solo adesso perché stavo guidando. Spero che per te non sia un problema.» Mi immobilizzai sul posto, sapendo quanto Lorenzo fosse legato a Stephan e realizzando quanto fosse alta la probabilità che l'amico di Lorenzo fosse proprio il ragazzo che tormentava i miei pensieri negli ultimi giorni. E, inevitabilmente, sentii l'ansia salire: non ero pronta a un possibile incontro con il ragazzo e non sapevo come avrei potuto reagire davanti a lui. Ma questo Veronica non doveva capirlo.

«No tranquilla, ma non vorrei che fosse un problema per voi.» Mi sforzai di sorridere, sperando che Veronica non percepisse il mio nervosismo; non avevo ancora avuto il coraggio di dirle cosa era successo veramente a Ibiza. Ma ero consapevole che, se le mie supposizioni si fossero rivelate vere, la mia amica avrebbe capito che non ero stata completamente sincera con lei. «Ancora con questa storia? Non te l'avrei detto, altrimenti.» Ci fermammo davanti la porta di casa Pellegrini, in attesa che la padrona di casa recuperasse le chiavi; e la mia ansia aumentava ogni secondo che passava.

«Amore, sono a casa.» Esclamò Veronica, una volta essersi chiusa la porta alle spalle; ma non servì una risposta di Lorenzo, il mio sguardo cadde sui due ragazzi seduti sul divano e, in particolare, mi soffermai sulla figura che non si era ancora voltata verso la porta. Sfortunatamente, la fortuna non fu dalla mia parte e l'amico di Lorenzo si rivelò essere proprio il ragazzo che stavo ignorando da settimane.

«Non sono sorpreso di vederti.» Esclamò Lorenzo, accorgendosi che la moglie era in compagnia; mi sforzai di sorridere ancora una volta e mi avvicinai al centrocampista per salutarlo. «Non credo che ti libererai facilmente di me.» Gli lasciai un bacio sulla guancia, consapevole di avere due occhi puntati addosso; ma, nonostante questo, cercai di non far percepire il mio nervosismo neanche a Lorenzo.

Ci fu un istante di silenzio imbarazzante, durante il quale non ebbi il coraggio di alzare gli occhi dal pavimento e, fortunatamente, Lorenzo sembrò aver capito che qualcosa non andava, probabilmente aveva notato gli sguardi che mi stava rivolgendo il suo amico; ed io, a differenza di Stephan, non avevo ancora avuto il coraggio di guardarlo, consapevole che mi sarei sentita ancora peggio di quello che già non mi sentissi.

«Fate i timidi adesso? Dai che vi siete conosciuti al matrimonio.» Fu proprio Lorenzo a rompere il silenzio e, da questa sua frase, capii che non era a conoscenza di quello che era successo poche settimane prima; Veronica mi rivolse uno sguardo interrogativo, confusa dal fatto che non ci eravamo ancora salutati. A quel punto, alzai lo sguardo e lo rivolsi a Stephan e scelta peggiore non avrei mai potuto prendere; mi rivolse uno sguardo gelido, facendomi capire che la mia presenza non era gradita. E non potevo biasimarlo.

«Ecco perché hai un viso famigliare. Azzurra, vero?» Si alzò dal divano, avvicinandosi a me e porgendomi la mano; rimasi male per la sua provocazione, ma non potevo aspettarmi che mi avrebbe accolta a braccia aperte. Proprio per questo, ignorai la sua provocazione e strinsi la sua mano. «Aurora, in realtà.» Parlai con un tono eccessivamente basso, nonostante dovessi dimostrarmi più forte; in risposta, Stephan mi rivolse un altro sguardo gelido.

«Ma certo, che idiota; scusami, ma sono pessimo con nomi. La maggior parte delle volte me li dimentico dopo neanche due settimane.» Sorrise guardandomi, con l'intento di provocarmi: due erano le settimane passate dal nostro rientro da Ibiza; ignorai anche questa seconda provocazione, nonostante facesse male. Ma ero consapevole di non poter pretendere altro da lui, mi ero comportata di merda e voleva farmi pesare le mie scelte.

«Zio, sono i primi segni dell'invecchiamento.» Intervenne Lorenzo, sdrammatizzando; e lo ringraziai mentalmente, non avrei potuto reggere un'altra frecciatina da parte di Stephan.

«Io vado un attimo in camera, vieni con me? Devo ridarti quella maglietta che mi hai prestato qualche giorno fa.» Il tono di Veronica non ammetteva repliche, mi ritrovai ad annuire consapevole che prima o poi avrei dovuto affrontarla; una volta entrate in camera, la ragazza mi invitò a chiudere la porta e a prendere posto al suo fianco. «Mi spieghi cosa è appena successo?» Era sempre stata una ragazza diretta e non mi stupii il fatto che andò subito al punto.

«L'ha detto, si dimentica velocemente i nomi; non ci sono rimasta male, comunque. Sono la prima che fa pena con i nomi, lo capisco perfettamente.»

«Non mi prendere per il culo, siete andati a letto insieme e appena ti ha vista entrare ha cambiato espressione; secondo te mi bevo la scusa che si è dimenticato il tuo nome?» Insistette Veronica, ma non ero ancora pronta a confrontarmi con qualcuno che mi avrebbe sicuramente fatta ragionare e, di conseguenza, mi inventai un'altra scusa.

«Quella sera avevamo bevuto entrambi, probabilmente non si ricorda nulla della serata.» Scrollai le spalle, cercando di dimostrarmi il più indifferente possibile, ma la delusione si poteva chiaramente percepire dai miei occhi.

«Dai, vieni qui.» Aprì le braccia, invitandomi a fare lo stesso per abbracciarla; strinsi le braccia intorno alla sia vita, appoggiando la testa contro la sua spalla. Mi lasciò un bacio tra i capelli, stringendo le braccia al mio collo. «Ho capito che è successo qualcosa tra voi due; io non insisto, perché so che arriverai a un certo punto in cui starai per scoppiare e vorrai parlarne, però tu promettimi che ti libererai di questo peso il prima possibile.» Restai tra le sue braccia, consapevole che non servivano parole in quel momento; era una delle persone che mi conosceva meglio e ancora una volta aveva dimostrato di avermi capito solo da uno sguardo.

Un leggero bussare alla porta interruppe l'abbraccio e, dopo esserci staccate, ci girammo entrambe verso la porta, da cui spuntò la figura di Stephan. «Vero, volevo salutarti; mi sono ricordato adesso che avevo promesso a Manuel che sarei andato a prenderlo in stazione e se mi fermo a cena da voi arrivo in ritardo.»

«Nessun problema, qua sei sempre il benvenuto; ci rifaremo.» Replicò la ragazza al mio fianco, alzandosi per andare a salutare Stephan che, dopo averla salutata, rivolse a me un freddissimo «ciao» ; non ebbi neanche il tempo di rispondere, che il ragazzo aveva già lasciato la stanza.

«Adesso tu mi aiuti a cucinare e fai sparire quest'espressione dal viso, capito?» Annuii alla richiesta della mia migliore amica; ero davvero fortunata ad averla nella mia vita, di persone rare come lei se ne trovano poche. La raggiunsi e, dopo avermi presa a braccetto, ci dirigemmo in cucina. «Vedete di non avvelenarmi, la Roma ha ancora bisogno di me.» Esclamò Lorenzo dal soggiorno, facendomi sorridere - il primo vero sorriso da quando avevo incontrato il ragazzo che, giorno dopo giorno, era sempre più presente nei miei pensieri.

•••

Zzio7️⃣

È lei, vero?

Lei chi?

Non ti obbligo a parlarne, so quanto ti sia costato sfogarti prima; ma rispondi solo a una domanda.. la ragazza di cui mi hai parlato è Aurora?

È così palese?🙈

Zio, non l'hai neanche guardata quando è entrata in casa, hai finto di non ricordarti il suo nome, l'hai guardata in cagnesco quanto vi siete "presentati" e sei tornato a casa, inventandoti una scusa del cazzo.. secondo te era palese?

Odio che tu mi conosca così bene

Io però sono curioso, non puoi abbandonarmi senza dire nulla

Sei solo un pettegolo, ti ho detto tutto prima

Non sono un pettegolo, sei il mio migliore amico e voglio sapere qualcosina in più🤷‍♂️

Credimi, ti ho detto tutto prima; ho solo omesso chi fosse la ragazza, dicendoti che l'avevo conosciuta là, ma per il resto ti ho detto tutto.. compreso il fatto che mi stia ignorando da quando siamo tornati🙈

Lei è appena andata via, è scappata appena abbiamo finito di mangiare e ho avuto l'impressione che anche Veronica non sapesse nulla.. tu come stai?

Sono incazzato, è inutile negarlo; probabilmente il mio interesse non è ricambiato, ma non capisco perché sparire. Non le piaccio? Va bene, non posso piacere a tutti, però poteva almeno dirmelo. Bastava che mi dicesse che non voleva approfondire la mia conoscenza e mi sarei fatto da parte, senza fare la figura del coglione che corre dietro a una ragazza

Ma? So che c'è un ma, non provare a negarlo😘

Ti odio🙈

Dall'altro lato, sentivo il desiderio di avvicinarmi ancora a lei e di stringerla tra le mie braccia. Sembrerò un coglione, ma in queste settimane mi è mancata; le volte in cui siamo usciti abbiamo parlato di tutto e di più e ci siamo trovati benissimo insieme.. o meglio, pensavo che anche lei si fosse trovata bene con me

So che non dovrei dirtelo, ma durante la cena era strana; sembrava che fosse con noi solo fisicamente.. secondo me, l'interesse è ricambiato. Capisco perfettamente la tua posizione e hai ragione, ma secondo me le interessi

Mi sta per chiamare mio fratello, ci vediamo domani mattina

Pensavo che dovessi andare a prendere Manuel in stazione🤔

E comunque, adesso sei tu quello che sta scappando dalla situazione, non ne parli🤷‍♂️

Sì va bene, ti ho detto una cazzata solo per andarmene.. ci vediamo domani😘

Non vedo l'ora di abbracciarti, zio❤️

Idiota, siamo stati insieme tutto il giorno oggi😂

Antipatico.. ma tanto in ritiro sei tutto mio (potrei pensare di condividerti con Ale🙄)

Chi ti vuole?😝

Saresti perso senza di me, Faraone mio😎
visualizzato

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Ve l'ho detto che ci sarebbe stato un po' di movimento🙊😂

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