Capitolo 10: Il Re Oscuro
"Il Re Oscuro?" domandò Ace. Era sicuro di aver già sentito quel nome, spesso accostato a quello del Re dei Pirati, eppure non riusciva a ricordare chiaramente chi fosse. A giudicare dall'espressione improvvisamente seria di (T/n) però, si rese conto di quanta importanza avessero le parole della (c/c).
Ace rimase in silenzio. Non capiva il perché (T/n) avesse deciso di confidarsi con lui.
"Era il braccio destro del Re dei Pirati." spiegò la ragazza per poi sospirare.
Il volto del corvino si illuminò alla realizzazione di chi fosse l'uomo di cui parlava. Ora era molto più chiaro, sia il perché (T/n) fosse così seria ed evitasse di alzare la voce benché si trovassero all'interno di una foresta da cui la maggior parte degli abitanti si teneva alla larga e sia il motivo per cui, spesso, chiedendo riguardo il Re dei Pirati, venisse svelato il nome di un altro "Re" altrettanto noto.
"Sì, ne avevo sentito parlare." affermò Ace, benché si fosse ricordato solo in quel momento di chi fosse Silvers Rayleigh. Si trattava comunque della verità. Ne aveva sentito parlare. Non se ne ricordava, però ne aveva sentito parlare.
"Quindi?" chiese Ace. Si aspettava una spiegazione, un motivo per cui, nonostante si conoscessero da poco tempo, (T/n) gli avesse rivelato con leggerezza una questione che invece lui aveva nascosto per tutta la sua vita.
"Così."
"Come sarebbe a dire 'così'?! Non puoi dirmi una cosa del genere senza motivo! Se qualcuno scoprisse che sei la figlia di un criminale di quel calibro, non pensi darebbero la caccia anche a te?! Alla Marina non interessa che tu sia solo una mocciosa, se nelle tue vene scorre il sangue di uno dei membri della ciurma del Re dei Pirati!"
"Vuoi forse dire che hai intenzione di denunciarmi?"
Il corvino tacque. No, non ne aveva l'intenzione.
Scosse la testa.
"Immaginavo."
"Non c'è nient'altro?" domandò il corvino.
"Ecco... vorrei che diventassimo amici. Se vuoi..." spiegò imbarazzata (T/n). Aveva distolto lo sguardo per evitare che Ace notasse il rossore spargersi sul suo volto.
"Sì... certo..." rispose altrettanto imbarazzato Ace. Non aveva mai avuto altri amici oltre a Sabo e Luffy. E (T/n) era la prima amica che aveva. "Ora però torniamo dagli altri." esclamò Ace, riacquistata la sua solita sicurezza.
(T/n) sorrise per poi annuire con un cenno della testa.
"Conosci bene questi boschi?" chiese (T/n), cercando di mantenere il passo con Ace, che a differenza sua non aveva alcuna difficoltà nell'orientarsi nelle foreste in cui era cresciuto.
"Sì." rispose Ace, senza guardarsi alle spalle. "Fai attenzione, qui vicino dovrebbe esserci un dirupo, quindi..."
Il corvino si voltò, non sentendo più i passi della (c/c) alle sue spalle. Sospirò seccato. Dopo un primo attimo di spavento iniziale, si ricordò di quante volte si era ritrovato a dover soccorrere Luffy all'interno di quella foresta.
"(T/n)?"
Ace si guardò intorno. Non si capacitava di come in pochi secondi la ragazza fosse scomparsa.
"(T/n), dove sei?!" chiamò nuovamente la (c/c), alzando la voce.
"Credo di essere caduta!" esclamò (T/n). La sua voce proveniva esattamente dal luogo in cui Ace aveva cercato di metterla in guardia.
"Aspettami... ti raggiungo subito!"
Cautamente, per evitare di cadere, Ace scavalcò i cespugli, oltre cui si estendeva una discesa ripida, al termine della quale, (T/n) era seduta al suolo. Il fatto che (T/n) si trovasse all'interno della visuale di Ace, lo tranquillizzò. Fortunatamente non si trattava di uno dei luoghi più pericolosi in cui si sarebbero imbattuti all'interno della foresta, tra animali selvatici e corsi d'acqua all'interno di cui Luffy era caduto più volte.
"Penso mi stessi dicendo di fare attenzione a non cadere... a quanto pare sono caduta comunque..." commentò (T/n), imbarazzata dalla propria disattenzione, benché il corvino le avesse raccomandato di non distarsi.
"Luffy è peggio di te. Io e Sabo ci abbiamo fatto l'abitudine." disse Ace, rassegnato. "Riesci a camminare?" chiese poi, notando che (T/n) non sembrava essere intenzionata ad alzarsi.
La (c/c) gli sorrise. "Ecco..."
"Ti porto in spalla."
"Cosa?"
"In spalla. Che problema c'è? Preferisci rimanere lì? Sarebbe meglio tornare a casa prima che cali la notte, oppure aumenteranno le probabilità di imbattersi in qualche bestia selvaggia..." iniziò a spiegare Ace.
"Non ce n'è bisogno... davvero."
Ace inarcò un sopracciglio. Non vedeva alcun problema, sempre a causa di Luffy si era ritrovato nella situazione che lui e Sabo dovessero darsi il cambio per portarlo in spalla durante tutte le volte in cui il minore dei fratelli si trovasse in difficoltà.
"Io inizio ad andare, allora."
"No, aspetta, scherzavo."
"Voi ragazze siete problematiche. Luffy non si lamenta mai quando lo porto in spalla. Senza contare che sono stato io a portarti a casa quando ti abbiamo trovata in spiaggia." commentò Ace.
Il volto di (T/n) si tinse di rosso. "Va bene, facciamo come vuoi tu!" esclamò, coprendosi il viso con le mani.
"Ci voleva tutto questo tempo per dire di sì? La prossima volta torni a casa da sola." si lamentò Ace, per poi piegarsi all'altezza della ragazza. "Tieniti forte, se non vuoi rischiare di cadere di nuovo."
(T/n) annuì. Quando fu certa che Ace non potesse vederle il volto, lasciò che un sorriso costante le adornasse il viso. Con le braccia strette intorno al corpo del corvino e la testa appoggiata alla sua spalla, (T/n) si sentiva al sicuro. Le piaceva la sensazione di protezione che instillava la presenza di Ace.
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