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Capitolo 1: La ragazza portata dal mare

Vivevano in un villaggio circondato dal mare, erano tre bambini che si consideravano fratelli nonostante non condividessero legami di sangue. Certo, era passato del tempo prima che l'ultimo arrivato venisse coinvolto dai due più grandi.

Un giorno l'arrivo di una ragazza loro coetanea sconvolse le loro giornate. L'aveva portata lì una tempesta. Nessuno sapeva chi fosse né da dove venisse. Furono proprio i tre piantagrane a trovarla.

Camminavano sul bagnasciuga, accertandosi che Luffy non cadesse in acqua, senza piani per la giornata. Aveva appena cessato di piovere. L'acqua vicina alla riva era torbida, sporcata dalle alghe. In cerca di tesori trasportati dalla marea, si avvicinarono a quelli che sembravano i resti di un'imbarcazione. L'impatto con la terraferma doveva essere stato brusco, constatando la rovina del relitto.

Un'improvvisa quanto inquietante consapevolezza fece fermare Ace, che era in testa al trio, e conseguentemente i due che lo seguivano, che gli si scontrarono contro.

"Se ci fosse un cadavere?" chiese Ace perdendo parte del coraggio che tanto lo contraddistingueva.

"Un cadavere?!" contemporaneamente Luffy e Sabo rabbrividirono all'affermazione del corvino. Con un tono di voce tremolante, il più piccolo provò ad azzardare un'altra ipotesi. 

"Se invece ci fosse qualcuno che ha bisogno di aiuto?" Sabo annuì in risposta, preferendo notevolmente questa alternativa.

"Controllerò io!" esclamò Ace ricacciando indietro la paura che lo aveva congelato sul posto in quel momento. Non gli piaceva per niente l'idea di trovare i resti di una persona rispetto a quelli di qualche ricchezza.

Avvicinatosi al relitto, spostò delle travi di legno che gli coprivano la visuale. Nell'operazione, la sua mano sfiorò qualcosa di freddo e morbido. Tirò indietro la mano a causa dell'inaspettato contatto. 

Deglutì spaventato all'idea di cosa potesse essere ciò che aveva toccato. Si sporse in avanti e questo gli permise di vedere, coperti da vari rifiuti, un braccio. 

Ace impallidì. C'era effettivamente qualcuno bloccato sotto quelle macerie dell'imbarcazione. Sospirò rumorosamente nel tentativo di mantenere il controllo senza far preoccupare ulteriormente Luffy e Sabo, che ne frattempo si erano seduti sulla sabbia in attesa che Ace controllasse il relitto.

Si concentrò sullo spostare assi di legno e altri materiali dalla zona dove pensava si trovasse il ferito, oppure nella peggiore delle ipotesi che lui e i fratelli avevano avanzato, un cadavere.

Nel momento in cui capì di essere riuscito nel suo intento, chiuse involontariamente gli occhi. Era intimorito da cosa potesse trovarsi davanti agli occhi, per questo preferì evitare il contatto visivo.

Andando alla cieca, afferrò ciò che supponeva essere il braccio del malcapitato e lo strattonò in maniera poco delicata all'infuori delle macerie. 

Il corvino stesso perse l'equilibrio e ricadde all'indietro sulla sabbia, stringendo tra le braccia la persona che aveva appena soccorso.

Ace aprì finalmente gli occhi e non poté fare a meno di tirare un sospiro di sollievo constatando che la persona che teneva tra le braccia era ancora viva.

Si trattava di una ragazza che avrà avuto all'incirca la sua età. I capelli (c/c) era umidi e vi erano incastrate delle alghe. Gli occhi erano chiusi al contrario delle labbra semiaperte che avevano assunto un'innaturale colorito bluastro. Indossava un abito che un tempo doveva essere di colore bianco e che conservava ancora dei ricami e dei pizzi. Seppur debolmente, il corvino sentiva il suo cuore battere.

"Dobbiamo riscaldarla assolutamente, di questo passo morirà!" 

Ace poteva non essere gentile e cortese con coloro che gli erano sconosciuti, ma sentiva che fosse la cosa giusta prendersi cura di quell'estranea. Non poteva lasciarla morire.

Si era alzato in piedi, tenendola tra le braccia e sperando che il suo corpo riuscisse a riscaldarla.

Per la sua età, Ace era incredibilmente forte. Lungo tutto il tragitto verso casa era riuscito senza problemi a tenere in braccio la (c/c).

Vennero accolti da una Dadan molto sorpresa dalla bambina portata dal mare sull'isola di Foosha.
Immediatamente Ace le chiese se potesse farla restare lì finché non si fosse ripresa.
La donna rimase sorpresa dal comportamento del maggiore dei fratelli, che solitamente tendeva a diffidare degli estranei.
Nel pomeriggio, Rufy e Sabo tornarono nei pressi del relitto, desiderosi di trovare qualcosa che potesse indicargli chi fosse la misteriosa ragazza.

A differenza loro, Ace non si era allontanato da lei. Si trovavano nella camera condivisa dai tre ed erano sdraiati vicini. Era troppo piccolo per sentirsi a disagio vicino a una ragazza, quindi non aveva alcun problema a condividere il suo letto. Più che altro non sapeva come avrebbe reagito lei nel momento in cui si fosse svegliata con uno sconosciuto accanto. Visto il pregio conservato dai suoi abiti nonostante la tempesta, doveva trattarsi di una nobile.

La (c/c) si mosse nel sonno e Ace si sporse verso di lei. Le labbra, che erano tornate alla loro colorazione naturale, mimavano ripetutamente una parola.

"Freddo."

Ace non sapeva come comportarsi, aveva già riempito il letto di coperte per poterla riscaldare, non aveva idea di dove trovarne altre. 

Si strinse a lei e nuovamente si sorprese nel constatare come fosse fredda.
Il corvino chiuse gli occhi e in breve tempo si assopì.

Non poté vedere l'altra parola che la ragazza avrebbe voluto pronunciare.

"Grazie."

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