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Mi tolsi la benda e scoprì di essere all'ultimo piano di un grattacielo molto alto, sotto di noi i lampioni illuminano i fari delle auto che si muovono tutte compatte, le siepi delle case sembrano linee verdi che dividono piccoli edifici, Dylan arriva di fianco a me, e senza guardarmi dsse
"Bello eh? Sono sicuro che qui non c'eri mai stata. Ieri mi ero fatto un giro per di qua e volevo vedere la città da un altro punto di vista"
"Però se osservi, è tutto normale, tutti uguali, tutti fanno le stesse cose, tutti vivono in case fatte da altre persone, tutti usano materiale di altre persone, tutti copiano altre persone, quindi tutti, ogni singola persona, tutte le persone che ora vediamo camminare per le strade, mirano a copiare chi è apprezzato ed è stata questa città a ridurli cosí, perché se non ti elevi, continueranno a lasciarti nell'angolo, e dopo un po' che sei nell'angolo, dopo un po' che sei solo, ti rovini."
Rimase in silenzio.
Si passò la mano fra i capelli e sorrise.
Andammo di nuovo alla macchina e ci avviammo verso casa.
"Durante l'andata ti ho parlato di me, ora mi dici qualcosa i te?"
Quella domanda mi stupì..
"Cosa dovrei dirti?"
"Non so, sei fidanzata?"
"Scusa?"
"Sei fidanzata?" ripetè
"No, perché?"
"Per sapere se posso farti dei complimenti e non fare a botte con qualcuno"
Mi uscì una risatina, dovevo ammettere che era simpatico.
La musica soffocava il silenzio di quel viaggio.
Arriviamo davanti a casa e scesi.
"Grazie"
Si passò una mani fra i capelli
"Grazie a te di essere venuta"
Tornai in casa, e mi stesi sul letto, arrivò mio fratello che iniziò con l'interrogatorio
"Ora mi dici chi è?"
"È il nostro vicino di casa ritardato"
"Ah okay, e dirlo prima?"
uscì e rimasi solo sul letto
"Chissà per quanto tempo sta sera fisserò il soffitto".
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