Parole al buio
Draco stava stretto in quel ripostiglio minuscolo, ma non gli dispiaceva affatto, visto che era in compagnia di una ragazza. Peccato che quella ragazza era una Grifondoro e, per meglio specificare, era la peggiore di tutte. Quanto lo disgustava stare a contatto con una sanguemarcio! Però vedere la sua paura sul bel faccino e sentire il corpo magro e ben sviluppato tremare, gli dava davvero tanta soddisfazione.
Lei aveva chiuso gli occhi e girato la testa, sfinita a sua volta dalla reciproca prossimità troppo intima.
"Finiamola con questa pagliacciata e usciamo di qui", mormorò la ragazza.
"Vuoi dire che ho vinto io?"
"Sì, basta che mi fai uscire".
"Uh, uh, non avrai paura del buio, Granger? Oppure sei claustrofobica?"
"Né uno né l'altro, è solo che odio che mi stai così vicino e mi tocchi".
"Ehi, siamo dentro a uno sgabuzzino minuscolo, è inevitabile che ti tocchi".
"Sei stato tu ad avere la brillante idea di portarmi qui, solo perché non vuoi farti vedere da nessuno".
Draco alzò le sopracciglia con modestia, "Vero, ma non me ne pento affatto. Potrei lasciarti qui dopo averti scagliato una magia e aspettare che ti trovi qualcun'altro, ormai esanime", ipotizzò toccandole la gola con la bacchetta.
Hermione lo imitò, senza alcuna esitazione, "Attento Malfoy, potrei fare lo stesso. Ricordati che ho preso un voto più alto del tuo a Difesa contro le Arti Oscure".
Draco fece una smorfia incattivita e mormorò: "Odio quando hai voti migliori dei miei".
"E io odio quando ti ostini a non ammettere la sconfitta".
"Questo perché trovo sempre un modo per vendicarmi".
"Oh, ma davvero? Sappi che la vendetta è un piano che va mangiato freddo e io so aspettare a lungo".
Draco le sbuffó in faccia divertito: "Se tu non fossi nata babbana, saresti stata una Serpeverde eccellente, sempre così arguta è velenosa".
"Forse è questo quello che odi veramente dei miei natali, il fatto che non posso fare parte della tua casata".
"Sì, anche, più o meno", tentennò lui, preso alla sprovvista.
Lei continuò: "Se devo dirla tutta, è un peccato che tu sia troppo codardo per essere un Grifondoro, perché con la tua intelligenza, riuscirei ad avere conversazioni molto più intellettualmente stimolanti rispetto a quelle che ho Harry e Ron. Mi dispiace che sprechi il tuo talento intellettivo per dare spazio ai pavoneggiamenti e ai dispetti verso gli altri".
Draco si mise a ridere di gusto: "Sì lo so, sono un genio. È questo ciò che odi davvero di me? Fai fatica a reggere il confronto".
"Ma quale confronto? Odio piuttosto il fatto che sei distante, non c'è mai stata una volta in cui ho visto un briciolo di sentimento umano da parte tua", rispose Hermione, sentendo il cuore battere forte sia per la rabbia sia per la vergogna di stare confessando i suoi pensieri più intimi.
Anche Draco non si sentiva troppo bene, aveva una mezza tachicardia e poco alla volta aveva appoggiato la fronte su quella di lei. La sentiva respirare e lui respirava con lei.
"Forse, se non fossi così acida e saccente tutte le volte, ti avrei avvicinata già tempo fa, anche se sei una sanguemarcio".
"Se solo mi guardassi con i tuoi limpidi occhi senza tutta quella cattiveria che uso di solito, io... mi sarei già persa dentro da tanto tempo".
"Sta zitta Granger e baciami".
"Taci Malfoy, sei tu che devi baciare me, non ricordi?"
Draco sorrise sempre più divertito e agitato. Non vedeva quasi niente, passava appena un piccolo spiraglio di luce da sotto la porta, ma gli occhi si erano abituati al buio e scorgeva i tratti principali di lei, comprese le morbide e vogliose labbra.
Piegò un poco la testa e appoggiò la bocca sulla sua, cercando di indurla ad aprirsi e infilarle la lingua dentro.
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