Non è mai accaduto
Le bocche si incrociarono e i due studenti si baciarono. Per Draco non era la prima volta, aveva fatto esperienza con qualche sua compagna Serpeverde, ma senza instaurare alcun tipo di relazione con loro. Per Hermione era la prima volta e si sentiva agitata, soprattutto perché non sapeva quando respirare e dove e come mettere le mani.
"Rilassati Granger, sembri un pezzo di legno", si lamentò Draco mentre le succhiava il labbro superiore.
"Sì, cioè, non è mica così facile", rispose lei, insicura.
"È la prima volta, vero? Si vede lontano un miglio. Di Carota non mi meraviglio che non abbia mai pensato di baciarti, ma credevo che almeno lo Sfregiato fosse un po' più sveglio".
"Non parlare così di loro", si arrabbiò lei.
"No? Allora parliamo di te. Pensi ancora che bacio come un poppante di tre anni?"
"No, ammetto di aver fatto un errore di valutazione".
"Brava, piccola sanguemarcio", commentò lui baciandola di nuovo con passione, mentre con le mani si accertava della consistenza delle natiche di lei.
Hermione, paralizzata da tutto quell'impegno da parte sua (e anche da un certo movimento all'altezza del bacino, molto compromettente), si lasciò baciare e toccare, scoprendo che non le dispiaceva affatto.
Dopo qualche minuto Draco decise che ne aveva abbastanza, soprattutto perché era arrivato al limite della decenza e andare oltre sarebbe stato troppo pericoloso. Si staccò dalle sue labbra e riprese fiato. Con una mano si sistemò i capelli e appoggiò la schiena alla parete dello stretto sgabuzzino.
"Nessuno lo deve sapere", ansimò.
"Scherzi? Se lo dico ai miei compagni, succede un putiferio", rispose lei, ancora in preda alla tachicardia.
"Vedo che siamo concordi. Non è mai successo".
"Mai successo, mai", confermò lei, mentre si aggiustava la gonna ancora tutta raggomitolata.
Ritrovando la sua freddezza austera, Draco si lisciò la giacca dell'uniforme e concluse quella conversazione: "Ci vediamo in classe, Granger, per mia disgrazia", poi riaprì la porta e se ne andò a lunghi passi.
Hermione uscì poco dopo, assicurandosi di essere ben vestita e pettinata.
Ritornata in Sala Comune come se fosse un fantasma, venne fermata da Ginny, la quale stava uscendo per un incontro romantico con un ragazzo del quarto anno della casata dei Corvonero.
"Come mai sei così sconvolta?"
"Io, sconvolta? No".
"Sei tutta rossa in faccia".
"Ho fatto le scale di corsa, per tenermi in esercizio. Ultimamente sono stata troppo seduta in biblioteca e sono fuori forma", disse Hermione, mentendo spudoratamente.
Ginny la guardò poco convinta, ma alla fine decise di crederle: "Se lo dici tu... Vado che sono in ritardo".
"Divertitevi".
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