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La collezione

Hermione guardò indispettita Draco e  gli disse: "Ci sono modi più gentili per rivolgersi a una ragazza".

"Cosa c'è? Non ti vuoi spogliare? Guarda che non ti mangio mica." La prese in giro lui.

"Non è questo il punto," Si intestardì lei, "Sto cercando di farti capire che se ti comporti in questo modo, cioè dandomi ordini come se fossi la tua servetta, mi va via tutta la voglia di passare la giornata con te."

Draco fece spallucce, voltando la testa dall'altra parte. La ragazzina si chiese come interpretare quella sua espressione. Poi lui la guardò di nuovo, sistemandosi gli occhiali scuri sugli occhi e dicendo: "Sono un Malfoy, sono abituato a comandare. Però tu fa come vuoi. Se preferisci tenerti i vestiti, tienteli".

Lei annuì con soddisfazione e poi rispose: "Credo che mi li toglierò. Siamo in spiaggia, dopotutto".

Dopo questa ripicca, Hermione iniziò ad aprirsi i pantaloncini di jeans e a sfilarseli. Draco, nascosto dietro gli occhiali da sole, le guardava le cosce e la pelle liscia e pallida. In un secondo momento si soffermò sulle mutandine da bagno rosa decorate con disegni di rose blu. La ragazzina si sfilò anche la maglietta, mostrando sul seno un reggiseno in coordinato. Malfoy la osservò dalla testa ai piedi, mentre lei si accomodava sulla sedia a sdraio, e sentì un certo formicolio sotto i suoi slip.

Si schiarì la gola e bevve quello che era rimasto del suo cocktail, ma subito dopo si accorse di una sua mancanza di eleganza.

"Mi sono dimenticato di domandarti se hai voglia di bere qualcosa".

"Grazie, ma adesso sto bene. Più tardi, sicuramente, avrò sete".

"Bene". 

Silenzio. 

Sguardo. 

Silenzio. 

"Ho preso questa postazione perché in prima fila si ha una visuale migliore sul mare".

"Infatti è magnifica. Grazie. Hai avuto un bel pensiero".

"Sai nuotare, Granger?"

"Certo, Malfoy".

"Che ne dici se tra una mezz'oretta andiamo in acqua?"

"Va bene. Adesso ho bisogno di ambientarmi un po'. Inoltre sono curiosa di sapere come mai hai chiesto proprio a me di venire fino a qui".

Draco deglutì a vuoto, non si aspettava per nulla quella domanda. Dire in quel momento il vero motivo per cui l'aveva invitata lo imbarazzava troppo e non sarebbe mai riuscito a confessarglielo. Avrebbe voluto arrivarci per gradi, anche perché molte cose le doveva ancora finire di elaborare. 

"Te l'ho scritto: oggi ero libero di fare quello che volevo, così ho deciso di venire qui. Siccome ero solo, ho pensato che a te avrebbe potuto interessare l'occasione. Non mi pare di aver sbagliato le previsioni, visto che sei rimasta".

"No. Non le hai sbagliate". Ammise lei. "Ma inizialmente ho pensato che fosse una trappola per farmi qualche scherzo. Mi ha sorpreso che tu avessi una intenzione seria nel tuo invito. Inoltre, l'ultima volta che ci siamo visti a scuola, te ne sei andato come se non te ne importasse proprio nulla di me".

"Ma devi considerare che ti ho dato un bacio da manuale. Non te lo ricordi più? In quel caso, sono pronto a dartene un altro".

"No!" Squittì lei, "Ma sei impazzito?"

Lui fece di nuovo spallucce e si alzò dal suo sdraio, si stirò per bene allungandosi verso l'alto e poi sospirò, rilassandosi. Hermione non riuscì a fare a meno di posare gli occhi sui suoi slip verdi e grigi, ma distolse lo sguardo il prima possibile.

"Cosa hai portato nel tuo zaino, Granger?"

"No, fermo, sono cose personali".

Draco però stava già rovistando dentro. Spazzola, crema, maglietta, pantaloncino..

"Oh-oh, queste mi piacciono".

Il Serpeverde tirò fuori delle mutandine verdi con dei voulant di pizzo bianco. 

"Ridammele, mi servono per cambiarmi quando ce ne andiamo di qui", protestò lei.

"Spiacente, ormai sono nel mio bottino. Sono più carine di quelle di Pansy Parkinson".

"Hai le mutande di Pansy?!" Si stupì lei.

"Sì, me le ha regalate lei durante il secondo anno, dopo che abbiamo pomiciato".

"E' con lei che hai imparato a fare un bacio da manuale?" Chiese Hermione, asciutta.

"Non solo con lei, ma anche con Millicent Bulstrode, Daphne Greengrass, un paio di Corvonero e anche una Tassorosso".

"Praticamente hai una fornita collezione di mutandine, nei tuoi cassetti." Disse Hermione, un poco indispettita, ma anche tanto stupita dalla vita segreta di Draco come rubacuori.

"Sì, in effetti le ho tutte, però ti confesso che non mi interessano più. Nessuna di loro mi ha fatto provare un vero stimolo nel continuare a frequentarle," continuò a raccontare il ragazzino, "Invece con te è stato diverso."

"Io ti ho chiesto di baciarmi solo perché sapevo che il solo pensiero ti avrebbe fatto vomitare".

"Infatti anche il mio primo pensiero è stato proprio quello, però nel farlo mi sono accorto di quanto in realtà ho sempre desiderato le tue labbra. E' stata come una rivelazione, è stato come se all'improvviso non riuscissi più fare a meno di pensare a quando ti avrei ancora baciata e come ti avrei baciata".

"Questo è il vero motivo per cui sono qui?"

"Credo di sì, Granger, credo di sì".


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