60. UNA VOLTA É ABBASTANZA
Ciò che di me sapeste non fu che la scialbatura,
la tonaca che riveste la nostra umana ventura.
Eugenio Montale
Il Corrotto: «Ragazzi, ho una confessione da farvi».
Enrico La Talpa: «Che tono solenne!».
«Sono serio».
The West Wind: «E sta' un po' zitto, Enry! Quanti danni fai, col tuo impicciarti ovunque!».
«Ehi, scusa tanto!».
The Dreamer: «Ragazzi, silenzio un po'! Non avete capito che Il Corrotto ha qualcosa da dirci?».
«É vero: ho una confessione da farvi. Riguarda Lo Spettatore... so che è passato un mese. Ma non sono riuscito a trovare prima il coraggio per dirvelo».
Enrico La Talpa: «Ah, lo sapevo! Tu sai chi è e non ce l'hai detto! Quanto tempo ci hai fatto perdere per il tuo orgoglio».
The West Wind: «Zitto, Talpa. Sembra importante».
«È vero, io so chi è. Ci siamo conosciuti nella realtà, a scuola».
Jolly: «Non sei costretto a dirglielo!».
«Zitto, tu. O perdo il coraggio e la voglia! E ho deciso di dir loro tutto».
«Ma perché?! È passato un mese!».
«Ormai ho deciso. Non mi va che per colpa mia non possa più tornare nel giornale».
The West Wind: «Per colpa tua? Ma di che stai parlando?».
«Ehi, calma. É una storia un po' lunga».
The Dreamer: «Ti ascoltiamo».
«É colpa mia, se Lo Spettatore se n'è andata. Lei non voleva farlo: ci teneva, al giornale. Volevo andarmene io prima di lei, ma non sono riuscito a prevenirla».
The West Wind: «Anche tu? Ma è una mania!».
«Beh, per farla breve: se n'è andata per farmi un piacere. E quindi è con me che dovreste avercela, non con lei. Anzi, lei si è comportata nel migliore dei modi. E questo mi sorprende, perché non le avevo dato alcun motivo per essere gentile nei miei confronti».
The Dreamer: «Io non ci sto capendo più niente, e voi?».
Enrico La Talpa: «Io invece ho capito benissimo! Non eri tu quello che diceva che non bisogna incontrarsi nella realtà, perché poi gli odi e le antipatie personali ci impediscono di essere amici sul giornale?!».
«Sì, è vero, ero io; ma ho cambiato idea. Anche Lyra se ne è andata, e con lei non ci siamo mai incontrati nella realtà. Se siamo amici sul giornale, possiamo benissimo esserlo anche di persona!».
«Si è visto! Lo Spettatore se ne è andata perché vi siete incontrati! E chissà cosa le hai detto o fatto per farla andar via!».
«Le ho detto che l'amavo».
«Puoi ripetere?».
«Una volta è abbastanza».
Quetzalcoatl: «Ma sei pazzo?! Se vi siete conosciuti solo attraverso uno schermo luminoso?».
Il Pessimista: «Beh, é abbastanza».
The West Wind: «E lei cosa ti ha risposto?!».
«Beh, penso che sia evidente».
«Oh, scusa! É vero, non sai quanto mi dispiace!».
«Comunque l'avevo già conosciuta nella realtà e sapevo che mi detestava. Solo pensavo che, una volta che le avessi detto che ero Il Corrotto, avrebbe ridimensionato un po' la sua stima per me. Mi sbagliavo. Non è servito a niente. Ma non dovete compatirmi. Sapevo benissimo come sarebbe andata».
The Dreamer: «Oddio... Mi dispiace, Boss! Ma come mai ti detestava, non capisco?! Sembravate così simili, sul giornale! Io credevo che prima o poi vi sareste messi insieme...».
«Grazie, questo mi fa star meglio».
«Scusa! Mi dispiace!».
«Non importa. Beh, comunque ora sapete tutto. Quindi non pensate male di lei: non ha alcuna colpa...».
The West Wind: «Ma sei sicuro che ti detesta? Cioè, voglio dire, da come andavate d'accordo sul giornale, sembravate fatti l'uno per l'altra! Non riesco a capire come abbia potuto detestarti, anche dopo che le hai detto che eri Il Corrotto!».
«Non aveva una gran simpatia per me, cioè per il mio Io reale. Anzi, diciamo che non mi sopportava proprio. Non capisco come ho fatto... beh, avete capito: a farmi piacere qualcuno che mi detesta».
Enrico La Talpa: «Questo dimostra una cosa: meglio non incontrarsi nella vita reale, o il gruppo si disgregherebbe».
Il Corrotto: «No, proprio il contrario! Vorrei riuscire a spiegarvi la cosa in modo chiaro, anche se non sarà facile».
Jolly: «Io davvero non ti capisco! Perché lo stai facendo?! Smettila di rivangare in questa storia, non c'è ne è alcuna utilità».
«Una sì. Ed è per questo che mi sono deciso a confessarvi tutto!».
Enrico La Talpa: «Di cosa parli?».
«Voglio che ci incontriamo. Che formiamo un gruppo di amici nella realtà, che possiamo parlarci e vederci, e mangiare una pizza insieme».
The West Wind: «Come hai fatto a cambiare idea?! Pensavo che, dopo questa cosa dello Spettatore, ti fossi più che mai deciso a non incontrarci nella realtà».
Enrico La Talpa: «Ma come mai vuoi che ci incontriamo, se dopo che hai rivelato la tua vera identità a Lo Spettatore, lei ha voluto tagliare tutti i ponti ed è fuggita? Non ti è bastato beccarti un due di picche, devi per forza sbattertici contro e rifare lo stesso errore?».
Il Corrotto: «Non riesci proprio a non ferire i sentimenti delle persone con cui parli? Credi forse che Lo Spettatore sia fuggita perché non gradiva il mio aspetto fisico? Ti assicuro che non è così. E se è per paura di fare questa fine, che difendi la tua identità segreta con tanta enfasi, allora sei tu che devi essere compatito, non io».
«Ne parliamo a quattrocchi, Cuor-rotto!».
«Volentieri, talpa!».
The West Wind: «Enry, non riesci proprio a stare zitto!? Lascialo in pace, e non girare il dito in una ferita ancora aperta!».
Il Corrotto: «Grazie tante per l'espressione che hai scelto. Calza benissimo».
«Scusa scusa scusa».
«Non vi ho rivelato la mia vita privata per farmi compatire o per farvi ridere alle mie spalle, ma per farvi capire una cosa. Se io mi fossi fatto conoscere prima da lei anche sotto il nome di Il Corrotto, tutto questo non sarebbe mai accaduto».
Enrico La Talpa: «Hai una buona autostima. Dimmi un po' dove l'hai trovata? Al mercato delle pulci?».
«Senti un po', talpa. Non scherzavo quando ho detto che è una ferita ancora aperta. Faresti meglio a stare zitto, perché non credo che sopporterò che tu ci scherzi ancora sopra! Vorrei fosse successo lo stesso a te, così capiresti che razza di buon gusto ci vuole a prendere in giro qualcuno dopo una simile esperienza!».
The West Wind: «Vai a quel paese, Enry e cuciti quella bocca, se non riesci a farne uscire che cattiverie gratuite!».
Il Corrotto: «Lasciamo perdere. Quello che intendevo è che nella realtà io non sono affatto come nel giornale. Nella realtà, sono un'altra persona che io stesso detesto e che Lo Spettatore non poteva che detestare a sua volta. Quando ci incontreremo, se accetteremo di incontrarci, non avrete difficoltà a capire perché. Ma in realtà io non sono così, io sono quello che conoscete voi: è sotto il nome di Il Corrotto, che riesco finalmente a fare conoscere la mia vera personalità. Quando ho scoperto che la ragazza di cui ero innamorato era Lo Spettatore, ho cominciato a sperare che potesse passare sopra all'odio che sembrava provare per me nella realtà e che incominciasse a vedermi come Il Corrotto, con il quale avevo più possibilità. Ma ci ho messo troppo. Ormai aveva troppi pregiudizi su di me, sul mio io reale, intendo. Nella realtà non mi sopportava, capite? Ma se io le avessi detto prima che ero Il Corrotto, io so per certo che avremmo potuto almeno essere amici. Adesso ho deciso di gettare via la maschera che mi ha impedito di farmi amare da lei e di avere degli amici come voi».
The Dreamer: «Quello che hai detto è assolutamente vero! Ci siamo preclusi la possibilità di conoscere degli amici veri. Potremmo essere davvero amici inseparabili, se ci incontrassimo».
The West Wind: «É lo stesso che provo io, Corrotto! Anch'io nella realtà non sono me stessa... Solo qui sono davvero io. E non è giusto che ostacoliamo la nostra amicizia, sapendo di aver trovato tante persone così simili a noi, con le quali abbiamo in comune molto di più che con quelli che crediamo essere nostri amici nella realtà e che invece sono solo persone che abbiamo incominciato a frequentare per circostanza! Dobbiamo gettare via questa stupida maschera e incominciare ad essere nella realtà chi siamo sul giornale. E il primo passo è incontrarci. Il prima possibile».
Enrico La Talpa: «Voi siete tutti pazzi! Volete mandare a quel paese tutto quanto solo per le delusioni di cuore del Corrotto! Se le è procurate lui e non hanno niente a che fare col giornale!».
The Dreamer: «Sei crudele! Corrotto, io ci sto! E direi che possiamo incontrarci fin da domani».
Il Pessimista: «Ragazzi, domani è troppo presto... Datemi un po' di tempo per pensarci su...».
The Dreamer: «Cosa vuoi pensarci su? Di che cosa hai paura? Io so per certo che, se ci incontrassimo nella realtà, saremmo un gruppo insuperabile. E l'unica cosa che mi dispiace è che Lo Spettatore non ritorni sui suoi passi...».
Quetzalcoatl: «Ok, va bene. Tanto io non ci posso fare più niente, se avete deciso tutti così».
Enrico la Talpa: «Io invece non ci sto. Non contate su di me».
Il Corrotto: «Avanti, talpa, sei l'unico che manca! Non avrai paura di farti vedere alla luce del sole, vero?».
«Non pensare di convincermi. Il mio orgoglio sta bene dov'è, e non lo risveglierai tanto facilmente».
The West Wind: «Avanti, mancheresti soltanto tu! Non fare il maledetto solito guastafeste».
«Non ci penso proprio».
Il Pessimista: «Se lo faccio io, puoi farlo anche tu!».
«Ve lo dico e ve lo ripeto: non ci penso proprio!».
The West Wind: «Beh, fai come ti pare, ma noi faremo senza di te tranquillamente».
«Non sforzatevi tanto di farmi sentire in colpa, perché ho deciso che non vengo».
The West Wind: «Vuol dire che con noi hai chiuso, è così?».
«Beh, sembra di sì. Mi dispiace, ragazzi, ma avete fatto tutto da soli».
«Ma non fare il cretino! Nessuno ti giudicherà per il tuo aspetto fisico».
«Non è certo per quello, che non mi faccio vedere. Se venissi, ti assicuro che cadresti ai miei piedi».
«Che arrogante! Vai pure dall'altro capo del mondo che io non ci tengo proprio a conoscerti!».
«Ti accontento».
Enrico La Talpa si é disconnesso.
The West Wind: «Ragazzi! Scusate! Non sapete quanto mi dispiace!».
Il Corrotto: «Non è colpa tua».
«No, no, davvero! Se non gli avessi detto quelle cose, non se ne sarebbe andato! Lo sapevo che è suscettibile! Non avrei dovuto rispondergli! Lo so che è fatto così, che dice le cose senza pensarci... é colpa mia!».
The Dreamer: «No, non è vero, non è colpa tua... Secondo me ritornerà!».
«No! É troppo orgoglioso per farlo! É troppo orgoglioso. E non so neppure come fare per chiedergli scusa...!».
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