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Capitolo 27 -Patto di forza-

Sentivo i muscoli delle gambe tirare, ma non era il momento di pensarci. Dovevo arrivare in fretta alla stanza delle necessità. Non avevamo molto tempo. Accelerai il passo, sfidando il jeans attillato che indossavo. Avevo indossato la prima cosa pulita che mi era capitata a tiro, ovvero un jeans scuro e una maglietta a collo alto nera, ignorando il fatto che potesse essere più scomoda della divisa di Quidditch. Sospirai e continuai a camminare, tenendo stretto al petto il cambio che avevo portato a Draco. Ovviamente nemmeno per lui mi ero applicato nella scelta degli abiti, limitandomi a prendere una felpa e un pantalone dal suo armadio. D'altra parte il mio ragazzo era capace di sembrare un Dio greco anche con un sacco di iuta sulla testa, quindi... ''Credevo avessi deciso di dartela a gambe, Sfregiato.'' Alzai gli occhi al cielo, avvicinandomi al Malfoy, che mi stava aspettando. Chissà per quale motivo, adesso che ero accanto a lui, tutta l'ansia che avevo accumulato nei dieci minuti precedenti, si stava dissolvendo come per magia. Era questo l'effetto che Draco Malfoy aveva su di me. Riusciva a farmi sentire al sicuro in ogni occasione. Sorrisi, lanciandogli i vestiti addosso, fintamente offeso per la sua scelta di parole. ''Te lo avevo detto che andavo a prendere il cambio, no?'' Lo rimbeccai dolcemente. Lui annuì. ''Andiamo, ci stanno aspettando tutti.'' Avvisò, voltandomi le spalle per dirigersi verso il muro davanti a noi. Aspettai che la porta comparisse davanti a noi, respirando a fondo per rallentare i battiti del mio cuore. Fui tentato di prendere per mano Draco, ma mi costrinsi a non farlo. Non perchè provassi vergogna nella nostra relazione, ma perchè avevo bisogno di sentirmi forte da solo. Draco abbassò la maniglia e spinse la porta, esponendoci ad un sommesso chiacchiericcio. Chiusi gli occhi per un istante, poi entrai. Mi sorprese vedere tutti quei ragazzi nella sala. Quando avevo chiesto ad Aries di radunare tutti, mi sarei aspettato una dozzina di persone, non una cinquantina. Avevo rimproverato Silente di aver sottovalutato il nostro potere, quando ero stato il primo a fare lo stesso sbaglio. Nella sala calò il silenzio, mentre la porta si chiudeva alle nostre spalle, e tutti prendevano a fissarci. Erano presenti quasi tutti i Serpeverde dal quarto anno in poi, per non parlare di ragazzi appartenenti ad altre case. ''Sono stata brava, non è vero?'' Si vantò Aries, tirandomi una gomitata nello stomaco. Blaise sorrise orgoglioso. Qualsiasi cosa facesse la sua ragazza, lui era lì a supportarla. Era meraviglioso sapere che anche io avevo una persona del genere al mio fianco. Di riflesso guardai Draco, che come a leggermi nel pensiero, appoggiò la mano sulla mia schiena, sorridendomi e mostrandomi in tal modo tutto il suo appoggio. ''Allora, qualcuno ci spiega perchè siamo qui?'' Chiese una voce dal gruppo. Non riuscii ad identificarne l'identità, ma mi sembrava parecchio agitata. Aggrottai le sopracciglia, poi feci un passo avanti. ''Credo che ognuno di voi sappia quali sono gli ideali della propria famiglia. Qui ad Hogwarts non ci siamo mai esposti, ma so per certo che tutti i presenti in questa sala fanno parte della stessa schiera.'' Dissi convinto. Ci fu un mormorio in risposta. ''Sta dicendo che tutti noi siamo figli di Mangiamorte, ottuso.'' Disse un ragazzo ad alta voce, mi voltai nella sua direzione, riconoscendo subito la sua voce. Era Theo, ed evidentemente stava rispondendo al commento silenzioso di qualcuno che gli stava accanto. Sorrisi grato del suo intervento, prima di continuare a parlare. ''Esatto. Tutti noi siamo figli di Mangiamorte. I nostri genitori stanno tentando di costruire un mondo nuovo, un mondo che sia alla nostra altezza, ma c'è qualcuno che vuole fermarli.'' Spiegai. Guardai i presenti uno ad uno, cercando di infondere in loro la stessa sicurezza che sentivo scorrere nelle mie vene. ''Quello che io ora vi chiedo è di combattere al mio fianco, non solo per aiutare i nostri genitori, ma soprattutto per assicurarci un futuro migliore.'' Continuai. Draco dovette capire le mie intenzioni, perchè la pressione della sua mano si fece maggiore sulla mia pelle. ''Qual'è il piano?'' Questa volta fu Pansy Parkinson a parlare. Non potei fare a meno di sorridere. 

Attraversai la strada e mi guardai intorno, circospetto. A qualche metro da me, Draco stava camminando con le mani nelle tasche della felpa. Faceva freddo, eppure a nessuno dei due pareva importare. Non ci eravamo nemmeno dati la pena di prendere qualcosa di più pesante prima di andare via da Hogwarts. Passai avanti ad un paio di case prima di trovare il numero civico che stavo cercando. Seduto sul muretto antistante la palazzina, vi era un ragazzo con lo sguardo fisso sul marciapiede. Aveva la testa coperta dal cappuccio della giacca, affinché il viso risultasse nascosto. Misi la mano sopra la bacchetta, pronto a sfoderarla se fosse stato necessario, continuando ugualmente ad avvicinarmi. Fu solo quando fui a qualche passo dal muretto, che il ragazzo, sentendo il rumore delle mie suole che si scontravano con l'asfalto, alzò la testa di scatto. Sospirai di sollievo. ''Nene!'' Sbottai, alleggerito dal fatto che fosse lui. Draco mi raggiunse, salutando il cugino con un cenno del capo. ''Ammetto che mi ha sorpreso il fatto che tu mi abbia chiamato.'' Disse il moro, alzandosi in piedi per venirmi ad abbracciare. Tolse il cappuccio con un gesto repentino, facendo svolazzare al vento i capelli corvini. Per quanto fosse dura da smaltire per un egocentrico come me, Adhane sembrava sempre essere il protagonista di un film, sempre perfetto nei suoi abiti attillati così come nell'atteggiamento, mettendo me e persino Draco completamente in secondo piano. Lasciai che il suo braccio mi cingesse la vita, mentre lui mi avvicinava a sè, lasciandomi un bacio sulla guancia, sotto gli occhi truci del mio fidanzato. Ridacchiai imbarazzato, allontanandomi velocemente. ''Gli altri stanno arrivando.'' Borbottò Draco, più per spezzare il momento che per reale interesse. Insomma, era scontato che gli altri ci avrebbero raggiunto a momenti. Proprio in quel momento ci raggiunse la voce squillante di Aries. Sarebbe stata capace di chiacchierare amabilmente anche in una situazione di vita o di morte. Accanto a lei c'erano Blaise, Pansy e Theodore, mentre dietro di loro si ergevano Tiger e Goyle. ''Parli del diavolo...'' Fece Draco, indicando i nuovi arrivati. Da quando eravamo usciti dalla stanza delle necessità, era rimasto sempre in silenzio. Sapevo che aveva paura di dire qualcosa di sbagliato, così si limitava a seguirmi, mostrandomi il suo appoggio.    Vidi Adhane fare un passo indietro, tenendo lo sguardo puntato verso il gruppetto in arrivo. Aveva gli occhi sbarrati e la bocca semi-aperta, come se avesse appena visto uno spettro.      Stetti per chiedergli se ci fosse qualcosa che lo preoccupava, ma non riuscii a dire nulla, dato che una voce interruppe la mia. ''Geil!'' Per un attimo rimasi confuso, sentendo pronunciare quel nome da Theodore. Nessuno si chiamava in quel modo... a meno che... d'un tratto afferrai. Geil stava per Galen. Theo si stava riferendo di certo a lui, ma come mai? L'unica volta che quei due erano stati insieme era stato alla festa di natale, per quanto ne sapevo; allora perchè sembravano amici? ''Ehi Theo.'' Salutò Adhane a mezza voce, agitando la mano in aria, come a voler comunicare al diretto interessato di non avvicinarsi. Aggrottai le sopracciglia, sorpreso da quel siparietto. Non dovetti essere il solo ad accorgersene, però, dato che tutti si erano fermati a guardare la scena con curiosità mista a confusione. Adhane si grattò la nuca, spostando lo sguardo freneticamente su tutti i presenti, chiaramente agitato. Anche Theodore lo fissava, non sapendo come comportarsi, anche se ero certo di aver visto passare un'ombra di delusione sul suo viso. ''Bene, cominciate ad entrare. Draco vi farà strada. Io e Adhane aspettiamo che arrivino tutti.'' Dissi battendo le mani in modo che l'attenzione si spostasse verso di me, salvando così il mio amico dalla situazione nella quale si era cacciato. Draco mi fissò per un'istante interminabile. Mi stava comunicando, senza l'utilizzo della parola, che non aveva alcuna voglia di lasciarmi solo con suo cugino, ma che lo avrebbe fatto perchè si fidava di me. Annuii, rassicurandolo. D'altronde, a quanto pareva, il moro aveva altro a cui pensare...

 Mi appoggiai  al muretto e attesi che tutti entrassero in casa. Grimmauld Place era deserta, eccetto per qualche cane randagio che gironzolava per la strada, senza una meta precisa. Tutto intorno si sentivano i rumori provenienti dalle diverse abitazioni e le macchine sfrecciare in lontananza. ''Grazie...'' Sbuffò Adhane, ancora rosso in faccia per la vergogna. Incrociai le braccia al petto e assunsi una faccia severa. ''Mi hai detto una cazzata.'' Dissi duramente. Il ragazzo rabbrividì per il tono appena utilizzato, poi abbasso il capo, colpevole. ''Che intendi dire? Non capisco.'' Sussurrò. ''Da quando mi reputi così ottuso da cercare di prendermi in giro così? Cosa credi, che io non sappia riconoscere quell'espressione che hai sulla faccia? Da quanto ci conosciamo, Adhane? Credi sia così facile mentire a me? Dopo tutto quello che abbiamo passato, dopo tutto quello che abbiamo condiviso...'' Ero davvero arrabbiato, mi sentivo preso in giro, ed era una sensazione che mi dava il voltastomaco, soprattutto se si trattava di Adhane. Io mi fidavo di lui, e lui era stato così bravo a prendermi in giro. Era così facile per lui mentire? Su che cos'altro aveva mentito, allora? ''Harry, non so che cosa tu abbia capito, ma...'' Provò a dire. Mi alzai e mi misi davanti a lui, così vicino da poter vedere la sfumatura color caramello che avevano le sue iridi. ''Blaise mi  ha detto che Theo si sta sentendo con qualcuno, qualcuno che non è della nostra scuola. Pare che si sia preso una bella sbandata...'' Dissi tra i denti. Adhane trattenne il fiato, così mi presi la libertà di continuare. ''Dimmi che non sei tu quella persona e rimangerò ogni parola.'' Sussurrai, anche se sapevo già quale sarebbe stata la risposta. Il moro abbassò lo sguardo nuovamente, rimanendo in silenzio. Scossi la testa e mi allontanai, dandogli le spalle. ''Sei stato tu a dirmi che non avresti fatto una cosa del genere. Mi hai rassicurato dicendomi che non ti saresti mai innamorato di lui, perchè era il mio ex, perchè era uno stronzo. E poi mi hai depistato, facendomi credere che ti fossi preso una sbandata per Cedric.'' Mi fermai un attimo e ripresi fiato, tornando a guardare il moro negli occhi. ''Era Theodore fin dall'inizio. Non è così?'' Ero stato così stupido a non accorgermene prima. E sapevo che la colpa non era stata solo di Adhane per aver mentito, ma anche mia, perchè ero stato talmente egoista da non pensare a niente se non alla mia relazione con Draco e alle mie questioni famigliari. Facevo sempre lo stesso errore, pensavo a me stesso e non mi accorgevo di quelli che mi stavano accanto. ''Mi dispiace. Ma quello che ti ho detto quella sera lo credevo davvero. Ho davvero pensato che Cedric fosse un bel ragazzo, e so perfettamente che Theodore è stato uno stronzo con te e che siete stati insieme... proprio per questo ho cercato di tenerlo lontano da me. Harry, tutto quello che ho fatto con lui, è stato scambiare qualche messaggio, devi credermi. Non potrei mai stare insieme a qualcuno se la cosa fa stare male te. Lo sa anche Theo... ecco perchè cerca di tornare ad essere tuo amico.'' Raccontò Adhane. ''Nene. Non è Theo il mio problema. Non me la prenderei mai con te per una cosa del genere. Sono solo deluso dal fatto che tu abbia deciso di dirmi una cazzata piuttosto che la verità. Per quanto Theo sia stato un cretino con me, non significa che non possa essere un ragazzo perfetto per te. Lui ti piace, e sta cercando di tenersi alla larga dai guai per te, quindi ci tiene. Non ho la minima intenzione di mettervi i bastoni tra le ruote.'' Sospirai. Il ragazzo sorrise, anche se era chiaro che i suoi occhi fossero lucidi.
"Sai, è divertente il fatto che ad unirci sono stati proprio i sentimenti che provavamo per te. A quanto pare nessuno dei due era pronto a lasciarti andare..." Ridacchiò.
Andai ad abbracciarlo. Adhane era un pezzo importante di me. Lo amavo, e l'ultima cosa che volevo era che soffrisse a causa mia o di altri. Lo tenni stretto a me con tutte le forze che avevo. Il suo calore era il mio, la sua forza era la mia, lui era qualcosa alla quale non avrei mai potuto rinunciare. "Potter!" Guardai la strada dietro la spalla di Adhane, senza trovare il coraggio di staccarmi da lui. Perchè avevo la sensazione che una volta che ci saremmo divisi, le cose tra noi non sarebbero state più le stesse?
Un corposo gruppo di ragazzi si avvicinò a noi, costringendo il moro ad allontanarsi. Un brivido di freddo percorse la mia schiena, ma chiusi quell'orribile sensazione in un angolo della mia testa, imponendo a me stesso di dimenticarmene. "Siamo tutti qui." Disse una ragazza a capo della squadra. Io annuii. "Bene. Entriamo, ci stanno aspettando." Dissi, dopo essermi schiarito la voce, per eliminare ogni traccia della conversazione appena avvenuta. Dovevo lasciare che le mie vicende personali rimanessero fuori da quello che stavamo per fare. Niente distrazioni, niente egoismo. Adhane mi precedette, entrando in casa a passo svelto con me al seguito. Ci dirigemmo in salone, dove ad attenderci c'erano i nostri amici, e diversi adulti. Sorrisi riconoscendo Tom, Bellatrix e i miei genitori. "Mamma. Papà." Li chiamai, andando subito a salutarli. Tutti gli occhi erano puntati su di noi. In effetti, per tutti io ero un orfano... "Harry, tesoro. Siamo fieri di te." Fece la mamma, baciandomi sulla fronte, mentre mio padre mi scompigliava i capelli. "Adhane ci ha detto tutto. Ottimo lavoro. Sapevamo che non ci avreste delusi." Intervenne Tom. Io annuii soddisfatto. "Il resto del gruppo si è già mobilitato. Stanno aspettando il nostro arrivo alle porte del ministero." Avvisò mio padre. Draco si avvicinò a me e mi prese per mano, facendomi sorridere.
"Adhane è il ragazzo misterioso di Nott, vero?" Bisbigliò al mio orecchio, mentre Tom si congratulava con i ragazzi per la loro presenza e li motivava come solo lui era capace di fare. Avremmo raggiunto subito il ministero, e avremmo attaccato sfruttando l'effetto sorpresa che la soffiata ci aveva dato. Incredibile come qualcosa che avrebbe dovuto danneggiarci, avesse reso il piano ancor più perfetto. Guardai Draco e annuii per confermare la sua supposizione.
"Beh... Due problemi in meno." Sussurrò allora, ridacchiando spensierato. Alzai gli occhi al cielo, ma ero felice di averlo al mio fianco.
"Andiamo." Tom alzò il pugno verso il cielo, ghignando. Tutti lo imitammo. Avremmo finito ciò che i nostri genitori avevano iniziato, avremmo costruito qualcosa di magnifico e avremmo vissuto come avevamo sempre sognato.
Pensai a quanti sacrifici avevamo compiuto per arrivare fino a quel punto. I ricordi che avevamo perso, i dubbi che ci avevano assalito, e le sconfitte che avevamo dovuto subire: tutto per un unico grande scopo.
Aries, Blaise e Adhane si affiancarono a me e Draco, sorridendo complici nella nostra direzione. Anche Theo si unì, appoggiando la mano sulla spalla del mio migliore amico. Adhane fece per scrollarselo di dosso, preoccupato, ma poi ci ripensò, e arrossendo afferrò la mano di Theo, intrecciando le dita con le sue. Ridacchiai.
"Quando tutto questo sarà finito, voglio che mi promettiate una cosa." Li avvertii, guardando la camera svuotarsi pian piano, mentre noi rimanevamo indietro.
"Niente più segreti o bugie." Imposi posizionando una mano al centro del gruppo, i miei amici annuirono in accordo, sovrapponendo le loro mani alla mia.
Ne ero certo. Sarebbero stati sempre dalla mia parte, e non mi avrebbero abbandonato mai. Non importava quante liti avessimo, non importava la differenza di età, il grado di parentela o le relazioni amorose, ci saremmo stati sempre gli uni per gli altri. Fino alla fine.



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