Capitolo 15 -Memories-
"Sirius!" Gridai correndo verso il mio padrino, che scandalizzato dal mio improvviso scatto di impazienza, si preparò a prendermi in braccio. Sorrisi sornione e mi lanciai tra le sue braccia, sicuro che sarebbe riuscito a prendermi, e così fu. Sirius era una di quelle persone. Quelle di cui ti puoi fidare ciecamente. Risi, mentre lui si lamentava di essersi preso uno spavento per colpa mia. "Harry, hai otto anni, sai? E io non sono propriamente un giovincello..." Mormorò cercando di tenermi sù come poteva. "Vecchietto antipatico." Sbottai ridendo. Sirius si fece serio.
"Ah sì? Io sarei un vecchietto?" Disse lanciandomi in aria per poi riprendermi e mettermi a testa in giù, tra le mie risate. "E dimmi, questo lo potrebbe fare un vecchietto?" Chiese per ripicca, tenendomi soltanto per i piedi. "Va bene, va beneeee. Mi arrendo." Gridai. Sirius mi fece scendere, rimettendomi con i piedi al suolo. Mi sorrise mantenendosi la schiena con una mano, sintomo che si fosse davvero fatto male. Finiva quasi sempre così quando giocavamo.
"Sirius! Finirai per lasciarci la schiena." Lo rimproverò Remus, uscendo in giardino soltanto per guardarlo male. Sirius, però, sorrise come suo solito.
"E dai Moony. Non guastarci la festa." Si lamentò come un bambino, facendomi l'occhiolino. Risi.
"Harry, che ne dici di entrare dentro e prendere un pezzo di torta? Sei appena rientrato, no? Avrai fame." Cercò di convincermi Remus. Sapevo che avrebbe fatto di tutto per evitare che io e la sua dolce metà finissimo nei guai, in fondo io e Sirius insieme eravamo davvero terribili. Arricciai il naso, contrariato. "Ti prego Moony, possiamo rimanere ancora fuori? Prometto di non far male a Sirius." Mi lagnai. Remus sospirò. "C'è Draco dentro, non vorresti entrare a salutarlo?" Chiese allora. I miei occhi si illuminarono. Remus conosceva decisamente i suoi polli. Sapeva sempre come fregarmi. Corsi dentro come una furia, sotto lo sguardo vittorioso di Remus e quello deluso di Sirius. "Non ha occhi che per lui, eh?" Borbottò Sirius offeso, rientrando in casa anche lui.
"Sembra te da piccolo. Tu e James eravate uguali." Ammise Remus con una risatina. Sirius gli scoccò un bacio sulle labbra. "Credi di offrire anche a me un pezzo di torta?" Chiese ironico. Remus rise.
"Bleahhh." Feci fintamente schifato, chiudendomi gli occhi con una mano, per poi mettere l'altra sugli occhi di Draco. "Harry! Dai, io voglio vedere!" Di lamentò il mio amico, cercando di togliersi la mia mano dalla faccia.
Sbuffai infastidito, ma lasciai che facesse quello che voleva. "Siete due pesti. A proposito, Harry, tua madre sa che sei qui?" Chiese Sirius sedendosi ad una delle sedie del tavolo, mentre Remus prendeva la torta e ne tagliava alcuni pezzi per poi metterceli davanti. "Le ho gridato qualcosa mentre correvo via. Credo che abbia capito." Feci vago. Il mio padrino scoppiò a ridere. "Degno figlio di tuo padre." Borbottò a se stesso.
Il ricordo sfumò così come era comparso nella mia mente. Al suo posto si fece strada un'altro ricordo.
"Credo che tu piaccia un po' troppo a mio cugino." Sbuffò Draco, incrociando le braccia al petto. Era davvero buffo quando provava ad arrabbiarsi con me.
"Che c'è Malfoy, sei geloso?" Chiesi dandogli una gomitata scherzosa.
Lui mise il broncio. "Ce l'hai ancora per quel bacio?" Chiesi decifrando la sua espressione. Draco sbuffò, ma non rispose. "Draco. Era solo la penalità di un gioco. Perché te la prendi tanto?" Lo punzecchiai. "Perché so che a lui piacerebbe che non fosse solo una penalità." Rivelò. Scoppiai a ridere. "Tuo cugino, però, sa di non avere speranze contro di te, Dray. Sanno tutti che l'unica persona che sceglierei per stare sempre al mio fianco sei tu."
Anche questo ricordo sfumò come il primo. Era come vedere un film, soltanto che le scene erano posizionate una dopo l'altra senza alcun senso logico o cronologico. Sospirai e mi alzai dal letto con la testa che scoppiava. Erano ormai giorni che la mia memoria continuava a riaffiorare. Il mio cervello prendeva le parti del mio passato che più gli aggradavano e me le proiettava a spezzoni. La cosa mi stava davvero sfinendo, ma doveva essere quello il prezzo da pagare per tornare ad essere me stesso, giusto?
Si, perché da quando avevo riacquistato gran parte della mia memoria, mi sentivo finalmente vivo. Come se per tanti anni fossi stato soltanto una piccola parte del vero me. Adesso cominciavo a sentirmi per la prima volta, completo. "Ancora altri ricordi?"
Chiese Draco. Lui non stava molto meglio di me.
Al contrario, sembravamo entrambi due cadaveri, mentre ci trascinavamo da giorni da una lezione all'altra. Persino Blaise aveva cominciato a preoccuparsi.
Aries, però, lo aveva dissuaso da ogni tentativo di approfondimento della questione, convincendolo che il nostro era solo un momento di stress dovuto alle nostre liti di coppia. Ovviamente la sua era solo una tecnica per distoglierlo dalla verità.
A quanto pareva, Adhane aveva raccontato tutta la storia del nostro passato anche a lei quel natale, la sua scelta era stata, però, quella di non voler riavere i suoi ricordi indietro.
Ci aveva, infatti, spiegato che la sua vita le piaceva così come era adesso, e che non aveva bisogno di ricordare altro.
In parte condividevo il suo pensiero, anche se non sarei stato affatto capace di prendere una scelta del genere per me stesso.
"Sai, eri un gelosone anche da piccolo. Credo che io e te fossimo legati fin dal principio." Dissi facendo riferimento a quello che avevo appena ricordato. Draco sorrise dal suo letto. Aveva gli occhi rossi, contornati da profonde occhiaie, risaltate dalla sua carnagione pallida. "È colpa tua. Sei sempre stato così tenero. Ed era chiaro che all'epoca avevi una bella cotta per me." Mi prese in giro. Alzai gli occhi al cielo, avvicinandomi e stendendomi al suo fianco. "Mi sa che non mi é mai passata, allora." Confessai. Draco mise una mano sotto il mio mento e fece avvicinare il mio volto al suo per potermi baciare.
"Pensi che questa cosa vada bene ai nostri genitori?" Chiesi, dividendomi in fretta da lui, andando in panico per un attimo.
Draco mi sorrise, addolcendo il suo sguardo serio. "Harry, a quanto ho visto loro sanno dei nostri sentimenti da molto più tempo di noi. E poi ci sono Sirius e Remus. Loro sono una coppia da anni, e tutti li accettano e li amano comunque. Per non parlare di Adhane. Lui si è dichiarato anni fa a detta di mia madre..." Disse.
"Oh... che bel gruppetto... stiamo organizzando una rivoluzione o un gay pride?" Feci ironico, Draco ridacchiò.
"Spiritoso."
"A voi due è tornato il senso dell'umorismo e la sdolcinatezza di coppia? Ne sono felice." Ci prese in giro Blaise, entrando nella camera con un pacchetto alla mano e l'aria di uno che è appena stato frustato a morte. Mi misi a sedere e lo osservai meglio.
"Zab. Stai bene?" Azzardai. Lui scosse la testa, cercando di sorridere.
"Aries ed io..." E non c'era decisamente bisogno di continuare. Mi alzai e andai ad abbracciarlo. "Dai Zab, vedrai che si risolverà tutto." Lo confortò Draco, dandogli una pacca sulla schiena, mentre lui si teneva stretto a me, piangendo sulla mia spalla. "Ho un'idea." Dissi ad un certo punto. Ormai erano passati più di dieci minuti, e Blaise era decisamente inconsolabile. In fondo, però, la situazione con Aries non mi sembrava così disperata. Poteva essere tranquillamente risolta con un pizzico di aiuto.
I due ragazzi mi guardarono curiosi, in attesa che io dicessi di più. "Oggi è sabato." Cominciai. Draco sollevò un sopracciglio. "Potter. Questa non è un'idea. È un dato di fatto." Fece saccente. Alzai gli occhi al cielo, lanciandogli addosso un pacchetto di cioccorane.
"Fammi finire coglione." Lo insultai. Lui alzò le mani in segno di resa.
"Allora. Pensavo..."
"Quindi tu pensi anche?"
"E basta! Cos'è la serata prendi in giro il tuo ragazzo?" Mi alterai, mentre il biondo scoppiava a ridere di gusto. Rozzo. Il suo migliore amico piangeva al suo fianco per una delusione amorosa e lui si prendeva gioco di me, ridendo come un pazzo?
"Scusa, sfregiato. Pensavo solo di divertirmi un po'. Era da tanto che non ti insultavo. E poi tu lo sai... questo è il mio modo di dimostrarti il mio affetto." Fece in tono piuttosto ironico. Oh, ora eravamo passati all'affetto?
Scossi la testa e lo maledii mentalmente, ma non potevo cominciare una discussione con lui. Non in quel momento.
"Farò finta di niente. Tornando a noi. Cosa ne dite di una festa? É sabato, sono ancora le sette di sera e tutti e tre abbiamo bisogno di un po' di svago." Proposi. Blaise ci pensò meno di un istante prima di annuire con forza. Guardai Draco, ma lui alzò le spalle facendomi capire che a lui non importava poi molto. Sospirai. Gli pareva il momento di fare il misterioso e il vago? "Allora. Cosa proponi?" Si informò Zabini. Sorrisi.
"Spargiamo la voce a cena. Appuntamento alla stanza delle necessità alle undici."
Blaise tornò a sorridere. "Andata!" Disse battendomi il cinque per poi fiondarsi sul suo armadio per cambiarsi, essendo ancora in uniforme. Mi spostai accanto a Draco.
"Che ti prende adesso?" Chiesi a bassa voce. Lui sbuffò come un cavallo infastidito. "Niente. Ho solo ricordato una cosa che mi sarebbe piaciuto non ricordare." Mormorò.
"Ti va di raccontarmela?" Provai.
Avevo la netta sensazione che la cosa mi riguardasse da vicino.
"Tu e Adhane." Sputò.
"Il bacio che gli ho dato per penalità a quel gioco?" Chiesi ridacchiando.
"Harry. Non so quali ricordi tu abbia, ma quel bacio, è stato l'inizio della vostra relazione." Draco sembrava davvero arrabbiato.
"Cosa? Andiamo Dray. Avevamo dieci anni..." Dissi pacato.
"Credi che questo cambi qualcosa?" Provai a rispondere, ma Draco si era già allontanato da me, chiudendosi frettolosamente in bagno.
"Eh no. Ci risiamo. La coppia litigiosa è tornata." Mormorò Blaise.
"Io vado. Ci vediamo dopo." Salutò poi. Feci un cenno con la mano, perso nei miei pensieri. Draco stava davvero esagerando. Aveva portato un piccolo avvenimento alle proporzioni di una catastrofe. Tra me e Adhane non c'era mai stato nulla prima di quel natale...
O forse sì. D'un tratto ricordai.
"Credi che tutto questo vada bene agli altri?" Chiesi impaurito. Per quanto Adhane mi piacesse, non volevo perdere l'amicizia di Draco. "Se per gli altri intendi Draco... non lo so." Confessò Adhane. Sbuffai. Non era per nulla di conforto. "Non parlo solo di Draco. Credo solo che magari noi... non lo so, abbiamo dieci anni, non credi che sia troppo presto per una cosa del genere?" Chiesi imbarazzato. Baciarlo per quella stupida penalità aveva messo entrambi in una situazione a dir poco compromettente. Io, ovviamente, avevo fatto finta di nulla, ma la scenetta non era durata a lungo. Io e Adhane avevamo parlato e ci eravamo resi conto che al di là della penalità, il bacio era piaciuto a tutti e due. Perché era inutile negarlo, a me piaceva Adhane e a lui piacevo io.
"Harry. Non dobbiamo mica sposarci. E poi non mi importa dell'età. Aspetterò." Disse convinto. Sorrisi. Era davvero tenero.
Mi diede un bacio sulla guancia. "Sarai il mio fidanzato?" Chiese speranzoso. Annuii.
"Oh mio dio." Gridai alzandomi e cominciando a camminare per la stanza. "Non ci credo." Gridai ancora. "Ero davvero un bambino precoce." Sussurrai scioccato. Ma che diavolo? Di quali disturbi soffrivo già a dieci anni? Oh beh, almeno adesso sapevo che il mio orientamento sessuale era già certo a quell'età.
"Harry. Non è il momento di fare dell'ironia." Rimproverai me stesso. Tutto quello che avevo sentito di provare per Adhane quando lo avevo visto quel natale, credendo che fosse la prima volta, era tutto vero.
La sintonia che avevamo, il piacere che mi procurava la sua presenza, la sua dolcezza...
Adhane era fantastico e per tutto il tempo mi aveva guardato come il ragazzo che amava da anni, mentre io non sapevo neppure chi fosse realmente. In quel preciso momento mi stavo rendendo conto che forse quei giorni di festa per lui dovevano essere stati davvero un inferno.
Lui mi aveva aspettato, ora lo sapevo. I
suoi sentimenti non erano mutati in quei cinque anni che ci avevano separati, anche se il suo ricordo di me era svanito, lui aveva tenuto quell'amore stretto a sè. Una lacrima scivolò sulla mia guancia. La asciugai velocemente e come una furia andai davanti alla porta del bagno, dal quale Draco non era ancora uscito. Cominciai a sbattere i pugni sul legno duro, sfogando tutta la rabbia e la frustrazione che provavo.
"Sei un fottutissimo idiota! Sai una cosa? Mi sono rotto le palle di stare dietro ai tuoi drammi da prima donna! Te la sei presa per il bacio con Adhane a natale e io ti ho rassicurato, ti ho dato le mie spiegazioni e tu hai capito. E ora? Siamo al punto di partenza perché tu sei un complessato del cazzo? Perché Draco, è questa la verità. Io sto cercando in tutti i modi di far funzionare le cose tra noi, ma tu non mi rendi la vita facile. Ogni scusa è buona per cominciare con questi tuoi attacchi di gelosia!" Gridai a squarciagola. Ero davvero furioso. Draco uscì dal bagno, ritrovandosi con un colpo sulla faccia, dato che ancora stavo prendendo a pugni la porta. Gemette per il dolore, ma io non mi pentivo affatto di averlo preso, anche se per sbaglio. Magari un colpo alla testa lo avrebbe fatto rinsavire.
"Come devo fare per convincerti che ti amo?" Chiesi sull'orlo della disperazione. Il biondo non rispose. Semplicemente mi scansò, prendendo la sciarpa sul suo letto, per poi uscire dalla stanza, probabilmente per andare a cena. Lo lasciai fare, se fosse rimasto in camera probabilmente lo avrei picchiato in maniera molto violenta.
Diedi un ennesimo pugno alla porta, che essendo aperta, andò a sbattere con un tonfo alla parete interna del bagno. Sbuffai guardandomi le mani.
Le nocche ora erano ridotte davvero uno schifo. Entrai in bagno e me le lavai con cura, tamponandole poi con l'asciugamano, che tenni stretto su di esse mentre mi andavo a sedere sul letto. "Andiamo, Harry. Non pensarci. Hai una festa da organizzare." Cercai di convincere me stesso. Buttai l'asciugamano sul pavimento e aprii il mio baule, afferrando un maglioncino blu e un paio di jeans attillati, che indossai con lenta precisione, prima di abbandonare la stanza con un sospiro sconsolato. Non avevo la minima voglia di andare a cena, e se conoscevo bene la mia migliore amica, dopo quello che era successo con Blaise, neppure lei avrebbe avuto voglia di mangiare. Mi avviai, quindi, verso la biblioteca, dove sapevo che l'avrei trovata.
Difatti, la adocchiai non appena misi piede nel locale. Era intenta a studiare su uno dei suoi libri scolastici.
"Hai seguito un corso per essere così Grifondoro?" La presi in giro, andandomi a sedere vicino a lei sul tavolo dove teneva la sua borsa. Aries mi guardò tristemente. Si vedeva che aveva pianto, ma credevo di avere il suo stesso sguardo, così evitai di fare dell'ironia sul suo aspetto.
"Che ci fai qui?" Chiese indispettita.
"Oh, pensavo che io e te avremmo potuto creare un club per ragazzi con evidenti problematiche in campo amoroso." Dissi ironico, lei abbozzò un sorriso.
"Vedo che le notizie corrono in fretta quando il tuo ragazzo è anche il migliore amico di tuo fratello e del tuo migliore amico." Disse ridacchiando per la frase complicata e senza senso appena pronunciata. Ridacchiai anche io. "Beh sì... credo." Borbottai.
"Quindi Blaise ti ha detto che oggi l'ho visto con Ginny Weasley al lago?"
Io annuii. "Sì, e mi ha anche spiegato che lo hai frainteso. Ginny ha una cotta per me a quanto pare, e stava cercando di convincere Zab a mettere una buona parola." Dissi trattenendo una smorfia disgustata. Ero scoppiato a ridere quando Blaise me lo aveva detto. Povera ragazza, doveva essere stata davvero una delusione per lei scoprire che non solo ero fidanzato, ma anche gay. "Davvero?" Gli occhi di Aries si illuminarono. "Sai, tu e tuo fratello avete il vizio di andare via senza sentire cosa hanno da dire gli altri. Sarà una caratteristica di famiglia." Borbottai. Lei si grattò la nuca imbarazzata.
"Sì, forse hai ragione... a proposito, che è successo per farti credere di dover addirittura fondare un club?" Chiese. Era decisamente più rilassata di qualche minuto prima. Evidentemente sapere che Blaise non l'aveva tradita, l'aveva resa di colpo più tranquilla.
"Aries. Il problema è che sono davvero confuso. Draco è sempre stato il mio migliore amico. A quanto pare lo è anche da più tempo di quanto immaginassi... il fatto è che da quando siamo ad Hogwarts il nostro rapporto si è fatto sempre più intimo, e sì, c'è stata la questione Theo, ma io ho sempre voluto stare con Dray..." Spiegai gesticolando in maniera spropositata. "Ma poi è arrivato mio cugino..." Suppose Aries. Sospirai annuendo. "Ho sentito dal primo istante che c'era qualcosa che ci legava, e adesso scopro che a dieci anni per colpa di un banalissimo gioco io e lui ci siamo fidanzati. Ti rendi conto? A quanto pare siamo stati insieme fino a quando non ci hanno tolto la memoria, e poco prima che questo accadesse mi ha promesso che avrebbe aspettato il giorno in cui avremmo potuto stare finalmente insieme." Sbottai.
"Sì, Adhane mi ha raccontato una cosa del genere. Mi ha detto che da quando ha riavuto i suoi ricordi ha fatto di tutto pur di rivederti. A natale era convinto che non appena ti avesse raccontato la verità tu ti saresti ricordato dell'amore che provavi per lui e vi sareste messi insieme. Quando ha visto che stavi con Dray, ha preferito fare un passo indietro. Ma non ha smesso di sperarci. Non credo che smetterà mai di farlo, ma ti ama troppo per farti scegliere. Non vuole crearti problemi con Draco, perché sa che ci staresti male." Rivelò.
Ora stavo peggio di prima.
Aries mi mise una mano sulla spalla.
"Harry, devi scegliere quale sia la strada che vuoi percorrere. E devi sapere anche che qualsiasi cosa tu scelga di fare, uno dei due soffrirà." Disse sincera. "Lo so." Ammisi afflitto. "Oh beh. Per stasera voglio solo non pensarci. Sto organizzando una festa, ci stai?"
"Ci sto."
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