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Era diverso, non molto, ma lo si vedeva nel suo sguardo, nel suo portamento, non più tanto fiero.
Sembrava distrutto da qualcosa, era come se non fosse più forte, aveva l'aria stanca, ma si capiva che, se doveva combattere, lo avrebbe fatto e sarebbe stato in ogni caso un nemico difficile da battere.
-Ero convinto che non avreste osato fidarvi delle spie che io ho corrotto, ma evidentemente mi sbagliavo.- osservò mentre fissava la sua sfidante.
-Solitamente ci si fida degli amici.- rispose Rey tremando sull'ultima parola.
-Tu. Non stare a parlarmi di fiducia. Se ti fossi fidata di me, se fossi restata e avessi imparato da me, ora saresti qui al mio fianco e non ti sentiresti così sola, anzi, non avresti provato altro se non felicità nell'essere padrona di te stessa. Hai preferito imparare da Luke, mi chiedo come tu abbia fatto a convincerlo.-
Riusciva a sentirla, non lo poteva sopportare, lui non poteva introdursi nella sua mente così, era come se le rubasse una parte di sé stessa.
Lo respinse con tutte le sue forze.
-Tu non dovresti neanche nominare la fiducia dopo che tuo padre ciecamente si era fidato di te, per poi essere ucciso dal suo stesso figlio, non oso immaginare cos'abbia provato. Era una brava persona, e tu l'hai uccisa...oh, io lo so come ci si sente: potenti. Non guardarmi in quel modo, lo sai che anche io ho messo fine al destino di qualcuno prima di arrivare qui, ma io sono stata costretta, da te.-
Lui lo sapeva meglio di tutti di cosa stava parlando, era sua la colpa.
-Poe non era nessuno per te, questo lo so. Era tuo amico però; è stato necessario.-
Non poteva far sul serio, non significava nulla per lui. Come poteva non significare nulla?!
-Tu mi hai costretto ad ucciderlo!
Gli hai corrotto la mente! Tu non sai come mi sono sentita! Tu sei un mostro!-
Detto ciò si scagliò in avanti verso Kylo Ren, ma lui la bloccò.
Non fisicamente, ma mentalmente.
Stava cercando di aprirle di nuovo la testa, lei non poteva accettarlo.
Parlò con tono fermo. -Tu provi odio, molto odio. Dovresti stare attenta, l'odio è la prima cosa che può portarti dal Lato Oscuro, Luke te lo deve aver detto.-
-Cosa dovrei provare in questo momento? Felicità? Nessuno proverebbe altro alla tua presenza se non odio.-
Un sorriso inquietante comparve sul viso di lui.
-Farebbero bene a provare terrore.-
Questa volta fu lui ad attaccare, dirigendo la sua spada verso Rey.
Le loro spade si scontrarono diverse volte, senza mai mettere a segno nessun colpo.
La situazione finale era di parità: gli occhi a poca distanza separati delle due spade che si incrociavano e che minacciavano di tagliare la testa ad uno dei due.
-Tu non provi nulla. È orribile ciò che sei.-
Teneva gli occhi fissi nei suoi. Lui pareva impassibile.
Un cenno della mano e i soldati puntarono le armi contro Rey, per poi sparare decine di colpi contemporaneamente.
Si bloccarono a poco più di un metro di distanza da lei, scie luminose rosse che galleggiavano nell'aria.
Era concentrata su di esse, se si stava ad osservare si capiva che era stremata dopo le corse per i corridoi, i combattimenti e la concentrazione che stava usando in quel momento.
Ad un certo punto non ce la fece più, crollò di colpo a terra, senza alcun rumore.
I colpi delle armi si dissolsero e il silenzio calò di nuovo.
Si risvegliò in un posto insolitamente comodo.
Non aveva voglia di aprire gli occhi, era stanca, assonnata.
Gli eventi accaduti le vennero alla mente tutti d'un colpo. Si svegliò del tutto alzandosi a sedere di scatto. Era sola in quella stanza più o meno grande, era oscura, non le piaceva riuscire a vedere solo i contorni delle cose che la circondavano, ma era sicura che non ci fosse nessuno, l'avrebbe sentito se no.
Cominciò con la parete di fronte a sè, cercando con le dita una qualche scanalatura che stesse ad indicare la presenza di una porta.
Non trovò molto fino a che non arrivò alla parete di destra, era impossibile da aprire, troppo difficile al buio.
Non aveva la sua spada laser, si sentiva impotente senza, ma sapeva di avere altre armi a disposizione.
Fissò la porta attentamente, ma non si mosse. Poi avvertì una presenza oltre di essa, ma stava svanendo.
Fermo! Ordinò ad essa e le sembrò che avesse ubbidito.
Apri la porta!
Si sentirono vari rumori metallici e la porta si spalancò, facendo entrare di colpo la luce, che la investì accecandola e facendola inciampare su se stessa cadendo a terra.
-Oltre che ostinata anche sbadata.-
Tutto ma non di nuovo quella voce, ne aveva avuto abbastanza.
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