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L'esplosione stordì tutti per qualche secondo, ma quando i soldati iniziarono a farsi strada attraverso i resti delle porte principali dell'hangar i ribelli, rimasti prima pietrificati da quella scena così fredda, si organizzarono subito in una difesa iniziando a rispondere al fuoco nemico.
Finn era ancora lì, a qualche metro da Rey, impossibilitato dal raggiungerla, solo Jim corse verso di lui e, con fatica, lo trascinò a forza al riparo dagli spari.
-Capisco tutto, ma non le sei di aiuto se ti fai uccidere!- gli aveva urlato mentre era intento a sparare.
Il Millennium Falcon era ad una quindicina di metri da loro, ma non avrebbero potuto raggiungere la nave ora che erano costretti ad indietreggiare, l'unica opzione logica era prendere una nave del Primo Ordine tra quelle presenti nell'hangar.
I bagliori rossastri degli spari degli stormtrooper si gettavano sui loro visi, nascondendo in apparenza quello pallido di lei.
I suoi pensieri erano confusionari.
Kylo sapeva di essere tremendamente egoista, sapeva che se lei avesse potuto muoversi l'avrebbe preso a schiaffi, ma non gliene importava. Pensava solo a portarla via da quel posto, al sicuro.
Si alzò tenendo Rey tra le braccia, la sentiva tremare, il respiro irregolare.
Finn doveva pensare ai suoi compagni, ma vedere il suo corpo inanime tenuto nella sua stretta per la seconda volta lo fece sentire come in quel momento: terrorizzato da sé stesso, in dovere di far qualcosa, ma sapendo di non poter far nulla.
La vide sparire tra le pareti metalliche del Falcon, inutilmente avrebbe urlato il suo nome, ma dopo tutto non è per questo che si fa? ...non è perché, seppur avendo fallito, si spera che quel suono venga sentito?
Non lo poteva ascoltare ora, lui non sapeva neppure se ne sarebbe più stata in grado e questo, con la gola che tratteneva le parole e i movimenti rallentati dovuti alla sua poca concentrazione in quel momento, lo faceva sentire come se fosse stato preso in pieno petto da uno sparo e gettato sul pavimento freddo con forza.
Lo spostamento d'aria generato dai motori del Millennium Falcon buttò a terra alcuni soldati e la squadra di Finn ne approfittò per raggiungere la nave a fianco a loro e avviarne di fretta il decollo.
Finn si avvicinò alla postazione di comunicazione.
-Qui squadra 4, stiamo uscendo dell'hangar secondario a bordo di una nave rubata, abbiamo avuto difficoltà. Comunico che la missione deve essere annullata, occorre andare a far rapporto alla base. Ripeto, fare rotta verso la base- le frasi pronunciate si persero nello spazio e, quando vide il Falcon virare ed avviare la velocità luce fu come se tutto si fermasse, per poi vedere le stelle trasformarsi in scie argentate attorno alla nave. E forse non avrebbe dovuto guardarla sparire, perché ora era immobile, lo sguardo fisso nel vuoto.
Uscì di fretta dalla cabina di comando dopo aver inserito il pilota automatico, aveva mal di testa, il rumore incostante del proprio battito che gli rimbombava in testa.
Avrebbe fatto qualunque cosa per lei, era tutto ciò che sapeva e ormai non riusciva a pensare ad altro, le varie immagini dei corridoi e delle scie di luce che erano riusciti in più di un'occasione quasi a ferirli gli tornavano in mente di continuo, come un flash che lo accecava ogni volta che la guardava.
Si sentiva distruggere ogni secondo passato a fissarla.
Rey aprì gli occhi di colpo e prese a fare respiri profondi.
Si voltò verso la sagoma scura vicino a lei, cercò di chiamarlo per quanto le sue condizioni glielo permettessero, sentiva il dolore propagarsi in tutto il corpo ad ogni movimento, ma non le importava. Ren alzò lo sguardo, ma non la guardò negli occhi, non si sentiva in grado di reggere il suo sguardo.
La ferita non sanguinava più, ma aveva perso troppo sangue, era debole, il solo riposo non sarebbe bastato.
Una fitta la sorprese ed iniziò ad emettere urla soffocate.
Il colpo che aveva preso per poco non aveva beccato un polmone, ma la sua posizione era comunque scomoda spostata di pochi centimetri rispetto a quello sinistro.
Una mano si posò sulla sua, che teneva stretto il tessuto sopra il petto, e il dolore passò, ma lo sentiva ancora pronto ad aggredirla.
-Riposati, tra quattro ore saremo alla base, le coordinate le ho trovate nella banca dati della nave.-
Fece per andarsene, ma fu fermato dalla voce spezzata di Rey.
-Co...cosa hai paura di dirmi?-
Faceva fatica a parlare, la gola era secca e le sembrava di star soffocando.
-Io...io li ho lasciati lì, i tuoi compagni. So che non dovevo.-
Quando menzionò i suoi amici subito l'assalì la preoccupazione, ma si tranquillizzò in poco tempo.
-Loro stanno bene. Lo so.- disse sicura delle proprie parole.
Rey cominciò a tossire e Ren le porse un panno, lei si spaventò al vedere della macchia rossa sulla stoffa. Gli rivolse un occhiata piena di preoccupazione.
-Ti prometto che ce la farai.-
Detto questo uscì dalla stanza, andò a controllare i vari sistemi della nave, cercando di tenersi occupato e di non pensare alle sue condizioni, non era in grado di accettarle.
Erano passate si e no un paio d'ore, minuto più, minuto meno, la stanchezza aveva preso il sopravvento ed era crollato sul sedile del pilota. Poi un suono prese a spargersi nella nave, era straziante, come se qualcosa stesse torturando qualcuno...Rey!
Kylo si precipitò da lei, rischiando di inciampare nella fretta.
-Rey, Rey ....Rey svegliati, svegliati.- ma rimaneva ad occhi chiusi, le urla incessanti.
Si dimenava, il dolore che provava lo avvertiva anche lui, era insopportabile.
-Rey! Svegliati!- la vista di lei in quel momento lo fece sentire male, lo distrusse come qualsiasi altra cosa non avrebbe potuto. Perché faceva così male?
-Rey!- la scosse più e più volte, ma nulla, cos'era che la faceva urlare? Cosa?
Sentiva il suo dolore attraverso la voce.
Non riusciva a muoversi, pietrificata dalla vista di quel corpo privo di vita di fronte a lei.
Aveva i suoi stessi vestiti laceri, i suoi stessi capelli bagnati dalla pioggia e dal sangue, i suoi stessi occhi, ormai fermi. Era come se si stesse guardando allo specchio, solo che il suo riflesso era morto, come non era in grado di spiegarlo, sapeva solo di essere morta un po' anche lei ora. Avvertì un'altra presenza, stava cercando di entrare di nuovo nella sua mente. No, no, non doveva. Lo scacciò da quel posto e fece di tutto per chiudere ogni accesso.
Si svegliò di colpo, con il fiatone e quasi non si sentiva in grado di muoversi e respirare.
Solo dopo un po' si accorse di essere rannicchiata, avvolta nelle lenzuola, contro qualcosa, qualcosa di vivo, e che stava stringendo le sue braccia quasi a spezzargliele.
Provò un senso di repulsione momentanea, ma la sicurezza che avvertiva, mentre sentiva dolore ovunque, la spinse a non fare ne dire nulla.
-Cos'hai sognato?...era un'incubo, lo so.-
Rey ci mise un po' a formulare una risposta, non sapeva cosa dirgli. Era ovvio che volesse saperlo, ma l'aveva già respinto una volta.
-Nulla di cui voglia parlare.-
-Va bene.- avvertì un certo distacco in quelle due parole, come se non gli andasse giù il fatto di non poter sapere, ma lei sapeva che era meglio così, meglio che non sapesse.
Un brivido la percorse e si ritrovò a tremare, le sembrava di star congelando....ma si sentiva anche debole, troppo.
Una mano di Kylo si sollevò e si posò sulla sua fronte.
-Hai la febbre. Vado a controllare se c'è qualcosa tra le scorte mediche.-
Cercò di alzarsi, ma la stretta di lei si fece più forte.
-No....resta.-
-Dovrei guardare comunque.-
Tremava ancora, ma cercava di non darlo a vedere.
-Non..non credo che servirebbe A molto, ti prego.- la sua voce era quasi un sussurro e si percepiva poco anche nel totale silenzio che c'era sulla nave.
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