La fine...dell'inizio...
Io sono Hidra Scarlett Johnson, anche se il dottore mi conosce come Scarlett Johnson, Scarl, Scarlett, Mrs. Johnson, principessa (no comment) e ragazzina rompiballe.
No, non lo ha mai detto, ma certe volte lo pensa.
Me lo sento.
Va boh, dove eravamo rimasti di bello?
Ah si...ALLONS-Y!!!
-
-Emh...dove siamo?-
-Direi da qualche parte nell'universo!!..-
-Cavolo tu si che sei un genio!!!-
-Grazie!!!-
-Era sarcasmo.-
Insomma eravamo capitati un un luogo con un non so che di spettrale:
Intorno a noi vi era il NIENTE.
Il Tardis era atterrato in una piattaforma metallica grigiastra e piena di ruggine che dava proprio l'impressione di voler crollare e trascinare me il Dottore e allegra compagnia via con lei!!!
Insomma, questa divina piattaforma si estendeva per altri dieci metri per poi fermarsi di scatto , interrotta da il vuoto più totale.
E per la cronaca, io dubitavo fortemente che quel bel posticino facesse parte dell'universo conosciuto se anche lo stesso Dottore era all'oscuro della sua esistenza!!!!
Sospirai racchiudendomi i capelli castani in una corta e spelacchiata treccia laterale.
Il Dottore in tanto si era messo a fare le solite cose insensate che si metteva a fare ogni qual volta che si imbatteva in qualcosa a lui sconosciuta.
Come annusare il terreno, mangiare la polvere e assaggiare i sassi.
E io ,mi chiedo:
MA CHI ME LO HA FATTO FARE!!!!
Okay ne é valsa la pena, ma più lo guardo più mi viene voglia chiamare un manicomio!!!
-Segugio, scoperto qualcosa?-
Chiesi avvicinandomi al Signore del Tempo.
-Siamo verso il confine dell'universo, aria respirabile al...59%, è un pianeta artificiale.-Esclamò allegro per poi riprendere a guardarsi in torno con aria curiosa.
-Artificiale? Esistono pianeti artificiali!?!?-
-Ah Ah -
Io corrucai le sopracciglia, mah, qui sta diventando tutto un po troppo strano per i miei gusti!!!
-Bene non voglio sembrare insistente ma...non dovevamo andare a Hollywood?!?-
-Ah Ah-
Grugnii infastidita.
-Potresti degnarti di rispondermi con qualcosa di più significativo di un "Ah Ah"!?!?-
-Oooohhhh...-
- CON UNA FRASE SENSATA È CHIEDERE TROPPO?!?!-
Lui sembrò riprendersi dallo stato di trans in cui era caduto guardandomi con un'aria grave che avevo visto tante volte dipinta sul suo viso e che faceva spesso a cazzotti con i suoi soliti capelli disordinati che gli donavano un'aria alquanto buffa e stana..
-Oh Oh No, Ohhhh no...-
-Oh No cosa!?!?-
Esclamai esasperata.
-Noi non dovremo essere qui - disse finalmente prendendo a passarsi una mano tra i capelli spettinati come era solito far quando era nervoso. - Noi, noi non dovremo assolutamente essere qui!!...-
- E...perché?-
Lui si scosse improvvisamente facendomi sobbalzare.
-Non importa.- Disse con una vocina che si poteva definire stridula, shoccata e con un pizzico di isteria oserei aggiungere - Rientriamo nel Tardis...-
-Ma...-
-Scarlett..- Mi interruppe il Dottore -Entriamo nel Tardis. Ora.- disse scandendo bene le parole.
Dopo un attimo di insicurezza mi avviai insieme al Dottore alla cabina telefonica.
Mancavano pochi passi quando sentii un singolare scricchiolio: mi fermai di scatto guardando la superficie crepata ai miei piedi.
-Dottore...- mormorai con voce tremante. -D...Dottore!?!..-
-Um?-Chiese spuntando da dentro il Tardis.
-Credo che..-Un altro scricchiolio mi interruppe aumentando la mia preoccupazione e catturando l'attenzione del Dottore che prese a guardarmi terrorizzato..- ...ci sia un problema...-
-Oooohhhh No, non dirmi che...-
-Si..-
-Non muoverti..- Disse avvicinandosi lentamente a me ma continuando a mantenere il suo sguardo su di me.
-N..non mi muovo ma...-
-Niente ma Scarlett Johnson, resta perfettamente immobile...- disse continuando ad avvicinarsi e porgendomi la su mano.
-Dottore io non...- Non feci in tempo a terminare la frase interrotta dalla voragine che mi risucchiò.
Feci in tempo a spingere via il Dottore per poi precipitare giù dal dirupo accompagnata dalla voce dell'uomo che urlava il mio nome..
Beh, questo é il modo in cui sono morta e il modo in cui tutto doveva finire anche se, in realtà, era il modo in cui sarebbe iniziato tutto.
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