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11 ➳ Instagram

La riuscite a vedere la foto? D:

Luke's pov

Il caldo sole di Los Angeles mi fece da sveglia quella mattina. Mi stropicciai gli occhi, sbadigliando, senza fare caso a ciò che fosse attorno a me – tipo il meraviglioso ragazzo dai capelli rossi con cui avevo passato la notte, che adesso stava davanti a me con un vassoio tra le mani; non appena riuscii a metterlo meglio a fuoco le guance mi si riscaldarono e un sorriso spontaneo attraversò il mio volto, così come i ricordi di stanotte che si ripresentarono nella mia testa come un film che scorreva troppo lentamente ed inesorabilmente. Non avevo fatto altro che pensare a quello (nei rari momenti in cui ci siamo presi una piccola pausa), e avevo finito per addormentarmi troppo tardi, alle prime luci dell'alba, quando Michael già dormiva abbracciato a me. Ero arrivato alla conclusione che io avevo amato ogni singolo istante di quella notte, ogni respiro pesante di Michael contro la mia pelle, ogni bacio, ogni carezza, ogni parola dolce e addirittura le parole di scherno che mi aveva rivolto una volta tanto come faceva di solito (e avevo amato anche ogni schiaffo sul sedere, ma non vorrei parlare di questo. Dico solo che non pensavo che Michael avesse questo piccolo segreto nascosto, e che l'ho apprezzato più di quanto avrei creduto). Avevo amato tutto, e la cosa mi spaventava un po' ma stavo cercando di non pensarci troppo. Al momento volevo soltanto concentrarmi su quel bellissimo cornetto che intravedevo sul vassoio.

«Hey, buongiorno. Che ore sono?», chiesi, stiracchiandomi. Un po' lo feci apposta per vedere la reazione di Michael, che di fatto deglutì rumorosamente. Io ridacchiai compiaciuto.

«Le tre del pomeriggio», mi rispose Michael, ridendo, «Non volevo disturbarti quindi ho deciso di non svegliarti».

Beh, allora non era mattina come avevo pensato. Avrei dovuto prevederlo, visto che non ho dormito granché. «E... come mai quel vassoio?».

«Ho pensato che avresti voluto fare colazione appena sveglio, così ho chiamato il servizio in camera», spiegò il rosso, sedendosi accanto a me sul letto dopo aver poggiato il vassoio sulle mie gambe. Gli posai un bacio sulla guancia, ringraziandolo prima di fiondarmi sulla colazione – che tra l'altro era deliziosa: cornetto alla crema, cappuccino e pancakes con sciroppo d'acero; stranamente, Michael aveva scelto le mie cose preferite.

«Com'è che sai che impazzisco per i cornetti alla crema e i pancakes?», chiesi curioso, a bocca piena.

Michael mi guardò rosso in volto, sembrandomi vagamente colpevole. «Ehm... puro caso, già».

Sorrisi malizioso. «Non ti credo».

«E va bene», sospirò Michael, sconfitto, «Ho gironzolato un po' su internet cercando tue notizie, sperando di trovare qualcosa sulle colazioni – sembra una stronzata, lo so».

Ridacchiai, sentendo lo stomaco stringersi leggermente mentre pensavo a Michael che si scervellava per capire cosa mi piacesse a colazione. «No, figurati... la trovo una cosa carina. Grazie mille».

Michael arrossì. «Di niente, Lukey», disse, avvicinandosi a me per baciarmi la guancia, «Ah, e se vuoi sentire una storia divertente, credo che la ragazza del servizio in camera fosse tua fan».

Fissai Michael con un sopracciglio alzato. «Davvero?», chiesi divertito, facendo ridere Michael.

«Sì! Quando ho aperto la porta lei mi è sembrata delusa al massimo, poi si è incazzata quando ha visto i succhiotti che mi hai fatto ieri sera, poi voleva entrare in camera ad ogni costo. Le ho dovuto chiudere la porta in faccia, poverina».

Ridacchiai. «Dai, povera ragazza. Avresti potuto farla entrare, avrebbe visto tutto questo ben di Dio», mi vantai indicandomi.

Michael si accigliò. «Certo, così mi avrebbe ucciso per aver fatto sesso con te stanotte e poi avrebbe stuprato te mentre dormivi», mi prese in giro, «E tra l'altro non sei neanche tutto 'sto granché».

Alzai un sopracciglio. «Ah, no? Allora li ho immaginati soltanto tutti quei complimenti che mi hai fatto mentre mi baciavi dappertutto? Oh Lukey, sei così bello, ti mangerei ah», lo presi in giro, facendolo arrossire.

«Tutti diciamo cose stupide da ubriachi. Tu hai detto che ti piace la mia pancia!», sbottò in difesa, sembrando a disagio.

Io ridacchiai. «Tu non eri ubriaco per niente, amico mio. E poi l'ho detto da ubriaco, ma ciò non vuol dire che a me non piaccia la tua pancia!», borbottai io, facendo arrossire Michael.

«Smettila, non voglio riaprire questo discorso. È brutta e molliccia», disse, rabbuiandosi.

Io scossi la testa, posando il vassoio sul comodino accanto al letto e sistemandomi sulle cosce di Michael. Il rosso mi guardò ad occhi sbarrati. «Io la adoro. È soffice e carina e adorabile», mugugnai, incorniciando il volto di Michael prima di baciarlo. Il suo alito sapeva di menta, segno che s'era già lavato i denti. Beh, lui si era sicuramente svegliato molto prima di me...

«Solo tu puoi definire una pancia adorabile, soffice e carina», si lamentò Michael quando ci staccammo.

Alzai gli occhi al cielo. «Senti, io sono la bocca della verità - specialmente da ubriaco - quindi qualsiasi cosa ti dico è la verità», mi lamentai io, facendo ridacchiare Michael maliziosamente. Il rosso mi accarezzò un fianco prima di scendere al sedere e stringerlo, cosa che mi fece gemere.

«Magari potresti mostrarmi le altre cose che la tua bocca della verità sa fare, piccolo», soffiò sulle mie labbra in modo seducente, «Non vedo l'ora di sapere come si sta dentro la tua bocca».

Roteai gli occhi. «Come se il mio culo non ti fosse bastato. A proposito, mi fa ancora male», borbottai. Forse avevo rovinato un po' il momento, ma Michael per fortuna la prese sul ridere.

«La sfortuna dei passivi. Magari un giorno capirai che non ti conviene contraddirmi», mugugnò Michael, lasciandomi un tenero bacio sulla mascella prima di scendere a baciarmi il collo con lentezza maniacale.

Inclinai la testa di lato, socchiudendo gli occhi. «Ma se a me piacesse contraddirti? Stanotte è stata magnifica - certo mi fa malissimo il culo ma è stata una nottata perfetta. La ripeterei altre mille volte».

«Mmh», mormorò Michael sul mio collo, «Perfetto, allora la prossima volta che mi chiami principessa lo prenderò come un chiaro invito a scoparti».

Strinsi la maglietta di Michael fra le dita, gemendo leggermente al contatto delle sue labbra con il mio collo. Persino i suoi baci sul collo erano fottutamente eccitanti. «Okay, principessa», borbottai, alzando la testa di Michael dal mio collo ed incollando le mie labbra alle sue febbrilmente.

Finii di schiena sul letto con il corpo di Michael premuto fra le mie gambe, la mia erezione coperta soltanto dal lenzuolo si scontò con la sua celata anche dai boxer che velocemente finirono sul pavimento assieme alla maglietta che aveva indossato ieri sera. Quando mi fui liberato del lenzuolo che mi avvolgeva ancorai le gambe al bacino di Michael, gemendo mentre il ragazzo introduceva le sue dita dentro di me. Così colto dal piacere quasi non mi accorsi che il mio cellulare stesse squillando; mi allungai per prenderlo dal comodino ma Michael cercò di fermarmi.

«Non rispondere, richiameranno», sbottò pigramente, baciandomi il collo.

Sospirai pesantemente, tentato dal non rispondere. Non potevo farlo però, soprattutto se fosse stato Ashton a chiamarmi. Quando non gli rispondo si incazza sempre e soprattutto da quando è successo il casino agli AMA's gli rispondo sempre quando mi chiama, giusto per evitare brutte sorprese. «Devo rispondere, Michael. Dai, abbiamo tutto il giorno», cercai di convincerlo, baciandolo prima di sedermi sul letto ed afferrare il cellulare, rispondendo senza controllare chi fosse. Tanto ero sicuro fosse Ashton.

«Complimenti! Siete sulla bocca di tutti adesso», si complimentò Ashton, urlando nel telefono. Mi sembrava genuinamente contento, ma non si sapeva mai.

«Non sei arrabbiato?», chiesi timoroso, stringendomi nelle spalle.

«Arrabbiato? Per niente! L'uscita di ieri è stata un colpo di genio, mi stupisco che ci abbia pensato tu. E poi quella foto su Instagram, fantastica!», mi rispose Ashton, facendomi accigliare.

«Quale foto su Instagram?».

«Non far finta di non saperlo, Luke. La foto che avete messo sul profilo di Michael su Instagram - geniale. Sei venuto davvero bene, comunque».

Mi accigliai, se possibile, di più. «Ash, io non so niente di nessuna foto», borbottai confuso mentre mi voltavo verso Michael. Il rosso mi guardava leggermente colpevole. Cominciai a sudare freddo.

«Va bene, continua a fare finta di niente. Ci vediamo dopo Luke!», mi salutò Ashton, staccando.

Posai il telefono sul comodino, fissando Michael in cerca di spiegazioni. Lui mi guardò adesso con indifferenza. «Allora, adesso possiamo fare sesso e basta?», mi chiese, implorante.

«Cos'è questa storia della foto su Instagram?», chiesi io, arrabbiandomi.

Michael distolse lo sguardo da me. «Ehm... posso spiegarti. Tu va a vedere, comunque. Non è niente di compromettente».

Afferrai il mio cellulare con le mani che mi tremavano, accendendo il wi-fi e andando subito su Instagram in cerca del profilo di Michael. L'ultima foto che aveva postato era foto che ritraeva me a letto, di schiena; la descrizione riportava "I like it when you sleep, for you are so beautiful yet so unaware of it", cioè il titolo di uno dei miei album preferiti di quell'anno.

Voltai la testa verso Michael, fissandolo ferito. «Hai trasformato stanotte in una recita, quindi?», borbottai, sentendo qualcosa spezzarsi dentro di me. Io avevo provato sentimenti veri quella notte e lui l'aveva trasformata nella solita pagliacciata per fare scoop. Ma dovevo aspettarmelo, d'altronde Michael l'ha sempre detto che mi odiava, quindi perché non umiliarmi di più?

Michael sospirò. «Luke, io...».

«Vattene», lo interruppi, solenne, «Non voglio stare a sentire le tue scuse patetiche».

«Ma Luke-».

«Ho detto che devi andartene!», strillai io, interrompendolo.

Michael fece come gli dissi, alzandosi e vestendosi sotto il mio sguardo arrabbiato, deluso e ferito. Non riuscivo a crederci che l'avesse fatto sul serio, trasformare qualcosa di vero in una stronzata, darmi in pasto agli animali così. Io avevo provato sentimenti veri quella notte, mi ero reso conto di essermi innamorato per la prima vera volta nella mia vita e lui che ha fatto, per ripagarmi? Ha trasformato la prima volta in cui ho provato sentimenti tangibili in uno scoop. Vedevo anche la sua tristezza, certo, ma non era niente paragonata alla mia. D'altronde io ero l'unico ad avere il cuore spezzato, qui.

Ciò che era iniziato come una finzione è diventato realtà. E quando me ne sono accorto? Proprio nel momento in cui, sconvolto, Michael era uscito dalla mia stanza d'albergo, lasciandomi nudo e inerme su quel letto troppo grande per una sola persona.

***

[A/N] bonjouuur! Mi dispiace avervi fatto avere il capitolo così in ritardo, ma ieri sono stata fino a tardi in facoltà e di sera mentre provavo a scrivere i cameramen della Rai inquadravano Mario Götze e quindi niente, non potevo perdermelo (ma perché sto parlando a vanvera su Mario Götze? Ah, le mie cotte impossibili). Anyways, ecco a voi il capitolo, scritto durante l'ora di spacco - sono in facoltà adesso, rido - e niente, spero non siate troppo arrabbiate con me. Mi dispiace, ma le cose devono andare così. Prendetevela con Michael piuttosto ahahahah

Adesso vi lascio visto che ho sparato abbastanza cazzate. Ci vediamo martedì prossimo! ♥♥

Ps: quello nella foto somiglia troppo a Luke. Ma forse è solo una mia impressione ahahah

Pps: forse non l'avete notato ma io ho una ""piccola"" (per non dire mastodontica) cotta per Mario Götze, un calciatore tedesco. Lo adoro, è un piccolo topino 😻

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