Capitolo 7
Le parole di Camila rimbombavano nella mia testa. Il bicchiere di vino che avevo in mano cadde a terra,provocando un rumore frastornante quando la ragazza mi confessò i suoi sentimenti. Non sapevo come sentirmi, non sapevo cosa provare. Troppi sentimenti ed emozioni stavano lottando dentro di me.
'Era innamorata di me.' Ripensai. Era, non più. Questa conclusione mi fece star male. Non volevo stare male per quello, per i sentimenti che provavo. Forse avevo sempre desiderato ciò che non avevo mai avuto da lei, o forse era solo gelosia nei confronti della persona che l'aveva resa felice.
Non potevo sentirmi così e lo sapevo benissimo.
Iniziai ad agitarmi quando la donna dai capelli biondi apparve al mio fianco. Talmente in confusione per la rivelazione, non riuscii a guardare nessuna delle due donne nella stanza. Camila era felice... con qualcun altro.
"No, stavamo solo parlando." La dolce voce rispose alla sua ragazza, facendomi riprendere dallo stato di trance.
"Dovrei.. um.. prendere da bere." Balbettai.
L'istinto mi diceva di correre via il più veloce possibile, ma fortunatamente con calma decisi di lasciare la stanza. Mentre mi dirigevo verso il bagno, incontrai Normani e mi fermai a parlare con lei. Mi guardò, come se avesse capito tutto. La sua mano prese la mia, portandomi fuori.
"Stai bene? Sembra che tu abbia appena visto un fantasma." Disse la donna stilosa. "Forse una boccata d'aria ti aiuterà, sembra che tu stia per vomitare."
Le mie guance si colorarono di rosso, perché non sapevo di essere stata paralizzata così tanto dalle parole di Camila.
"Lauren? Ciaoo! C'è qualcuno qui?" Normani chiese.
"Io.. lei ha dett.." Farfugliai qualcosa del genere, cercando di articolare una frase sensata. "Pensi che io sia inconsapevole?" Chiesi e la vidi sorridere. Era un sì.
"Di solito sei una persona diretta, che capisce tutto al volo, Lauren. Ma ci sono alcune cose che dovresti percepire di più." Rispose, più seria.
"Cose, tipo?"
"Dimmi, c'è qualcosa che ti frulla per la testa. Qualsiasi cosa sia, puoi fidarti di me."
Presi un respiro profondo, considerando l'idea di raccontare tutto alla mia amica ed ex-compagna di band. Era stata mia amica per anni, l'unica che dopo la separazione del gruppo avesse continuato a parlarmi. La persona di cui mi fidassi di più, ma era anche molto intima con Camila, quindi dovevo calmarmi e non sputare tutto, proprio tutto, fuori.
"Riguarda Camila?" Chiese con calma, facendomi alzare lo sguardo in sorpresa. "Te l'ha finalmente detto?"
Il mio cuore si fermò di nuovo. Lei sapeva? Come cazzo faceva a saperlo lei ed io no? Camila le aveva detto tutto? Ora sì, ero più confusa di prima. Io non sapevo neanche cosa dire, invece la donna di colore di fronte a me sembrava sapere esattamente cosa fosse successo.
"Senti, lo so che non sono affari miei, ma davvero non hai mai notato che Camila provasse qualcosa per te?"
Non sapevo come risponderle. Era la stessa domanda che mi aveva fatto Camila in pratica. Non avevo capito che lei provasse qualcosa per me, oppure ero troppo spaventata da ammetterlo? Parte di me diceva che, infondo, ne ero sempre stata a conoscenza.
"Come fai a sapere cosa provasse?" Evitai la sua domanda, ponendogliene una.
"Quando eravamo ad X Factor, ho notato che c'era una certa connessione tra voi due." Iniziò a raccontare.
Rimasi colpita, mi amava dall'inizio?
"Era come se voi due vi conosceste da anni. Pensavo fosse tenero che tu le stessi così tanto vicino, ma intanto vedevo che Camila ti trattava in una maniera speciale. Ogni volta che eri attorno a lei, non riusciva a smettere di sorridere. Sembrava che tu fossi l'unica cosa che le importasse. Ti abbracciava, ti teneva la mano, si avvicinava il più possibile senza farsi notare troppo e, una cosa che mi ricorderò per sempre, il modo in cui ti guardava. All'inizio pensavo fosse solo ammirazione, ma poi ho capito che c'era altro, perché lei non ha mai smesso di farlo, indipendentemente da quello che è successo tra voi due durante questi anni. Per ben cinque anni, ti ha guardata sempre nello stesso modo. Non me l'ha mai detto, ma l'ho sempre saputo. Tutti l'abbiamo sempre saputo, eccetto te."
I miei occhi erano colmi di lacrime quando Normani finì di parlare. Come avevo potuto essere così stupida? Come ho fatto a non capirlo se tutte le ragazze, compresa quella di fronte a me, lo avevano fatto? Arrabbiata, ecco come mi sentivo in quel momento.
Per tutti quegli anni sono stata spaventata dalla cosa che volevo più di ogni altra cosa, l'amore di Camila. In parte però non l'avevo mai pensato. Era talmente perfetta che credevo impossibile che qualcuno come lei si innamorasse di me.
La fatica impossessatasi del mio corpo adesso stava distruggendo anche la mia testa. Non dormire per quarantotto ore portava a questo. Anche se il mio cervello tentava in qualche modo di capire cosa fare, i miei pensieri erano offuscati. Ma non potevo continuare ad ignorare tutto. Dovevo concentrarmi e trovare una soluzione, prima che l'occasione di chiarire le cose con Camila svanisse.
C'era solo un modo per riuscirci. Odiavo farlo, ma in quel momento ne avevo davvero bisogno.
"Scusa." Dissi soltanto alla ragazza di colore, per poi rientrare velocemente in casa e andare alla ricerca del bagno.
Appena trovato, mi chiusi dentro ed iniziai a frugare nella mia borsa. Trovai ciò che stavo cercando. L'immagine della polverina racchiusa in una bustina, mi fece ragionare per un secondo. Poi però mi guardai allo specchio, notando quanto la mia faccia fosse inguardabile. Odiavo ciò che vedevo quando focalizzavo i miei occhi verdi contro lo specchio. Sapere che sarei potuta essere felice con qualcuno che mi amava così intensamente, mi causò ancora più angoscia.
Così aprii la bustina e creai due strisce della polvere all'interno con una carta di credito. Appena sniffai la sostanza illegale, sentii una scarica attraversare tutto il mio corpo. Subito dopo sistemai il tutto ed uscii dal bagno.
Dovevo parlare con Camila.
Camila's POV
Un modo per definire l'intera notte? Un sogno diventato realtà. Mi sentivo ancora più stupida di quanto mi sentissi sei anni fa. Perché ero ancora triste del fatto che Lauren non avesse ancora riconosciuto i miei sentimenti? Era assurdo prendersela per qualcosa successa molti anni prima. Avevo persino al mio fianco la donna con cui avevo passato gli ultimi sei mesi, più dolce e comprensibile del mondo.
"Cercherò di non essere possessiva o gelosa, ma sento che c'è qualcosa che non mi stai dicendo." Disse Hanna, non appena Lauren lasciò la stanza. Palese, pensai.
"Non c'è nulla di cui preoccuparsi." Cercai di dire.
"Ok, adesso sono un po' spaventata, perché quando qualcuno ti dice che non c'è nulla di cui preoccuparsi, be.. invece c'è, eccome."
"Non è così, Hanna." Ribattei "Ci sono tanti ricordi che.."
"Lo so e ti ho dato pure il consenso di rivederla, ma non pensavo che lei fosse innamorata di te."
"C-cosa?" Dissi in assoluta incredulità.
"Non fare la stupida, Camila. Ho visto il modo in cui ti guarda e di solito non mi interessa quando le altre persone lo fanno, ma.. Sono spaventata perché una parte del tuo cuore è sempre appartenuta a Lauren Jauregui. La parte del tuo cuore che hai dato al tuo primo amore, quella parte così pura e perfetta che, data a qualcuno, non riavrai mai indietro."
Ora capivo come Lauren si fosse sentita qualche minuto prima. Sono stata così stupida. Hanna aveva ragione, una parte del mio cuore apparterrà sempre alla ragazza dagli occhi smeraldo. Non amerò mai nessun altro come ho amato lei.
"Questo è il passato, il mio futuro è con te." Dissi mentre mi avvicinavo alla mia ragazza. Ma quando tentai di baciarla lei girò la faccia, facendomi capire che la mia risposta non era abbastanza o forse, poco convincente.
"Dovrei andare." Disse soltanto.
Mi lasciò all'uscio della porta, da sola. Rilasciai un sospiro di frustrazione perché non era il compleanno che volevo. Tutto era perfetto finché io non avevo rovinato le cose rivelando i miei sentimenti. Sarei dovuta stare zitta. Chi se ne importava se Lauren non era disposta ad ammettere che tra di noi c'era qualcosa? Io no di sicuro.
Le parole di Hanna però permanevano nella mia mente. Perché pensava che Lauren fosse innamorata di me? Adesso ero io quella ignara di tutto? Poco prima stavo accusando Lauren della stessa cosa. Ma lei non poteva essere innamorata di me, era impossibile.
Mi alzai per rientrare in casa, ma proprio quando stavo per riaprire la porta una persona mi si piazzò davanti.
"Devo parlarti." Disse con una voce velocissima.
"No, mi voglio scusare per prima. Non avrei mai dovuto dirlo." Dissi a Lauren, mentre i miei occhi incontrarono il verde dei suoi.
Le sue pupille erano dilatate in una maniera assurda. Sapevo cosa stesse succedendo. Era di fronte a me, dritta e sicura di sé, mentre i suoi occhi perforavano i miei. C'erano alcuni rumors che dicevano che lei si drogasse, ma dopo essere stata a casa sua la settimana scorsa, avevo pensato che fossero tutte cazzate.
"Che hai fatto?" Dissi arrabbiata notando la sua faccia sconcertata.
"Ho bisogno di dirti una co-" Iniziò ma la interruppi subito.
"No, sei fatta come non so cosa." Dissi ancora più arrabbiata di prima.
Si congelò spaventata. "Forse dovresti andare via.." Aggiunsi, con le lacrime agli occhi.
Ma non volevo che succedesse. Non volevo sentirmi indifesa sotto lo sguardo dei suoi occhi. Gli anni che avevo passato con lei erano stati i migliori ed i peggiori. Nessun altro riusciva a farmi provare così tante emozioni. Anche se in quel momento mi sentivo arrabbiata, ciò era sempre causato da lei. La sua presenza mi faceva sentire ancora una sedicenne innamorata.
*Flashback*
Le luci sul palco illuminavano perfettamente la sua faccia mentre ballava la coreografia. I miei occhi non erano gli unici ad essere attirati dalla ragazza dai capelli neri. I movimenti sensuali che faceva riuscivano ad attirare molte persone. Parte di me aveva sperato che io fossi una ballerina migliore, in modo tale da riuscir a ballar con lei, proprio come Normani. Invece mi sedetti tra le poltrone dei vip di quel night club ed ordinai un altro bicchiere di champagne.
Era la notte in cui avevamo rilasciato il nostro terzo album, tutti quanti si aspettavano che debuttasse come numero uno il giorno dopo, a causa della nostra fama. E quindi ci ritrovammo lì a festeggiare, ma io ovviamente non ero una ragazza che andava matta per le feste. Mi feci convincere però dalle altre ragazze. In più guardare Lauren era quasi una tortura, i suoi fianchi si muovevano in una maniera incredibile, facendomi ricordare la nostra ultima notte insieme pochi mesi prima. Fu la notte più bella della mia vita.
Da allora continuammo la nostra specie di amicizia. Ignorarla ancora una volta sarebbe stato difficile, così decisi di allontanarmi senza essere troppo cattiva.
Rimasi sorpresa nel vedere i suoi occhi osservarmi per pochi secondi. Non mi ero neanche accorta che la persona più bella che io avessi mai visto era seduta di fianco a me.
"Dai, balla con noi." Cercò di rendermi partecipe. Il solo pensiero di ballare vicino a lei fece accelerare il mio battito cardiaco.
"No, sto bene. Ma tu puoi continuare." Dissi più freddamente di come volevo. I suoi occhi cambiarono. Il suo sguardo era ferito adesso.
Si alzò ancora ed io vidi qualcuno avvicinarsi a noi. Non avevo la minima idea del perché Lauren uscisse ancora con Jason. Era il ragazzo più coglione che io avessi mai visto. Lo salutò con un bacio e io sentii un nodo in gola, che diventò più grande quando i due raggiunsero la pista da ballo insieme. 'Sarei potuta essere io, cazzo' Pensai.
Le altre ragazze erano più ubriache di me, in particolare la donna dei miei sogni. Jason era completamente sopra di lei. Avrei voluto tiragli una bottiglia in testa. Lei invece sembrava non desiderarlo, ma lui continuava comunque il suo assalto. Ad un certo punto tirò fuori una fiala che sembrava molto sospetta. 'Sapevo che quel coglione avrebbe fatto qualcosa'.
Dopo poco infatti Lauren iniziò a saltare e ballare come una matta. Io e le altre ragazze eravamo spaventate, perché erano giorni che non dormiva o tornava a casa di notte. Ogni volta che qualcuno cercava di parlarle, lei si arrabbiava e non ascoltava nessuno. La visione delle sue labbra poggiate sulla fiala mi fece preoccupare ancora di più.
Sparirono velocemente e non appena tornarono nella sala mi ritrovai un'altra persona davanti a me, elettrizzata, mezza addormentata ma comunque super agitata e disinibita. Iniziò a strusciarsi su Jason, cosa che mi fece capire perché quest'ultimo le avesse voluto dare quella strana fiala. Mi sentivo disgustata da quell'uomo.
Dopo poco tutte le altre volevano già andarsene, eccetto Lauren. Cercai di convincerla, ma nulla.
Erano circa le sei del mattino quando sentii uno strano rumore proveniente dalla sala del nostro appartamento. Sentivo due voci, una delle quali riconobbi subito. Senza sapere cosa stavo facendo, mi alzai e andai alla ricerca del rumore. Quando accesi la luce trovai il corpo di Lauren mezzo nudo aggrappato a quello di Jason. Avrei voluto uccidere quel figlio di...
"Oh, non volevo svegliarti. Non ti preoccupare, la porterò io a letto." Disse facendo un sorrisetto.
Camminai verso di loro e spostai un braccio di Lauren attorno al mio collo. "Lo faccio io, tu hai già dato abbastanza." Ribattei.
Anche se lui cercasse di convincermi, dopo poco si convinse e se ne andò senza dire altro. Io mi diressi verso la stanza di Lauren.
"Ehi..." Farfugliò improvvisamente.
Non risposi, l'accasciai solamente al suo letto. Il suo vestito era già abbassato fino al ventre, quindi lo abbassai ancora di più per toglierlo e le sfilai le scarpe. Stava respirando affannosamente ed io, non sapendo neanche il perché, mi sentivo quasi colpevole.
"Camz.." Disse incosciente, cercando di tenere gli occhi aperti, ma fallendo ripetutamente.
Sentii la sua mano cercare la mia, così intrecciai le nostre dita. Era completamente ubriaca, ma decisi di tenerle la mano.
"Non te ne andare..." Disse aprendo finalmente gli occhi per poi puntarli su i miei.
Mi sedetti vicino a lei, dall'altra parte del letto. Portai una mano vicino alla sua guancia per carezzargliela: le miei dita tracciarono soffici cerchi sotto il suo zigomo. Il rossetto le fuori usciva dalle labbra ed i suo capelli erano tutti scompigliati, ma sembrava comunque perfetta. Rilasciò un piccolo sospiro quando con le dita le spostai una ciocca di capelli dietro il suo orecchio.
"Perché ti stai facendo tutto questo?" Sussurrai, sapendo che lei non mi avrebbe sentita. "Perché non riesci ad amarti, quanto io amo te?"
La mia voce si bloccò alla fine e realizzai che fosse la prima volta che dicevo le famose tre parole. La consapevolezza che lei non stesse ascoltando me le fece ripetere.
"I love you."
Sempre carezzando la sua pallida guancia, sentii qualcuno entrare nella stanza e mettere una mano sulla mia spalla. Mi girai per vedere chi fosse. Normani si stropicciò gli occhi prima di osservare la ragazza sdraiata di fianco a me. Non mi fermai comunque, ormai ero certa che Normani e le altre ragazze sapessero cosa provassi.
"Cosa hai intenzione di fare?" Mi chiese con una voce barcollante.
"Non ne ho idea." Risposi onestamente.
Eravamo tutte quante esauste per il tour, ma Lauren era l'unica che andava avanti. Usciva, tornava la sera tardi eppure continuava a cantare come se niente fosse. Era come se dovesse fare due lavori.
Avevo un brutto presentimento per le Fifth Harmony. Nel giro di un anno sarebbe successo qualcosa ed infatti il dubbio diventò realtà quando, dodici mesi dopo, annunciammo che ci saremmo divise dopo la terribile discussione di cui mi sentivo colpevole.
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